Finalmente, Giuseppe – dopo aver esploso sperma anche negli intestini della madre – esausto, decise di uscire, e lei tirò un profondo e affannoso sospiro di sollievo.
Sfiniti e sudati, si lasciarono andare sulla sabbia, come se fossero stati investiti da un treno sui loro corpi.
Un'altra volta, mentre Paolo era a un congresso sindacale, madre e figlio si vollero concedere una giornata di mare, in una spiaggetta solitaria non lontana da casa.
Per loro era un pò un paradiso terrestre, di poco al di sotto del letto matrimoniale...
Ebbene, quel pomeriggio la marea aveva trascinato a riva delle vongole che si erano accatastate in una piccola collinetta.
Giuseppe, annoiato mentre Concetta dormiva placidamente in topless, prese uno dei molluschi e cercò di aprirlo. La manovra risultò più complicata del previsto, cosicché il ragazzo si spazientì e quasi urlò tra sè:
- "Cazzo, è più facile aprire la fica di mia mamma...".
Ridestata dal dormi-veglia da quella imprecazione, la donna non riuscì a trattenere una sana risata, cui seguì una domanda ironica:
- "E così, la mia bernarda assomiglia a una vongola, ed è pure facile da aprire... Va bene, vorrà dire che d'ora in poi farò la preziosa...".
Giuseppe capi che quello era il segnale in codice per l'inizio di un nuovo "gioco", e non si sottrasse alla schermaglia verbale:
- "No, vabbeh, mammina, è molto più bella, più attraente, e direi che somiglia a un bel nido di rondini!".
Civettuola, Concetta si strinse i capezzoli tra le dita, segno di un'eccitazione montante che si cominciava a notare anche con una lunga striscia scura e bagnata sul perizoma rosso.
Quando se ne accorse, Giuseppe si senti come calamitato da quell'unguento, e – poste le mani sui fianchi della madre – fece scorrere la stoffa fino a scoprire completamente la sua vulva.
A pochi centimetri da essa, rimase come al solito incantato:
- "Beh, ti dicevo che non era difficile aprirla... Guarda com'è bella pronta! C'è poco qui da fare la preziosa, in questo stato resistetai ben poco... Scommettiamo?".
Intanto, si era tolto anche lui lo slip del costume, mostrando alla ingorda femmina che gli era dinanzi un'erezione fenomenale.
- "Wow... Questo è proprio un bel giocattolone... Ogni volta che lo vedo e mi ci trastullo è sempre più bello e interessante", disse lei beata. E proseguì:
- "Oggi, però, voglio farti un regalino che non hai mai ricevuto da nessuno, e che credo ti piacerà".
Si sistemò per bene sulla sdraio, a busto eretto, e prese in mano quel randello che con pochi sapienti tocchi divenne duro come l’acciaio.
Poi, gli si avvicinò e racchiuse l'asta tra i suoi meloni – che sembrarono ancora più grosse e piene del solito – fagocitandolo nonostante le dimensioni non proprio trascurabili del ragazzo.
A quella inaspettata “spagnola”, il ragazzo sussultò un istante, mentre lei iniziava un perfetto movimento di sali-scendi, ottimamente sincronizzato sul ventre del figlio e che spaziava dai testicoli su fino alla cappella, che così massaggiata andava scoprendosi e ricoprendosi continuamente.
Il suo Giuseppe – che nel frattempo stava toccando i suoi capezzoli – era come in trance: sua madre, né sapeva una più del diavolo, e – se avesse continuato così per molto – lo avrebbe fatto sborrare di sicuro...
Difatti, Concetta sembrava instancabile, e quella amorevole “morsa” non accennava ad attenuarsi.
Lo guardò di nuovo e gli disse:
- "Preparati a sborrare… La voglio tutta sulle tette, non sprecarne nemmeno una goccia!”.
Era arrivato allo stremo, e bastò un solo altro ciclo di sfregamenti perché quelle sfere di carne fossero uniformemente ricoperte di una densa crema bianco latte.
La donna, allora, si ritirò e prese a guardare negli occhi il giovane uomo:
- “Direi che abbiamo fatto proprio un buon lavoro…”.
Poi, sollevò le mammelle ed iniziò a ripulirle con molta attenzione, leccando e deglutendo fino all’ultima goccia di quel seme che andava rapprendendosi.
Quand’ebbe finito, le sue labbra erano ricoperte di uno speciale “rossetto” che lei gradiva molto più di quello in vendita nelle profumerie.
10. Incinta del figlio di suo figlio.
Dopo quei mesi di sesso no-stop, Concetta e Giuseppe dovettero diradare di molto le loro performance amorose, poiché era arrivato anche per Paolo il tempo delle ferie, in cui – chiudendo il locale – passava intere giornate a casa intento al suo hobby preferito: la cucina.
I due amanti si sentirono “guardati a vista”, benché non poterono constatare il minimo sospetto da parte dell’uomo, ed ogni giorno che passava erano sempre più nervosi…
Quando si incrociavano in casa, i loro occhi saettavano negli occhi dell’altro, senza sfiorarsi fisicamente ma con atteggiamenti che la dicevano lunga.
