Il grosso cazzo le pulsava tra le dita. Capì l'uomo era prossimo all'eiaculazione e sicuramente i momenti che stava vivendo erano talmente unici che preferiva sporcarsi la fodera del giaccone che interromperla nel
momento che precedeva l'orizzonte degli eventi. Di lì a qualche istante avrebbe avvertito lo sperma caldo e vischioso colarle sul dorso della mano. Le giunse un mugolio malamente represso. Aumentò il movimento della mano strofinandogli il pollice sul frenulo, ma se la sent' bloccare. Udìl'uomo mormorarle:
- Signora, si chini a baciarmelo. -
A Milena un brivido corse lungo la schiena. Adesso quello “sconosciuto”le stava chiedendo troppo.
- Signora, la prego, si chini a darle almeno un piccolo bacio. Si tratta
di un attimo. Sono pulito! Desidero soltanto che le sue belle labbra si
posino sul mio glande. Dietro non abbiamo nessuno che potrebbe scorgerla
chinarsi tra le poltroncine. –
Vedendola voltarsi per accertarsi che veramente non ci fossero spettatori alle loro spalle, si accese in lui la
speranza che davvero si chinasse.
Molte volte, Milena, aveva fantasticato di fare un pompino a un uomo che non fosse suo marito. S'immagino quel grosso e strano cazzo tra le labbra.
Pensieri che le diedero la certezza della sua vera natura: carnale,lussuriosa e lasciva. Quell'evento inatteso stava mutando in realtà le sue immaginazioni erotiche e in un luogo in cui mai avrebbe immaginato
accadesse, ma esitava ad abbassarsi.
L'uomo intuendo quanto lei desiderasse farlo ma vedendola esitante, scostò il giaccone per farle intravedere il cazzone ben in tiro. Così sperava di vincere gli ultimi barlumi d'indecisione che la frenavano. La vide chinarsi un po'verso di lui ma rimanere ancora indecisa. Pensò che metterle la mano sulla nuca e spingerla in avanti potesse incoraggiarla ma anche generare l'effetto inverso. Azzardò la mossa. Le pose la mano destra dietro la nuca e impresse una pressione su essa. Avvertì la muscolatura del collo della signora irrigidirsi. Allentò la pressione.
- Solo un piccolo bacio sulla cappella la prego. - le ripeté.
- Lo so che ha voglia di farlo. Vinca il timore.Non abbiamo molto tempo. –
Vedendo che lei non si decideva le tolse la mano dalla nuca, sperando che la signora ricominciasse almeno a
masturbarlo. Si era appena ritratto quando la vide abbassarsi.
Milena si chinò sul cazzo dello sconosciuto. Adesso lo aveva a pochi
centimetri dalla bocca. Le giunse il suo l'odore poggiò il capo sulla pancia de suo amante e le labbra sulla maestosa cappella. Avvertì la mano dell'uomo posarsi sul suo capo, ma senza premere per spingerla a prenderglielo in bocca, come se con quel gesto volesse far decidere a lei se eseguirlo. L'odore che avvertiva provenire dal quel cazzo era
irresistibile. Dischiuse le labbra. Il grosso glande le riempì la bocca.
Afferrò la base del cazzo con una mano e cominciò a succhiare, leccare e
poi tornare a ciucciare. Dimentica di dove fosse, la sua lingua giunse a
leccargli i testicoli glabri. Ne prese in bocca uno, poi l'altro, quindi
fece scorrere la lingua su tutta la lunghezza dell'asta e tornò a
succhiare glande e frenulo. Gli giunse la voce mormorata dell'uomo:
- Sto per godere Signora!-
avvisava che stava per eiaculare ma lei seguitò a succhiargli il cazzo, incurante delle sue parola ancora con piu' foga di prima.
affondandoselo in bocca fino a fargli oltrepassare l'ugola, e adeguando
essa alla sua curvatura. Si sentiva vacca fin dentro l'animo e questa
sensazione era motivo di goduria mentale. Era bagnatissima quella situazione nnel buio di un cinema , con uno sconosciuto, col rischio di essere “beccata” la mandava fuori di testa ; si sentiva zoccola e capì quanto fosse la mente a
dominare il sesso. I genitali erano soltanto dei terminali.
- Signora, lei è brava, bravissima! Sto per venire, si rialzi e continui
con la mano –
la avvisò, ma lei seguitava a succhiarglielo. Mai si sarebbe
immaginato che dopo le esitazioni, lei non solo glielo avesse preso in
bocca ma gli facesse intendere che voleva farsi eiaculare tutto in bocca
addirittura. Oltre la stellare goduria, avrebbe persino evitato di
sporcarsi gli abiti.
Poi, come un treno in corsa, sentì l'impulso dell'orgasmo
montargli dentro come l'onda di uno tsunami. Cercò di ritardare
l'eiaculazione stringendo la muscolatura sfinterica, poi un istante prima
di zampillare, coprì la signora con il giaccone e si fece inghiottire dal
buco nero dell'estasi orgasmica.
Milena avvertì il cazzo dell'uomo irrigidirsi nella durezza che precedeva
l'eiaculazione, poi il primo fiotto, seguito da un secondo, quindi da un
terzo seguito da un quarto e altri più deboli spruzzi. Adesso
si sentiva la bocca piena di sperma, era in un cinema buoio col la sborra di un perfetto sconosciuto che le riempiva la bocca ; continuo’ un lento movimento col collo fino a far uscire tutto il seme che aveva ancora dentro il suo amante, che le disse
- Bravissima Signora puliscilo per bene con la lingua.
inghiottì in una sola sorsata. Gli spremette l'uretra per raccogliere le
ultime gocce come faceva con suo marito.
mentre le teneva ancora la testa sul cazzo ogni tanto l'uomo apostrofava la Signora:
mamma mia che bello, che zoccola , fantastico
e emetteva suoni di goduria per la pulizia che stava ricevendo -Quando lo sconosciuto le tolse di
dosso il giaccone che la copriva, si accorse di essere sudata e di
respirare con affanno, ma si sentiva appagata, completata, come se al
mosaico erotico di quella indimenticabile serata, avesse messo l'ultimo
tassello, facendosi sborrare in bocca da un uomo che sarebbe rimasto
sconosciuto. Si sentì felicemente oscena.
Vide l'uomo rimettersi il cazzo semieretto nei pantaloni, poi poggiare la
schiena sulla spalliera della poltroncina, gli occhi socchiusi, il volto
finalmente rilassato, rivolto verso il soffitto, incredulo per quel che
era accaduto. Poi, come aveva promesso, si alzò e se ne andò ripetendogli
il suo indirizzo mail.
Le carezzò la testa dicendole che era fantastica.
Milena attese che tornassee Maurizio. Si erano da poco spente le luci per
l'inizio di dell'ultimo spettacolo serale, quando lo vide giungere cira 5 min dopo. Sperò
che il suo volto avesse perduto almeno il rossore quando sarebbero usciti.
Si sforzò di farle un sorriso spontaneo. - Amore, l'ultimo spettacolo è
iniziato da cinque minuti. Era chiusa l'auto? -
- No ma ho controllato: i documenti ci sono tutti. -
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molto veritiero lo so perche lo provato anche io ma non ho dovuto andare alla macchina sono rimasto li consenzientemente perche era una cosa che ia moglie sapeva che mi avrebbe eccitato.....