Mi avvicinai a loro, preceduto dal mio cazzo che si era irrigidito e puntava verso quel capolavoro. Mia moglie mi vide e mi sorrise, preparandosi a presentarmi a loro.
L’alcool quella sera aiutò molto a fare amicizia. Ne bevemmo tutti più del normale ed eravamo tutti allegri e disinibiti. Con quella coppia parlavamo in inglese, soprattutto mia moglie era molto loquace. Non so se lo fece apposta a portare il discorso su certi temi o se ci capitò in modo involontario. Di sicuro non aveva più molti freni inibitori quando confessò davanti a tutti una cosa, parlando con la ragazza:
“Ho visto il tuo uomo in sauna. L’ho visto tra le gambe. Da allora ci penso. Mio marito da anni mi propone di fare degli scambi di coppia… Ecco, con voi lo farei, per provare il tuo uomo… Anche se sarei molto gelosa nel vedere mio marito con una bella ragazza come te.”
I due si guardarono dopo questa affermazione da parte di mia moglie e ridacchiarono fra loro. Poi si strinsero una mano, si scambiarono un’altra occhiata di intesa e poi la ragazza parlò. Io ero trasalito quando avevo sentito mia moglie parlare in modo così esplicito, ma ora attendevo impaziente di conoscere la loro reazione, che fu in qualche modo sorprendente.
“Beh, vedi, resteresti delusa dal mio uomo. È vero, è molto grosso… ma non gli diventa più molto duro…”
Mia moglie la guardò con gli occhi sbarrati. Era imbarazzata. Pensò di aver fatto una gaffe. Ma poi evidentemente l’essere ubriaca vinse ancora rispetto al farsi scrupoli e indagò ulteriormente.
“Non ci credo…” disse. “E quindi come fate a..? Cioè cosa fate?”
La ragazza non si fece problemi a rispondere. Forse il suo essere nordica la rendeva meno pudica su questi argomenti, oppure era anche lei molto brilla.
“Beh, lui è molto bravo con le dita, con la lingua… si può far sesso anche senza una erezione… poi abbiamo qualche gioco e… sì, qualche volta lui mi lascia farlo con altri uomini…”
Nel dire questo si girò verso di me e mi fissò negli occhi. Io avvampai di calore, per l’imbarazzo dell’erezione che sentivo crescere. Ma poi lei continuò:
“… o con altre donne.” e guardò mia moglie.
Poi scoppiò in una risata. Seguita a ruota da tutti noi. Io non capii bene. Forse stava scherzando. Forse era solo allegra. Nessuno di noi era lucido, nessuno era pienamente in controllo delle sue reazioni.
L’argomento dei discorsi cambiò e per un po’ sembrò che la parte piccante della serata si fosse conclusa con quelle confessioni reciproche, fino a quando, al momento conclusivo del cenone, mentre ci apprestavamo a tornare ciascuno nelle proprie camere, lei si rivolse di nuovo a noi:
“Volete venire nella nostra camera?”
Io e mia moglie discutemmo un po’ tra noi in italiano, in modo che non capissero cosa ci dicevamo. Eravamo entrambi nell’ottica di concludere quella serata con qualcosa di trasgressivo, anche se lei non era molto contenta del fatto che forse soltanto io avrei potuto scopare con quella bella ragazza. Ma alla fine era troppo curiosa ed acconsentì.
Salimmo con loro. Entrati in camera ci accomodammo.
“Allora, lo vuoi vedere?” disse la ragazza a mia moglie iniziando a slacciare i pantaloni al suo uomo. Mia moglie rispose allegra e impaziente. Si avvicinò ed entrambe le donne si inginocchiarono davanti a lui che aveva i pantaloni abbassati. Il cazzo era veramente impressionante, le dimensioni avrebbero potuto benissimo essere quelle di un cazzo eretto, ma penzolava morbido. Le due donne lo toccarono, lo accarezzarono, lo soppesarano, lo baciarono, senza provocare gran ché come reazione. Mia moglie sembrava essersi dimenticata che io ero presente e che la stavo guardando maneggiare il cazzo di un altro.
