Mamma: è zia Irene che mi scopava

estasi io
12 days ago

-Si così...così....dai..dai...dai così...che cazzo..che cazzo che hai!-

Mio figlio, benché fosse la prima volta,mi stava scopando in modo divino.

Mentre mi cavalcava mi chiedevo dove mai,alla sua giovane età avesse imparato a far godere in quel modo una donna scafata come me che pure di cazzi ne aveva presi tanti.

Mio figlio era un bel ragazzo non ancora ventenne ed era fidanzato con un bellissima ragazza che mi dava l'impressione di essere un po frigida.

Lui pareva non preoccuparsene molto giacché,aveva molte ragazze che gli ronzavano attorno e qualche volta,li avevo anche sentiti scopare nella sua camera quando una di loro veniva per studiare.

Per contro,i giorni in cui la sua ragazza da Pesaro,veniva a Bologna per l'università,non li avevo mai sentiti fare l'amore.

Quel giorno si erano verificate una serie di coincidenze che avevano fatto si che le nostre strade si incontrassero inaspettatamente e nel modo meno convenzionale.

Mio marito era fuori per un viaggio di lavoro ed io avevo un appuntamento "galante" col mio amante del momento,uno stronzo sposato che però a letto ci sapeva fare e mi faceva godere davvero come una matta.

A dire il vero mi faceva godere come una troia e come tale,mi sbatteva senza alcun riguardo.

Mi piaceva!

Mi piaceva quando riempindomi col suo cazzone duro,mi sparava in corpo i suoi fiotti di sperma e mi diceva "Troia...prendi...questo è per te e per quel cornuto di tuo marito!" e giù a pomparmi sino a farmi impazzire di piacere.

La cosa incredibile però,era la sua capacità di farmi godere ancora con la bocca prima di essere pronto per nuovi assalti in tutti i miei buchi.

Quella sera mi ero preparata di tutto punto per lui e mentre in macchina mi dirigevo verso il nostro solito albergo,mi aveva telefonato annullando l'appuntamento a causa di problemi con la moglie.

Ero rientrata a casa incazzata nera,dove avevo trovato mio figlio in cucina che beveva qualcosa col viso alquanto alterato.

Anche lui aveva avuto un problema con la sua ragazza con la quale quella sera,approfittando dell'assenza mia e di suo padre,aveva previsto di fare l'amore sul nostro lettone.

Improvvisamente,accennando ai nostri intimi problemi che ci univano,anche se in modo diverso nello stesso stato d'animo,avevamo scoperto che entrambi eravamo delusi ma ancore eccitati e vogliosi.

Lui più o meno intuiva le mie scappatelle ma non se ne curava per via del cattivo rapporto che aveva con suo padre.

Per un momento,un pensiero osceno aveva attraversato la mia mente facendomi vedere in quella stessa stanza un maschio ed una femmina arrapati.

Ripresami con una scossa da quell'osceno pensiero,mi ero ripetuta per mille volte "E' mio figlio!E' mio figlio!E' mio figlio!"

Cercando di scacciare dalla mente quel tarlo molesto,mi ero messa in cucina a preparare la cena.

Mio figlio intanto,si era chiuso nella sua camera in attesa che lo chiamassi per mangiare.

Quando,dopo aver bussato ero entrato nella sua camera,l'avevo trovato al telefono che parlava con la sua ragazza mentre con la mano libera armeggiava col suo cazzo in tiro.

Quella visione era stata per me più attrattiva di una calamita.

Senza più pensare e senza porre tempo tra il cervello oramai nel pallone e l'azione dei miei gesti,mi ero avvicinata a lui ed inginocchiandomi glielo avevo preso tra le labbra e mentre parlava ancora con la sua ragazza,lo avevo spompinato sino a farlo godere nella mia bocca.

Poi,dopo averlo ripulito con la lingua,mi ero alzata e con la voce impastata gli aveva detto affinché anche la sua ragazza sentisse:

-Andrea,la cena è pronta!-

A tavola eravamo rimasti entrambi in silenzio ed alla fine,mentre io sparecchiavo e sistemavo le stoviglie e la tavola,lui si era seduto in salotto a guardare la TV.

