1. Slip brasiliano in Lycra off-white con tulle ricamato, color natural, collezione zephyr.
2. Reggiseno con ferretto in Lycra off-white e tulle ricamato, natural, collezione zephyr.
3. Slip brasiliano in Lycra con tulle ricamato, color nude, collezione zephyr.
4. Reggiseno con ferretto in Lycra off-white e tulle ricamato, nude, collezione zephyr.
5. Shorty nero, collezione petit macramè
6. Reggiseno push-up nero, collezione petit macramè.
7. Vestaglia corta in seta bianca, collezione silk.
8. Sottoveste in seta bianca con macramè, collezione petit macramè.
Per un costo di 2.355 euro.
Tornammo al parcheggio, salimmo in auto e ci dirigemmo verso casa:
Mamma: Tesoro, come mi stavano i vestiti?
Io: Veramente bene, mamma.
Mamma: Dici sul serio?
Io: Si. Peccato solo non aver visto come ti stava l’intimo!
Mamma: Non ho potuto provarli, però le taglie dovrebbero essere giuste. A casa li provo così mi dirai come mi stanno addosso.
Poi mettemmo un po' di musica e proseguiamo il viaggio fino a casa.
Entrati in casa mamma salì subito in camera al piano superiore, mentre io andai in bagno. Pochi minuti, dopo sentii mamma chiamarmi dalla sua camera:
Mamma: Tesoro vieni qui!
Io: Arrivo subito mamma.
Uscii dal bagno e mi diressi verso la sua camera, mamma aveva indossato il primo completo intimo, collezione zephyr, quello di colore natural:
Io: Ti sta benissimo mamma!
Mamma: Grazie! Ora quale provo?
Io: Perché non indossi lo shorty e il push-up neri?
Mamma: Ok, ok.
Stavo per uscire dalla stanza, ma mamma mi fermò:
Mamma: Ma dove vai?
Io: Esco. Non devi cambiarti?
Mamma: Ah, ora ti scandalizzi se mi spoglio davanti a te, dopo l’altra sera?
Io: No, però non pensavo volessi che io restassi.
Mamma: Resta pure.
Restai nella stanza, mamma si voltò e incominciò a spogliarsi; prima tolse il reggiseno e poi, infine le mutandine. Restai immobile, non avevo parole: era bellissima. Poi indossò il secondo completo intimo e si girò verso di me:
Mamma: Allora, non dici niente? Su, non restare lì in silenzio.
Io: Dio, mamma, sei bellissima, ti sta una meraviglia: mamma arrossì.
Mamma: Sei molto dolce.
Mamma si voltò per indossare il terzo completo intimo, poi la vestaglia e infine la sottoveste bianca. Quando si voltò per cambiarsi di nuovo, mi avvicinai a lei, l’abbracciai da dietro ed iniziai a baciarle il collo. Mamma inclinò la testa per facilitarmi, mi mise il braccio destro attorno al collo, poi si voltò verso di me, ci guardammo intensamente. La tensione era palpabile. Poi le nostre labbra si avvicinarono e ci baciammo. Ad un certo punto, mamma si fermò e fece qualche passo indietro per allontanarsi:
Mamma: No. Non possiamo. Sei mio figlio. Fermiamoci.
Io: Ma mamma, lo vogliamo entrambi. Che male c’è?
Mamma: È sbagliato. È sbagliato: il viso di mamma venne segnato dalle lacrime.
Io: Hai ragione mamma. Fermiamoci: non volevo insistere visto la sua reazione emotiva.
Mamma: Grazie.
Io: Mamma, però almeno ti lasceresti guardare mentre ti tocchi?
Mamma: Va bene, se vuoi si: disse dopo un breve esitamento iniziale.
Mamma si sdraiò sul letto, tirò su leggermente la sottoveste e tolse lo slip. Divaricò leggermente le gambe e iniziò ad ‘accarezzarsi. Fece un gesto col dito per invitarmi ad avvicinarmi: lo feci. Mi misi accanto a lei sul letto. Aumentò l’intensità delle carezze, per poi arrivare a penetrarsi con due dita. Iniziai a fare fatica a resistere ed incominciai a spogliarmi. Una volta nudo, presi a segarmi guardandola: mamma abbassò lo sguardo e lo fissò. Durai poco e venni sul lenzuolo, mentre mamma andò avanti ancora qualche minuto prima di cadere esausta sul letto. Ripresasi dalla fatica, mi diede un bacio a stampo e poi mi disse:
Mamma: Dai tesoro, ora vai a farti una doccia, che sei tutto sudato. Io pulisco qui, poi quando hai finito tu, andrò a farmi una doccia anch’io e poi preparo la cena.
Io: Potremmo farla assieme la doccia!
Mamma: Direi che per oggi è già abbastanza ciò che abbiamo fatto.
Io: D’accordo: dissi controvoglia.
Uscii dalla sua stanza ed andai a lavarmi. Durante la cena mamma fece come se nulla fosse, mangiammo, parlammo di lavoro, e di quale film avremmo visto dopo. Dopo aver guardato il film andammo ognuno nella propria stanza e ci mettemmo a dormire.
