«Tremendo! Mi gonfia il ventre!Oddio…vengo!»
Sfinita, sono rimasta un poco sotto quella massa di muscoli tremenda. Poi l’uomo ha fatto scendere Roky. Dalla mia fica slabbrata, è schizzato fuori un getto di sborra animale incredibile. Lui mi ha invitato a leccare quel membro ancora duro.
«Dai succhialo, senti che piacere averlo in bocca.»
Devo dire che ho esitato un attimo, poi vedendo Sara infilarsi in bocca quel palo di carne raggiante di felicità, mi sono avvicinata. L’animale era sdraiato sul dorso, ho aperto la bocca e mi sono infilata il lungo cilindro dalla venatura rossa e bianca. Era buono, il sapore gradevole, mi è piaciuto subito. Ho preso a succhiarlo con impeto e passione, mi piaceva molto. Lei era sempre a quattro zampe. Il marito si è messo dietro e l’ha posseduta.
«Cagna sfondata, questa sera ti devi accontentare di me, hai dato il tuo amante a questa giovane cagnetta, guarda come lo succhia, te lo finisce, tieni, ti sfondo io.”»
Ha perso a scoparla con un ritmo velocissimo, poco dopo ha schizzato addosso alla moglie, e si è spostato di lato.
«Cagne succhiatemi!»
Ci ha ordinato. Non ce lo siamo fatte ripetere. Dopo poco, me ne sono andata. Quando sono tornata a casa mia, mi sono distesa sul letto. Il piacere provato era ancora dentro di me, provavo dei brividi a sentire che mi colava la semenza del cane da dentro. Ho allungato una mano, mi sono infilata due dita dentro, ho raccolto un poco di sborra, che poi ho leccato avidamente. Sfinita, mi sono addormentata. Quando sono ripartiti, Sara mi ha fatto una confidenza.
«Una mia amica alleva cani addestrati alla monta di donne, la chiamo e sento se ne ha uno pronto, ma per te l’alano è troppo grosso. Certe volte resta difficile anche a me riceverlo dentro, poi sei sola e sarebbe anche più pericoloso, se lo lasci fare rischi che ti sfonda, ma lei saprà consigliarti l’animale giusto.»
Dopo una settimana mi dice di raggiungerla. Il giorno dopo, ero con lei in un bellissimo allevamento, c’erano tantissimi animali. Giulia, la proprietaria mi ha mostrato cinque possibili animali. Erano tutti agitati, scodinzolavano, abbaiavano, tutti tranne lui, che se ne stava beato in disparte, mi ha guardato, io ho ricambiato lo sguardo, è stato amore a prima vista, ho scelto lui.
«Ottima scelta, speravo che non lo prendessi. Lo avevo addestrato per me, ma sono contenta che ti piaccia, si chiama Zoe, mi ha già montato ripetutamente, vieni te lo faccio provare.»
Mi ha fatto entrare in una stanza con un letto basso. Mi ha fatto distendere tenendo le gambe in terra, lui mi ha leccato, mi sono ritrovata sotto di lui che mi ha montato in maniera fantastica. Ho goduto tantissimo, da allora è diventato il mio amore, ho modificato apposta il letto, per rendere più agevole e piacevole la monta. Essendo basso, posso prenderlo come voglio, distesa, o a quatto zampe, lui mi sfonda divinamente, e la scorsa settimana mi sono fatta inculare con l’aiuto della mia amica Emma, che ogni tanto viene anche lai a farsi una sana scopata. Confusa ho ascoltato il racconto di Flavia, ero combattuta fra mille pensieri e il rimorso di non aver capito nulla, in più avevo la paura che Mario si fosse rifatto una vita. Lei mi sorride, mi bacia.
«Chiamalo, parla con lui, se ti ama, non ha trovato un’altra donna, al massimo ha continuato a scopare Dora. Dai che aspetti chiamalo.»
Prendo il telefono, le mani mi tremano, mi risponde subito, io ho un groppo in gola, quasi non riesco a parlare, cerco di spiegarmi, lui mi sommerge di parole dolcissime. Gli dico, dove sono, lui mi dice, che l’indomani sarà da me. Quando chiudo la conversazione, Flavia mi abbraccia, mi bacia in bocca.
