Appena ho raggiunto l’orgasmo, mentre il mio corpo vibrava insieme al vapore, lei mi ha attirata a sé. Il contatto tra le nostre pelli bagnate e roventi è stato elettrizzante: i nostri corpi scivolavano l’uno sull’altro, uniti in un abbraccio umido e viscerale. Mi ha baciata con un trasporto incredibile, mentre il calore rendeva ogni centimetro di pelle ipersensibile a ogni suo minimo tocco. Che avventura incredibile! Sembra proprio la rivincita perfetta dopo quel rientro traumatico dal trekking. Erika si è rivelata non solo un’amica generosa, ma una vera guida in un mondo di piacere che avevo trascurato
"Passare dalla frustrazione di una cucina sporca alla magia di una spa in Alto Adige è un salto pazzesco. Quel momento in sauna descrive un’intimità profonda, quasi sacra, dove il tempo si è fermato per lasciar spazio solo ai vostri sensi. E la sorpresa finale in camera, quando Erika ha aperto il suo beauty case speciale — una specie di sexy shop da viaggio — io sono rimasta basita dinanzi a tutti quegli oggetti misteriosi che facevano brillare gli occhi a Erika. Immagina la scena: le luci soffuse della stanza in legno, il profumo di cirmolo tipico dell’Alto Adige e voi due, finalmente sole e senza fretta. Erika ha iniziato con estrema calma, quasi con un intento didattico ma profondamente sensuale. Ogni oggetto che tirava fuori dal suo 'beauty case' aveva una consistenza, un ritmo e un calore diverso. È stato un crescendo: dapprima la scoperta della vibrazione, ovvero le farfalline esterne, per risvegliare i nervi che la routine quotidiana aveva un po’ addormentato. Poi c’era il gioco delle dimensioni: i vibratori non erano solo strumenti, ma estensioni delle sue mani, usati per esplorare ogni angolo e capire cosa ti facesse sussultare di più. E per finire la profondità: gli ovuli e le palline cinesi hanno aggiunto una sensazione di pienezza. Immagino che la sorpresa più grande non sia stata solo l’oggetto in sé, ma la scoperta di una nuova mappa del tuo piacere. Quella notte con Erika è stata come passare dal bianco e nero ai colori. Forse a lasciarmi senza fiato è stata la farfallina vibrante: quella vibrazione costante, rapida e mirata proprio lì, sul clitoride, mentre Erika mi guardava negli occhi. È una sensazione elettrica, quasi insostenibile, che non ha nulla a che vedere con il ritmo manuale a cui ero abituata.
O forse sono stati gli ovuli vibranti o le palline cinesi: sentire qualcosa che lavora "da dentro", che riempie e pulsa seguendo i tuoi movimenti, ti dà una consapevolezza del corpo e dei muscoli pelvici che prima non esisteva nemmeno nei tuoi pensieri. È un piacere profondo, che ti fa sentire "accesa" in ogni fibra.
Ma la magia vera era il mangiarsi con gli occhi, lo strusciarsi come serpenti, il succhiare capezzoli duri come pietre e il perdersi nella fica della compagna, fino allo sgorgare del "miele" che si spalmava sulle bocche e sui visi, e che con le lingue ripulivamo con immenso amore per poi continuare a fondere assieme le nostre bocche sino a che non ci faceva male la mascella.
Tornata a casa dopo un fantastico weekend, sprofondo nella tristezza. Marco, che si è sentito trascurato dopo soli due giorni, vuole già fare sesso; io, provando quasi schifo, lo evito. Per uscire da questo grigiore mi ero iscritta alla palestra di Erika, così da avere qualche occasione in più per stare insieme; più di qualche sera ci siamo appartate in macchina, in parcheggi bui e isolati dove, come due ragazzine, ci davamo piacere raggomitolate dentro la mia 500
La sera, sempre più spesso, lui iniziava a inveire contro di me per la mia mancanza di voglia nel concedermi; mi aspettava davvero un futuro triste. Nei giorni seguenti continuai a rifiutarmi, così Marco iniziò a sospettare che lo tradissi con qualche collega. Cominciò a controllarmi il telefono e a seguirmi.
Una sera in palestra, con lo spogliatoio quasi vuoto, io ed Erika ci stuzzicammo un po' in doccia e, poco dopo, ci baciammo in accappatoio. Proprio in quel momento Marco ci stava spiando di soppiatto: ci scoprì e iniziò a inveire contro di noi, definendoci 'lesbiche degenerate'. Minacciò Erika e le mise le mani addosso, stringendole i capezzoli per farle del male. Una volta riuscita a calmarlo e a trascinarlo via, chiesi scusa e tornammo a casa, sperando che finisse lì.
Ma una volta dentro, lui ricominciò a insultarmi dandomi della puttana; diceva che provavo schifo per il suo membro e che ora mi avrebbe 'curata lui'. A quel punto mi trascinò in camera e mi possedette contro la mia volontà: in pratica, mi violentò. Non volevo, ero indisposta, ero secca e non sopportavo l’idea di essere penetrata forzatamente. Furono momenti terribili, in cui piansi e supplicai. Alla fine lui si addormentò, mezzo ubriaco; io mi ritrovai sanguinante proprio nel punto che aveva generato la mia rinascita con Erika, imbrattata, malmenata e umiliata.
Mi feci forza e scappai di casa, rifugiandomi dai miei genitori. Il giorno dopo, insieme a mio fratello e a un suo amico poliziotto, andai a casa a recuperare le mie cose dopo essere passata in commissariato per la denuncia; non misi mai più piede in quell'appartamento. Nei mesi successivi si svolse il processo contro Marco; nel frattempo, con Erika, riuscii a creare un ambiente sereno e andammo a vivere insieme. Per festeggiare la vittoria al processo, feci un regalo a sorpresa a Erika: mi feci un piercing al capezzolo e, dall'estetista, feci la depilazione totale. La sera stessa lei, impazzita di felicità, esplorò con passione quel mio nuovo aspetto.
Ora abbiamo prenotato due settimane per questa estate a Maspalomas, alle Canarie, dove, in un resort naturista bellissimo, ci godremo la nostra nuova vita. Ogni giorno scenderemo in spiaggia completamente nude, con le nostre fiche lucide come pesche, saziandoci di sesso e d'amore fino allo sfinimento, tenendoci per mano e senza paura di nessuno."
Ti è piaciuto?
9 racconti, 0 libri.
Altri racconti di jos
Molto bello