Finalmente (per madre e figlio), le vacanze di Paolo terminarono, e mentre lui tornò dietro il bancone del locale, i due tornarono a “frequentarsi” come piaceva loro.
Un pomeriggio che Giuseppe era rientrato prima del previsto – sapendo anche che la mamma non si sentiva troppo bene – e pensava che lei fosse a letto a riposare, entrando nella sua stanza per giocare al pc, la trovò appoggiata alla finestra in una posa che sembrava quasi una pecorina...
Lei, che non lo vide entrare, restò pensierosa in quella postura, con una piccola minigonna, mentre il ragazzo – dopo aver chiuso a chiave la Porta – si avvicinò e le si appoggiò da dietro confezionandole un gran succhiotto sul collo.
Concetta iniziò a muoversi, e Giuseppe – sollevandole la gonna – le disse:
- “Ah, è così che saresti indisposta? Vediamo, ora, se invece sei ben disposta per me!”.
E così dicendo – constatando piacevolmente che non portava nulla sotto – le apri il culo e la penetrò a fondo.
Le coprì la bocca con la sua mano per non farla urlare, la fece voltare per guardarla negli occhi, e la baciò.
Intanto, le fece salire la gonna fin sopra la vita e le spalancò le gambe facendola sedere sul davanzale della finestra, dove le introdusse il pene tra le cosce e iniziò a scoparla.
Il suo cazzo sparì tutto dentro di lei, e Concetta sembrò essere più sottomessa del solito: non disse nulla, ma gli gettò le braccia al collo mentre lui continuava a penetrarla come una freccia acuminata...
Poi, tutto d’un tratto, Giuseppe – fermandosi di colpo con il suo membro nella vagina genitoriale – si fece serio come non mai le si dichiarò:
- “Mamma, ti amo... Voglio un figlio da te, un bimbo che renda unica la nostra unione!”.
E lei, piangendo dal desiderio di realizzare quella proposta, ma conscia della follia:
- “Non dovremmo pensare a queste cose… Sono tua madre... Pensa ai problemi che ci sarebbero…”.
Concetta non disse più nulla, ma continuò a farsi sbattere finche vennero insieme: anche quella volta, come sempre, erano senza protezioni, e non avevano mai goduto tanto dall’inizio del loro amore…
La femmina, gli aveva fatto capire di accontentarsi di “divertirsi insieme”, ma in cuor suo la richiesta del figlio la stuzzicava.
Continuarono a far sesso anche nei giorni successivi e lui le sborrava sempre – abbondantemente – nella fica…
Qualche settimana dopo, Concetta sentì che nel suo fisico qualcosa non andava… Era convinta di essere in menopausa, ma volle verificare lo stesso, e andò in farmacia ad acquistare un test di gravidanza.
Mentre il marito era al lavoro e il figlio giocava come al solito ai videogiochi, si chiuse in camera sua e fece il test… che le risultò positivo! Era incinta!
Sconvolta, corse da Giuseppe, spalancò la porta della sua stanza, lo abbracciò in lacrime e gli disse:
- “Amore mio, che disastro… Pensavo che non potesse accadere, è quasi un miracolo, ma sono in stato interessante!”.
Rifletterono insieme, e gli confidò di non avere più scopato dopo quel pomeriggio, neanche con suo padre…
Ciò significava che era stato Giuseppe ad aver ingravidato sua madre… Il ragazzo, nonostante lo sbigottimento di lei, era felicissimo, il suo sogno si stava avverando:
- “Oh mamma, finalmente… Il mio seme ha fatto il suo dovere, ti ha fecondata… E’ un vero segno del destino”.
- “E ora? Dovrò farmi sbattere in fretta da tuo padre, sperando che quell’impotente riesca a sborrarmi dentro!”, replicò rabbiosa lei.
Ma il progetto di Giuseppe era ben altro.
- “No, mammina mia, lo abbiamo fatto insieme io e te, lui non c’entra, lo riconoscerò io e diremo tutto a papà…”.
- “Ma sei matto? Così invece si sistema tutto, il cornuto crederà di essere ancora buono a qualcosa e noi continueremo a scoparci!”, replicò lei.
- “No. Adesso basta, non voglio più dividerti con nessun altro maschio, voglio crescere nostro figlio insieme e ch tutti sappiano che è frutto del nostro amore. Costi quel che costi… Diremo la verità…”.
Così, in un burrascoso dopo-cena, riconobbero dinanzi a Paolo la loro “colpa”, e l’uomo – sentendosi ingannato da entrambi – li cacciò dalla sua dimora.
Da allora sono passati ormai 2 anni e Concetta e Giuseppe vivono come marito e moglie, amandosi liberamente alla luce del sole, mentre il loro bambino cresce bello e sano.
FINE.
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Il sesso è come qualsiasi gioco che ci diverte da piccoli, la differenza è che noi adulti più ci divertiamo e più ce ne vergogniamo.
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