Altra sorpresa fu Christine, lei era l’unica, a parte il direttore e me ad avere le chiavi del locale. Un mattino,guardando le telecamere private che avevo installato, soprattutto nel magazzino, vidi che la notte primaChristine era entrata in magazzino e, subito dietro di lei i due ragazzi della vigilanza notturna. Vidi lorolasciare su una pila di pacchi le loro ricetrasmittenti e le pistole e poi, Christine mettere per terra un vecchio tappeto che era arrotolato in magazzino da un sacco di tempo e poi, tutti e tre togliersi tutti i vestiti. Ah però, vedi Christine, e, mentre lei si metteva in ginocchio, gli altri due si piazzavano in piedi tenendosi il cazzo in mano e posizionandosi davanti a lei che, non se lo fece dire due volte, li impugnò e cominciò a segarli e a lavorarli con la bocca e la lingua mentre tutti e due le tenevano una mano sulla testa. Sentii anche qualche parola di sonoro da una telecamera regolare che però non era in posizione tale da permettere la ripresa, uno dei due diceva:
“Adesso ho capito dove sparivi per ore e non ti si sentiva per radio, per questo ti ho seguito.”
“E vabbè adesso me ne fai una colpa?”
“No no visto che partecipo anch’io.”
“Però paghi pegno, scopo prima io.”
Intanto Christine si interruppe un attimo:
“Non mi aspettavo questo, ma ormai ci siamo e facciamolo.”
“Ah perché ti dispiace?”
“No ma è stata una sorpresa.”
“E non sarà l’unica.”
“Cosa vuoi dire?”
“Non ti preoccupare e continua, che poi a te ci pensiamo noi.”
Continuai a guardare mentre loro smisero di parlare e, devo dire che, nonostante fosse mattina la miamano corse sotto la mia gonna e le dita spostarono le mie mutandine raggiungendo la mia farfallina.Intanto uno dei due si era steso sul tappeto e Christine gli si mise sopra a cavalcioni e lo aiutò con la mano ad inserire il suo pene nella sua vagina, l’espressione di Christine era estremamente eloquente mentre cominciava a cavalcarlo, l’altro invece le si mise sempre davanti facendole continuare il pompino ed io ero già bagnata.Poi sentii Christine che urlava:
“Cosa stai facendo?! No, non voglio!”
Guardai bene e vidi che l’altro che adesso era sicuramente pronto era dietro di lei e le aveva infilato un dito nel culo.
“Tranquilla, vedrai che ti piacerà.”
Lei cercava di alzarsi ma tutti e due la tennero giù incastrata nel cazzo di quello steso sul tappeto, poi quello dietro di lei vidi che era passato ad infilarle due dita e poi sentii che diceva
“Adesso devi stare tranquilla, se ti agiti ti farà più male.”
“Ma io non l’ho mai fatto,”
“Vedrai che ti piacerà.”
Vidi che appoggiava la punta del pene al suo buchino tenendoselo con una mano mentre con l’altra cercava di allargarle le chiappe, poi altre urla e nel video lui che aveva cominciato ad introdurre il suo membro per qualche centimetro. Sentivo lei come se iperventilasse e intanto lui entrava, l’altro, come lei del resto, era fermo poi sentii:
“Fatto adesso ci sono.”
Poi lui cominciò a muoversi e lei di riflesso lo stesso, sempre lanciando urletti ad ogni colpo, poi, dopoqualche minuto la sentii:
“Dio mio, Dio mio siii siii.”
“Ah adesso ti piace, hai visto?”
“Sì sì.”
Dopo poco li vidi di nuovo in piedi con i cazzi in mano e lei in ginocchio che riceveva in bocca e sulla faccia tutto il loro sperma mentre io ricevevo sulla mano il risultato del mio orgasmo mattutinoHai capito Christine?Guardando poi ancora vidi che non avevano finito e dopo un ulteriore lavoro di bocca della stessa i due vigilantes si scambiarono di posto, beh un altro culetto che non era più vergine. Bisognava che controllassi un po’ il mio nuovo direttore, Flavio si chiamava. Che fosse gay? Strano che con tante donne intorno non ci avesse mai provato con nessuna, vidi che, praticamente usciva sempre per ultimo, quando gli altri se ne erano già andati. Il suo cartellino era sempre quello con l’orario più tardo e durante il giorno, guardando le registrazioni non lo vidi mai girare intorno a nessuna, poi, guardando le registrazioni del suo ufficio, ebbene sì avevo una telecamera nascosta anche nel suo ufficio, lo beccai, o meglio li beccai, lui e la stagista molto carina e sensuale, la giovanissima Marika.
