«Da quanto tempo, ti fai scopare da un altro?»
La sento trasalire, poi fa un lungo sospiro e mi risponde con un tono di voce calmo, ma deciso.
«Non lo sai? Mi chiedi una cosa che tu sai benissimo: da quando tu hai smesso di interessarti a me».
Mi giro verso di lei; sono incazzato, ma la sua risposta mi ha trovato indifeso. Non mi aspettavo una simile risposta e passo al contrattacco.
«Mi sembra che anche tu ti sei dimenticata di me. Hai sempre la tua amica del cuore fra i piedi e, quindi, direi che almeno sono due anni che ti fai sbattere da un altro maschio. Complimenti sei stata brava!»
La mia risposta la ferisce, scatta seduta sul letto, e accende la luce.
«Brutto stronzo! Fai la predica a me per Angela? Guarda che hai cominciato tu, con i tuoi amici del calcio e le tue partite a biliardo, a lasciarmi la sera da sola e, quindi, non dare a me la colpa, se mi faccio scopare da uno che, almeno a me ci tiene, quando tu sei diventato così distante e freddo nei miei confronti. Da un anno quasi non facciamo sesso e ti sembra giusto questo? Te la sei voluta tu! Se fossi stato più presente, io non avrei cercato nulla, fuori dal nostro rapporto!»
Mi sollevo e la guardo negli occhi. Bella da morire. Sì, è una vera donna quella che mi trovo davanti. Bella e furiosa allo stesso tempo; leggo una strana luce nel suo sguardo e faccio l’ultima cosa che mai mi sarebbe venuta in mente. Mi sposto, l’afferro e la bacio in bocca, con lei che cerca di divincolarsi.
«Lasciami, sei un bastardo! Non voglio!»
La ignoro, le sollevo la camicia da notte e lei che cerca sempre di fermarmi, ma con sempre meno convinzione. Nuda è ancora più bella. Le sue labbra senza rossetto sono in invito, a cui non resisto e la bacio con passione. Dopo un attimo di indifferenza, risponde al bacio e mi succhia avidamente la lingua. Mi stacco dalla bocca e scendo a baciarla lungo il collo, i seni. Quando arrivo alla fica la trovo gonfia, tumefatta e un po' dilatata; mi eccito al pensiero che sto per baciare la sua fica, dove un altro uomo vi ha goduto, l’ha penetrata e questo mi eccita e sconvolge. La lecco avidamente, la sento bagnata. Il suo sapore mi sembra diverso, forse sto leccando anche la sborra dell’altro, ma sono eccitato e, di conseguenza, mi sollevo e la penetro con un solo colpo, fino in fondo. Sento che è aperta, ma non m'importa. Glielo spingo fino in fondo e lei assaggia di nuovo i miei quasi venti centimetri, che sbattono con forza sul fondo, facendola godere. La sua bocca aperta è quello che volevo vedere. Mi guarda senza dire nulla e poi solleva le gambe e le attorciglia dietro i miei glutei, mentre io la pompo come un pazzo: inizia a godere e ad incitarmi. Sento la mia donna che partecipa alla scopata e mi viene incontro, spingendo in alto il bacino, per andare incontro all’affondo del mio cazzo, che adesso la sbatte con furore.
«PORCO...BASTARDO! Scopami… Sei tornato, finalmente…Dai sfondami... Vengo! Vengo! VENGO!»
La chiavo come se non ci fosse un domani. Sono scatenato e lei sta godendo nel modo come piace a me e come abbiamo sempre fatto. La sento prossima all'orgasmo, un orgasmo che li batte tutti, il più bello, intenso, devastante. Il suo orgasmo, quello che mi ha sempre fatto capire quanto fosse bello scopare con lei; intanto pure io sono vicino al piacere, voglio godere e farlo insieme a lei. Ad un tratto urla, scossa dal piacere che la fa vibrare tutta e, mentre io mi scarico dentro la sua vagina, lei lo sente e ci gode anche di più. Nello stesso momento che vengo, lei mi pianta le unghie con forza nella schiena ed emette un nuovo grido di piacere. Stremati, restiamo immobili ed abbracciati. Solo allora, ad un tratto, lei scoppia in un pianto dirotto. La stringo a me, cercando di consolarla, ma lei si stacca e mi batte i pugni sul petto con rabbia.
«Bastardo! BASTARDO! Dove sei stato in tutto questo tempo? Sei un bastardo! Io ti amo e sei un bastardo! Ho dovuto andare con un altro per farti capire che mi mancavi. Ti dovrei lasciare, invece ti amo, e mi sei mancato tantissimo. Ci sono stata, solo questa sera. Mi ha scopato in maniera troppo diversa da te, non sono riuscita nemmeno a godere; ero bloccata e impaurita e lui mi ha solo preso, senza nessun piacere, e mi son sentita stupida e puttana per colpa tua, ero furiosa. Ti amo, e solo adesso mi son resa conto, che solo con te trovo il piacere che voglio. Deciditi, se vuoi che non vada più con altri, devi cercare di esser di nuovo il mio uomo. Io ti amo e voglio solo te!»
Restiamo abbracciati e lei si calma; poi, senza che ce ne accorgiamo, ci addormentiamo abbracciati. All’alba mi sveglio e mi sento confuso; è sabato e nessuno di noi due lavora, ma lei non è nel letto. Mi sembra di aver sognato, ma sono nudo e, ad un tratto, la vedo entrare avvolta in una vestaglia da camera, molto trasparente, con in mano un vassoio con la nostra colazione. Sono stupito e la guardo incredulo. Mi sorride e si siede sul letto, vorrebbe mangiare, ma io ho fame di lei e la stringo a me.
«Attento che rovesci tutto!»
La costringo ad appoggiare il vassoio e poi le monto sopra, sono già in tiro e la penetro così all’improvviso: lei mi sorride e mi bacia con passione.
«Questo è l’uomo che amo e che voglio».
Mentre dice questo, dalla finestra entra un raggio di sole e illumina un nuovo momento, che cambia tutto fra noi. Adesso ho capito che per averla devo essere più presente, metterla come mia prima priorità e ci voleva uno strano giorno, per capirlo.
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