Vai al contenuto
Erotika
Bangui
Aa
Dimensione testo
Tema
Salva
Racconto11 min di lettura

Bangui

la mia Africa

sandra
1 anno fa · 837 letture · 0

-          faisons juste une petite pause, ne t'inquiète pas. Je te ferai crier encorestesa sul letto a riprendere il mio respiro regolare pensando a quel nano malefico che aveva tra le gambe un attrezzo che avevo visto solo in qualche film porno, oltretutto era sicuro di ottenere sempre quello che voleva e aveva una forza fisica ed una resistenza notevole, se non fosse stato così piccolo e brutto, mah ora è meglio se cerco di dormire un po’ però prima ho bisogno di altro champagne.Quando mi sveglio fuori è già buio, la mia figa si è ripresa e adesso ? no neanche più un vestito da mettere, alla mia domanda la risposta arriva dalla porta che si apre, è ancora lui che mi chiede

-          tu t'es reposé ?

si spoglia e, come se niente fosse, si sdraia al mio fianco e mi bacia, poi sposta il suo interesse al mio basso ventre, la sua lingua si insinua tra le mie piccole labbra rifocillate da quel bacio, la mia clitoride si espone pretendendo la sua parte, passa poi al mio culetto, mi allarga le chiappe e ci infila il naso e poi la lingua, mi inumidisce il buchino e poi ci infila un dito, va avanti un po’ dentro e fuori e poi roteando, mi piace molto, comincio a mugolare come una gatta, due dita, sto già venendo, raccoglie il mio nettare e continua imperterrito il suo lavoro, ora ha inserito anche il pollice, ci sputa anche sopra, poi mi fa appoggiare la schiena al materasso, alzare ed allargare le gambe quasi sopra la mia testa, all’indietro, e lo appoggia al mio buchino, si vede che è pratico, fa tutto con molta calma , non riesco comunque a trattenere qualche urletto, soffio come se stessi partorendo, solo che in questo caso nulla sta uscendo, solo entrando, soddisfatto ad un certo punto comincia a muoversi, e allora si che urlo forte, il piacere che mi assale mentre mi incula facendomi anche male è molto grande, non so chi ha detto più è forte il dolore più è grande il piacere, però io è quello che sto provando, il suo ritmo cambia, più veloce, più lento e profondo , mi guarda fisso negli occhi mentre godo tenendomi una mano sul collo e poi il mio intestino viene alluvionato dal suo sperma, ha uno sguardo soddisfatto mentre si rimette la sua veste da camera e mi dice-          ton mari sera de retour dans trois jours, tu resteras dans cette villa jusqu'à demain soir alors tu seras raccompagné à la maison avec un cadeau de ma partquindi sarei rimasta lì ancora per 24 ore, mi disse di andare a fare una doccia, quando uscii avvolta in un asciugamano c’erano due delle sue guardie personali con lui, mi guardò e mi disse-          ce sont deux de mes gardes personnels, pars avec eux, j'ai besoin de me reposer, tu resteras dans leurs quartiers jusqu'à demain soirgli dissi che io pensavo di rimanere con lui, la risposta :-          Je t'ai promis de te traiter comme une pute, ma garde personnelle est composée de 12 hommes, alors tu seras leur pute, Je tiens toujours mes promessesMe ne andai quasi trascinata dai due mentre lui rideva sguaiatamente.Passai le 36 ore successive a soddisfare 12 uomini neri che non erano mai stati con una donna bianca, mi scoparono, incularono, fecero bere la loro sborra, soprattutto gli piaceva fottermi in due facendomi sobbalzare tra di loro mentre uno mi scopava e l’altro mi inculava, quando mi riaccompagnarono a casa ero distrutta, non riuscivo neanche a camminare, dovettero portarmi a letto di peso, ci passai tutta una giornata prima di riuscire ad alzarmi anche solo per andare in bagno dove, finalmente, mi sedetti per terra nella doccia e lasciai scorrere l’acqua calda finchè non divenne fredda, piano piano mi ripresi quel giorno, dovetti però nascondere qualche liviso con il trucco ed evitavo si sedermi su qualcisa che non fosse ben imbottito, durante il giorno mi venne recapitato un pacchetto, lo aprii, era un bracciale di diamanti, era vero, il generale manteneva sempre le sue promesse. Quando rientrò mio marito tutto soddisfatto e mi chiese come era andata durante la sua assenza gli dissi che avevo passato il tempo studiando la fauna e la flora locale, dopo due giorni tornammo a Milano, lui con il suo contratto ed io con il mio bracciale di diamanti e culo e figa sfondati.

Ti è piaciuto?

Dai il tuo voto
Scritto da
sandra

34 anni single per scelta

Altri racconti di sandra

Commenti 0

Accedi per scrivere un commento…

    Nessun commento ancora. Scrivi il primo.

    Dello stesso autore

    Tutti
    RaccontoRacconto breve autoconclusivo

    la vedova

    la vita di una famiglia cambia a causa di un tragico evento

    1 anno fa 11 min 0 mi piace
    Pagina 2 di 2 · 0%

    Commenti

    CallMeHot
    Salva in una lista