"Sei una bella ragazza, Noemi," le disse, la voce bassa, roca.
Le sue mani le scivolarono sui fianchi, poi su, fino al seno. Noemi sentì un misto di paura e di eccitazione. Le sue labbra si posarono sulle sue, un bacio umido, insistente. La sua lingua le esplorò la bocca, un sapore diverso, più aspro di quello di papà. Lui si inginocchiò, le mani che le abbassavano i pantaloni, la bocca che le cercava il sesso. Un bocchino intenso, frettoloso, ma che le diede un piacere inatteso.
La fine della scuola segnò la fine di un'epoca. Ma l'inizio di un'altra, ancora più intensa, ancora più proibita. Il rapporto con papà, sempre più forte, sempre più profondo. Un amore malato, un amore proibito, un amore che avrebbe segnato per sempre la vita di Noemi.
Il sole estivo tornò a picchiare, ma l'aria non era più innocente. Ogni weekend, Noemi attendeva con una frenesia crescente l'arrivo di papà. La sua camera da letto, un tempo rifugio di giochi e sogni infantili, si era trasformata nel loro santuario segreto. Il profumo di papà, un misto di muschio, sudore e sperma, impregnava le lenzuola, un odore che ora per lei significava sicurezza e piacere.
Una sera, dopo cena, mentre il televisore mormorava in sottofondo, lui le prese la mano, le dita che le accarezzavano il palmo.
"Vieni, Noemi. Andiamo a letto." La sua voce era un invito, un ordine velato di desiderio.
Noemi lo seguì, il cuore che batteva all'impazzata. Si spogliarono lentamente, i vestiti che scivolavano a terra come foglie morte. La pelle di papà, un po' rilassata, un po' segnata dal tempo, ma per lei era la più bella, la più familiare. Lei lo guardava, il suo corpo che rispondeva a ogni suo movimento, a ogni suo sguardo.
Lui si sdraiò sulla schiena, le braccia aperte.
"Vieni qui, amore mio."
Noemi si strinse a lui, la testa appoggiata sul suo petto, il suo sesso che premeva contro il suo. Le sue mani iniziarono a esplorare, accarezzando il suo ventre, scendendo più giù, fino al monte di Venere. Il clitoride pulsava, già gonfio di desiderio. Lui gemette, le mani che le accarezzavano i capelli, poi le spalle, poi i fianchi.
"Sei così bella, Noemi," sussurrò, la voce roca. "Così vogliosa."
Lei si sollevò, i suoi occhi che incontravano i suoi. Il suo cazzo era già turgido, una vena pulsante sulla sua lunghezza. Noemi lo prese in mano, le dita piccole che lo avvolgevano, stringendo. Lui chiuse gli occhi, un sospiro profondo che gli sfuggì dalle labbra. Lei lo accarezzò, lo leccò, portandolo alla bocca, il sapore salmastro e dolciastro che le riempiva la gola. Succhiava, tirava, la lingua che gli esplorava il glande, il frenulo, la base. Lui ansimava, le mani che le affondavano nei capelli, guidandola.
"Sì, così," mormorò. "Ancora, amore mio."
Il piacere di papà era il suo piacere. Vederlo tremare, sentirlo gemere, sapere che lei era la causa di quel godimento la eccitava in modo indicibile. Lui si mosse, spingendo più a fondo nella sua bocca, e Noemi sentì il suo sperma che le riempiva la gola, caldo e denso. Inghiottì tutto, senza esitazione.
Lui la sollevò, facendola sedere a cavalcioni su di lui, le gambe aperte, il suo sesso umido che premeva contro il suo.
"Sei pronta, tesoro?"
Noemi annuì, gli occhi pieni di desiderio. Lui le prese i fianchi, guidandola. Il cazzo scivolò dentro di lei, una sensazione di pienezza che le tolse il respiro. Il suo corpo si abituava, si allargava, accogliendo ogni millimetro. Le sue anche si mossero, un ritmo lento, poi più veloce. Il letto scricchiolava sotto i loro corpi, un lamento ritmico che si univa ai loro gemiti.