Arrivò il giorno della partenza per Assisi, la sveglia suonò presto: le 4 del mattino; mi lavai e vestii, scesi in cucina, e bevvi il caffè che mamma aveva preparato, risalii di sopra e presi il mio bagaglio e quelli di mamma, lei probabilmente doveva essere ancora in bagno perché nella stanza non c’era, andai in garage e misi le valige nel bagagliaio ed aspettai mia madre. Dopo una decina di minuti arrivò. Nel frattempo ero salito in auto e avevo acceso il motore. Aprì lo sportello e salì. Indossava carpe da ginnastica, dei leggings color merlot e un giubbetto primaverile di pelle nera; sotto il giubbino si intravedeva una maglietta di colore bianco. Uscimmo dalla stradina di casa, la statale per poi imboccare la tangenziale Ovest, poi l’autostrada A1direzione Firenze, facendo un paio di fermate in autogrill. Uscimmo dall’autostrada a Orte, prendemmo poi le statali SS675 e SS3bis fino ad arrivare all’hotel attorno le 10 e 30. Dopo aver parcheggiato l’auto e preso i bagagli, ci dirigemmo verso la reception. Li ci accolse una ragazza sulla quarantina, mora, con un sorriso cordiale:
Receptionist: Salve, come posso aiutarvi?
Io: Abbiamo una prenotazione.
Receptionist: Prego, se mi da la prenotazione controllo subito!
Io: Ecco a lei.
Receptionist: Si, eccola qui! Una camera con letto matrimoniale.
Io: Come letto matrimoniale? Nelle note avevo indicato espressamente 2 letti singoli.
Receptionist: Qui nel computer non vedo questa specifica, però posso immediatamente far portare un altro letto singolo.
Mamma: Ma non tesoro, va benissimo solo il letto matrimoniale.
Io: Sicura?
Mamma: Certamente.
Io: Va bene così.
Receptionist: Ecco a voi la vostra chiave. La stanza sarà pronta a mezzogiorno, se volete potete lasciare qui le valige.
Io: Perfetto, la ringrazio.
Receptionist: Grazie a lei signore, per qualsiasi cosa siamo a vostra disposizione.
Per ingannare il tempo fino a mezzogiorno, andammo in una piazza lì vicino, e cercammo un bar per bere un caffè.
Una volta arrivato mezzogiorno tornammo in hotel e andammo in camere. Una volta posate le valige mamma andò in bagno e io mi sdraiai sul letto. Quando uscì dal bagno mamma voleva andare subito a visitare la città, ma la convinsi a riposarci un paio d’ore vista la levataccia e il lungo viaggio. Dopo esserci riposati andammo a fare un primo giro conoscitivo della città, visitando più che altro piazze, strade e luoghi caratteristici, per poi rientrare in hotel all’orario di cena. Dopo aver cenato al ristorante dell’albergo uscimmo di nuovo per andare a bere una birra. Fatte circa le 11 rientrammo, l’aria era abbastanza fresca, le strade di Assisi a quella ora erano relativamente tranquille, qualche gruppetto di ragazzi, coppie a passeggio e persone che portavano a spasso il cane. Rientrati in camera chiesi a mia madre se voleva farsi una doccia, visto anch’io avrei voluto farmela, mi disse di si e le proposi di andare per prima. Lei accettò e si diresse in bagno. Una volta entrata chiuse la porta dietro di sé; cosa che mi fece rimanere male perché avrei voluto ammirarla mentre si lavava. Uscì dal bagno già pronta per la notte; aveva indossato un pigiama con pantalone lungo e camicia a maniche lunghe di colore bluette. Fu dunque il mio turno, a differenza sua, io non chiusi la porta, mi spogliai e mi voltai per capire se mamma stesse sbirciando; ma nulla, era intenta a fare altro. Entrai in doccia e incominciai a lavarmi. Mi accorsi della sua figura accanto alla porta, e vedevo che di tanto in tanto buttava l’occhio all’interno, la cosa mi dava piacere; lei si allontanò e si mise a letto. Uscii dal bagno indossando un pantaloncino e maglietta a maniche corte di color nero e mi misi sotto le coperte accanto a lei. Ci demmo la buonanotte, spegnemmo le luci e ci mettemmo a dormire. Mi svegliai nel cuore della notte apparentemente senza motivo; mamma dormiva serena. Mi alzai, aprii le persiane che davano sul balcone per uscire a respirare un po' d’aria fresca; regnava il silenzio. Tornai a mettermi nel letto non prima di averle rimboccato le coperte.
Mi svegliò un dolce bacio di mia madre sulla fronte, guardai il cellulare e vidi che erano le 8 e 30. Mi alzai dal letto e nel frattempo lei si era avvicinata all’armadio. Iniziò a spogliarsi con naturalezza, restando in intimo di pizzo bianco, e non curante del fatto che io potessi vederla. Si mise i calzini, indossò la camicia body bianca, il pantalone slim nero e delle scarpe da ginnastica; tutto il completo le stava benissimo. Mi vestii anch’io indossando un jeans chiaro, camicia nera, scarpe sneakers. Poi scendemmo a fare colazione. Dopo aver fatto colazione mamma mi mise al corrente di ciò che voleva visitare durante la giornata:

