Si massaggia le palle, si passa le mani sui fianchi, apre e chiude le gambe mostrando i boxer chiaramente in tensione. E io sono qui, su quel divano, a fare lo stesso, sono diventata la sua preda. L'avrò sedotto durante quel mio piccolo show in solitaria. Sapevo e come ogni volta speravo inconsciamente che qualcuno mi vedesse. Speravo che lui mi vedesse. E ora mi sta ringraziando a modo suo, vuole ricambiare il favore. Si sta alzando in piedi, ora si vede che fa palestra. Lo osservo mentre sfila i boxer da dietro. E’ in piedi e i boxer che scendono fino a toccare i piedi e a oltrepassarli. Il riccio dell'appartamento di fronte ha appena tolto i boxer e io sono ancora in slip. Ora mi guarda intensamente, mentre con una mano si copre il cazzo. Sta guardando me e sta puntando la mia figa, vuole vederla.
Tolgo gli slip come ha fatto lui, lentamente, mi faccio desiderare, gli faccio vedere quanto sono bella senza slip, figa all'aria, libera. Sono finalmente come volevo essere, sul mio divano, nuda, di fronte all'uomo sconosciuto, anche lui nudo. Ci guardiamo intensamente, sappiamo di stare esagerando. Siamo in comunicazione attraverso due finestre che comunicano col giardino di altri vicini, desiderosi di ricevere e donare piacere. Lo guardo mentre scopre delicatamente la cappella, mentre si massaggia le palle e mi chiede di masturbarmi per lui. Con lui.
Inizio la mia danza per lui, affondo di colpo le dita, spingo e inizio a stantuffare lentamente, con delicatezza. Gli mostro come diventa rosso e lucido il clitoride. Gli dimostro che lui mi arrapa. Lo guardo mentre mi offre la vista della sua verga. Guardo come se la tocca ritmicamente e costantemente. Le sue labbra sono desiderose di assaggiarmi. Questo lo so.
Lui sa che vorrei bere dalla sua minchia?
Vorrei che in bocca mi arrivasse ogni cosa, se necessario, il suo seme, la sua saliva. Vorrei venirgli sul cazzo, vorrei che certi schizzi gli entrino in bocca. Vorrei che le mie tette sfreghino contro quei capezzoli scuri che intravedo.
Lui vorrebbe che questa mia figa pulsante fosse sopra di lui? Sulla sua faccia? Sopra quella barbetta appena disegnata? Vorrebbe essere qui con me per odorare il mio sudore? Vorrebbe essere qui a ricevere tutto il mio godimento?
Vorrei che fosse qui accanto a me, a sussurrarmi parole sporche come “ti prego, vieni per me, soltanto per me. Voglio vederti venire e che godi. Riempimi il viso di roba calda, fallo per me.” Così mi piace. Vorrei rispondergli “prendila tutta in bocca, succhiala, ingozzati, fatti mordere quello splendido culo che ti ritrovi”. I movimenti sulla sua cappella sono diventati più rapidi, lo osservo. Tiene gli occhi chiusi e la bocca aperta, è segno che ormai si è abbandonato al piacere. Sta venendo per me, sto assistendo al suo orgasmo. Lo faccio anche io, godo come mai ho fatto in vita mia. Rilasso il culo senza stringere. Il mio buchino morbido accoglie un dito, lui ha già introdotto un dito su per il culo, devo imitarlo. Lo faccio per lui. Se lo merita e me lo merito. Esploro il mio sedere sento il buco come si stringe. È il piacere che comanda, io provo piacere a stringere ma resisto anche se sto per venire.
Lui sta per venire, stringe gli occhi e la bocca è ormai apertissima, il dito è dentro il sedere e stringe il cazzo, manca poco. Aumento la pompata, faccio penetrazioni più lunghe, infilo le dita per intero, è tutta rossa e pulsa! Tengo il dito su per il culo e stringo. È meraviglioso l'orgasmo anale. Manca poco anche a me, adesso chiudo gli occhi ansimando, non ho bisogno più di guardare, so che lui è lì e sta raggiungendo il piacere. Penso al fatto che lui veda che tra poco verrò e sarà bellissimo. Tengo chiusi gli occhi. Oddio....oddio, sta arrivando. Il buco del culo sta stringendo, la figa sta grondando e gonfiando.Sento un gemito da oltre la finestra e apro gli occhi, guardo le sue mani che rallentano. È venuto. L'ho fatto venire con il mio corpo, è felice, sta sorridendo. Sta continuando a guardarmi mentre mi masturbo. È orgoglioso di me, vuole vedermi raggiungere il piacereLo guardo negli occhi, vengo fissandolo, godo senza distogliere lo sguardo. Lui è lì che mi ammira con il viso rilassato e sorridente. La stretta al culo, il calore che cresce e arriva fino al fondo della figa, il clitoride è rovente. Godo, esplodo, vengo non ce la faccio più. Grido forte, mi ha sentita di sicuro. Sta sorridendo, ha visto tutto Ogni contrazione è il paradiso, l'orgasmo più intenso della mia vita. Sono appagata e rilassata, ho macchiato il divano ma non me ne frega niente. Lui ha un sorriso bellissimo. È la prima volta che qualcuno mi guarda venire così. Sono una depravata, anzi lo siamo in due e finalmente è bellissimo così. Ha rimesso i boxer e sta abbassando la serranda, mi sta salutando, lo saluto anche io, ma so che voglio rivederlo. Anche subito, anzi meglio subito, se non lo faccio ora non avrò mai più il coraggio. Scendo e vado a citofonargli? Non deve essere difficile, faccio il conto dei piani e lo trovo.
E poi che gli dico?
Ci devo pensare... devo trovare una proposta allettante.
Andare a casa di uno sconosciuto che mi ha appena vista senza vestiti, con l'idea perversa di sperimentare altro?
D'altronde è accaduto tutto troppo velocemente per essere consapevole di cosa volevo da lui.
Che rapporto potrebbe crearsi tra noi?
Al momento... sebbene io mi sia divertita a esibirmi, immaginare parolacce e masturbarmi, mi sento un po' succube della situazione. Sembrava che per un attimo gli avessi deliberatamente offerto le chiavi della mia seduzione e volessi che ci giocasse in continuazione ma ora avverto un senso di sfruttamento. Mostrandogli anche il buco del culo ero convinta di essermi già presa ciò che mi piaceva, non mi rendevo conto che in realtà potevo concedere a lui ciò che più lui desiderava. E ora sembra che io ne voglia di più...che non voglia più smettere.
Ma, se gli dicessi di sì a tutto.... altre esibizioni, il mio bel culo aperto, le sue porcate... dove andrei a finire? Che cosa rimarrebbe di me?
Sarei fagocitata dalla sua perversione... eclissata totalmente dal piacere, abbandonata alla sua volontà. Mi sto già immaginando trattata come una schiava, pronta a farmi inculare quando richiesto, pronta a mostrarmi dove volesse. Beh... col cazzo! Non ci vado a cercarlo, è meglio che lo dimentichi in fretta. Questa storia non può finire con me che faccio le cose che mi impone lui. Rimango seduta sul divano in soggiorno, e alla fine mi citofona lui.
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