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Erotika
Mi son fatto mia cognata
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Racconto28 min di lettura

Mi son fatto mia cognata

Vizi e virtù di due caste sorelle vengono a galla in una strana mattinata... Soli in casa, un rubinetto che perde, ma non sarà l'idraulico a sedurre la bella milf. Tocca a suo cognato scoprire quanto sono state troie le due sorelle...

Agata Mantisi
2 anni fa · 4.9k letture · 1

“È mia cognata e sempre la sorella si mia moglie, dai stiamo giocando adesso vado di là e le faccio capire che dobbiamo moderare questa situazione” mi dico tra me e me. Non faccio in tempo ad entrare in camera che la vedo davanti al comò sempre con i soli slip addosso e alzando le braccia mi mostra due reggiseni e mi dice: “Carini questi non trovi? Potrebbero andare bene anche ad Elena tanto siamo “messe male” entrambe abbiamo la stessa dotazione in fatto di tette” (anche se non particolarmente dotate le sorelle hanno una buona dose di autoironia). “Mmhh che sexy questo con il pizzo nero, ahhhh già è quello con l’apertura frontale” e avvicinandosi fino ad essere attaccato a me continua “chissà che porcate fareste tu e mia sorella se lei lo indossasse”.La sua mossa di avvicinamento non è stata casuale, ovviamente, e il fatto che sia arrivata addosso praticamente come se ci stessimo abbracciando è fortemente voluto; eh sì perché ha ben notato che il mio cazzo si sta gonfiando e dai boxer bagnati si nota ( e non so come nasconderlo) facendo così il mio uccello era schiacciato sulla sua pancia e lo sapeva bene, voleva provocarmi e intanto capire il grado di eccitazione.

A questo punto però devo fare qualcosa, siamo ad un punto di non ritorno, le prendo entrambe le mani, siamo sempre attaccati, le mi guarda dal basso in alto e ci fissiamo negli occhi e le dico: “Stefania cosa stiamo facendo? Forse sarebbe il caso che ci ricomponiamo e attendiamo l’idraulico, magari andiamo a fare aperitivo ingannando l’attesa, cosa ne dici?”Lei continua a fissarmi prima con sguardo preoccupato, non se l’aspettava questa reazione, poi con sguardo serio e poi torna con quel fare da gatta morta porcella. Da lì ho capito che il pomeriggio avrebbe preso una piega “diversa” e non c’era modo di distoglierla dal suo piano ormai era in modalità “faccio la troia” come più tardi ha confermato, ma andiamo per gradi. Mi fissa e lentamente si struscia su di me in particolare muove il busto, la vita per stuzzicare il mio cazzo che è sempre lì schiacciati sul suo ventre, si libera le mani prende le mie e me le fa appoggiare sui suoi seni.Come vi dicevo precedentemente c’è poco da toccare, una prima forse a mala pena una seconda ma parliamo di poca “ciccia” ma la cosa che mi ha stupito sono i capezzoli nonostante siano ancora coperti dalla stoffa del reggiseno. Io rimango serio (cerco di mantenere la parte di quello razionale ma sto per cedere) lei sguardo da gatta morta, si muove sinuosa e il mio glande non rimane indifferente e contemporaneamente muove le mie mani massaggiandosi le tette. Chiude gli occhi tira un po’ indietro la testa e fa un piccolo sospiro di piacere, riapre gli occhi mi fissa e dice: “Gioca con le mie tette come fai con Elena, slacciami il reggiseno e palpamele, provocami del piacere, ne sei capace?”

La razionalità è andata e da buon uomo tutti i neuroni si spengono rimane solo quello collegato al cazzo… per questo dicono che l’uomo ragiona con il pisello, ed è vero!Sto al gioco, promettendomi di non andare oltre anche perché sono curioso di stuzzicare quei capezzoli e studiarli meglio sono diversi da quelli di sua sorella.Con uno scatto la giro di spalle e l’abbraccio, nel girarsi il mio cazzo si decomprime dal suo ventre ed essendo che l’eccitazione è aumentata è discretamente duro e da dentro i box si tira dritto. Stringo Stefania e abbracciandola appoggio il mio cazzo alla sua schiena e le mani le porto sul suo seno.Quando la schiena si è appoggiata a me ha avuto un sussulto forse per il fresco del boxer bagnati o forse non si aspettava il cazzo in tiro; non credo per le dimensioni, sono normo dotato niente di speciale, ma non so Matteo come è messo. In ogni caso di sfuggita si è girata di 3/4 prima di istinto guardando dietro la schiena per vedere il mio membro forse e poi velocemente per incrociare lo sguardo.Le mie mani intanto stanno massaggiando le sue piccole tettine, decido quindi slacciarlo con l’apertura frontale e le prendo nel palmo dolcemente accogliendo il capezzolo tra le dita.Eh sì vi dicevo dei capezzoli, Stefania ha due areole grosse rispetto alla prima di seno e la pelle in quel punto è più spessa rispetto alla media di quelle delle ragazze/donne che ho potuto ammirare. Sull’areola ha poche ma grosse ghiandole areolari (quei punti intorno al capezzolo per intenderci) più grosse della media, ma la cosa che non potevo immaginare è il capezzolo vero e proprio.Un cilindro 1cm o anche 1.5 cm di altezza e 1,5 cm di diametro.. duro e direi, solo allo sfioramento, mooolto sensibile. Elena ha due palline piccoline e morbide come capezzoli intendo, anzi quando non eccitata, quasi si perdono nell’areola. Al tatto quel capezzolo mi provoca un sussulto del pene che Stefania avverte e sento che ghigna un misto tra l’eccitato e il divertito.

