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Erotika
Uno strano trio
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Racconto11 min di lettura

Uno strano trio

Mai successo prima eppure... in palestra abbiamo provato lo sport più estremo, l'inculata reciproca: complice mia moglie e un palestrato personal trainer bisex e superdotato.

estasi io
2 anni fa · 632 letture · 0

“di la non c’è nessuno, non mi piace stare sola!” le trema un po’ la voce mentre lo dice, è palesemente una scusa.

La guardo spogliarsi davanti a noi, non la riconosco, non è una cosa da lei, come dopo tutto non è da me segarmi con un ragazzo.

È paonazza quando toglie il reggiseno sportivo e le mutande, facendo esplodere tutta la sua abbondanza,  poi alza lo sguardo verso di noi, fiera e petto in fuori si dirige verso la doccia davanti a noi.

Sono imbambolato, ma mi risveglio quando sento qualcosa toccarmi la mano, è il suo uccello duro e teso.

Come in trance inizio a segarlo lentamente, è davvero grosso, lungo e largo oltre che davvero bello, da un senso di forza, di potere, tenerlo in mano.

Si gira verso di lei, che continua a farsi la doccia guardandoci fissi.

Ora sono dietro di lui, lo sto segando mentre guarda mia moglie, mentre il mio uccello spinge sulle sue chiappe che si muovono a ritmo, mi sta segando con il culo.

Ha una schiena enorme, forte e due chiappe tonde dure, mi copre la visuale, non mi accorgo che mia moglie ha spento l’acqua della doccia e sta uscendo infilandosi l’accappatoio.

Usciamo anche noi e la seguiamo nello spogliatoio.

La troviamo di nuovo nuda che si asciuga i capelli davanti allo specchio, come se nulla fosse.

Le vado davanti e la bacio, anzi ci baciamo, mentre faccio vagare le mie mani su di lei, le piace, il suo bacio è carico di passione, ma quando arrivo tra le sue gambe trovo un intruso.

È lui che da dietro le ha messo l’uccello tra le gambe facendo uscire la cappella davanti, ogni volta mi stupisco delle sue dimensioni.

Mi allontano a guardarli, lui è dietro di lei che la tiene per i fianchi, non la sta penetrando, ma anche solo sentirlo così la manda in estasi.

Mi siedo sulla panca davanti a loro, lecco quella cappella enorme e il suo clitoride poco sopra, entrambi gradiscono il trattamento mentre si strofinano uno sull’altra, lei sta bagnando tutto, adoro il suo sapore misto a quello di lui, mi blocca la testa e la tira contro di loro alzando una gamba, la sua cappella affonda nella mia bocca, è strano, è grande, è buono.

Ma poi mi tira via per i capelli e si china a baciarmi, le faccio sentire il sapore del loro incontro.

Poi lo vedo.

Vedo quando entra dentro di lei.

Lo vedo dai suoi occhi che diventano enormi, si allargano sempre di più, la sua bocca si apre in un urlo muto mentre si aggrappa ai miei capelli bagnati.

Quando arriva in fondo lei chiude gli occhi qualche secondo poi li riapre quando lui inizia a spingere, lo fa con sempre più forza, la sta aprendo davanti ai miei occhi.

La tiene per i fianchi e spinge tutto il suo uccello dentro di lei con forza, ma lei dopo poco, non riesce a tenere le spinte e finisce su di me, ci ritroviamo stesi  sulla panca.

Lei su di me con le sue tettone sul mio petto, lui che la trapana senza pietà con il suo cazzone e io con l’uccello schiacciato sotto di loro che godo del loro movimento, le palle di lui che sbattono sulle mie.

Lentamente rallenta il ritmo, sempre più piano, fino a fermarsi, si sfila da lei, la sento riprendere fiato mentre il suo uccello bagnato struscia sulle mie palle.

Poi sento la bocca di lui prendere possesso del mio uccello, lo pompa un paio di volte, lo prende fino in gola con abilità, mamma mia che pompino, poi lo indirizza dentro di lei.

È un lago, enorme, bagnata, inizia a muoversi piano piano con dolcezza, mentre mi bacia.

Io non sento nulla tanto e larga e credo che per lei sia lo stesso.

Con la coda dell’occhio lo vedo armeggiare nel borsone, prende un tubetto.

Ok mi preoccupo, con quell’affare può fare davvero del male nel culo.

Mi sposta le gambe e mi sfila da lei, la fa avanzare un po’, lei impaurita si volta a vedere che succede, giusto in tempo per vedere il mio uccello affondare nel suo culo bello oliato ed allenato.

Lei lo guarda con gli occhi fuori dalle orbite, io non vedo ma sento molto bene, affondo fino in fondo, è accogliete come una figa, solo più stretto, ma mica poi così tanto.

Si assesta per bene, poi prende mia moglie per i fianchi e la impala di nuovo.

Tiene ferma mia moglie schiacciata su di me, è lui a fare tutto, noi non possiamo muoverci.

Avanza con il bacino e spinge dentro di lei, arretra e si incula con il mio uccello.

Non passa molto che vedo l’orgasmo di mia moglie crescere ed esplodere in un urlo fortissimo e poco dopo anche io sparo tutto il mio seme nel suo culo.

Continua ancora qualche attimo ma poi si sfila, siamo orami due bambole inanimate.

Viene da noi e ci sbatte l’uccello in faccia, abbiamo ancora un po’ di forza per aprire la bocca, è bagnato di mia moglie, è buono, passa da una bocca all’altra, infilandoci la cappella e quel poco altro che riusciamo a prendere.

Vedo che mia moglie è più brava allora mi dedico a quelle palle gonfie che vedo qua sotto leccandole, mentre lui pompa la sua bocca, è incredibile vedere da così vicino questo bestione entrare nella sua bocca così dolce con quelle labbra che adoro baciare.

Prendo in bocca un testicolo e lo succhio quando lo sento finalmente esplodere scompostamente.

Mia moglie non riesce a gestirlo, sento il suo seme bollente colare sulla mia faccia, poi stanca si abbandona su di me.

Si allontana da noi, ci guarda, in piedi con l’uccello che enorme punta verso il basso colando sul pavimento, poi si dirige sotto la doccia.

Rimaniamo ancora qualche secondo così, sfiniti e sporchi di lui, abbracciati l’uno all’altra.

“dai ragazzi è ora di andare a casa!”

Con lentezza ci alziamo i muscoli tutti indolenziti, ci facciamo una doccia veloce, non ci guardiamo in faccia, lo sguardo basso, ci rivestiamo senza un fiato, mentre lui già pronto ci guarda attento.

Usciamo assieme, aspettiamo che spenga le luci e chiuda tutto a chiave, ci ritroviamo in strada in silenzio, in imbarazzo.

“se volete faccio anche il Personal Trainer privato, anche a casa dei clienti, non prendo tanto, vi lascio il mio bigliettino con il numero, vi farebbe bene perdere qualche chiletto”

Lentamente alzo lo sguardo ed incontro quello di lei, c’è desiderio, paura, ma soprattutto orgoglio, mi prende la mano e la stringe forte, mentre allunga l’altra a prendere il bigliettino.

“grazie”

“grazie a voi!” ci fa l’occhiolino e si allontana lungo il marciapiede.

Rimaniamo qualche secondo a guardarlo.

“ comunque a me i tuoi chili di troppo piacciono!”

Mi sorride.

“andiamo a casa? Ho fame!”  

“anche io!” la bacio.

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