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L'ossessione di Serena 2
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Racconto26 min di lettura

L'ossessione di Serena 2

L'altro punto di vista

Salina
1 anno fa · 518 letture · 1

"Mah, le solite cose ... immaginare un tradimento, fantasticare su un rapporto a tre, qualche richiesta…”

Mi accorsi che l’atmosfera era diventata assai rilassata. Eravamo entrambi in boxer e maglietta, quella fine estate non accennava a finire. Mentre Francesco mi fece quelle domande, non potei non pensare ai seni della sua Manuela, immaginandoli girare liberi per casa con i capezzoli così duri da far intravedere le areole, confermando forza al progetto che dovevo portare avanti per forza.

Iniziai a carpire qualche affinità di pensiero quando le domande di mio fratello si fecero sempre più specifiche.

"Ma per esempio, qual è una richiesta che fai a Luisa?”

Inizialmente tergiversai, poi ridemmo, poi fui interrotto dalla luce che si accese nella casa di fronte, da una stanza diversa da quella dove si era esibita Serena. I genitori erano fuori altri due giorni, non poteva che essere quella sorella che sta sempre fuori. E non sembrava sola, le faceva compagnia un’ombra titubante, di uomo ne ero quasi certo, il fidanzato probabilmente

.“Be’, anche senza bisogno di richieste specifiche, qualche sera capita che siamo qui sul letto a guardare la tv, un po’ pigri. Allora le dico di cominciare a toccarsela!”

“E tu?” sorrise mio fratello interessato

“E io, cosa !?”

“E tu cosa fai?!”

“Eh, dipende!”

Francesco voleva sapere proprio i particolari e io glieli avrei pure detti, ma dovevo portarlo dalla mia parte. Non mi conveniva parlare troppo, togliendolo pure dall’imbarazzo. Mi capì subito come al solito e continuò.

“Insomma, tu te lo tocchi o cosa fai?!”

“Sì a volte me lo tocco” risposi

“E se non te lo tocchi, cosa fai?”

“A volte continuo a guardare la tv chiedendo a Luisa di dirmi quando sta venendo”

“E poi?”

“E poi la guardo mentre gode da sola!”

Credevo di aver detto abbastanza ma Francesco proseguì con i suoi dubbi morbosi.

"E non fai mai nient’altro?!"

"E cosa dovrei fare, fratello! Dipende ti ho detto. A volte, dopo che Luisa è venuta, capita che gliela lecco mentre me lo tocco. Altre cominciamo a fare l’amore. Ma tu piuttosto, non hai mai avuto nessuna fantasia con Manuela?"

A quel punto mio fratello capì che non avrei più parlato se non cominciava a dirmi qualcosa pure lui.

“La fantasia che ho ultimamente con Manu è immaginare rapporti a tre: con qualche mia amica o con qualche suo amico”

Mi venne spontaneo confermare che era una fantasia piuttosto ricorrente anche tra me e Luisa. Mio fratello ne approfittò per spararla grossa, senza mezzi termini:

"Avete mai immaginato che potessi essere io quel terzo?"

Era ovviamente una domanda molto imbarazzante, perché ora che era venuto a vivere con me poteva ripercuotersi sulla vita reale ma significava che non ero l’unico ad aver pensato di trarre beneficio da questa convivenza. Pensai un pò sul come rispondere, ma poi decisi di dire la verità.

“Sì”

“E cosa avete immaginato che facevamo?!”

“Vuoi la verità fratello?”

“Tutta la verità, solo la verità e ce l’ho già duro” mi rispose ridendo.

Ridemmo insieme, il grande passo era stato fatto.

“Ok, la verità è che mi piacerebbe coinvolgere le nostre rispettive ragazze in un rapporto più…. aperto. Io e te siamo molto più uniti di tutti i fratelli che conosciamo, possiamo permettercelo. Si, lo confesso, mi piacerebbe vedere Luisa farsi una scopata con un altro davanti a me, ma con un estraneo sarebbe troppo rischioso, complicato e di sicuro non accetterebbe mai. Con te sarebbe tutto perfetto invece, zero rischi, nessuna compromissione e solo tanto piacere per tutti. E poi non va sottovalutato il vantaggio anche per me, avremmo entrambi due fighe a disposizione se accetti anche tu la stessa cosa, perchè è l’unica condizione che metto: dovrai chiedere a Manuela di fare la stessa cosa davanti a te”

“Affare fatto”

“Certo non sarà facile e nemmeno immediato, ma l’unico modo possibile per restare fedeli e assicurarci la loro fedeltà è…”

“...tradirci tra di noi” e di nuovo scoppiammo a ridere come bambini.

Il progetto prendeva forma e non più solo nella mia testa, nessuno dei due poteva essere sicuro della riuscita, ma valeva assolutamente la pena provarci.

