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Mamma: è zia Irene che mi scopava
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Racconto15 min di lettura

Mamma: è zia Irene che mi scopava

Piano piano, irresistibilmente attratti dall'amore, mamma e figlio finiscono a letto...

estasi io
1 anno fa · 3.2k letture · 1

E' zia Irene che mi ha sverginato


Talvolta gli eventi della vita ti danno proprio l'impressione che per ognuno di noi esista un destino già scritto.

Infatti quel giorno,a quell'ora e in quel magico momento,il destino aveva voluto che al mattino avessi rifatto il letto con le stesse lenzuola di lino bianco con le quali avevo trascorso la prima notte di nozze con mio marito.

Per onestà,devo dire che anche allora non ero più vergine.

E con la stessa onestà devo aggiungere che il mio sposo non mi aveva fatta librare leggera sul letto ma mi ci aveva accompagnata vestita e mi aveva scopata come sempre con l'unica variabile importante appunto,che avevo ancora indosso l'abito da sposa bianco di tulle con applicazioni in pizzo e seta.

Da quel giorno ovviamente,non l'ho più indossato e l'abbiamo riposto cone le stesse macchie organiche sgorgate dal nostro amplesso.

In quel momento io e mio figlio eravamo entrambi già nudi e volavamo sulle candide coltri accompagnati solo dal nostro desiderio e dal calore dei nostri corpi.

Deposta con delicatezza in posizione supina,lui mi si era inginocchiato di fianco e mentre mi sfiorava con un incredibile tocco leggero,avevo chiuso gli occhi e mi ero lasciata trascinare dal languido vento del peccato.

Delle sue dita che sfioravano la mia pelle procurandomi brividi di piacere,mi pareva di percepire solo un lieve contatto sensuale e magnetico.

Le sue labbra umide appoggiate sulle mie,si aprivano con facilità un varco con la mia bocca per favovire l'incontro delle nostre lingue che si cercavano vogliose per danzare insieme nel liquido delirio dei sensi e delle nostre salive.

E poi,la sua bocca sul mio collo,dentro le mie orecchie,sulle spalle e sui seni resi incredibilmente gonfi dalla dolcezza del contatto e dalla libidine che riusciva a scatenare.

Le dita frugavano ogni lembo di pelle del mio corpo oramai totalmente aperto e abbandonato alla sua passione.

Quando finalmente la lingua,dopo aver tracciato un solco di saliva sulla invisibile linea dell'amore che conduceva dalle labbra,sul seno e poi,attraverso l'ombelico sul monte di venere,aveva incrociato la clitoride che già irta aspettava le sue attenzioni.

Credo che una scossa elettrica non avrebbe potuto provocare un sussulto più potente del mio corpo,di quello causato dal contatto dello spillo rovente che mio figlio aveva sulla punta della lingua.

Quel solo contatto,una puntura,prima ancora che si avventurasse oltre,aveva già provocato l'apertura dei rubinetti che irroravano le pareti della mia vagina.

Dopo avermi morso,leccato e schiacciato il bottoncino del mio piacere,e prima ancora che si avventurasse oltre,ero stata sconvolta dal primo pazzesco orgasmo.

Con una incredibile prontezza,lui era subito corso a poggiare la bocca sulle grandi labbra della mia rorida fica per poterne suggere ogni goccia sgorgata dal mio godimento.

Poi,allargando in modo osceno le mie cosce,vi aveva infilato la testa per poter lavorare le mie piccole labbra e ancora oltre le pareti interne della vagina dalle quali scorgava il mio miele prodotto dell'esplosione del mio secondo orgasmo.

A quel punto,il mio corpo inerme ed il mio respiro corto,l'avevano spinto a risollevarsi e portarsi sopra di me per un contatto fisico caldo,materno,dolce,languido,sensuale e osceno al tempo stesso.

In quel momento eravamo la rappresentazione plastica di tutto quanto di più bello e osceno vi possa essere su questo mondo.

Il corpo nudo di un figlio unito ancora a quello della mamma come quando era fanciullo che si apprestava a campiere l'atto più scandaloso e peccaminoso secondo la concezione della morale cattolica e l'ipocrita cultura che da essa ne trae origine:L'icesto" 

Con le sue mani che accarezzavano il mio viso e la lingua che frugava ogni angolo della mia bocca,sentivo anche i battiti del suo cuore e la pressione della sua verga sulla pancia.

Poi,con un movimento lento e misurato,mi aveva portato le mani sotto le cosce e dopo aver posizionato le mie gambe sulle sue spalle,aveva preso l'uccello e lo aveva fatto scivolare lentamente dentro il mio corpo.

L'estremo atto osceno tra una madre e suo figlio si era compiuto!

Era dentro di me!

L'organo di riproduzione del maschio,era tornato nel luogo che lo aveva generato per replicarne forse,in un inedito gesto d'amore,il proibito atto ricreativo.