Poi però si rivolse a me e mi disse di avvicinarmi. Mi fece spogliare e mettere vicino a lui, per fare un impietoso confronto. Nel fare questo entrambe le donne mi toccarono allo stesso modo con cui avevano toccato lui. Purtroppo anche la reazione fu la stessa. Non so se fu il nervosismo, l’umiliazione, la solidarietà maschile o chissà cos’altro, ma neanche il mio cazzo diede segni di vita. Ed io lo maledii: se non collaborava non avrei potuto scoparmi quella gran figa. E più ci pensavo e più cercavo di farlo reagire e meno lui si induriva.
Mia moglie sembrò fortemente delusa. Forse mi avrebbe veramente fatto scopare con lei. Io diedi la colpa all’alcool che avevo bevuto. Poteva anche essere vero, avevo un po’ esagerato, come tutti.
Le due donne si guardarono, alzarono le spalle e scossero la testa. Poi la ragazza si avvicinò e mia moglie e la baciò, subito dopo averle detto:
“Ho dei giochi, possiamo fare da sole.”
Mia moglie non aveva mai avuto esperienze lesbiche, ma quella sera sembrava pronta a tutto.
Scattò in piedi, annunciò che anche lei ne aveva uno, e corse fuori dalla camera, diretta alla nostra per prendere quello che le avevo regalato.
Così mi ritrovai per un po’ da solo con loro e li osservai mentre lui iniziò a masturbarla e poi lei lo spinse sul divano e gli salì sopra, facendosi mangiare la fica. Nell’essere così semplice spettatore, a cui non era richiesto nulla, il mio cazzo decise che poteva dare segni di vita.
Quando tornò mia moglie tenendo in mano trionfante il dildo enorme che le avevo preso (ci pensai poi dopo, si era fatta i corridoi dell’hotel con quello in vista…) mi vide col cazzo duro.
“Eh, no, troppo tardi.” commentò e prese per mano la ragazza.
Si spostarono sul loro lettone. Io e lui le seguimmo, da bravi spettatori. Osservai mia moglie destreggiarsi in un rapporto lesbico con una maestria che sembrava che non avesse fatto altro fino ad allora. Era estremamente eccitante. La ragazza poi era uno spettacolo e sono sicuro che piacque tantissimo anche a mia moglie per quanto era bella. Dovetti evitare di segarmi con troppa costanza altrimenti avrei goduto subito.
Le due donne si capivano e l’una faceva godere l’altra con apparente facilità. Quando ad un certo punto mia moglie si mise a quattro zampe con la schiena inarcata e il culo verso l’alto la ragazza capì che doveva usare il grosso dildo e glielo piantò con facilità nel culo. Poi prese per mano il suo uomo e lo posizionò dietro a mia moglie. Lui la afferrò per i fianchi e mimò l’amplesso premendo il dildo dentro di lei col pube, quasi fosse uno strapon. Mia moglie impazzì e urlò in maniera scomposta il suo piacere.
Il dildo non perdeva mai la sua consistenza e questa scena dunque potè andare avanti a lungo. Mia moglie non sembrava volersi fermare e lui sembrava apprezzare di scoparla con quel surrogato di cazzo. Notai come dal suo cazzo sgorgarono parecchie gocce si sborra, durante tutto l’amplesso.
Tutto ciò diede modo alla ragazza di rivolgersi a me. Era interessata al mio cazzo eretto. Si inginocchiò per leccarlo. Poi si girò e volle essere scopata. Ormai mi segavo da così tanto che avevo superato quel momento in cui per l’orgasmo sarebbe bastato un nulla e così riuscii a durare a lungo abbastanza da fotterla in entrambi i suoi buchi.
Mia moglie, persa nei suoi orgasmi, girò la testa e ci vide. Capii che non era molto contenta di vedermi godere del culo di quella giovane, ma capii anche che era talmente avvolta nel piacere che avrebbe accettato tutto. E infatti lo dimostrò anche poco più tardi, quando si dedicò amorevolmente al mio cazzo con la sua bocca, dividendolo equamente con la bocca della sua nuova amica.
Racconto selezionato dalla redazione, scritto originariamente da: analcoholic
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