«Vieni amore mio, che questa sera ti faccio provare Zoe, vedrai che ti piacerà.»
Mi porta in camera sua, ci spogliamo sotto lo sguardo attento del cane, che scodinzola contento. Mi distendo sul letto, Flavia infila subito la sua lingua dentro le pieghe della mia vulva. Incomincio a godere, è fantastica, come me la ricordavo. Poi improvvisamente sento una lingua più rugosa, forte, veloce che mi lecca con impeto selvaggio, ho subito il primo orgasmo. Urlo stupita di me stessa. Godo a ripetizione. Non mi rendo conto che Flavia nel frattempo ha eccitato Zoe. Il suo cazzo tutto fuori dalla guaina pelosa incomincia dare segni d’impazienza, mi vuole, lei lo avvicina e lo lascia libero d’infilarmi. Lo sento entrare di colpo, arrivare in fondo, sbatte con forza dentro di me e incomincia subito a muoversi dentro/fuori con una velocità, pazzesca. Tremendo! Godo. Vengo in continuazione. Sconvolta mi rendo conto che a un tratto sento dilatarmi. Flavia, che segue la monta, mi tranquillizza.
«Amore, ora impazzirai, ti ha infilato dentro anche il nodo, lo senti che ti dilata e chiude, ora lui sborra.»
Un momento dopo è il paradiso! Copiose ondate di liquido colmano la mia vagina. Tremo dal piacere, nonostante l’animale resti quasi immobile io ho delle incredibili contrazioni chi mi procurano un orgasmo fantastico. Sento la mia vulva gonfiarsi, mi impressiona la grande quantità di liquido bollente, è bellissimo. Flavia continua a darmi consigli.
«Resta immobile, lui deve sgonfiare il nodo, accarezzalo, le coccole gli piacciono.»
Lo abbraccio, grosse lacrime di felicità rigano il mio viso. Dopo un poco, Zoe esce con un rumore come di un tappo che salta, un getto di liquido sgorga da dentro. Flavia fa allontanare Zoe, e si tuffa a leccarmi, mi fa impazzire ulteriormente. Il giorno dopo arriva Mario, lei con una scusa si allontana, lui mi copre di baci, ci sdraiamo sul letto, mi scopa divinamente, mi fa impazzire, poi placati i sensi, parliamo. Ci spieghiamo, io mi rendo conto che lui ha sofferto per la mia stupida gelosia.
«Amore mio, mai nessuna cagna potrà prendere il tuo posto. Con Dora è solo un gioco, tu sei e resterai sempre il mio amore, ti amo.»
Io che non riesco trattenere le lacrime lo bacio, lo stringo a me.
«Perdonami amore, da oggi io ti lascerò fare quello che vorrai, ma ti chiedo solo una cosa, lascia che io sia la tua cagna, la prima, la numero uno, poi faremo tutto quello che vorrai.»
Due settimane dopo siamo andati a trovare Giulia la proprietaria dell’allevamento di cani. Mi ha fatto prendere un pastore tedesco, Ciro, un animale di due anni che mi sfonda almeno tre o quattro volte al mese. Questa sera ho provato una variante nuova, mentre ero impalata sul cazzo di mio marito, Ciro mi è salito dietro e mi ha inculato. All’inizio è stata dura. Primo, non è stato facile farlo entrare, poi essere posseduta dal cane e dal marito; non è uno scherzo, ma alla fine sono impazzita di piacere. La porta del bagno si apre, entra Mario, ha il cazzo gocciolante. Ha finito ora di scopare Dora, si avvicina alla vasca, mi porta la sua verga all’altezza della bocca. Lo succhio, sa di selvatico, di umori animali, di sborra umano, un mix sconvolgente. Lo pulisco bene, lui entra nella vasca con me, mi abbraccia e bacia, io lo guardo negli occhi.
«Allora sei libero sabato? Sara dice che mi vuol far provare Roky e io non vedo l’ora.»
Lui, mi sorride.
«Piccola cagnetta bastarda, adesso ti piace, farti sbattere da un cane, e io?»
«Tu sei e resterai sempre il mio amore.»
Lo abbraccio e lui m’infila dentro il suo meraviglioso palo tornato durissimo.
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