La sua mano avanza tremante, con la mia faccia, a pochi centimetri dalla sua bella fighetta. Con Luisa, quando sono così vicino, mi dedico ad attività più impegnative del solo guardare, ma niente prima di oggi mi è sembrato più eccitante del non farlo. Il desiderio di far trovare Luisa nella stessa posizione per qualcun altro mi attraversa la mente, finchè il pensiero non si ferma su mio fratello, vorrei che fosse lui quel qualcun altro.
Intanto Serena con il pollice e l'indice apre il suo frutto proibito. La sua vagina è completamente scoperta. A contatto con le sue dita, si sente quasi il calore della sua pelle.
"Concentrati su quello che devi fare e nient'altro! Ora voglio che tu mi ignori, fallo come se fossi da sola e nessuno ti possa vedere"
Guardo la sua faccia e anche lei mi fissa. La sua faccia è rossa, si morde il labbro inferiore.
Tenendo le gambe ben aperte, esplora la sua figa.
"Hai visto? Sei tutta bagnata, piccola sporcacciona."
Con un ampio sorriso, si concede un’occhiata alla mia erezione.
"Sì! E tu sei molto duro..."
Per non venire troppo presto si alza in piedi e si allontana di pochi metri da me, il suo guardone. Si gira per levarmi la vista dal suo seno e riportarla sul suo culo morbido, burroso che ormai conoscevo molto bene.
"A te perdere il controllo in fondo ti eccita, lo so da quello che hai fatto stamattina, credi che non sappia cosa provavi quando hai visto Cristian, il nostro comune vicino, rientrare questa mattina prima di giocare con me? Sono felicemente fidanzato, è vero, ma quello che voglio da te è il valore aggiunto a quello che già ho. Nell'attesa di capire cosa vuoi anche tu".
Tornata al divano e, contrariamente alla lentezza precedente, mi mostra ancora una volta la figa completamente spalancata.
"Guardamela" chiede.
"Guardamela di più. Finora l'hai intravista da lontano, ma ora non si può più nascondere, è qui nuda per te. Guarda i peletti reduci da una rasatura recente come piccole puntine di un porcospino che la punteggiano sul monte e lungo lo spacco”.
“Forse la vedrei meglio se la aprissi ancora con le dita, come ti farò fare, in qualunque luogo o situazione se deciderai di lasciarmene il controllo e allora mostrerai non solo a me le piccole labbra farsi avanti, sensibili, mollicce come ora e l'interno più scuro, vorace e caldo dove potrai far entrare non più solo il cazzo. Farai indurire questo clitoride che è il tuo vero punto debole quando voglio che tu raggiunga l'orgasmo in breve tempo. Mi chiedi ancora cosa voglio da te? Voglio che tu sia la mia bambola da esposizione. Proprio come hai fatto stamattina ma di più, più spesso, ovunque e per chiunque. Una bambola che sa godere e far godere. Voglio che tu sia la mia bambola, oscena, libera e goduriosa. Ecco cosa voglio da te".
Ora che mi ero liberato mentalmente potevo sfilarmi i boxer, restando nudo nel suo soggiorno.
"Il gioco è cominciato, ora sono anche io nudo a patto che tu lo sia sempre di più”.
Serena si china per esporre la sua vulva, in segno di approvazione. Tanto che oltre al suo sesso, posso osservare appieno i suoi seni con areole gonfie e capezzoli sporgenti.Continuo a guardarla con le gambe divaricate e i seni gonfi.
"Non so se quello che stiamo facendo è molto normale, ma accidenti se è bello!"
Sono scoppiato a ridere.
"Spero che le prossime volte saranno altrettanto belle..."
"Quindi è vero? Vuoi che lo rifacciamo?"
"Tutte le volte che voglio. Ora però è meglio se vado, non vorrei trovarmi con tuo padre che apre la porta proprio ora”
“I miei sono fuori per altri due giorni”
“Sarai sola e porca per altri due giorni?”
“Beh non proprio, ci sarebbe mia sorella ma sta sempre in giro e io ora ho bisogno di venire!!”
“Ferma piccola porcella, devi imparare ad aspettare ricordi?”
Il suo disappunto era talmente evidente da trafiggermi.
“Sei fortunata, anche a casa mia sta per arrivare mio fratello. E siamo anche gemelli, probabilmente alla giusta distanza potresti anche non riconoscerci, quindi ascoltami bene e leva quelle dita dalla figa, concentrati!”
Obbedì ancora una volta.
“Mio fratello dovrà restare fuori dal nostro gioco, almeno per adesso. Potrai venire, ma soltanto quando vedrai uno di noi due alla finestra, se però ti fai scoprire da lui perdi il gioco”.
