Vai al contenuto
Erotika
Elisabetta si diverte
Aa
Dimensione testo
Tema
Salva
Racconto17 min di lettura

Elisabetta si diverte

1. Premessa. In un piccolo centro dell'entroterra ligure, Cornigliano, vive con la sua famiglia Elisabetta, una giovane studentessa in medicina di 23 anni. Fisicamente, la ragazza non è quella che si può considerare una bellezza mozzafiato, con frotte di ragazzi che le corrono dietro, ma comunque è ...

pollicino
2 anni fa · 595 letture · 0

La ragazza andò ad aprirgli con un sorriso smagliante ma misurato, e lo fece accomodare nel salotto di casa, dove spiccavano un grande divano, una scrivania d'epoca e un televisore enorme.

Nella sua semplicità "casual", Betty era in gran forma: indossava un top giallo, con una profonda scollatura sul davanti, e sotto un paio di jeans corti a mezza coscia, tenuti su da una bella cinta nera con borchie di metallo.

Si sistemò al tavolo, e cominciò a sfogliare pigramente un libro. Lui, che era un bravo ragazzo e molto preparato, si immerse nella materia, mentre lei lo osservava di sottecchi studiandolo nei minimi dettagli.

Erano faccia a faccia, e per circa un'ora Ahmed provò con tutte le sue forze a far capire tacitamente a Betty ciò per cui era andato da lei.

Ma la ragazza sembrava non ascoltarlo, sembrava avesse la testa altrove... Smaniava e sbuffava, e ogni volta che lui alzava gli occhi dal libro lo interrompeva:

- "Uffa che caldo che fa oggi, Ahmed, non ti pare pure a te?".

E si toccava il top, tirandolo verso il basso e mostrandogli fugacemente un accenno del suo bel seno.

Finse di ascoltare gli “insegnamenti” che lui le dava, ma dopo qualche minuto tornò nuovamente a divagare, aggiungendo un altro pizzico di voluta sfacciataggine che – per la prima volta – imbarazzò e non poco il giovane:

-" Saranno le mestruazioni in arrivo... Ma io sto sudando incredibilmente, sono bagnatissima... Che dici, sarà proprio così, vero?".

E calcò l’accento su “bagnatissima”, andando ancora una volta a deformare il tessuto del suo corpetto...

Ahmed si sentiva confuso, non riusciva a decifrare a pieno i messaggi di lei, ma cominciava ad apprezzare (dal vivo) le sue forme.

Ciononostante, sottolineò tutto il suo imbarazzo, continuando a non dir parola, rallentando il ritmo delle sue frasi e torcendosi nervosamente le dita delle mani:

- "Betty, per favore, cerca di non distrarti, dobbiamo studiare, l’esame è vicino…".

Ma non ci fu niente da fare… La ragazza, con uno scatto quasi rabbioso e allo stesso tempo con assoluta naturalezza, si sfilò l’indumento lasciando apparire palesemente – benché custodito in un castigato reggiseno nero – un bellissimo décolleté.

Quella situazione, ipnotizzò decisamente Ahmed – che fino ad allora aveva strenuamente combattuto contro se stesso – come non gli era mai accaduto prima, tanto che – quasi senza volerlo – il povero ragazzo esplose in una esclamazione incontrollata:

- "Sei bel-lissi-maaaaa!".

E protese una delle sue manone scure verso di lei.

Si fermò a pochi centimetri e, guardandola in viso, continuò:

- "Betty, se rimani cosi, io non ce la faccio a studiare, sei così bella da oscurare il sole...".

Lusingata da quel complimento tanto galante, ma determinata a tenerlo sulle spine, si schernì:

- "Esagerato... Tra l’altro sono anche bruttina… Lo so, non negare per compiacermi… E non dirmi che non hai mai visto una donna in reggiseno... Ce ne sono a migliaia meglio di me!".

Ma Ahmed già non la ascoltava più, e meccanicamente si era posato la stessa mano che aveva tentato di toccarla sulla patta dei suoi pantaloni nel tentativo di nascondere quel bozzo via via crescente, o forse per dar vita ad una masturbazione soft.

Betty, però, se ne accorse lo stesso, e – maliziosa – decise di calcare la mano spingendosi oltre: si sciolse la grossa cintura, poi si tolse le scarpe, e infine si calò anche i piccoli calzoni che indossava, gettando ulteriore “benzina” sul fuoco delle emozioni che si erano accese in Ahmed...

Lo slip superstite fasciava alla perfezione il suo spettacolare culo, tosto e sodo, un vero mappamondo costellato qua e là da piccoli accenni di cellulite che però lo rendevano ancora più bello.

E scendendo più in basso, Ahmed potè rimanere affascinato anche da due piedini che, nervosi e impazienti, battevano il tempo a terra, non vedendo l’ora di finire dove la ragazza avrebbe voluto.

Le sue forme scoperte adesso erano inequivocabilmente "mangiate" con gli occhi dal nero...

"Finalmente è mio", pensò tra se e se Betty, la quale tornò a sedersi composta  – dinanzi alla sua "preda" – alla scrivania, sotto la quale stese subito le gambe spingendo i piedi in avanti proprio sul basso ventre di Ahmed.

