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Erotika
Quando la coppia è affiatata, l’intesa è perfetta!
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Racconto26 min di lettura

Quando la coppia è affiatata, l’intesa è perfetta!

Piove. Sono appena uscita dall’ufficio e sto tornando a casa a piedi. Abito a poca distanza dal lavoro, ma sembra che tutto ad un tratto il cielo abbia deciso di ripetere il Diluvio Universale. Ho un piccolo ombrello che ho viene immediatamente distrutto dal vento. Lo butto in un cassonetto e cammin...

pennabianca
3 anni fa · 363 letture · 0

La svolta definitiva, però, è avvenuta alcuni mesi dopo, al matrimonio di un suo cugino. Faceva molto caldo; lei indossava un vestito leggero, vedo/non vedo, piedi nudi e curati infilati in sandali con tacchi alti, che mettevano in risalto lo splendido culo. Dopo la cerimonia in chiesa, siamo andati al ristorante, mentre gli sposi si erano assentati per le foto di rito.

Giunti nelle vicinanze del locale, che era posto in riva ad uno splendido lago, ed essendo presto, ci siamo messi a seguire la sponda fino a un gradissimo e deserto parcheggio. Sulla riva del lago, siamo scesi; l’aria era calda, il posto molto bello e decisamente romantico; ci siamo appoggiati alla vettura mentre lo sguardo spaziava tutt'intorno. A quel punto, data l'amenità del posto, ho preso a toccarla un poco.

«Dai... smettila, abbiamo poco tempo, e poi mi fai un casino con il vestito».

Il tono della voce era però poco imperioso, anzi...

L’ho accarezzata un poco, le ho messo la mano sul pacco già duro, lei ha cercato di sottrarsi, risalendo in auto. Sono entrato anch'io e le ho fatto aprire le cosce. Scostato l’immancabile perizoma ho cominciato a infilarle due dita dentro. Si è subito lasciata andare, ha reclinato la testa all’indietro, e ha cominciato a mugolare frasi senza senso.

« uuhhmmm…dai…fermati…hhhmmmmm… Non abbiamo tempo …umhuhm…»

Ha aperto le cosce e ha cominciato a godere. Come già avvenuto in precedenza, una vettura si è avvicinata a motore spento, trovandosi in discesa. Un tizio, anziano, si è messo ad osservare la scena. Essendo distante da noi non poteva avere una buona visuale, quindi è sceso dall’auto e restando a distanza, in piedi, ha osservato lei che godeva.

«Sì!…Amore…eccomi!... Ora! Vengo! Non ti fermare!»

Il tizio si è guardato intorno e, vistosi solo, si è appoggiato alla sua vettura e, estratto il pene fortemente eccitato, ha preso a menarselo.

«Amore, godi, dai... mi piace, e…e ti dicessi che uno ti guarda, mentre godi, tu come la prendi?»

Lei ha appena aperto gli occhi, languidi ed estatici per il piacere, e mi ha sorriso.

«Non me ne frega nulla, però ora basta. Mi stai facendo bagnare e il solo perizoma non riuscirà a contenere tutti gli umori che mi stai facendo emettere».

Dicendo questo, si è appena girata ed ha osservato il tizio che ancora se lo menava con maggior vigore. Mi sono spostato un po’ su di lei, le ho aperto meglio le cosce, ho infilato la mia lingua fra i peli del suo meraviglioso fiore, leccandola come un pazzo. Un lungo gemito è uscito dalla sua bocca e poi ha cercato in qualche modo di fermarmi, anche se stava godendo tantissimo.

«Amore! Basta mi fai godere ancora! Dai... come faccio; sono un lago e poi... mi si vede il perizoma bagnato».

Gli ho dato un’ultima leccata, poi mi sono rialzato, guardando verso il tizio che si era avvicinato un po', sempre accarezzando quel membro ormai esacerbato.

«Che problema ti fai?! Se il perizoma si è bagnato, toglilo!»

Le ho detto, guardando sempre verso il tizio che ora era molto vicino a noi. Lei, senza esitare ha sollevato il bacino e, con un semplice gesto, l’ha tolto mostrando allo sconosciuto il suo meraviglioso culo e le splendide cosce. Il tizio, una volta ammirato lo spettacolo, si è avvicinato e ci ha rivolto una domanda, dai modi molto gentili.

"Scusate... state forse cercando qualche cosa?"

«No! Noi non stiamo cercando nulla, e lei?»

Gli ho chiesto a mia volta, mentre Luisa si era ricomposta.

«Scusate, se vi ho disturbato, ma in questo parcheggio spesso le coppie vengono per farsi ammirare durante le loro effusioni».

L’ho guardato consapevole che aveva visto tutto o quasi.

«Grazie, ma non ci serve nulla, a noi va bene così».

Ho cercato di tagliare corto, non convinto se era il caso di forzare il gioco che stavo facendo con Luisa. La mia preoccupazione era che lei si bloccasse. Ce ne siamo andati, ma veniamo sempre seguiti da lui, fin dentro il parcheggio del ristorante. Quando siamo scesi, lui si è avvicinato.

«Mi scuso per l’invadenza, vorrei farvi i complimenti, siete una bella coppia ed è per questo che vorrei lasciarvi il mio cellulare, qualora cambiaste idea».

È quello che ci ha detto, porgendo un biglietto con su annotato un numero. L’ho guardato, mentre lei era chiaramente infastidita.

