Gli afferro il pacco come fosse il pomello del cambio e lo muovo, cercando idealmente di inserire tutte le marce in sequenza casuale.
Proseguiamo a toccarci così per diversi minuti, poi sento la necessità di fare pipì.
Provo a trattenerla, ma la masturbazione a cui mi sottopone il mio amico non fa che accentuare lo stimolo, fino a portarmi a non resistere più. Così mi stacco dalla sua bocca e gli dico dolcemente: “Perdonami, interrompiamo un attimo: devo fare pipì.”
“Che problema c’è?” mi chiede, e aggiunge: “Perché dobbiamo interromperci? Se non le dispiace, la faccia adesso, qui.”
Rimango sorpresa dalla proposta. Così, per essere sicura della sua richiesta, gli chiedo nuovamente: “Qui, in macchina?”
“Certo! La faccia mentre gliela tocco…” dice.
Mette una mano dentro i leggings e trova le mie mutandine sportive elasticizzate, a vita alta. Riprende ad accarezzarmi la patata con ancora maggiore foga, infilando il dito indice nel mio solco intimo, fino a farcelo scomparire.
Dopo un attimo di disorientamento, decido di accontentare questo suo feticismo, così rilascio i muscoli addominali.
Lo zampillo attraversa le mutandine, sgorgando tra le sue dita. Lui accelera il loro movimento, così, dopo la pisciata, si becca anche il potente spruzzo della mia squirtata che finisce fin sul cruscotto e sul parabrezza.
Ho un orgasmo devastante. Le contrazioni della mia vagina sembrano non volersi esaurire.
Durante la mia goduta, non ho mai lasciato la presa sul suo cazzo, ma ora mi ci dedicherò con molto trasporto.
Il tipo è stato bravissimo a farmi godere e in ogni cosa ha fatto da quando ci siamo incontrati al negozio. Perciò, decido che riceverà uno dei miei migliori trattamenti.
Appena mi riprendo dall’orgasmo, lo guardo con occhi raggianti e gli dico: “Adesso tocca a te farti una bella goduta.”
Lo invito ad inclinare il suo sedile e lo aiuto a slacciarsi i pantaloni. I suoi boxer stanno trattenendo a stento l’erezione che immagino possa anche essere dolorosa, costretta dal tessuto aderente.
Gli somministro un paio di veloci ma decise strizzate, poi abbasso il pantaloncino.
Appare alla mia vista un cazzo maestoso, già scappellato, dritto come un fuso e densamente ricamato da vene e nodosità che lo rendono davvero attraente.
“Mmm…” è tutto ciò che riesco a dire o a pensare, mentre allungo la mano destra per impugnare il magnifico scettro. Ormai, ogni mio pensiero è rivolto a questo pisellone e al piacere che riceverò a masturbarlo con tutta la mia abilità di grande troia.
Mi stupisco un po’ a definirmi tale, ma in questo momento mi sto sentendo davvero così: stupendamente e magnificamente troia, ancor di più per il fatto che sto già pregustando il momento in cui narrerò questa esperienza a mio marito, dalla quale ne trarrà anche lui grande piacere e godimento.
Le mie dita affusolate si serrano attorno al pistolone del ragazzo, la cui circonferenza è tale che esse non riescono nemmeno a congiungersi.
Nel mentre, lo fisso negli occhi, tengo la bocca socchiusa e, di tanto in tanto, faccio istintivamente guizzare fuori la lingua.
Lui ha portato le mani sulle mie tette che, costrette dentro al top sportivo, sembrano dover esplodere da un momento all’altro.
Gliele lascio palpare e pastrugnare come più gli aggrada. Proseguo a segarlo lentamente, facendo anche ruotare la mano per stimolarlo maggiormente.
“Ti piace così?” gli chiedo con tono lussurioso.
“Ohhh, signora… Lei ha le mani fatate…” mi risponde sospirando.
“Immagino che avrai un sacco di ragazze che ti fanno questi lavoretti, visto che sei un ragazzo molto carino e gentile…”
“Beh, sì. Ma nessuna è brava come lei, ahhh…”
“Hai voglia di sborrare, caro? Vuoi che ti faccia venire?”
“Ohh…, sì. La prego...” mi risponde con voce supplichevole.
“Adesso ti farai una sborrata che nemmeno te la immagini.” penso tra me e me.
Quindi, avvicino le labbra al glande e, senza interrompere le profonde segate, glielo prendo in bocca, facendo frullare la lingua attorno a tutta la cappella.
Mi è possibile inserirlo solo per pochi centimetri, date le sue dimensioni, ma quanto riesco a succhiare è sufficiente per procurargli un notevole incremento del piacere.
Mi accorgo che il suo cazzo si irrigidisce e si ingrandisce ancora di più. È ormai prossimo a sborrare e le sue dimensioni sono diventate colossali.