Massaggio dolcemente le tettine di mia cognata e percepisco che le piace, mollo la presa con pollice e indice di entrambe le mani afferro da sotto i seni e piano piano che salgo e stringo mi avvicino al capezzolo fino ad afferrarli entrambi; dolcemente li roteo e Stefania ad ogni leggera torsione ansima più forte. Non mi accorgo subito, ma solo dopo noto che le intanto fa su e giù con la schiena, piccoli movimenti, come per segarmi l’uccello e forse dal tatto della schiena ha percepito che manca poco e la cappella esce dai boxer. Decido quindi di aumentare il piacere e strizzo con forza i capezzoli e intanto li tiro in avanti, posiziono le gambe intorno alle sue per immobilizzarla e di istinto comincio a dimenare il cazzo sulla sua schiena e palpo e strizzo i seni e capezzoli con foga. Lei bisbiglia qualcosa ma non ci faccio caso, ansima si dimena, le piace. A furia di strusciare il pene esce un po’ dai boxer e la cappella comincia a sfregare tra le sue scapole, lo percepisce ed emette un “mmhhhhh che testa calda” girandosi verso di me e poi chinando la testa di lato mostrandoli il collo invitandomi ad approfittarne. Le mie mani continuano a stimolare il seno e i capezzoloni. Le piace, vedo il ventre che ansima e sento il suo fiato che aumenta di ritmo. Le sue mani, che sono libere, ad un certo punto afferrano i miei boxer e li abbassano fino a farli arrivare dopo la vita e scivolano a terra; sono nudo sto toccando mia cognata, le sto strusciando il cazzo sulla schiena. Mi stacco di colpo! Realizzo nuovamente che stiamo facendo una cazzata, mi fermo guardando fisso un punto imprecisato nel vuoto.

Lei si gira di scatto e come “tradita” con sguardo severo mi dice: “Ma cosa c’è? che ti ha preso?”. Io non dico una parola mille pensieri mi girano in testa ma contemporaneamente sento l’odore della sua pelle, mi inebria e mi distrae. Ho ancora quella sensazione al tatto dei capezzoli duri sul palmo. Il cuore continua a pompare il sangue al cazzo e a intervalli regolari sussulta. E’ bello turgido, scappellato e duro.Stefania, chissà perché si è coperta il seno con l’avambraccio e si avvicina ammorbidendo il suo fare più dolce e comprensivo. “Sai” mi dice “capisco questa tua reazione e in effetti sono perplessa anche io, ma sai che vuoi dopo i 50 certi discorsi morali si assottigliano e quasi spariscono. E poi cosa stavamo facendo di male dai?”. “Cosa stavamo facendo?! Ma ti sei accorta che sono nudo, tu, quasi, ti stavo scopando la schiena e giocavo con il tuo seno?! Secondo te è nulla di male?!”. Sto vivendo sensazioni contrastanti: da un lato la butterei fuori di casa, anzi andrei fuori di casa sono nella sua, dall’altra la prenderei e la scoperei facendola gridare quel misto dolore/piacere. Attimi di silenzi e imbarazzi al che, ancora una volta, mi stupisce in quello che dice e riprende: “Vedi Marco, tu lo vedi come un tradimento. La sorella di tua moglie ci prova è in atteggiamenti intimi con me. Uuuuhhhhh. (mi prende anche in giro incredibile) che scandalo; ma tu devi sapere che per me ed Elena questa cosa è stata la normalità da ragazze.”“Scus.. no, aspetta. Cioè? In che senso?” balbetto e molto candidamente chiedo ulteriori spiegazioni, non capisco cosa mi stia dicendo.“Eh sì vedi io ed Elena abbiamo sempre avuto un gran rapporto ed essendo io quella maggiore ho avuto un occhio di riguardo per la sua incolumità e che non si trovasse a vivere certe cose come successo a me perché primogenita”.

Prima di andare avanti…

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