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Gelosia animale  
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Racconto18 min di lettura

Gelosia animale  

Sono distesa nella vasca da bagno, mi rilasso, dopo un rapporto avuto con il mio cane...

pennabianca
1 anno fa · 878 letture · 0

«Vado a trovare Emma, un’amica, una signora che vive sola, ha due gatti bellissimi, figli di Duchessa. Tu dormi, Zoe farà la guardia e nessuno verrà a disturbarti.» 

Mi distendo sul suo letto, un mobile che trovo cambiato, l’altra volta era molto alto, ora sembra che lei lo abbia abbassato. Sarà circa quaranta centimetri da terra, francamente non ne capisco il motivo, ma vista la stravaganza di mia cugina non mi pongo tanti problemi. Mi addormento quasi subito. Vengo, destata dalle carezze di lei, mi sveglio di scatto.

«Calma, sei con me! Rilassati, sei tesa, ma da quanto non ti rilassi? Ti ricordi quando da ragazze ci toccavamo, quanto piacere mi hai dato. Sei rimasta sempre nei miei pensieri. Sapessi quante notti, ti ho desiderato e mi sono masturbata pensandoti.” 

La guardo, è sempre una donna piena di sorprese. Per lei la vita è assaporare ogni attimo, il suo corpo minuto sembra spezzarsi da un momento all’altro, invece dentro ha una forza incredibile, ma è di una dolcezza unica. Il sole sta tramontando, lei ha preparato la cena e la consumiamo sul terrazzo da cui si domina il mare. Mi guarda, poi mi sorride.

«Amore mio, quando è morta Duchessa ci sono stata malissimo, ero molto affezionata a lei e alla sua lingua.»

La guardo stupita, lei continua con voce malinconica.

“Duchessa era una gatta con la più fantastica lingua che ho mai sentito. Ti leccava la passerina in maniera sconvolgente, poi si soffermava sul bottoncino facendomi morire, ho goduto tantissimo con lei, quando è morta, non ho voluto più altri gatti.” 

La guardo sbigottita, credo di avere in testa una confusione sconvolgente. Flavia mi accarezza, ci sediamo sul piccolo divano sotto il portico. Mi abbraccia, è distesa, io le volgo le spalle, sento il suo mento appoggiato alla mia spalla.

«Qualche giorno prima di Pasqua una coppia mi chiede di passare una settimana all’isola, e se possono portare il loro cane, io che non avevo mai voluto animali per via della gatta, non faccio problemi. Arrivano. Una coppia di circa una quarantina di anni, con un grosso alano di nome Roky, nero come la notte, enorme. Sara, la padrona, mi dice subito che è assolutamente addestrato e inoffensivo. Dopo tre giorni mi sono convinta che quell’enorme massa di muscoli è l’ombra dei suoi padroni. Non fa un passo se non glie lo ordinano loro. Una sera, mentre tornavo da casa di Emma, dove ero andata per una leccatina da uno dei suoi gatti, passo davanti al monolocale dove alloggiano i miei clienti. Seminascosta dall’ulivo, vedo dentro la camera, uno spettacolo che mi lascia stupita, il marito nudo, tiene il cane che sta montando Sara. La donna è distesa sul letto, nuda, si sta facendo infilare dentro il membro dell’animale, è enorme. Il marito lo tiene in mano, lo impugna e ne limita l’introduzione, anche se lei gode senza ritegno, lo incita a scoparla più forte. L’uomo di tanto in tanto lascia che l’animale affondi dentro la donna, lei urla di piacere. Vedo l’animale spingere sempre più il membro dentro di lei. Ad un certo punto l’uomo lascia libero l’animale. Si porta dietro di lui e solleva le gambe della donna in alto, ora la bestia è tutta dentro di lei che urla, si contorce, abbraccia l’animale e si lascia leccare il viso. La scena era quanto di più selvaggio e perverso abbia mai visto. Un fuoco improvviso si è acceso dentro di me, mi sono toccata appena da sopra la tunica, ero in fiamme. L’animale è rimasto un poco immobile dentro la donna che continuava ad accarezzarlo e a farsi leccare da lui. Poi di colpo è uscito, un getto di liquido è sgorgato da dentro di lei. L’animale ha infilato il muso fra le cosce della donna e ha preso a leccarla. Il marito l’ha afferrato per il collare, l’ha fatto distendere a terra.