Il discorso finì lì per il momento anche perchè mi arrivò il prevedibile messaggio di Cristian che mi informava sugli immaginari danni subiti dalla mia auto e di lui che avrebbe passato la serata ad aiutarmi, in caso sua moglie mi avesse chiesto dove aveva passato tutto quel tempo.

“Sei il solito coglione” gli risposi con uno smile “ma domani dovrai raccontarmi tutto, specie i dettagli”.

Aggiornai mio fratello sulle bravate del nostro vicino e spensi la luce in un’atmosfera già surriscaldata da quei discorsi, tornammo a concentrarci sul finale del film, almeno lui. Dopo circa una mezz’ora di visione, con la coda dell’occhio notai dei movimenti dalla mia finestra preferita, una luce che si accendeva e spegneva come un segnale, la mia attraente vicina esibizionista mi stava chiedendo il permesso di concedersi il piacere negato quella mattina.

In camera mia c’era massimo silenzio, percepivo Francesco completamente assorto dal film. Con buona probabilità non si sarebbe accorto della mia vicina alla finestra che stava facendo scivolare la sua mano nelle mutandine e cominciava a sfiorarsi dolcemente. Considerata la situazione, il buio e la scarsa attenzione che potevo dedicare al suo movimento, non riuscivo a vedere un gran chè ma sapere che lo stava facendo per me, rispettando la regola del gioco mi eccitava allo stesso modo, e finchè Francesco non se ne accorgeva non stavamo facendo nulla di troppo compromettente.

Anche la mia mano riuscì a scivolare nei miei boxer provando ad assumere una posizione simile a quella di Serena, per comunicarle che avevo capito e ci stavo. Ma la mia angolatura rispetto alla finestra non le permetteva di vedere di più.

Serena era andata parecchio oltre e adesso era la protagonista di una specie di doppia penetrazione fai da te, a cavalcioni sopra il cuscino in camera sua, mi offriva virtualmente il suo culo nel quale faceva scorrere abilmente due dita. Non riuscivo a vedere nulla esplicitamente come la mattina grazie alla luce del giorno, ma proprio per questo motivo, la scena risultava ancora più coinvolgente. La avevo già avuta oscenamente esposta ora mi deliziavo con il vedo-nonvedo.Il calore tra le sue gambe stava evidentemente crescendo, lo capivo dalla sua mano che accelerava finché decise di rendere ancora più manifesto il movimento delle sue dita aprendo la finestra, ora era visibilissimo l’andamento della mano, che andava su e giù. Mi eccitava moltissimo pensare che si stava toccando la fica per me proprio come le avevo chiesto, come fosse una cosa ormai naturale tra noi, anche lei era entrata a pieno nel progetto, stava trovando naturale farsi una sgrillettata alla mia presenza ed era questo il primo obiettivo. Ora puntavo alla sua disinibizione e complicità per coinvolgere gradualmente anche altri ignari spettatori. Mi piaceva provocarla.

Quando mio fratello si accorse del movimento della mia mano non disse una parola rimanendo concentrato sul film, imputandolo probabilmente ai discorsi di poco prima. Dopo qualche minuto, però, Serena continuò a rendere ancora più visibile il movimento della sua mano fra le gambe, e io ebbi paura che venisse scoperta, avevo paura io per lei, come se la cosa riguardasse me.

Ci stavamo nuovamente masturbando in contemporanea a distanza e iniziammo ad ansimare, Serena probabilmente ascoltata da sua sorella e dal suo fidanzato nell’altra stanza, io accanto a mio fratello che rimaneva impassibile a fissare lo schermo, forse per imbarazzo o forse perchè in previsione di quello che avevamo intenzione di fare sarebbe stato normale anche questo.

Ormai guardavo più in direzione della finestra che del film, tornai a fissare i seni di Serena come avevo fatto tutta la mattina anche se ora erano coperti dal sottile pigiama fuori dalla finestra, riuscivo a vedere come si muovevano su e giù, accompagnando l’andamento del braccio e della sua mano. Avrei voluto ci fosse Luisa, oppure Manuela per infilare una mano nella scollatura dell’una o dell’altra, per arrivare a toccare dei capezzoli grossi e turgidi.Non ebbi il tempo di confessare quella fantasia a mio fratello per riprendere il discorso perché in pochissimi attimi Serena si lasciò andare ad un intenso orgasmo e io con lei di conseguenza. Appagati ci guardammo dalla finestra e sorridemmo.Il film era finito, Francesco si alzò per andare ad addormentarsi in camera sua, Serena richiuse la finestra, la sorella abbassò la persiana della sua e Cristian stava finalmente entrando nel palazzo per tornare dalla moglie.

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Scritto da
Salina

Mi piace il sesso che sa di sale, ti resta appiccicato sulla pelle fino a farla pizzicare e la corrode di desiderio. Qui per provare a recuperare a tempo perso una vecchia passione. E scoprirne di nuove

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