"Più forte, papà," ansimò Noemi, le unghie che gli graffiavano la schiena. "Più forte."
Lui rispose al suo desiderio, i suoi colpi si fecero più profondi, più violenti. Il suo sesso schioccava contro il suo, il rumore umido della pelle che si scontrava, i loro corpi che si univano in un'unica, frenetica danza. Il piacere si accumulava, un'onda travolgente che minacciava di inghiottirla. Noemi strinse le gambe attorno al suo bacino, spingendo contro di lui, cercando di estrarre ogni goccia di piacere.
"Sto per venire," gemette lui, la voce quasi un ruggito.
E poi, l'orgasmo. Un'esplosione di sensazioni, il suo corpo che si contraeva, il suo sperma caldo che le riempiva la vagina. Noemi sentì la sua stessa onda di piacere montare, più forte, più intensa, fino a farla tremare, a farle urlare. Si accasciò su di lui, il respiro affannoso, il corpo che vibrava.
Rimasero così per un tempo indefinito, i corpi intrecciati, il sudore che li univa. Poi, lui le accarezzò i capelli.
"Vuoi provare di dietro, amore mio?"
Noemi sentì un brivido. La paura era ancora lì, ma il ricordo del piacere era più forte. Annuì, la testa appoggiata sulla sua spalla. Lui la girò, la fece inginocchiare, il culo in mostra. Prese l'olio, spalmando le sue dita, poi gliele infilò nell'ano, allargando, preparando. Noemi gemette, un dolore acuto, ma subito mitigato dal calore delle sue dita.
"Respira, tesoro," le sussurrò lui. "Stai per sentire un piacere nuovo."
Quando il suo cazzo entrò, fu una sensazione di pienezza, di stretta che le tolse il fiato. Noemi strinse i denti, le mani che si aggrappavano alle lenzuola. Lui si mosse lentamente, spingendo, tirando, il suo cazzo che le esplorava le profondità. Il dolore si trasformò in piacere, un piacere intenso, che le faceva tremare le gambe.
"Ah, papà," ansimò, la voce quasi un pianto. "È così bello."
Lui accelerò il ritmo, i suoi colpi più profondi, più insistenti. Il suo culo schioccava contro il suo bacino, un suono umido e carnale. Noemi si sentiva posseduta, completamente sua. Il piacere anale era diverso, più profondo, più viscerale. Sentiva il suo cazzo che le premeva contro la prostata, un punto sensibile che le faceva inarcare la schiena.
Lui gemette, un suono profondo, gutturale. "Sto per venire, Noemi."
E poi, l'orgasmo. Un'esplosione, il suo sperma caldo che le riempiva l'ano, una sensazione di pienezza che le tolse il respiro. Noemi si sentì venire anche lei, un orgasmo che le scosse tutto il corpo, più violento, più intenso di tutti quelli che aveva provato prima. Si accasciò, il corpo che tremava, il respiro affannoso.
Il sesso, la passione, il piacere. Un vortice di emozioni, un viaggio senza ritorno. Noemi, la protagonista di questa storia, una storia di scoperta, di trasgressione, di amore proibito. I particolari intimi dei rapporti sessuali erano diventati la normalità. Il corpo di Noemi, un campo di battaglia di sensazioni, un terreno di gioco per il piacere. Il sesso, non più un tabù, ma un'esplorazione continua, un viaggio senza fine. A scuola, Noemi si sentiva diversa. Le sue coetanee parlavano di ragazzi, di baci rubati, di mani che si sfioravano. Lei sentiva solo insoddisfazione. Quei ragazzi erano inesperti, frettolosi, non conoscevano il piacere, non sapevano come accarezzare, come toccare. Lei cercava qualcosa di più, qualcosa di profondo, qualcosa che solo papà poteva darle.
Ti è piaciuto?
34 racconti, 0 libri.
Altri racconti di MANDREKINO
Commenti 0
Accedi per scrivere un commento…Nessun commento ancora. Scrivi il primo.