Aveva gli occhi così sgranati dalla lussuria che mi avrebbe sbranato se avesse potuto. Era proprio venuto il momento di andare dopo averle ripetuto le regole del primo gioco. Non ci scambiammo nemmeno il numero, il nostro unico contatto doveva restare quella finestra.
Ore 20.27
La mia vita sessuale stava per cambiare così all’improvviso, senza aver dovuto fare niente di particolare. Quelle che erano state solo le mie fantasie trasgressive, avevano trovato una svolta improvvisa proprio il giorno in cui anche la mia quotidianità stava per cambiare con l’arrivo di mio fratello.
Questa serie di circostanze era certamente casuale, ma arrivò esattamente al momento giusto, mi sentivo veramente un uomo fortunato. Era come se avessi rimandato per anni l’idea che certi pensieri perversi potessero non restare fermi al livello della pura immaginazione, e tutto grazie a una vicina inaspettata. Ora mi era più chiaro che il piacere, qualsiasi esso sia, ha soltanto bisogno di un pò di audacia. Essermi imbattuto in una sconosciuta con le mie stesse identiche voglie mi confermava l’idea di non essere il solo ad averle. Quante probabilità ci sono che un voyeur abbia per dirimpettaia proprio una giovane ragazza esibizionista? Quasi zero. Questo per la mia testa significava solo che forse è un piacere più diffuso di quanto si pensi, va soltanto incentivato a venir fuori.
Con questi ragionamenti in testa andai ad aprire la porta a mio fratello che carico di bagagli tornava a vivere con me, dopo gli anni in cui abitavamo entrambi ancora in famiglia.
Francesco ha i capelli neri e ricci come i miei, ma la carnagione un po’ lentigginosa e un fisico più esile del mio, unica caratteristica che come dissi a Serena poteva farci distinguere da vicino ma non così facilmente dalla sua finestra, o magari al buio o alla fine di una serata alcolica. La nostra somiglianza è sempre stato il motore delle mie fantasie ogni volta che mi piaceva una delle sue ragazze, e la cosa capitava praticamente con tutte. Sostituirmi a lui in certi momenti era il culmine delle storie porche che usavo per masturbarmi, era come pensare a qualcosa di più di un semplice scambio di coppia, era uno scambio di persona, una fusione che avrebbe permesso a entrambi di avere a disposizione non più una sola ragazza ma due a testa, un piccolo harem privato direttamente a casa. E l’inaspettata avventura di quella mattina stava formando nella mia testa l’idea che poteva non essere più solo una fantasia se avessimo giocato entrambi bene le nostre carte.
Ore 21.48
Sistemata alla meglio la maggior parte della roba di Francesco, almeno per il momento, sentimmo la porta del nostro vicino di casa chiudersi e i passi, che riconobbi essere i suoi scendere le scale.
“Strano che Cristian esca a quest’ora in settimana da solo” mi venne spontaneo commentare, prima di spiegare a mio fratello che Cristian era il suo nuovo vicino, nonchè mio grande amico.
“Sarà andato a giocare a calcetto” ipotizzò Francesco, come unica scusa plausibile per un uomo sposato da poco per lasciare la moglie sola a casa di sera.
“Si il calcetto…quanto scommetti che tra un pò mi arriverà un messaggio per chiedermi di coprirlo? Preparati, presto sarai assoldato come amico da salvare per la tua “auto in panne” ahaha”
Capita l’antifona Francesco non fece altre domande e ci mettemmo in camera mia che era libera da scatoloni a vedere un film sul mio letto. Presi dall’euforia di due fratelli che non si confidano da tanto tempo, il film lo guardammo ben poco, affrontammo invece qualsiasi tipo di discorso e ben presto ci trovammo a parlare della sua ennesima relazione, iniziata da poco.“Sentiti assolutamente libero di invitare Manuela tutte le volte che vuoi, non devo neanche dirtelo, è anche casa tua ora” iniziai a sondare il terreno su cui costruire il mio perverso progetto.Francesco mostrò parecchio interesse al rapporto solido tra me e Luisa, chiedendomi se fossimo reciprocamente fedeli e come facevamo a salvaguardare un’intesa sessuale dopo tutto quel tempo, vero motivo per cui le sue relazioni invece non superavano i nove-dieci mesi. Gli spiegai che dopo un pò è necessario evolversi, anche come coppia, magari con qualche fantasia che ravvivi il rapporto, buttando a terra il primo tassello del progetto.
Mio fratello, con tono molto confidente, volle indagare su quali fossero queste fantasie: io, inizialmente, provai a rimanere piuttosto vago.
