Inizialmente, restò a bocca aperta, senza riuscire a dir parola…
Ripresosi, poi, dallo shock iniziale, urlò contro i due adulteri:
- “Schifosi che altro non siete! E tu, mamma, che cosa hai fatto a papà che è rimasto a casa a lavorare per noi? Ti ha detto di divertirti, ma così…”.
Concetta si sentì assalita da una grande vergogna, nuda e “goduta” davanti al figlio…
Cercò di nascondere maldestramente le sue “intimità” tra le braccia di quel gigante, restando immobile e muta, e non seppe che dire…
Ma lo sapeva benissimo Giuseppe, che – al colmo del rancore – si voltò su se stesso lasciando la donna smarrita per le possibili conseguenze che il fatto avrebbe potuto avere.
6. Faccia a faccia, madre e figlio.
Dopo un attimo di spavento, Concetta si rivestì in fretta, uscì frastornata dalle scuderie e si mise in cerca del figliolo: voleva spiegargli, ma… In fin dei conti, cosa c’era da spiegare? Era tutto così evidente…
Ad ogni modo, non trovandolo in giro pensò che fosse andato a smaltire rabbia e gelosia in una nuova battuta di pesca.
Così, pensando di avere del tempo per argomentare meglio le sue scuse, si diresse verso la loro camera per farsi una doccia e prepararsi per il pranzo, ragionando tra se e sé:
- “Che vergogna… Come faccio a guardare ancora in faccia il signor Gabriele? Mi sono lasciata andare come una puttana…”.
Mentre cercava una soluzione soddisfacente, giunse a destinazione…
Stava per inserire la chiave nella serratura ed aprire la porta, quando questa – inaspettatamente – gli si allontanò aprendosi verso l’interno…
Alzò lo sguardo con il cuore in gola… Era Giuseppe, che – contrariamente alla sua immaginazione – la aspettava per un chiarimento che si preannunciava davvero tempestoso:
- “Ah, eccoti, finalmente… Hai finito di farti i tuoi comodi?”, approcciò il ragazzo senza dargli il tempo di aprir bocca.
Concetta, che cominciava a sentirsi in colpa ma non si aspettava un approccio del genere, abbassò lo sguardo e sommessamente rispose:
- “Giuseppe, guarda che non è come pensi tu, è successo tutto così improvvisamente, che non ho avuto il tempo di ragionare… Io non ho tradito nessuno, io amo te e tuo padre…”.
- “Lo vedo!, ci ami così tanto che, non appena ti ho lasciata sola, ti sei buttata tra le braccia di quell’energumeno”, ribattè incurante di aver di fonte la genitrice il ragazzo.
- “Dai, figlio mio, non fare il bambino… Ci siamo incontrati al maneggio, mi ha fatto i complimenti, e io ho capito subito che era un poveretto che non aveva mai avuto una donna… Mi ha fatto pena… Ecco tutto!”.
- “Tanto pena che gli hai aperto le cosce e ti sei fatta riempire… Andiamo, mamma, ammetti che ti sei comportata come una femmina in calore”.
- “No, questo non è vero!, mi ha preso alla sprovvista anche a me, non mi aspettavo che mi venisse dentro senza preservativo, ma ti giuro che non c’è stato nessun coinvolgimento emotivo serio”.
Ma Giuseppe era davvero furente, non credette alle incerte e impacciate spiegazioni di Concetta, anzi la provocò:
- “Mio padre non meritava questo tradimento, e io non posso far finta di niente…”.
- “Che vuoi dire? Non ti intromettere in cose più grandi di te, e soprattutto che non ti riguardano!”, provò a contrattaccare la donna per recuperare almeno un po’ della sua autorevolezza nei confronti del figliolo.
- “Ah si?, non mi devo intromettere? Con che faccia tu vieni a dirmi questo? Non ti sembra abbastanza grave tutto quello che hai fatto alla nostra famiglia? No, mamma, questa volta hai davvero esagerato, e io non posso non raccontare tutto a papà!”.
- “Ma sei pazzo? Quello mi ammazza a bastonate, geloso com’è… Se poi lo venissero a sapere in paese, direbbe che ho macchiato il suo buon nome… No, ti scongiuro!, non farmi questo! Ho capito di aver sbagliato e non lo farò mai più, ma non fare questa pazzia!”.
Il giovane respirava con affanno dalla rabbia repressa e dalla richiesta della madre, che a lui parve davvero impossibile da recepire…
In quella piccola stanza regnava un’atmosfera pesante e da ultima resa dei conti…
Nessuno dei due osava più parlare della faccenda per ribattere alle ragioni dell’altro, quando all’improvviso sulle labbra di Giuseppe comparve una risatina perfida e perversa.
Riaprì la bocca e disse, duro, alla genitrice:
- “Va bene. Potrei anche rinunciare a mettere mio padre sull’avviso. Potrei coprire il tuo tradimento. Ma potrei anche non farlo…”.
Concetta era sulle spine: prima il figlio si mostrava accondiscendente, per poi svelare tutta la sua durezza d’animo… Non sapeva più cosa pensare, quando Giuseppe affondò il colpo, aggiungendo tre semplici parole:
- “A meno che…”.