A quel punto l'avevo raggiunto e rimanendo in piedi davanti a lui gli avevo chiesto:

-Cosa facciamo Andrea,andiamo sul lettone di mamma?-

Mentre lui senza rispondere si stava alzando,avevo lasciato scivolare il mio camicione a terra rimanendo completamente nuda davanti a lui.

Francamente,quando anche lui si era spogliato,ero rimasta allibita davanti al suo corpo che non vedevo più da molti anni.

Era bellissimo!

Un corpo asciutto e muscoloso con la pelle liscia ed una incredibile verga che si ergeva turgida verso il cielo.

In quel momento aveva inizio la nostra meravigliosa storia incestuosa dagli sviluppi imprevedibili.


Sesso al telefono e pompini materni


Nel breve tragitto tra il soggiorno e la camera da letto,il calore della sua mano che stringevo con la mia,pareva correre veloce verso il cervello come fosse il formicolio che senti toccando un filo con la corrente.

Altrettanto velocemente nella parte cosciente della mia mente,erano ricomparse le immagini di quello che era successo nella mia vita nel breve volgere del tempo di quella strana serata.

Con l'umore in conflitto tra la delusione per il bidone che avevo subito ed il turbamento per le cose che,incredibilmente avevo svelato a mio figlio ricevendo come risposta alcune sue intime cose che mai si dovrebbero rivelare ad una madre,avevo preparato la cena per me e per lui col timore(e forse il desiderio) che a tavola,avrei potuto andare anche oltre con le mie più intime confidenze.

Quando avevo bussato alla sua porta per farlo venire a tavola,non avevo avuto risposta.

Dopo aver bussato per la seconda volta con lo stesso risultato,avevo socchiuso la porta ed alla luce del suo abajour,lo avevo intravisto disteso sul letto.

Era impegnato in una conversazione alquanto concitata con la sua ragazza e per questo forse,non mi aveva sentita.

Dopo aver varcato la soglia della sua porta,mi ero resa conto che mentre parlava aveva la cerniera del jeans aperta e col membro fuori,si masturbava.

La vista di quell'arnese e la disinvoltura con la quale lo manovrava parlando con la sua ragazza,mi avevano impressionata facendomi avvampare in viso per la vergogna di aver violato la sua intimità e contemporaneamente,con un colpo secco,il mio cuore aveva cominciato a pulsare come impazzito.

Paralizzata dalla situazione,ero rimasta bloccata sino a che,guidata da un istinto irrazionale,non mi ero avvicinata al suo letto e dopo avergli scostato la mano,avevo cominciato a leccarlo come fosse una leccornia,un dolce...un gelato.

Mentre la mia lingua scorreva sulla sua asta,bianca,lucida e liscia,lo sentivo vibrare tra le dita.

Completamente fuori di me,lo trattavo con la stessa avidità,lo stesso gusto e la stessa sapienza con la quale lavoravo il cazzo dei miei amanti completamente indifferente al fatto che fosse quello di mio figlio.

Gli leccavo lo scroto risucchiandone i testicoli come fossero olive,risalivo a pennellarne il gambo guduriosamente liscio e così diverso da quelli scuri,pelosi e nerboruti ai quali ero abituata.

Soffermandomi sul frenulo percepivo le sue contrazioni tra le dita e sotto la lingua.

Quelle contrazioni,procuravano brividi incontrollabili a tutto il mio corpo

In quel momento però,già straordinario ed osceno di suo,ad aumentare la mia foia,vi era il fatto che via via che procedevo nel mio "trattamento",gli ansimi di mio figlio,divenivano gemiti più rumorosi che rendavano difficile la conversazione telefonica con la sua ragazza.

Le cose che si dicevano all'inizio,avevano cambiato tono ed in quel momento,avevo capito che stavano facendo l'amore al telefono:

-Lo sai che ti stavo aspettando per fare finalmente l'amore con te e mi hai fatto l'ennesimo bidone.....capisco che tu aspiri ad arrivare al matrimonio vergine ma come posso io aspettare tutto quel tempo e poi,sposarci senza neanche conoscerci intimamente...-

Erano i discorsi sui quali insisteva mio figlio all'inizio.

