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Clara -La schiava sessuale
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Racconto17 min di lettura

Clara -La schiava sessuale

Clara diventa la schiava sessuale di una coppia

Anna Bolerani
11 mesi fa · 1.1k letture · 2

si alzò a fatica, le ginocchia che scricchiolavano.Marco, il respiro affannoso, si avvicinò a Clara, le mani che le stringevano le natiche. "Ti sento pronta," le sussurrò, "Voglio il tuo culo adesso." Clara, le lacrime che scivolavano giù per il viso, annuì. Sentiva la voglia che le bruciava all'interno, il desiderio di sentire qualcuno che la riempisse di piacere e di dolore. Con un gesto deciso, Elena prese Clara per i capelli, facendola inginocchiare. "Aprilo per noi," le disse, il cazzo di Marco che pulsava di voglia.Clara, obbediente, si mise a carponi sul letto, le mani che si stringevano al cuscino per il dolore alle ginocchia. Elena le si avvicinò, la cintura che le penzolava minacciosamente. Con un rapido movimento, le diede una sculacciata sonora, facendola urlare. "Non dimenticare chi comanda qui," le disse con voce ferma, "Sei la nostra bambina e farai come ti dico." Clara, le lacrime che le rigavano il viso, si aprì le natiche, mostrando il buco del culo rosa e gonfio. Marco, non resistendo a lungo, si avvicinò, la punta del cazzo che bussava per l'ingresso.Elena, la bocca che le brulicava di desiderio, prese la cintura e la posizionò sul culo di Clara. Un colpo, due, tre, e Clara si contorceva di piacere, il viso sepolto nel cuscino. "Lo voglio," anelò Clara, "Lo voglio adesso." Marco, il respiro affannoso, la infilò con decisione, sentendo le pareti del culo di Clara stringersi attorno al proprio membro. Clara gridò, il dolore che si mescolava al piacere, il viso che si contorceva in un'espressione di estasi. Marco, il volto teso per l'eccitazione, la prese per i fianchi e la penetrò a ritmo deciso.Clara, le ginocchia che udivano il suono del legno, si sentiva come se stesse volando, il dolore e il piacere che si alternavano in un ciclo di estasi. Sentiva le scosse del letto, il respiro affannoso di Elena e Marco, le lacrime che le rigavano il viso. "Clara," sussurrò Elena, "Voglio la tua bocca." Clara, obbediente come un'ottima schiava, si voltò e le offrì la propria lingua, le labbra che si aprivano in un sorriso di sottomissione. Poi si chinò e con la lingua la penetrò profondamente, il culo il cui sapore mischiato a quello di Marco che riempiva la bocca.