In quel momento di piacere e di obnubilazione della mente,avevo persino desiderato che mi ingravidasse ma in mio soccorso,era giunto il fatto che,per difendermi dai miei amanti,fossi protetta dalla pillola.

-Che bello amore...cha cazzo...che cazzo che hai....come mi fai godere...amore...godo...godo....-

A quel punto,aveva cominciato a cavalcarmi con un incredibile crescendo riuscendo ad ogni affondo a conquistare un nuovo spazio dentro il mio cedevole corpo.

E godevo,lo imploravo di chiavarmi più forte di spingere più a fondo col suo cazzo...il suo cazzo..

Dio mio!

Solo Dio sa quanti orgasmi mi aveva procurato ancora prima dell'affondo finale in cui accompagnato da un grido terrificante,dopo aver cercato la mia approvazione gridando "Mamma...vengo...vengo...sto venendo.." ed aver avuto il mio consenso.."Vieni amore...vieni..vienimi dentro...impregna l'utero che ti ha generato col tuo seme...amore..amore..." -Sborro...mamma...sborroooo sborroooo...-aveva cominciato a versarmi in corpo e nel cervello i suoi caldi e potenti fiotti.

Da quando mi aveva distesa sul letto a quando era venuto,erano passate più di due ore.

Un'eternità!

Un'eternità rispetto alla mie abitudini,a mio marito ed ai tanti maschi ai quali mi ero concessa.

Ma dove aveva imparato così giovane ad esercitare con tanta maestria l'atto del sesso e dell'amore?

Quando si era sfilato,ci siamo trovati distesi su un lago di sperma,umori e sudore.

Un vero campo di battaglia!

A quel punto si era fatto tardi.

Io ero sfinita ed anche lui era alquanto stanco.

Non avevo la forza e neanche la voglia di cambiare il letto a quell'ora e dunque,avevo passato la notte abbracciata a mio figlio nel suo letto alla francese.

Al mattino,mi ero alzata prima di lui e l'avevo svegliato portandogli il caffé a letto.

-Ciao amore.-

-Ciao mamma....ho fatto un bel sogno!-

-Non era un sogno amore...è successo davvero!Tutto è successo per davvero!-

Più tardi dopo che anche lui aveva fatto la doccia(Entrambi avevamo dormito abbracciati senza lavarci,imbrattati di ogni fluido e sudore ma felici) mentre eravamo seduti a far colazione gli avevo detto:

-Amore,sei stato davvero magnifico stanotte.

Nessuno mi aveva mai fatta godere così!

Ma dove hai imparato a fare l'amore in questo modo...chi ti ha insegnato?

Devo confessarti che ieri,quando superando le remore morali che mi bloccavano avevo deciso di fare il grande salto,mi aspettavo di trovarti impacciato ed inesperto ed ero pronta a farti da maestra ma tu.....-

-Lo so mamma...io ti ho stupita.-

-Chi ti ha insegnato a fare l'amore così divinamente bene?-

-E' stata la zia Irene mamma.-

-La zia Irene chi?-

-Tua sorella mamma,la zia Irene tua sorella con la quale ho trascorso buona parte della mia infanzia e della mia pubertà e sino a quando tu,avendo trovato finalmente un lavoro quì in città,non hai avuto più il problema di lasciarmi da lei per tutto il giorno.-

-Ma come tu...un bambino....-

-Mamma,con la zia Irene,vi è sempre stato un rapporto speciale.

Quando non c'era il marito in casa,lei girava quasi sempre svestita o coperta in maniera sommaria.

Io e lei trascorravamo la maggior parte del tempo nudi...senza alcuna malizia ovviamente.

Poi mentre io crescevo,lei mi spiegava tutti i cambiamenti che subiva il mio corpo.

I primi peli...le prime polluzioni...le prime reazioni con le ragazzine che mi avevano portato a guardare le sue forme nude da un'ottica diversa.

E poi,le prime seghe che lei stessa mi aveva insegnato a farmi.

Insomma mamma,mi ha davvero accompagnato in modo naturale e senza traumi verso il mondo del sesso.-

-Ok...ok... ma poi?

Il tuo incredibile modo di baciare....il modo di accarezzare....il tuo tocco leggero....il tuo essere tu a letto insomma!

Quando ti ha insegnato a fare l'amore?-

-Non ricordo bene ma credo di non aver avuto nemmeno la maggiore età quando mi ha concesso tutto il suo corpo.

Prima erano solo baci,carezze e masturbazioni reciproche.....una nave scuola del sesso insomma.

Poi un giorno aveva scoperto che il marito la tradiva e da allora era tutto cambiato e siamo diventati amanti.-

-Dio mio che bella storia!

Ma perché non me ne hai mai parlato e perché anche lei.....-

-Mamma,anche tu ieri hai verificato quanto sia difficile trattare argomenti così delicati.

Adesso comunque,dopo quello che è successo tra noi,credo che sia giusto informare anche lei.-


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