-Mmmmm....oooooo.....scccc....si..si...mi sto masturbando....visto oooo....uuuu....che non possiamo fare l'amore...posso almeno farmi una sega...-

Via via che lo succhiavo,aumentavano i suoi ansimi,la voce gli diveniva più impastata e le sue parole sempre più prive di senso,parevano aver coinvolto anche la sua ragazza.

Improvvisamente,aveva acceso il viva voce e potevo sentire anche i gemiti della ragazza che a quel punto si stava masturbando anche lei.

Stavano facendo l'amore mentre io ad un ritmo sempre più frenetico incalzata da quell'atmosfera così surreale,me l'ero preso tutto in bocca ed strizzandogli i coglioni con la mano,avevo iniziato a spompinarlo dandogli prova della mia capacità di farlo godere ingoiandolo sin oltre le tonsille.

Quando aveva cominciato a godere,aveva abbandonato il telefono sul lenzuolo e con le mani dietro la mia nuca,col cazzo che si scuoteva come impazzito tra le mie labbra,aveva cominciato a spruzzarmi direttamente in gola e sulla lingua due-tre-quattro-cinque....e chissà quanti altri fiotti di sperma pastosa e bollente.

Mentre godeva rantolava e grugniva come un animale...."sborro....sborro...Titty...ti sborro in bocca...Titty.vengo...vengo....aaaa...."

Dall'altro capo del telefono gli faceva eco la sua ragazza...."Godoooo...godooo anch'io....che bello....godo con te Andrea....che bello..che belloooo godiamo insieme...-

Quando tutto era finito ed io avevo ingoiato ogni stilla del suo gustoso seme,la stanza risuonava solo dei loro respiri che andavano affievolendosi e della mia lingua che portava a termine il primo pompino a mio figlio con la necessaria pulizia finale con la lingua.

Tutto questo era ritornata nella mia mente mentre accompagnavo mio figlio sul letto che aveva dato inizio a quella sua splendida figura di giovane maschio.

Giunti accanto al letto,mi ero inginocchiata ancora davanti a lui per rendere onore con la mia bocca a quel meraviglioso scettro già pronto per me.

Solitamente coi miei amanti dovevo iniziare con quel gesto per farli indurire e prepararli alla bisogna,nel caso di mio figlio invece che l'aveva duro sin da subito,prevaleva la mia voglia di sentirmelo ancora in bocca per provare gli stessi brividi che mi aveva regalato prima e sentire le sue carezze tra i miei capelli.

Quando mi ero rialzata,per la prima volta avevo sentiro il sapore della sua bocca e il conturbante intreccio della sua lingua con la mia mentre le sue forti braccia mi stringevano a se.

Mentre con la lingua mi ravanava la bocca,le sue mani erano scese a palparmi i glutei procurandomi un attimo di mancamento durante il quale,completamente attaccata al suo corpo,mi sentivo leggera e pronta a prendere il volo insieme a lui verso terre meravigliose e sconosciute come le sensazioni che mi stava regalando mio figlio.

Avete in mente i quadri di Chagall?Ecco quella era la sensazione di quel momento!

Poi,dopo avermi leccato i seni e succhiato i capezzoli,mi aveva presa in braccio come fossi la sua sposa e con delicatezza mi aveva appoggiata sul talamo nuziale dove da li a poco mi avrebbe fatta sua.

E' zia Irene che mi ha sverginato


Talvolta gli eventi della vita ti danno proprio l'impressione che per ognuno di noi esista un destino già scritto.

Infatti quel giorno,a quell'ora e in quel magico momento,il destino aveva voluto che al mattino avessi rifatto il letto con le stesse lenzuola di lino bianco con le quali avevo trascorso la prima notte di nozze con mio marito.

Per onestà,devo dire che anche allora non ero più vergine.

E con la stessa onestà devo aggiungere che il mio sposo non mi aveva fatta librare leggera sul letto ma mi ci aveva accompagnata vestita e mi aveva scopata come sempre con l'unica variabile importante appunto,che avevo ancora indosso l'abito da sposa bianco di tulle con applicazioni in pizzo e seta.

Da quel giorno ovviamente,non l'ho più indossato e l'abbiamo riposto cone le stesse macchie organiche sgorgate dal nostro amplesso.

In quel momento io e mio figlio eravamo entrambi già nudi e volavamo sulle candide coltri accompagnati solo dal nostro desiderio e dal calore dei nostri corpi.

