Ciao a tutti sono Marco 43 anni vivo a Lecco su “quel” ramo del lago di Como, sono sposato e ho due figli. Famiglia, figli, lavoro, spesa, nonni, compere, aperitivi, amici. Insomma tutto nella norma e come me milioni di persone.Ah già dimenticavo, giusto per darvi un’idea, sono alto 1,80, corporatura nella media, capelli cortissimi quasi rasato, castano chiaro, occhi verdi. No tatuaggi. Non mi considero assolutamente uno “per cui ci si gira” per strada ma non credo di essere neanche un cesso a pedali per capirci.Quello che vi racconterò è una storia che non svelerò se è di pura fantasia o reale o metà e metà, poco importa, diciamo che la verità sta nel mezzo.
La vicenda la possiamo posizionare pre-Covid, sarà stata l’estate 2019, luglio, un caldo torrido di questo ne sono sicuro.Weekend classico tra compere, giri qua e là, impegni dei figli e in quel weekend anche nipoti.Sì, perché nello stesso palazzo in cui vivo abita anche mia cognata con suo marito e due figlie più grandi dei miei.Spesso ci si incrocia o ci si trova per pranzare o cenare o semplicemente per fare qualcosa assieme. Nello specifico quel weekend c’era una grossa e importante manifestazione a Milano di cosplay dedicato a Star Wars e al mondo Marvel. Essendo mia figlia e sua cugina molto appassionate avevamo deciso tutti di andare un po’ per accompagnarle un po’ per curiosità.
Arriva la Domenica e l’orario di partenza era verso le h10, tutti bene o male pronti, ma in box non vedo mia cognata e chiedendo a suo marito ci riferisce che stava chiudendo e scendeva. Aspettiamo parlando del più e del meno, commentando i vestiti indossati dalle ragazze e da quello che avremmo visto, nessuno era mai stato ad un evento di quel tipo.I minuti passano ma non ci si fa gran caso, finche dopo più di 20 minuti abbondanti, non vedendo ancora Stefania (mia cognata) la chiamiamo al cellulare.Sento dalle risposte che suo marito le dà che deve esserci stato un contrattempo ma a breve sarebbe scesa.Dopo altri 10 minuti ancora nulla così Matteo (mio cognato) mi fa un cenno di seguirlo per andare su a casa sua vedere come mai ci mette così tanto.In ascensore mi dice che Stefania gli ha detto che stava litigando con una perdita del lavandino del bagno ma forse la cosa era più grave del previsto.
Entriamo in casa e sentiamo delle imprecazioni che provengono dal bagno ed entrando la troviamo con dei catini che cerca di convogliare la perdita per non far allagare in giro. Per fortuna non è una perdita forte ma comunque il suo danno lo fa.Mio cognato non è avvezzo a questi lavori domestici e ho capisco perché mi ha chiesto di andare su in casa con lui.Provo a guardare: io ogni tanto mi diletto in queste cose, e alla bell’e meglio sembra che il mio intervento abbia quanto meno tamponato; aspettiamo qualche minuto per verificare ma piano piano riprende. Per farla breve tutti assieme decidiamo che non possiamo far perdere la fiera e, in concomitanza anche dell’indisponibilità della mia auto, decidiamo che tutti i figli, mia moglie e Matteo andranno alla manifestazione io e Stefania cercheremo di capire il da farsi; in caso li avremmo raggiunti dopo.
Fa caldissimo, stiamo cercando di mettere una toppa e intanto chiamiamo qualche idraulico/ferramenta per capire se qualcuno fosse disponibile. Siamo lì che armeggiamo e ad un certo punto “paac” e uno schizzo d’acqua ci lava; Stefania indossa un abito estivo di quelli leggeri e si bagna praticamente tutta. Il vestito bagnato si appiccica come una seconda pelle e praticamente la mette a nudo nel senso che mostra quei pochi indumenti che indossa; il reggiseno gli slip e segna ogni curva del suo corpo. Il suo viso (stranamente asciutto) è molto eloquente su come si sente in quel momento e io nel guardarla scoppio in una risata fragorosa. Stefania è una donna piccolina 1,60 magra, un bel culo. Tettine, una prima o seconda ma appena appena. Da poco passati i 50 mora capello corto. Ci vado d’accordo, è piacevole, di compagnia e secondo me, anche se non lo mostra, sotto sotto è una porcellina.Ridiamo molto e scherziamo quando siamo assieme, c’è feeling.