La donna intuì subito che la dolcezza del “frutto del suo seno” aveva lasciato il posto alla reazione di un uomo ferito, ma in un primo momento non realizzò la portata di ciò che da lì a poco si sarebbe rivelato un autentico ricatto...
Quel giorno restò impresso a fuoco nella mente e nei corpi dei due: Concetta apparve ancor più bella del solito agli occhi del figlio, oltre che molto sexy, e lui ne aveva tanta voglia.
Così, senza tergiversare oltre, le disse:
- “Mamma, io potrei anche dimenticare tutto,ma…”.
- “Ma?”, fece interrogativa la donna, che quasi stava per svenire dalla grande tensione nervosa.
- “Ma tu, adesso, devi fare con me quello che hai fatto con quel porco!”.
Concetta rimase esterrefatta dalla ferma richiesta del ragazzo che non ammetteva repliche. Provò a farlo desistere:
- “Giuseppe, tu devi proprio essere pazzo… Oltre al fatto che ciò sarebbe un autentico ricatto, che mi chiedi di tradire tuo padre, questo sarebbe un incesto, non si può fare”.
- “Si può eccome”, rintuzzò lui, “ma a parte che resterebbe tra me e te, non vedo come tu possa negarti… Sei con le spalle al muro… Te ne rendi conto??”.
La donna non ebbe via di scampo; dovette capitolare, accettando la minaccia:
- “Va bene!, va bene, stronzo… Scopami!”.
Fu in quel momento che iniziò il loro amore… Era sì un incesto, ma si rivelò ben presto un amore vero…
7. Amore filiale.
Quando ebbero finito di pranzare, Giuseppe, che aveva alzato un po' il gomito ed era arrapato al punto giusto, disse alla madre:
- "Beh, non credi che sia il momento giusto di pagare il tuo debito?".
Concetta, tentò un ultimo disperato, seppur poco convincente, rifiuto, ma vista la determinazione del giovane ad iniziare quel gioco così "pericoloso" e al limite del pensabile, sospirò:
- "Andiamo!".
Era un vero e proprio salto nel buio, una decisione forte... Raggiunsero in fretta il loro alloggio, e lì - uno di fronte all'altra – si arresero entrambi alla furia dei sensi.
Giuseppe si spogliò completamente, e la strinse a sé, come un trofeo a lungo ambito e finalmente conquistato. Poi, si lasciò cadere a terra: aveva la faccia all'altezza della fica materna, e le strappò con veemenza i suoi fuseaux e le mutandine nello stesso istante.
La spinse sul letto, e immerse la testa tra le sue bellissime cosce, dopo di che con la lingua iniziò a frugare nella sua intimità, e a leccarle e a succhiare quella passera pelosa e selvaggia che già era zuppa di umori.
Concetta, dal canto suo, godeva come una matta, godeva sempre più, lasciando che il figlio si nutrisse del suo nettare tenendole allargate bene le gambe...
La esplorava, e andava a torturare il clitoride, lasciandolo e riprendendolo, facendo si che l’orgasmo si tornasse indietro e lei ricominciasse a godere di nuovo.
Sazio per un istante, lui la prese per le gambe, le aprì le labbra vaginali e vi accostò il cazzo ormai turgido e gonfio di sperma, i cui testicoli cominciavano a fargli male, tesi allo spasimo.
Il ragazzo non poté più aspettare, e le entrò dentro, delicatamente ma con forza, cavalcandola come una puledra riottosa.
Nella foga dell'amplesso, Giuseppe sussurrò all'orecchio di sua madre:
- "Ti amo, e voglio venirti dentro, per purificare questo grembo dal seme clandestino di Gabriele".
E lei, allo spasimo del piacere, come in un rito, dopo averlo baciato, gli disse:
-"Si, godi dentro di me, purifica tua madre dal suo errore!".
Giuseppe era veramente in paradiso, e uscì dalla donna per non venire subito...
Si sollevò fino a baciarla in bocca, con la lingua che esplorava avidamente il suo cavo orale, e le tolse con la stessa facilità di prima il grosso reggiseno, godendosi a pieno le sue enormi tette dai capezzoli massicci e appuntiti.
Ma il richiamo del l'intenso profumo e del sapore della passerona della genitrice era irresistibile, cosicché il giovane vi si rituffò nuovamente dentro con la lingua, spennellandola e percependone un calore sempre crescente.
Poi, sentendo che il momento cruciale stava per giungere, inserì di nuovo il suo membro nelle viscere della donna, facendole traboccare la vagina di un copioso seme bollente.
I due passarono ore ed ore a fare l'amore, sempre con posizioni diverse. E siccome a lei piaceva immensamente stare sopra, lui la accontentò ricevendone sensazioni ineffabili.
Da quando aveva cercato di fare di tutto per sottrarsi a Giuseppe, ora la donna urlava senza ritegno mentre si impalava su quel cazzo durissimo.
Alla fine, venne anche lei con una squirtata sconquassante, e crollò sopra di lui, stanca e con la fica impiastricciata di seme.
Si addormentarono quasi subito, e dormirono abbracciati per il resto del pomeriggio, fino a tardi...