Deposta con delicatezza in posizione supina,lui mi si era inginocchiato di fianco e mentre mi sfiorava con un incredibile tocco leggero,avevo chiuso gli occhi e mi ero lasciata trascinare dal languido vento del peccato.

Delle sue dita che sfioravano la mia pelle procurandomi brividi di piacere,mi pareva di percepire solo un lieve contatto sensuale e magnetico.

Le sue labbra umide appoggiate sulle mie,si aprivano con facilità un varco con la mia bocca per favovire l'incontro delle nostre lingue che si cercavano vogliose per danzare insieme nel liquido delirio dei sensi e delle nostre salive.

E poi,la sua bocca sul mio collo,dentro le mie orecchie,sulle spalle e sui seni resi incredibilmente gonfi dalla dolcezza del contatto e dalla libidine che riusciva a scatenare.

Le dita frugavano ogni lembo di pelle del mio corpo oramai totalmente aperto e abbandonato alla sua passione.

Quando finalmente la lingua,dopo aver tracciato un solco di saliva sulla invisibile linea dell'amore che conduceva dalle labbra,sul seno e poi,attraverso l'ombelico sul monte di venere,aveva incrociato la clitoride che già irta aspettava le sue attenzioni.

Credo che una scossa elettrica non avrebbe potuto provocare un sussulto più potente del mio corpo,di quello causato dal contatto dello spillo rovente che mio figlio aveva sulla punta della lingua.

Quel solo contatto,una puntura,prima ancora che si avventurasse oltre,aveva già provocato l'apertura dei rubinetti che irroravano le pareti della mia vagina.

Dopo avermi morso,leccato e schiacciato il bottoncino del mio piacere,e prima ancora che si avventurasse oltre,ero stata sconvolta dal primo pazzesco orgasmo.

Con una incredibile prontezza,lui era subito corso a poggiare la bocca sulle grandi labbra della mia rorida fica per poterne suggere ogni goccia sgorgata dal mio godimento.

Poi,allargando in modo osceno le mie cosce,vi aveva infilato la testa per poter lavorare le mie piccole labbra e ancora oltre le pareti interne della vagina dalle quali scorgava il mio miele prodotto dell'esplosione del mio secondo orgasmo.

A quel punto,il mio corpo inerme ed il mio respiro corto,l'avevano spinto a risollevarsi e portarsi sopra di me per un contatto fisico caldo,materno,dolce,languido,sensuale e osceno al tempo stesso.

In quel momento eravamo la rappresentazione plastica di tutto quanto di più bello e osceno vi possa essere su questo mondo.

Il corpo nudo di un figlio unito ancora a quello della mamma come quando era fanciullo che si apprestava a campiere l'atto più scandaloso e peccaminoso secondo la concezione della morale cattolica e l'ipocrita cultura che da essa ne trae origine:L'icesto" 

Con le sue mani che accarezzavano il mio viso e la lingua che frugava ogni angolo della mia bocca,sentivo anche i battiti del suo cuore e la pressione della sua verga sulla pancia.

Poi,con un movimento lento e misurato,mi aveva portato le mani sotto le cosce e dopo aver posizionato le mie gambe sulle sue spalle,aveva preso l'uccello e lo aveva fatto scivolare lentamente dentro il mio corpo.

L'estremo atto osceno tra una madre e suo figlio si era compiuto!

Era dentro di me!

L'organo di riproduzione del maschio,era tornato nel luogo che lo aveva generato per replicarne forse,in un inedito gesto d'amore,il proibito atto ricreativo.

In quel momento di piacere e di obnubilazione della mente,avevo persino desiderato che mi ingravidasse ma in mio soccorso,era giunto il fatto che,per difendermi dai miei amanti,fossi protetta dalla pillola.

-Che bello amore...cha cazzo...che cazzo che hai....come mi fai godere...amore...godo...godo....-

A quel punto,aveva cominciato a cavalcarmi con un incredibile crescendo riuscendo ad ogni affondo a conquistare un nuovo spazio dentro il mio cedevole corpo.

E godevo,lo imploravo di chiavarmi più forte di spingere più a fondo col suo cazzo...il suo cazzo..

Dio mio!