Tornando all’incidente, per quanto mi riguarda, non ne sono uscito incolume anzi t-shirt fradicia e fronte dei pantaloncini, proprio sul pacco, lavati pure loro.Ci guardiamo e dopo il momento iniziale, dove ci si muove come se ci fossero dei fili che inducano il movimento, ci asciughiamo alla bell’e meglio, io mi tolgo la maglietta e Stefania l’abito.“Non dovevo? Ti imbarazza? Dai alla fine è come quando siamo al mare”. Io rispondo: “No, no figurati quale imbarazzo” e allora di contro rimango in boxer e lei in intimo.“Sembra che ti sei fatto la pipì addosso” e ghigna sbirciando e guardando di sfuggita il mio pacco che ha proprio la macchia d’acqua lì. E mi segna l’uccello e le palle, così in bella mostra.Non nascondo che con quel caldo non era una brutta sensazione.Di contro le dico: “Svuota le coppe del reggiseno perché l’acqua occupa gli spazi vuoti”, lei si gira con faccia divertentemente imbruttita si mette le mani sul seno e preme. Gocciolano un poco ma nulla di che e piccata mi risponde: “Mi saranno cresciute stanotte è scesa solo qualche goccia d’acqua” e scoppiamo a ridere.
La situazione sta prendendo una piega un po’ erotica siamo entrambi praticamente nudi, un po’ bagnati, il caldo, siamo soli. Non so da parte di entrambi ci continuiamo a guardare mentre, dopo esserci asciugati, sistemiamo e cerchiamo di mettere a posto. In quei primi istanti non diciamo più una parola.Mentre siamo lì che proviamo a sistemare, vedo Stefania che si china piegandosi a 90° dandomi le spalle e non posso che notare due cose:1) “Non ricordavo che al mare indossassi il tanga” dico tra me e me come se mi stessi rivolgendo a lei.2) Ammiro e vedo un rigonfiamento molto pronunciato dove lo slip accoglie le grandi labbra.Davvero notevole. “Che labbroni! Chissà il resto” mormoro tra me e me. Stefania sente che bisbigliavo qualcosa e non sente più rumori, in effetti mi ero fermato, e sempre da chinata gira lo sguardo e mi dice “Hai visto la Madonna??? Hai finito che ti sei fermato?”All’inizio pensavo non avesse fatto caso alla situazione ma invece nel momento in cui si è rigirata ho intravisto una smorfia furbetta sul suo volto. Aveva capito tutto che la stavo ammirando e mi ero imbambolato a vedere il suo pacco vaginale. Le piaceva questa cosa degli occhi addosso e da lì a poco avrei avuto la conferma.
Proseguiamo nel sistemare alla bell’e meglio il bagno e la perdita, in un qualche modo, nell’attesa di trovare un idraulico. Passato i minuti e ci buttiamo al telefono cercando qualcuno che possa venire nella giornata stessa. Missione impossibile. Mentre telefoniamo siamo sempre mezzi nudi e mentre parlo con tale Dimitri, sovrappensiero, mi sistemo l’uccello e le palle che con il boxer bagnato mi si era attaccato come una seconda pelle; l’ambaradan era finito come in sotto vuoto. Non mi ero accorto che Stefania mi stava osservando, incrociamo gli sguardi mi blocco, lei ghigna e spostando il microfono mi scandisce una frase muta “sei un depravato”; ride, butta l’occhio sul pacco mi guarda e, senza distogliere lo sguardo, si gira. Una volta di spalle piega la testa per bloccare il cellulare alla spalla, per liberarsi le mani, si accarezza le cosce prende lo slip e lo sistema.
Ma non finisce qui ovviamente, vedo che le mani si incontrano sulla schiena e slaccia il reggiseno; si gira di 3/4 per accertarsi che la stia guardando e completa il tutto. Riprende il telefono in mano, con l’altro braccio fa roteare in aria l’indumento e lo lancia facendo un paio di passi ballando; poi si gira, sempre al telefono, mi guarda e lentamente con l’avambraccio si copre le tettine.Diventa seria, abbassa lo sguardo fissando il seno poi mi guarda come se non fosse successo nulla e sempre senza emettere suono mi dice, scandendo con la bocca “fa caldo ed è tutto bagnato”, mi rivolge uno sguardo intenso e poi prende a parlare con tale Dino l’idraulico che conferma che viene per sistemare ma non prima di 2/3 ore.Chiude la chiamata salutando Dino alza le braccia al cielo grida “Evvai!!!! Idraulico trovato! “; chiude provocandomi ancora, si prende i capezzoli, li pizzica, li tira un poco, alza la gamba e mi manda un bacio e poi tira fuori la lingua e se ne va verso la camera da letto.Io impietrito, tenete presente che è avvenuto tutto in una manciata di minuti, ma soprattutto con il pacco in mano. Un po’ barzotto a questo punto.
