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Erotika
Superman super arrapato
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Racconto14 min di lettura

Superman super arrapato

Ogni paura, ogni stress, ogni tensione si diradano e lasciano il posto alla gioia del sesso più sfrenato.

strega bisex
2 anni fa · 405 letture · 0

L’acqua ci cade giù addosso bollente come un temporale esotico, di quelli che se arrivano buttano giù a terra più acqua di quella che è nel mare, ma a noi sembrano poche gocce persi come siamo a divincolarci fra noi per cercar di godere il più possibile.

Le tue mele sono ormai di un color rosso sangue a causa delle continue botte che il mio bacino ti sta dando e dagli schiaffi che ad ogni penetrazione ti do sopra scandendo il ritmo di scopata. La tua fica rosa è fradicia, ma non è solo l’acqua della doccia, con le tue dita della mano destra te la stai ripassando tutta come quando ti fai i riccioli ai capelli quando non sai che fare o dal nervoso. È tempo che adesso mi dedichi pure a lei e al resto del tuo meraviglioso corpo che mi tira più di un Tir.

Esco dal tuo culo e si sente come lo stappare di uno spumante e te che sobbalzi, mi appoggio un po’ a te sempre in questa posizione, ti bacio la schiena e mi viene d’istinto di prenderti quei due seni maturi e spremerli,  e tirarti quei due chiodi che hai come capezzoli. Con movimento di bacino ti fo sentire il mio bastone sulla fica, e senza aiuto di mano perché duro e dritto come una trave di acciaio, ti entro dentro e inizio a entrare ed uscire da quel tuo Paradiso caldo e invitante che hai.

Ti prendo in braccio e una volta appoggiata al vetro della doccia con la schiena ti scopo in collo con te che prima mi avvinghi le gambe alla schiena e poi le allarghi per poterlo far penetrare più in profondità. Le dita dei tuoi piedi ad ogni mia penetrazione sembrano allargarsi a fisarmonica e le tue mani mi stringono a sangue le spalle. Sei tutta incurvata all’indietro con la schiena e mi spalanchi davanti agli occhi il tuo petto tutto aperto e bagnato. Mi ci infilo in mezzo con la testa e inizio a ciucciare e succhiarti i seni come fossi un infante che vuole tutto il tuo nettare vitale. Ti tiri su con il busto e mi sento avvolto da quel mare rosso dei tuoi profumatissimi capelli mentre col viso sparisco fra le tue coppe di champagne che mi stanno ubriacando di felicità; la mia spinta continua la sotto, col mio sergente che non si da tregua finché non avrà vinto la guerra.

Sì, ebbene sì, il mio affare, cazzo, membro, apparato genitale o come più vi piace chiamarlo, io lo definisco il “sergente” perché si fa sempre trovare pronto alla battaglia, si fa sempre trovare sull’attenti resistente e duro da abbattere. Fuori intanto continua il diluvio universale, i vetri del bagno gocciolano zuppi di acqua piovana, come i nostri due corpi uniti ad unisono dentro la doccia e giocano come bambini che si rincorrono e spingono nel cortile della scuola, te scappi avanti, ma ti fermi aspettando golosa che ti raggiunga e ti dia la mia piacevole spinta di bacino e quel chaff delle tue mele allo sbattere con le mie cosce.

Mi piace scopare la tua fica bollente di voglia, e pronta per l’ennesimo orgasmo tuo e per la mia eruzione vulcanica. Non so da quanto ti sto ripassando, ma so solo che ci diamo quasi, fra poco l’Etna e il Vesuvio diventeranno rossi di invidia vedendomi scoppiare come mai prima d’ora era mai successo;  la mia cappella è viola come la maglia da calcio della fiorentina, bollente e dura come non lo era mai stata. Spingo, spingo, spingo voglio venire al più presto e ho un gran desiderio di sentirti urlare quando i nostri orgasmi arriveranno all’unisono come lo scontro di due onde anomale.

-Dentro o fuori?- ti chiedo sentendo che sono all’apice dell’orgasmo e tu senza far passare nemmeno un’istante mi rispondi –dentro stallone mio dentro- non aspettavo altro che queste parole ed io mi abbandono al godimento e levo ogni freno mentale che avevo messo per venire il più tardi possibile. Godo e finalmente uno schizzo vulcanico esce forte, violento rapido e copioso riempiendoti tutta la fica mentre non riesco a controllare la mia eccitazione urlando un: “Aaaahhhhh siiiiiii prendilo tutto prendilo tutto!!!”