Solo Dio sa quanti orgasmi mi aveva procurato ancora prima dell'affondo finale in cui accompagnato da un grido terrificante,dopo aver cercato la mia approvazione gridando "Mamma...vengo...vengo...sto venendo.." ed aver avuto il mio consenso.."Vieni amore...vieni..vienimi dentro...impregna l'utero che ti ha generato col tuo seme...amore..amore..." -Sborro...mamma...sborroooo sborroooo...-aveva cominciato a versarmi in corpo e nel cervello i suoi caldi e potenti fiotti.

Da quando mi aveva distesa sul letto a quando era venuto,erano passate più di due ore.

Un'eternità!

Un'eternità rispetto alla mie abitudini,a mio marito ed ai tanti maschi ai quali mi ero concessa.

Ma dove aveva imparato così giovane ad esercitare con tanta maestria l'atto del sesso e dell'amore?

Quando si era sfilato,ci siamo trovati distesi su un lago di sperma,umori e sudore.

Un vero campo di battaglia!

A quel punto si era fatto tardi.

Io ero sfinita ed anche lui era alquanto stanco.

Non avevo la forza e neanche la voglia di cambiare il letto a quell'ora e dunque,avevo passato la notte abbracciata a mio figlio nel suo letto alla francese.

Al mattino,mi ero alzata prima di lui e l'avevo svegliato portandogli il caffé a letto.

-Ciao amore.-

-Ciao mamma....ho fatto un bel sogno!-

-Non era un sogno amore...è successo davvero!Tutto è successo per davvero!-

Più tardi dopo che anche lui aveva fatto la doccia(Entrambi avevamo dormito abbracciati senza lavarci,imbrattati di ogni fluido e sudore ma felici) mentre eravamo seduti a far colazione gli avevo detto:

-Amore,sei stato davvero magnifico stanotte.

Nessuno mi aveva mai fatta godere così!

Ma dove hai imparato a fare l'amore in questo modo...chi ti ha insegnato?

Devo confessarti che ieri,quando superando le remore morali che mi bloccavano avevo deciso di fare il grande salto,mi aspettavo di trovarti impacciato ed inesperto ed ero pronta a farti da maestra ma tu.....-

-Lo so mamma...io ti ho stupita.-

-Chi ti ha insegnato a fare l'amore così divinamente bene?-

-E' stata la zia Irene mamma.-

-La zia Irene chi?-

-Tua sorella mamma,la zia Irene tua sorella con la quale ho trascorso buona parte della mia infanzia e della mia pubertà e sino a quando tu,avendo trovato finalmente un lavoro quì in città,non hai avuto più il problema di lasciarmi da lei per tutto il giorno.-

-Ma come tu...un bambino....-

-Mamma,con la zia Irene,vi è sempre stato un rapporto speciale.

Quando non c'era il marito in casa,lei girava quasi sempre svestita o coperta in maniera sommaria.

Io e lei trascorravamo la maggior parte del tempo nudi...senza alcuna malizia ovviamente.

Poi mentre io crescevo,lei mi spiegava tutti i cambiamenti che subiva il mio corpo.

I primi peli...le prime polluzioni...le prime reazioni con le ragazzine che mi avevano portato a guardare le sue forme nude da un'ottica diversa.

E poi,le prime seghe che lei stessa mi aveva insegnato a farmi.

Insomma mamma,mi ha davvero accompagnato in modo naturale e senza traumi verso il mondo del sesso.-

-Ok...ok... ma poi?

Il tuo incredibile modo di baciare....il modo di accarezzare....il tuo tocco leggero....il tuo essere tu a letto insomma!

Quando ti ha insegnato a fare l'amore?-

-Non ricordo bene ma credo di non aver avuto nemmeno la maggiore età quando mi ha concesso tutto il suo corpo.

Prima erano solo baci,carezze e masturbazioni reciproche.....una nave scuola del sesso insomma.

Poi un giorno aveva scoperto che il marito la tradiva e da allora era tutto cambiato e siamo diventati amanti.-

-Dio mio che bella storia!

Ma perché non me ne hai mai parlato e perché anche lei.....-

-Mamma,anche tu ieri hai verificato quanto sia difficile trattare argomenti così delicati.

Adesso comunque,dopo quello che è successo tra noi,credo che sia giusto informare anche lei.-