Stacco la bocca e il ragazzo, puntando i piedi e le spalle, inarca la schiena. Lo accompagno, adattando il movimento della mia mano sul suo pistolone. Sento gorgogliare lo sperma, ormai prossimo a liberarsi dalla costrizione delle palle.
“Meno tre, meno due, meno uno… Ora!” penso, formulando il mio inesorabile conto alla rovescia che non sbaglia mai, grazie alla mia esperienza di abile segatrice.
Con puntualità cronometrica, l’enorme getto di densa crema bianca spruzza verso il cielo, in un lungo filamento che si distende maestoso e prepotente, per poi rompersi in diversi rivoli che, ricadendo, vanno ad impastarsi sul cruscotto, sul volante e sul suo ventre, arrivando anche sui miei capelli e sul mio avambraccio.
Continuo imperterrita a segarlo come una forsennata, provocando la fuoriuscita di altre spruzzate, meno copiose ma ugualmente numerose che finiscono ovunque.
Quando vedo tali spettacoli, la mia mano prosegue a segare senza controllo, fino a quando non è l’uomo ad invitarmi a fermarla.
Con il suo pieno soddisfacimento, interrompe anche le palpate alle mie tette, ma ci lascia le mani ancora per un minuto, mentre ci scambiamo un tenero bacio che culmina in un’altra vorticosa limonata.
Con la mano pulita, afferro il pacchetto di fazzolettini e lui mi aiuta ad aprirlo e ad estrarne qualcuno.
Mentre cerco di togliermi l’impastamento dalla mano, lui, dolcemente, mi toglie dai capelli un paio di appiccicosi schizzi.
“Non preoccuparti. A casa mi faccio una bella doccia. Guarda come sono conciata…” dico, riconoscente per il suo gesto.
In effetti, sono veramente conciata da buttare via: madida di sudore, impiastrata di sperma ovunque, senza dimenticare che il ragazzo ha anche voluto che mi pisciassi addosso, prima di farmi squirtare, così ora ho mutandine e leggings inzuppati di ogni fluido corporeo.
Lascio che sia lui ad utilizzare i restanti fazzolettini, per darsi una sistemata e per togliere dagli interni della macchina le tracce più visibili dell’enorme sborrata che gli ho provocato.
Appena pronto, mette in moto e inizia la manovra che ci fa tornare sullo sterrato che percorriamo con cautela, data la sua notevole inclinazione.
“È proprio un posto magnifico, non lo conoscevo.” osserva.
“In effetti. Mio marito ed io siamo appassionati di fuoristrada, quindi lo abbiamo scoperto praticamente subito quando, qualche anno fa, siamo venuti a vedere la nostra casa per la prima volta.” gli spiego.
Arriviamo davanti a casa mia. Ferma la macchina, poi mi guarda: il suo è lo sguardo di un ragazzo innamorato. Ricambio con occhi dolci, così prende coraggio e mi chiede: “Ci rivedremo?”
Rimango un attimo in silenzio, poi gli rispondo: “Se fossi single, ti chiederei di fidanzarti con me, te lo giuro.
Ma sono sposata. Anzi, felicemente sposata, con un uomo fantastico che mi permette di concedermi ‘piccole distrazioni’ come questa. Perciò, chissà. Forse, un giorno. Se mi prendesse la voglia che avevo oggi, sicuramente tu sarai la mia prima scelta in assenza di mio marito, ma non posso prometterti altro. Mi dispiace.”
“Capisco, e apprezzo molto la sua sincerità. La ringrazio del piacere che mi ha dato e rispetterò il nostro intimo e dolcissimo segreto.”
Commossa dalle sue parole, non mi sento di aggiungere altro.
Gli do un veloce bacio sulle labbra, recupero il mio marsupio, scendo dal fuoristrada ed entro dal cancello, senza voltarmi. Lui attende che abbia varcato la porta di casa, quindi si allontana definitivamente.
Vado subito in bagno, apro l’acqua della doccia, mi tolgo tutto il disastro di indumenti che indosso e lo butto in lavatrice.
Mi infilo sotto il getto tiepido e, mentre mi massaggio il corpo, inebriata dal profumo del bagnoschiuma, rivedo mentalmente le scene di quanto accaduto poco prima.
Rifletto anche sulle parole che userò per raccontare tutto a mio marito.
Infine, mi viene istintivo questo pensiero: “Amore, cerca di arrivare puntuale venerdì, altrimenti va a finire che faccio un’altra pazzia!”
Tratto dal volume "Atti molto impuri: 22 racconti extra hard di trasgressioni coniugali realmente vissute"
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Sposati da circa diciotto anni, siamo una coppia, all'apparenza, irreprensibile, con numerose relazioni sociali. Viviamo il nostro amore e la nostra grande complicità all'insegna di un sesso spinto, coinvolgente, solare, allegro e intrigante, che per noi è gioia, fantasia, curiosità. La nostra attività erotico-letteraria è presentata nel sito web https://monicamanueldrake.com
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