Marco, in preda all'eccitazione, la prese per la cintura e la fece girare, il culo gonfio e arrossato che si alzava e si abbassava a ritmo con le sue pugnate. "E' il mio turno," disse, il viso che brillava di lussuria, "Voglio sentire la tua bocca sul mio cazzo." Clara, le mani che si stringevano sui seni di Elena, si alzò a fatica, il viso bagnato di lacrime e di sperma. Con un gesto rapido, Marco si avvicinò a Clara, il cazzo duro e lucido, e le premette il glande tra le labbra. Clara, con un ansimare, cominciò a leccarlo, il sapore del seme che le riempiva la bocca.Elena, la mente in fiamme per la scena, si avvicinò a Clara, la lingua che leccava via le lacrime che le rigavano il viso. "Sei la nostra brava bambina," le mormorò all'orecchio, "Sei la nostra piccola puttana." Clara, le guance rosse per l'imbarazzo, continuava a leccare il cazzo di Marco, le labbra che si allargavano per accettare la lunghezza crescente. Elena, con un sorriso diabolico, prese la cintura e cominciò a sculacciarla leggermente, il suono che si diffondeva come un'eco in tutta la stanza. Clara reagiva a ciascuna sculacciata con un movimento del bacino, come se stesse ballando la danza del piacere.Marco, sentendo la tensione crescere, la prese per i fianchi e la penetrò nuovamente, il culo di Clara che si stringeva attorno a lui come un guanto. Clara, con un grido, si abbandonò, le braccia che si aggrappavano a Elena, il viso che si spingeva tra le tette generose. Marco, il viso distorto per la passione, cominciò a muoversi con forza, il rumore del sesso che riempiva l'aria, mescolandosi ai gemiti e ai sussurri di piacere. Elena, la lingua che leccava i capezzoli duri e sensibili di Clara, sentiva il proprio desiderio crescere, il bisogno di possedere e di dominare la propria anima gemella.I tre amanti si muovevano come una macchina del piacere, le mani che esploravano, i corpi che si univano e si dividevano, in un balletto di lussuria e passione. Clara, la bocca piena di sperma, guardava Elena con occhi pieni di adorazione. Elena, a sua volta, la guardava con un misto di ammirazione e brama, desiderando di poterla tenere per sempre, di poter assaporare il suo culo ininterrottamente.Ma, come tutte le cose belle, la notte stava per finire. I gemiti si fecero meno intensi, i movimenti meno frenetici, e infine, un ultimo, profondo grido di piacere riempì la stanza, segnando il culmine del triplice amplesso. Marco, la faccia bagnata di sudore, si ritirò da Clara, il pene che si ammorbidiva leggermente. Clara, le braccia che si rilassavano intorno al cuscino, emise un sospiro di sollievo, il volto illuminato da un sorriso di pura soddisfazione.Elena, le gambe intrecciate a quelle di Clara, le dita che si muovevano sui fianchi di Marco, si sentiva appagata, la mente che galleggiava su di un oceano di piacere. Guardò Clara, la bocca che si apriva in un sorriso di gratitudine, le guance rosse per l'eccitazione. Sapeva che avrebbero voluto rivivere momenti come questi, che la connessione tra di loro era qualcosa di speciale, qualcosa che non potevano lasciare andare facilmente.Marco, il respiro che rallentava, si distese sul letto, le braccia che si aprivano in un gesto di soddisfazione. "Che scopata," mormorò, lo sguardo che si posava su Clara e Elena, "Vi rivedrò presto?" Clara, la lingua che leccava via un ultimo residuo di sperma da un capezzolo, annuì freneticamente, il desiderio di avere di nuovo quei due corpi su di sé era inarrestabile.Elena, le labbra che si curavano attentamente intorno al clitoride di Clara, alzò lo sguardo. "Non appena ne avrò la possibilità," promise con un sorriso malizioso, "Non potrò aspettare per gustare il tuo culo di nuovo." Clara, il viso che ardeva per l'imbarazzo e il piacere, rise, il suono che si perdeva tra le risate di Elena. Sapeva che la notte era solo l'inizio di qualcosa di incredibile, di qualcosa che avrebbe cambiato per sempre la propria esistenza. Clara si alzò a fatica dal letto, le gambe tremanti e le natiche che bruciavano. "Devo andare," disse con voce roca, "Ho il turno al bar." Elena, il seno che si sollevava con il respiro pesante, la guardò con un po' di dispiacere. "Ti mancherò?" chiese Clara, le mani che si muovevano sui seni di Elena. "Ogni minuto," le rispose Elena, le labbra che leccavano via un ultimo goccio di sperma da Clara, "Ma la prossima volta che ci incontreremo, sarà ancora meglio."Clara, con un sorriso triste, si vestì in fretta, il viso che rifletteva la consapevolezza di dover tornare alla propria realtà. Il bar, i clienti, la solitudine notturna, tutti i pensieri si affollavano nella testa, ma sapeva che la memoria di quella notte le avrebbe tenuto calda la pelle per molto tempo. "Ti aspetto," le disse con un cenno, le labbra che si schiudevano per un bacio d'addio. Marco, che osservava la scena, si alzò a sua volta, il cazzo che penzolava per la fiacchezza, e si vestì lentamente, il volto pensieroso.Elena, avvolta in una luce di piacere appena saziato, guardava Clara andare via, il desiderio che le bruciava la pelle. I momento appena trascorso era stata qualcosa di inimmaginabile, un sogno che si era materializzato in carne e ossa. Mentre Clara chiudeva la porta, Elena si sentiva come se stesse perdendo un pezzo di se stessa, ma sapeva che non era la fine. Era solo l'inizio di un gioco pericoloso e appassionato che avrebbero continuato a recitare, una danza di dominio e sottomissione che la faceva sentire viva come non era mai stata.

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Scritto da
Anna Bolerani

autrice racconti erotici a sfondo prevalentemente cuckold

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