E te lo senti, eccome se lo senti e pure te inizi a gridare: “siiiii, siiii, siiii, siiii…. riempimi tutta con tuo sergente”.

Schizzo di brutto e continuo ad andare su e giù come da una molla spinta ancora l’effetto dell’adrenalina che ho in corpo, il mio lui è ancora duro e pieno di schiuma orgasmica quando lo estraggo dal tuo corpo rovente e ti abbraccio dalla voglia di coccolarti dopo l’amplesso.

Usciamo da sotto la doccia dandoci baci e carezze lungo tutta la pelle, ti avvolgo con un mio accappatoio che ti avvolge come un saio da Jedi prendendoti un po’ in giro vedendoti cosi vestita e ti svelo che ti avrei sognata come la principessa Leila vestita solo del bikini dorato che ti strappavo via di dosso appena davanti a me.

Vestiti solo degli accappatoi usciamo dal bagno e appena in camera ci stendiamo sul letto stanchi della nostra acquagym ma ancora pieni di voglia di noi. Sì. Non mi stancherei mai di te, di averti accanto, di poter respirare il tuo profumo, di poterti avere fra le mie braccia e di potermi perdere dentro di te.

Ormai saranno già le 21.00 e non abbiamo nemmeno cenato, ma quando stiamo insieme scappiamo dal tempo reale, siamo noi in nostro cibo, il mondo esterno non esiste più, ci stendiamo sul letto, e una volta sotto le lenzuola di raso nero ci abbracciamo come se volessimo essere un corpo solo. I tuoi capelli rossi  profumano di agrumeti, come tutta la tua pelle, mi inebri i sensi talmente tanto che senti fra le gambe un qualcosa di duro che cresce, si raddrizza e ti preme sulla carne, ancora non sazio, come un serpente boa ipnotizzato dai fachiri indiani.

Porti le tue mani sotto, e inizi ad accarezzarmi il lungo gambo, e alzando le gambe e mettendoti in una posizione da tacchinella mi fai capire che pure te ne vuoi ancora, che la tua fame sessuale non è ancora placata.

Allunghi un braccio e dalla tua borsetta posta sulla sedia a costo al letto tiri fuori un plug dorato con una pietra rosso rubino e prima che io ti faccia nuovamente mia te lo infili nel culo. Con molta calma te lo accosti al buco, lo fai penetrare un poco per volta tornando sempre un po’ indietro per non sforzare l’ano, poi in un attimo sparisce dentro con un Plaff. Ora sei nuovamente a tacchinella, pronta per me, con la tua patata rosa acceso che mi strizza l’occhiolino. Io sono pronto, mi tiro due colpi di sega per farmelo più duro e poi te lo accompagno fra quelle tua due labbra rosa e calde. Non pensavo che questa posizione potesse esser così soddisfacente, invece ti penetro tutta e godiamo come maiali entrambi.

Pochi minuti di spinte e vengo ancora come se non lo facessi da anni mentre te non trattieni i tuoi gemiti di piacere, la fatica è tanta, tanto che ti stramazzo sopra, ti abbraccio e bacio i tuoi seni, ma non ho forze per estrarti il mio cazzone da dentro di te.

Poi con un colpo da karate mi rovesci sul letto e mi vieni sopra, iniziando a leccarmi e baciarmi il petto e poi scendi giù fino al pene sborroso, ormai quasi moscio dopo le lunghe cavalcate. La tua lingua co accarezza come fosse un leccalecca mentre lo ripulisce tutto del suo orgasmo, poi lo fai sparire in bocca, avida e golosa del mio sperma. Lo sento, il piacere sale che provo nel sentire la tua lingua che struscia sulla cappella, della tua bocca che lo stringe mentre lo ha tutto dentro e succhia quel che resta del mio sperma.

Ti stacchi da me e ci sdraiamo sul letto stanchi, sfiniti, io svuotato e te riempita, felici come avessimo fatto 6 al super enalotto, e crolliamo in un sonno profondo uno abbracciato all’altra, te di spalle ed io che sembra non voglia lasciarti più andar via da me.

Sogna mia dolce puledrina e riposati che la cavalcata è stata lunga e domani come diceva Rossella O’Hara è un altro giorno e un’altra galoppata. Meoooow

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strega bisex

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