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Erotika
Quando la coppia è affiatata, l’intesa è perfetta!
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Racconto26 min di lettura

Quando la coppia è affiatata, l’intesa è perfetta!

Piove. Sono appena uscita dall’ufficio e sto tornando a casa a piedi. Abito a poca distanza dal lavoro, ma sembra che tutto ad un tratto il cielo abbia deciso di ripetere il Diluvio Universale. Ho un piccolo ombrello che ho viene immediatamente distrutto dal vento. Lo butto in un cassonetto e cammin...

pennabianca
3 anni fa · 363 letture · 0

Lei ne gode molto, estrae la lingua e incomincia a simulare di leccarlo attraverso il vetro. Lui lo tiene fermo, ci fa cenno di abbassare, ma lei non vuole, io sono eccitatissimo, sento che non resisto molto, la giro e le infilo il mio in bocca.

Lei mi succhia e lecca mentre io ora offro il suo magnifico culo allo sguardo dell’altro che si sega con foga, sento l’orgasmo arrivare, infilo un dito da dietro nella figa bagnata di lei, che geme con la bocca piena. Trema, gode, io sborro urlando che è una porca e che deve bere tutto il mio seme. Le inondo la bocca. Lei ingoia e lecca tutto, poi la faccio girare verso il vetro, in tempo per ricevere sul vetro del finestrino, lo schizzo dell’altro, che geme in silenzio. Restiamo per un attimo immobili; lui ci osserva, poi si allontana, mentre io riparto verso una nuova destinazione. Luisa ride divertita, mi abbraccia forte, mi bacia.

«Ti amo! Sono al massimo della felicità, dai... troviamone un altro».

Poi si distende su di me e riprende lentamente a succhiarmi il cazzo. Impazzisco, mi diventa difficile concentrarmi sulla guida.

Arrivo al casello e, mentre pago, lei non si sposta, continua imperterrita nel suo gioco. È proprio scatenata! Mentre l’addetto alla riscossione ha un sussulto e cerca di dirmi qualcosa, io sono già lontano. Percorro una strada laterale che mi porta nel parcheggio di un grande Outlet. L’immenso parcheggio è diviso fra una parte illuminata e un grande sterrato, quasi buio. Nella parte buia vi è un vero carosello di auto che girano, si rincorrono, mentre un capannello di gente circonda una vettura, dove sicuramente stanno facendo sesso.

Luisa si solleva; ha i seni scoperti, si guarda intorno, nota la mia preoccupazione, non mi piace, troppo casino. Sto quasi per andarmene, quando un grosso Suv, prima illumina i bianchi seni di lei, poi mi affianca; il tizio alla guida apre il finestrino e mi dice:

«C’è troppo casino questa sera; se vi va di divertirvi, seguitemi».

Guardo lei, che mi fa un cenno d’assenso. Lo seguo e mentre usciamo dal parcheggio, anche un’altra vettura si accoda. Percorriamo un breve tratto di strada fra le fabbriche chiuse, poi entriamo nel parcheggio di un distributore di benzina chiuso, nel retro parcheggio c’è solo un rimorchio di un tir, lui mi indica di mettermi dietro. Parcheggio in modo da poter sgusciar via a mio piacimento, mentre il Suv e la vettura si mettono un poco più distanti. Dopo un momento in cui tutti ci siamo guardati, i due sono scesi e si sono messi ai due lati della vettura. Il tipo del Suv era alto con dei lunghi capelli raccolti a coda, età sulla quarantina, mentre l’altro, più giovane, era moro e dai capelli corti.

Resto con il motore della vettura acceso, loro restano a due passi dalla vettura, è ovvio che non ci vogliono incutere paura. Con la luce accesa, comincio a spogliare Luisa. Lei freme e mi sussurra che la cosa la sta eccitando da morire. I suoi seni sono un bellissimo spettacolo, loro da fuori si avvicinano, senza mai interferire ma osservano; ora hanno i sessi di fuori: il tipo giovane ha una bella mazza, non molto lunga, ma di bella circonferenza, mentre l’altro sfodera un cazzo di grosse dimensioni, sia in lunghezza che in larghezza.

