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L'oggeto del desiderio
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Racconto13 min di lettura

L'oggeto del desiderio

La vacanza più bella e trasgressiva, la nostra protagonista non la può scordare: uno, perché era in viaggio di nozze, due perché ha fatto le prime corna stupende con un nero sconosciuto dal cazzo di cavallo!

estasi io
2 anni fa · 618 letture · 0

Il cazzo di Badru non è tutto dentro, ma ha già riempito la bocca di Maria e lui non sembra volersi accontentare e spinge ancora, lei si irrigidisce, ma lui continua non lasciando neanche per un secondo la testa, ma anzi la piega per facilitare la sua costante penetrazione e spinge ancora, ed allora la gola si allarga ed accoglie ancora altri centimetri di tutta quella carne fino a creare la sensazione di un conato di vomito.  

Badru si rende subito conto ed estrae il sul cazzo completamente coperto di saliva. 

Ormai è accecato la vuole possedere. 

Non le lascia il tempo di riprendersi dal soffocamento, la solleva quasi di forza dalle ascelle, l’appoggia ed attacca al suo petto e la fa scivolare sul suo cazzo teso e bagnato, nel farlo il cazzo incontra il costume di Maria, ma questo oppone una residua resistenza e si sposta sotto l’importante pressione che Badru imprime nel tentativo di penetrare Maria. 

Il rumore che si genera è come quello di un tubo messo sotto pressione, il cazzo spinge il costume, spinge le grandi labbra e scivola dentro in vagina ed ancora nel collo dell’utero ed ancora più in fondo. Maria è piena come un uovo, piena in lunghezza, ma anche in larghezza, perché Badru è muscoloso in tutto il suo corpo. 

Il cazzo sta allargando le pareti vaginali di Maria come nessuno prima aveva mai fatto, lei si sente piena, si sente tirare, si sente come non riesce a comprendere, tante sono le emozioni che prova contemporaneamente. 

Quando Badru inizia a spingere su e giù dentro di lei comincia a venire copiosamente in modo quasi continuo, una sensazione che non aveva mai provato e che cresce man mano che il ragazzo continua a saziarsi di lei. 

Il suo essere così eccitata la rende inerme a Badru che approfitta per sollevarla e poi la lascia cadere a peso morto sul cazzo duro. Maria lo vuole sentire sempre di più e per renderlo ancora più intenso si lascia libera di scivolare sul petto del ragazzo, tutto questo salire per poi scivolare, libera i suoi seni che incontrano la carne di lui. Adesso lo può sentire contemporaneamente con tutta se stessa e riesce ad emettere finalmente dei suoni oltre ai semplici amplessi. 

“Più veloce, ancora più veloce” sono le prime parole che Maria riesce a pronunciare.

Badru è un cyborg, ed esegue il comando della donna, subito accelera la sua azione, il corpo di Maria già sconquassato dalla carne dell’uomo, risponde ancora una volta producendo una sensazione di totale appagamento. 

La donna continua a venire come una fontana, e Badru scivola dentro di lei con una tale velocità che si sentono gli schizzi degli umori finire a diversa distanza dai due. 

Badru però non riesce ad arrivare fin dove vuole, lui vuole andare ancora più in fondo. 

Arresta la sua folle corsa nel corpo di Maria, la fa scendere dal suo cazzo e la gira verso il muro di legno della cabina. 

La donna ha le mani appoggiate al muro, il busto piegato e Badru dietro ad altezza sedere che con le mani ferme sul suo cazzo ha già puntato nuovamente la cappella verso le grandi labbra. 

Il colpo di reni che affonda nella vagina è devastante. La sua asta affonda nella carne, trova l’ostacolo della stessa e lui affonda ancora, Maria non regge la pressione con le braccia e le piega trovandosi con il viso schiacciato contro il legno della cabina, ma la stessa cabina riceve il colpo come se fosse stata penetrata da Badru. 

L’aria si riempie di un “ohhhhhhhhh” 

Badru riprende a scopare furiosamente la donna ed il rumore del sedere che sbatte contro il suo ventre sembra un tamburo vighingo che invita alla lotta i guerrieri sul campo di battaglia, i colpi sono forti, duri, secchi, profondi e spaccano, riempiono, lacerano e sconquassano Maria come un treno lanciato in galleria. 

Maria rimbalza fra il corpo di Badru ed il legno della baracca e da fuori si sente come se qualcuno stesse bussando o martellando i muri di legno della cabina. 

In tutto questo Maria continua, ogni volta che accoglie Badru, a venire. Non credeva possibile che il suo corpo potesse reggere tutti quegli amplessi e potesse produrre tutti quegli umori. 

Badru non è ancora venuto, incredibile, questo ragazzo ha una resistenza invidiabile. 

Maria è completamente bagnata, sudata e accaldata. 

Badru è pervaso dalla voglia di provare altro e si sfila dalla vagina, alza la sua cappella e punta il buco stretto dell’ano. 

Maria capisce al volo e dice: “Non riuscirai ad entrare sei troppo grosso”

La sfida è lanciata, non ha finito di pronunciare le parole che Badru, si produce nel  suo proverbiale colpo di reni. Il cazzo si incurva leggermente, la carne di Maria invece cede più velocemente e si allarga, e Badru produce più forza e la carne cede ancora facendo scivolare metà del membro, adesso Maria sta gridando, questo non ferma Badru, che spinge ancora e sparisce completamente nel corpo della donna. 

E tutto dentro, dentro il sedere della donna bianca, la sta scopando in ogni suo anfratto e la sta vedendo perdere ogni suo ritegno, la sente pronta a ricevere tutto da lui e questo lo sta eccitando come non mai. 

Anche lui vuole venire, vuole farcire questa donna europea del suo sperma e farla bollire dall’interno. 

Ha deciso.

Spinge e sfila, spinge e sfila, spinge e sfila sempre più veloce, sempre più veloce, sempre più veloce ed i rumori si amplificano, l’eccitazione sale, il sedere continua a sbattere contro il ventre, le grida diventano sempre più erotiche e finalmente anche Badru rivolge le sue prime parole, “sei una bianca porcella, ti vedevo come mi guardavi questa mattina”, “prendimi tutto adesso”, “ adesso spingo ed esco fuori dalla tua bocca” una sequenza di oscenità che portano anche lui al limite. 

“Sto venendddddddddd”

Il seme esce copioso dalla cappella di Badru, lava che inonda l’intestino della donna e che addirittura schizza fuori per la pressione che Badru continua a generare con i suoi colpi martellanti. 

Se uno avesse aperto la porta avrebbe avuto davanti agli occhi una donna bianca con il viso schiacciato contro il muro di legno, completamente bagnata dei suoi stessi umori e macchiata dallo sperma bianco che le cola sulle cosce, con un uomo di colore ancora attaccato al suo culo che continua a spingere nonostante l’orgasmo appena giunto. 

Badru è ancora duro!!!!!!!!

Questo ragazzo è una macchina da sesso. Sfila finalmente la sua colonna di marmo dal corpo della donna e si allarga un attimo da lei. 

Maria ha un piccolo cedimento sulle gambe e si siede per terra. 

Rivolta verso il ragazzo lo osserva in tutto il suo essere. 

Badru è ancora duro, non crede ai suoi occhi. “come fa ancora ad essere così?” si chiede.

Il tempo di riflettere è veramente poco. Badru ha voglia di tornare moscio alla sua bancarella e per farlo deve far sgorgare un altro pò di sperma. 

L’altezza è giusta, la voglia pure. 

IL cazzo è davanti alla bocca, bagnato dallo sperma. 

Senza pensare Maria, ormai persa dalla situazione, riprende a succhiare e questa volta con una solerzia degna di una grande professionista. Badru non trattiene niente ed accompagna tutti i movimenti della donna con i movimenti del suo corpo. Accelera, ed accelera. Quando sente la lingua di lei che lava e pulisce ogni centimetro del suo cazzo è di nuovo pronto a svuotare il suo scroto. 

Il primo fiotto quasi riempie la bocca di Maria che non si ferma e continua e stimola con le mani anche lo scroto, ed allora i fiotti si seguono copiosi. Maria ingoia fino a che riesce, ma poi deve anche respirare e comincia a riversare fuori parte di quel nettare bianco che le cola sul viso, sul seno e sul ventre. Badru ha finalmente svuotato la sua voglia ed anche Maria è completamente sazia. 

I due sono completamente fradici di sudore e sporchi dei rispettivi sessi. 

Solo il caso e la fortuna aiuta i due. Nella Cabina era presente una confezione d’acqua naturale lasciata da qualche altro turista ed in questo caso non verrà bevuta, ma usata per lavare via tutto quel sesso e tentare di tornare alle loro vite per fingere che quanto appena finito non sia mai successo.

Nella memoria di entrambi sarà per sempre il sesso più estremo mai provato. 

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estasi io

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