«Le ho detto che non ci interessa e, quindi, per favore, lasci perdere».

Lui è rimasto un po' a guardarci, mentre ci allontanavamo.

Dentro il ristorante ci siamo confusi con i parenti; Luisa, ad un certo punto, mi ha sussurrato all’orecchio che le piaceva tantissimo trovarsi in mezzo alla folla, nuda sotto. Distratto dai fatti e dai parenti mi ero dimenticato della cosa e, immediatamente, da sotto il tavolo dove eravamo seduti, il mio cazzo ha avuto una fortissima erezione. Per tutta la serata, lei ha fatto di tutto per mantenere viva la mia eccitazione. Mi faceva impazzire l’idea di saperla nuda in mezzo a parenti e amici, che non sospettavano nulla. Fra una portata e l’altra, siamo usciti a passeggiare nell’immenso parco, che terminava sulla riva del lago. Seduti su di una panchina, le ho fatto una domanda, mentre lei mi accarezzava il pacco da sopra i pantaloni.

«Cosa, finora, ti ha eccitato di più? Il fatto di esser nuda sotto o il gioco nel parcheggio?»

Lei ha riflettuto un momento.

«Sapere di essere senza intimo mi piace, specie se tu ti ecciti così; ma devo ammettere che sapere di essere osservata mentre tu mi toccavi, ha aumentato a dismisura il mio godimento».

Tornati a casa, quella sera, l’ho posseduta appoggiata alla porta di casa. Ero talmente eccitato che, dopo una sborrata colossale nella sua bocca, l’ho chiavata e le ho anche fatto il culo. Da quel giorno sono passati alcuni mesi e nel frattempo abbiamo fantasticato molto sui nostri giochi; anzi una mattina siamo andati in una pineta in riva al mare, consapevoli che spesso vi sono delle persone, in specie anziani, che vanno a spiare le coppie che fanno sesso in auto. Lei ha voluto esser posseduta ed ha goduto talmente tanto che le grida di piacere hanno richiamato l'attenzione di sei persone, che si sono segate e hanno sborrato con noi.

Rientro in casa, lei mi viene incontro, mi bacia e mi sussurra all’orecchio se ho letto il messaggio. Annuisco, lei mi chiede di organizzarmi, poi esce e va al lavoro. Il sabato sera, accompagnati i ragazzi dalla suocera, torniamo a casa, lei mi caccia fuori dalla camera e si cambia per uscire.

Quando la vedo resto estasiato. Mini gonna a portafoglio, che si apre al solo camminare mostrando il perizoma infilato fra le chiappe e nel solco della figa; camicetta abbottonata, che a mala pena regge i seni lasciati liberi dalla costrizione del reggiseno; autoreggenti con un pizzo altissimo che arriva preciso alla mini; stivaletti dal tacco dodici e trucco abbastanza pesante, con un rossetto molto marcato. Il tutto le conferisce un’aria decisamente da porca, a caccia di emozioni.

Partiamo ed io sono già in tiro. Su Internet ho fatto una ricerca per sapere quali posti frequentare e dove trovare le migliori opportunità. Prendo l’Autostrada direzione Nord. Per tutto il percorso ho cercato di mettere una mano fra le sue cosce, ma lei me lo ha sempre impedito.

«Aspetta... che fretta hai? La notte é ancora lunga e me la voglio godere tutta».

«Fino a che punto te la vuoi godere? Dove lo poni il limite? Ti farai toccare? Vuoi succhiare qualche altro maschio o, addirittura, ti farai scopare?»

Le ho chiesto cercando di capire fin dove si spingerà. Mi guarda e mi sorride, è tesa, ma anche decisa, credo che questa serra sarà indimenticabile.

«Non lo so. Vorrei che tutto avvenisse spontaneamente, mi fermerò quando avverto che non è il caso di fare quello che mi chiedi, in quel dato momento».

Mi risponde con un filo di voce, senza guardarmi; poi mi bacia ed accarezza il mio durissimo cazzo. Dopo circa una mezzora arriviamo ad un’area di sosta, dove vedo parcheggiato un tir. Giro e rigiro un poco, per attirare l’attenzione del camionista che sta leggendo. Mi fermo a breve distanza, accendo la luce interna e mi metto a toccare lei che lentamente si rilassa. Lui scende dal mezzo e si avvicina lentamente, ha capito che abbiamo voglia di giocare; io blocco le sicure degli sportelli, per stare tranquillo. Incomincio a sbottonare la camicia di Luisa, che freme e guarda verso l’uomo, che ora è due passi da noi. Le massaggio i seni, li mostro al tipo, che mostra di gradire facendo un cenno col capo; si abbassa il di sotto della tuta ed estrae un cazzo barzotto, lo mena un poco e si avvicina al finestrino dalla sua parte; mi osserva ed io ora le ho aperto le gambe e le massaggio la fica, già umida. Dice qualche cosa in una lingua incomprensibile, poi appoggia il cazzo duro al vetro del finestrino, a gesti vorrebbe che lo abbassassi, ma lei mi dice di no. Continuo a masturbarla mentre lei mi sega guardando lui. Sento un lago fra le pieghe della sua figa, lei incomincia a godere. Lui si masturba con calma, sempre tenendo la cappella appoggiata al vetro; io giro Luisa verso il finestrino e appoggio la sua bocca al vetro: in pratica è come se lei lo leccasse.

Prima di andare avanti…

Com'è finora?

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