Luisa ne resta affascinata, lo fissa con la bocca aperta; io mi rendo conto che si sta bagnando tantissimo. Le metto una mano su di una coscia, le sfilo il perizoma fradicio. Il tipo con la coda si avvicina e mi chiede di poterlo annusare; guardo lei e ricevo un cenno di assenso; abbasso il finestrino e glie lo porgo. Lui lo prende, lo annusa, lo lecca e lo avvolge intorno al membro. Lei osserva la scena e geme mentre incomincio a scorrere le dita sul suo clito, fra le labbra umide della sua figa bagnatissima. Ho lasciato il finestrino aperto. Distendo il sedile e mi metto a leccare Luisa, che geme come una porca. Gode, si agita, sento le sue mani sulla testa, mi schiaccia il viso sul suo sesso. Mi sollevo, le scopro il culo, mentre lei mi succhia; loro, da fuori, si segano e ammirano il suo corpo. Il tipo più anziano mi suggerisce di sedermi dietro, per essere più comodi. Resto un attimo titubante; essi intuiscono le mie paure e si allontanano dalla vettura.

Scendiamo e ci sediamo nel sedile posteriore. Lei si mette su di me, lo vuole dentro, ma io ho un’altra idea. Faccio cenno ad entrambi di avvicinarsi, poi li invito a sedersi sui sedili anteriori. Luisa resta per un momento stupita; loro si accomodano e girati all’indietro, si trovano i seni di lei fra le mani.

Iniziano a toccarla dappertutto, lei geme e gode, senza più remore. La sollevo e le infilo dentro tutto il mio palo da dietro. I maschi davanti le toccano il corpo, l’accarezzano e succhiano i capezzoli, lei gode, urla e loro le offrono le loro mazze da segare.

«Dai... bella porcona! Senti che bei cazzi ti offriamo. Dai... che ti piace!»

Luisa è in preda ad un delirio erotico. Incomincia a godere e, sconvolta, urla, ci incita, è letteralmente impazzita.

«Sì... così! Godo! Che bello! Dai... amore, scopami così!»

Per un poco la sbatto, ma voglio di più. Mi sfilo da sotto, la distendo sul sedile e le infilo il cazzo in culo da davanti, con le gambe sollevate in aria e ben aperte. Ora i due hanno anche la possibilità di toccarla, di masturbarla. Il giovane le pianta due dita dentro, mentre l’altro, aperto lo sportello, dall’altro lato le offre il suo palo enorme da succhiare. Glielo infila in gola e lei lo succhia come una forsennata. La cosa mi fa godere da matti. Le lavoro il culo con colpi potenti, mentre lei, con il cazzo in gola, può solo gemere e godere; pure io sono al limite e sborro urlando. Le spingo dentro il cazzo e le inondo l’intestino. Resto un attimo immobile dentro di lei, poi esco; il giovane si masturba e schizza sulle sue tette, mentre le dice:

 "Che meravigliosa troia e puttana, che sei!"

L’altro continua ancora un po' a farsi succhiare, poi cambia posto, si mette dal mio lato, apre un preservativo, ma lei scuote il capo.

«No! Non voglio esser scopata, schizzami in faccia».

Lui mi guarda, poi si sega velocemente e scarica sul seno e il viso di lei una quantità industriale di sborra e, mentre ricopre il seno, si complimenta con lei per essere una meravigliosa succhiacazzi e troia stupenda.

Restiamo tutti in silenzio, mentre i sensi scemano nella loro tensione.

Poi loro se ne vanno, lasciandoci soli, senza dire una parola. Ci diamo una ripulita, poi si prende la via di casa.

«Credevo che ti sarebbe piaciuto sentirti dentro quel palo?!»

Le dico, mentre guido. Lei non mi risponde subito, poi mi bacia, e si appoggia alla mia spalla.

«Sì! Era decisamente molto grosso, direi un gran bel cazzo, ma io preferisco il tuo e, ad immaginare il suo, mi divertirò di più e sarà più eccitante».

Mi risponde girando il viso verso il finestrino, dove ancora è visibile la sborrata del camionista.

Guardo la notte e la strada scorrere di lato.

Armando guida tranquillo, è soddisfatto ed io pure; mi sono divertita: avrei anche potuto prender dentro di me quel mostro, ma non mi sembrava giusto nei suoi confronti.

In fondo avevo voglia di una cosa diversa, ma avevo anche voglia di vivere con lui emozioni diverse, non certo perché fossi insoddisfatta del suo modo di fottermi, che per vero è fantastico, ma ora sapevo anche che ero pronta. Chiudo gli occhi, rivedo quel fantastico palo e sento ancora scorrere il piacere dentro di me e, con quella visione, mi addormento felice.

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