Con uno sguardo intenso che non ammetteva repliche, lo guardò negli occhi e cominciò a massaggiare la parte sensibile, mentre le dita smaltate di azzurro si muovevano come dei piccoli serpentelli impazziti, a cercare il più piccolo varco nella cerniera per poter entrare.

Ahmed si dichiarò mutamente vinto, stese in avanti le sue lunghe gambe, si tolse gli infradito che portava, sollevò le sue estremità ed andò a ricambiare il favore della ragazza, percorrendo a lungo in su e in giù – da sopra lo slip – la fessura della vagina, che, mostrando di gradire il trattamento, si andava allagando dei suoi umori.

Fu allora che il ragazzo si rese conto che lo studio era definitivamente terminato…

A testa bassa, si alzò in piedi aprendosi lentamente la camicia e mettendo in mostra un petto ampio ma glabro, e abbassò i jeans cosicchè quel “mostro” di carne ebbe la possibilità di palesarsi ancora di più…

Nel frattempo, Betty si era alzata dalla sua seggiola ed era andata ad aprire il divano, che si trasformò in un comodo e spazioso letto.

Lui ansimava dall’eccitazione sempre più crescente… In un battibaleno, capì le intenzioni della ragazza e – rapido – fece volar via anche il perizoma che portava, dando libero sfogo a quel boa che gli stava crescendo tra le gambe.

Infine, non avendo più nulla da togliersi, si risedette e cominciò a segarsi vigorosamente.

Elisabetta, benché fosse di spalle, aveva visto tutto con la coda dell’occhio; si voltò di scatto e fingendosi scandalizzata riprese il suo ruolo di ingenua fanciullina:

- “Ma cosa stai facendo, ti sei ammattito?”.

- "Sì, sono pazzo di te... Ti ho sempre desiderata, e quando ti vedo in università con il tuo ragazzo non riesco a non farmi prendere dalla rabbia... Quel ragazzino non ti merita, e non riuscirà mai a farti essere femmina... Ecco, ora te l'ho detto!", disse lui tutto d'un fiato.

Betty stette al gioco, voleva farlo ingelosire e divertirsi un pò con lui: - "E tu che ne sai? Io sono femmina non una ma cento volte; comunque, se ti fa piacere saperlo, sono di nuovo single, ci siamo lasciati...". Ahmed, allora, smise di masturbarsi, mollò la presa sull'uccello e aprì le cosce, lasciando che quel traliccio pauroso si innalzasse aggressivo verso l’alto. Aveva raggiunto un'erezione perfetta, e quel cazzo di 30 centimetri, circonciso, con una cappella rosa che contrastava il nero di tutto il corpo, percorso per tutta la sua lunghezza da due vene assai pronunciate, avrebbe spaventato chiunque. Ma non Betty, la quale aveva troppa voglia di farsi rompere, tanto che i muscoli del suo ventre si contrassero provocandole dei crampi dolorosissimi. Pur non essendo più sollecitato, il membro di Ahmed non accennava minimamente ad ammosciarsi... Lui ne era giustamente orgoglioso, e si fece inaspettatamente ancora più sfrontato: - "Pensi che possa bastarti? Se vuoi, puoi provarlo, e poi vedrai che ti dimenticherai in fretta del tuo ragazzino...".   Le sfide erano sempre piaciute alla ragazza, la quale si risedette tranquilla, senza replicare alcunché: guardandolo fisso negli occhi, infilò pollice e indice delle due mani sui fianchi, dentro le sue mutandine, e le fece scorrere lentamente verso i piedi. Poi, con un gesto rapido, svincolò il gancetto del reggiseno rimanendo completamente nuda.   Erano l'uno di fronte all'altra in costume adamitico, e lei – allungando le gambe verso il pube nudo del maschio – cominciò a praticargli un footjob da favola. Le dita dei piedi di Betty erano fermamente avvinghiate attorno a quel glande pulsante, e – grazie al precum – scivolavano facilmente a stantuffarlo. Lei andò avanti per un bel pò di tempo, ma quando si rese conto che lui avrebbe potuto esplodere tutto il suo piacere da un momento all’altro, richiamò a sé i suoi piedini.   La passerina si era dilatata e luccicava dal godimento, mentre la giovane, ad occhi semichiusi, sussurrò: - "Sono stata brava, eh!? Pensa che questo non è ancora niente di ciò di cui sono capace...". Ahmed era in uno stato catalettico, ma ebbe la forza di replicare: - "Non ne ho alcun dubbio, porcellina... Ma stai attenta, che potresti pentirtene... Lui (e indicò il suo cazzo) sa come tenere a bada le cavalline selvagge!". - "Vedremo se saprai fare anche i fatti oltre che le chiacchiere, a parole siete tutti bravi...", lo sfidò lei.   Si alzò di nuovo in piedi, e tese il braccio verso di lui offrendogli la sua mano, per fargli capire che doveva seguirlo sul letto...

Ahmed non esitò, afferrò al volo il concetto, ma quello che accadde dopo non fu esattamente ciò che Betty aveva previsto, e la situazione le sfuggì letteralmente di mano...

Prima di andare avanti…

Com'è finora?

Un tocco e l'autore lo saprà. Non serve registrarsi.
Pagina 3 senza votare
Pagina 2 di 3 · 0%

Commenti

CallMeHot
Salva in una lista