 «Dai leccalo, succhia il suo cazzo cagna!» 

Ha ordinato alla moglie che si è messa a quattro zampe sul pavimento, con la sinistra teneva fermo l’animale e con l’altra mano impugnava il suo membro di dimensioni ancora notevoli. Il marito si è inginocchiato dietro di lei, il suo cazzo era sicuramente di dimensioni pari a quello dell’animale, forse più grosso in circonferenza. Ha afferrato la donna per i fianchi ha preso a pomparla da dietro.

«Cagna, sei tutta piena del seme di Roky. Ti sei fatta sfondare da lui, senti con me ti ha squartato, adesso io completo il lavoro!» 

Appena pronunciate queste parole si è sfilato da lei e l’ha inculata senza nessuna pietà.

«Tieni cagna. Senti come ti sfondo anche il culo. Vedrai che poi anche lui ci passa bene, tieni, ti schizzo dentro!»

Ha urlato mentre godeva dentro di lei, poi è uscito, si è portato davanti, e l’ha afferrata per i capelli.

«Succhia, anche il mio cagna!»

Lei aveva entrambi i cazzi in bocca. Poco dopo l’animale si è spostato, lasciando che lei finisse il lavoretto al marito. Me ne sono andata. Rientrata in casa mi sono fatta una doccia, mi sono masturbata furiosamente. Il mattino dopo, mentre servivo la colazione, lui era impegnato in una telefonata, lei e il cane erano seduti sotto il portico, le ho sorriso, e le ho fatto una specifica domanda.

«È molto difficile addestrare un cane?» 

Lei mi ha guardato con un’aria sorpresa.

«Dipende da cosa deve fare.»

«Montare una donna.» 

Lei è rimasta un poco stupita, poi mi ha sorriso, io ho le ho dato una spiegazione.

«Ieri sera involontariamente ho visto e mi è piaciuto tanto, non sono sicura se sarò mai capace di farlo ma…»

Compiaciuta mi ha sorriso.

«Se vuoi questa sera ti faccio assaggiare il mio Roky.» 

Ho accettato. La sera con l’aiuto del marito mi sono distesa sul letto, tenevo le spalle sul materasso e le gambe in terra, quando mi ha leccato, sono quasi svenuta. Sentire quella lingua ruvida che mi spennellava tutto il taglio della mia fichetta mi ha fatto impazzire. Lei intanto si occupava del cazzo del cane, lo masturbava, lui guaiva contento e lo sfoderava lentamente. Un poco per volta vedevo quell’immenso attrezzo uscire dalla guaina pelosa e gonfiarsi sempre di più. Per un momento ho avuto paura di non poterlo prendere tanto mi sembrava grosso e lungo. A un tratto l’uomo ha fatto salire il cane sul letto con le zampe anteriori. Era immenso, possente, tremavo di paura, ho sentito la punta del sesso colpire con impeto prima la coscia, poi guidato dalla sua mano, entrare direttamente in un sol colpo. Sono impazzita di piacere. Mi scopava velocemente. Lei limitava l’introduzione, sentivo dentro circa tre quarti del membro, ma lui pompava come un ossesso io ho cominciato a venire urlando. Il primo orgasmo è esploso immediatamente. Lui mi sbatteva il cazzo dentro con furia tremenda, ero scossa dal piacere. Lei lasciava entrare il cazzo, sempre più dentro di me, ma non gli permetteva di infilarmi il grosso nodo alla base del membro dell’animale. Mentre l’animale mi pompava il marito, che teneva fermo il cane, si è avvicinato a me, mi ha offerto di succhiare il suo cazzo. Ho aperto la bocca, me lo sono infilato in gola.

«Si! Brava leccami! Succhia, che poi ti scopo pure io.» 

Ero infilata da sotto dal cane, mentre sopra lui, mi spingeva con forza il cazzo giù per la gola, ho cominciato a mugolare di piacere. Improvvisamente Roky, si è fermato di colpo, lei mi ha detto:

«Resta ferma, ora viene, sentirai, è bellissimo!»

 Ha immobilizzato il cazzo dentro di me. Una serie di getti bollenti ha cominciato a riempirmi la vagina. Sentivo l’animale venirmi dentro con schizzi caldissimi, mi ha scaricato una quantità enorme di sborra. La mia fica ha preso a contrarsi in una serie di spasmi che mi hanno fatto venire ancora una volta…

Prima di andare avanti…

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