A me aveva sempre dato l’impressione di essere una che aspettava il vero amore, illusa, probabilmente era ancora vergine, o almeno lo era prima dei quel pomeriggio. Noi avevamo una pausa pranzo di due ore, dalle 13 alle 15, anche per la pausa si doveva timbrare il cartellino, per quello non me ne ero accorta. Lei, quel giorno aveva sicuramente timbrato l’uscita ma non era uscita affatto era andata nell’ufficio del mio direttore che, aveva fatto altrettanto. Il video dove non avevo il sonoro iniziava con una discussione tra i due e poi lui la baciò, si baciarono per un bel quarto d’ora e le mani di lui la palpavano un po’ dappertutto e lei, devo dire, lo lasciava fare, poi vidi che le slacciava il camice e lei faceva cenno di no con la testa. L’aveva spinta contro la scrivania, una mano sui seni e l’altra che non vedevo era nascosta ma, sicuramente era sulle sue mutandine, lei continuava sicuramente a dire di no perché scuoteva la testa e lui allora si tirò fuori il cazzo dai pantaloni e lei allora fece cenno di sì e si chinò a prenderlo in bocca, beh era quello che facevano le ragazzine a scuola, pratica di bocchini, ed era anche brava me ne accorsi subito e Flavio non era neanche mal fornito, altro che gay, però vidi che lui insisteva a volerle togliere le mutandine e lei lo bloccava. Poi lui la baciò e mentre lo faceva le slacciò il reggiseno scendendo poi con la bocca a suggerle i capezzoli eh, quello le piaceva, si tirava indietro e aveva gli occhi chiusi, si capiva che le piaceva, però lui insisteva con le mutandine e alla fine gliele tolse. Lei aveva ancora addosso il camice completamente slacciato ma non aveva più addosso la biancheria che giaceva sul pavimento. Una mano di Flavio vidi che scendeva ad accarezzarle la fighetta e lei con la testa faceva sempre di no, intanto si vedeva bene il membro di Flavio che svettava e che voleva entrare da qualche parte. Pensai che doveva essere più deciso, quasi mi sentì perché ad un certo punto la prese e la fece girare ed appoggiare le mani alla scrivania, le tirò su il camice e cominciò a leccarle la figa ed il buchino e lei teneva gli occhi chiusi, si era convinta. Invece no, quando lui le strofinò la cappella sulle grandi labbra lei lo respinse con la mano, allora lui ci riprovò e lei ancora una volta lo respinse, allora lui si chinò ancora a leccare ma stavolta solo il buchino, ci infilò anche un dito mentre lei fece una smorfia ma non lo respinse stavolta, poverina, la prima volta nel culetto e senza neppure un po’ di lubrificante, a questo punto Flavio gli allargò le chiappe e ci appoggiò il suo pene dopo averlo fatto ancora una volta strisciare sulle grandi labbra di Marika che doveva essere bagnata, poi cominciò un millimetro per volta ad entrare nel suo sederino. Lei soffiava e, sicuramente urlava anche un po’ non credo forte per non farsi sentire e, lui piano piano entrava, sarà entrato circa per metà quando cominciò lentamente a tirarlo un po’ fuori e poi a rientrare. I soldi spesi per le mie telecamere erano stati spesi bene, con lo zoom avevo una visione nitidissima, e così continuò mentre Marika teneva la schiena inarcata. Beh adesso la stava davvero scopando nel culetto i suoi movimenti erano lenti ma continui ed era entrato molto di più e poi lo fece, disgraziato, uscì dal suo sedere e d’un colpo spostò la mira e si ficcò tra le sue grandi labbra, un colpo solo. Lei cercò di andare più avanti ma lui ormai era dentro, riuscivo anche a vedere un rivoletto di sangue scendere sulle cosce di lei, lui ormai stava andando a tutta birra ma, ad un certo punto uscì dalla sua vagina e le rimise il pene nel culetto, e lì rimase per gli ultimi colpi prima di godere, Marika invece aveva già goduto, eccome. Lui, sempre da dietro, cominciò a baciarle il collo e dietro le orecchie e lei si tirò indietro permettendogli anche di metterle le mani su tutti e due i seni, poi sempre, ogni tanto scambiandosi qualche bacio si ricomposero. La pausa pranzo era quasi finita e così anche Marika ebbe la sua prima razione di cazzo.
