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Segretaria vergine, almeno dietro, cercasi
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Segretaria vergine, almeno dietro, cercasi

La siciliana santarellina in paese, ma fa la troia al nord.

sesso italiano
1 anno fa · 3.606 parole · 16 min
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Poi prese tutto il resto degli oggetti sul tavolo e spostò anch'essi accuratamente su un tavolo adiacente

Presami di peso mi fece sedere sulla scrivania.

Lentamente, molto lentamente mi tolse la giacca del tailleur per poi concentrarsi sulla camicetta.

Ne sbottonò lentamente uno ad uno i bottoni, aprendo la sua vista al reggiseno di pizzo coordinato con le mutandine, di cui mi aveva precedentemente definitivamente privato.

Osservò il mio seno non grosso ma ben fatto

Lo carezzò dolcemente, quasi ad abbracciarmi poi, mi cinse le sue braccia fin dietro la schiena, andando a cercare il gancetto del reggiseno, sganciandolo

Mi liberò anche di quell'indumento, ritrovandosi davanti a due seni sodi e rotondi.

I miei capezzoli svettavano irti come chiodi grazie all'eccitazione, contornati da due aureole purpuree tonde e gonfie di piacere

Portò le sue labbra sui capezzoli cominciando a leccarli avidamente, a succhiarli e morderli, incurante del fatto che provassi talvolta dolore.

Ero completamente in estasi

Sentii la sua mano andare a cercare la mia fica, toccarla, stuzzicare il clitoride ed infine cominciare a masturbarla.

Ero sua completamente, come una bambola in mano ad un bambino, poteva disporre di me a suo piacimento, soddisfare ogni suo desiderio, quella sera io, non avrei detto di no, a nulla !!!

Sentii una falange stuzzicare il buchetto del culo

La cosa amplificò ancor più il piacere, come se ciò fosse possibile.

Mi stava stuzzicando ogni punto erogeno, aveva possesso di tutto il mio intimo e, si stava prendendo anche la mia anima.

Provai in quel momento di amarlo

Continuò a leccare spostandosi sul mio busto, ficcando la lingua dentro l'ombelico, per poi tornare a leccare il mio seno sodo nelle sue ruvide, fino a quando il suo pene riprese totalmente l'originario vigore.

Ero cosciente di ciò che mi aspettava ed anzi, agognavo quel momento, il momento in cui mi avrebbe fatto finalmente sua.

Mi afferrò con le mani e di peso mi pose a sedere sulla scrivania liberata poco prima.

Mi allargò oscenamente le gambe come dal ginecologo, beandosi della vista del mio sesso, completamente aperto e pronto per lui

Lo guardai negli occhi mentre avvicinandosi puntò la cappella alla mia fichetta allagata di umori

Mi penetrò in un sol colpo, quasi a spregio per non avermi trovato più vergine.

Sentii mancarmi il fiato quando il suo grosso cazzo mi riempì tutta, godevo

Strinsi le gambe dietro di lui, quasi a non lasciarlo scappare, e lui iniziò a possedermi.

Sentivo il modo in cui ondeggiava, passionalmente e violentemente verso di me, lasciandomi poca possibilità di movimento.

Ogni affondo era un brivido di piacere che aumentava costantemente, non ero più in grado di intendere o volere, ero solo in preda al godimento più assoluto, all'estasi suprema

Grondavo umori ormai senza accorgermene

Non so quante volte venni, non le contai, era un orgasmo infinito, emettevo umori come una fontana del Bernini.

Lo sciacquettio di quell'amplesso era la colonna sonora di ciò che stavo vivendo

Continuò per circa dieci minuti, alternando il ritmo, esplorando con le sue mani ogni centimetro della mia pelle

Incoscientemente arrivai a sperare, in preda al piacere, che mi venisse dentro, che i nostri umori si unissero e che mi mettesse incinta

In un attimo di lucidità, in cuor mio, sapevo che quella serata non avrebbe avuto seguito e perciò, avrei voluto un figlio come ricordo di lui.

Mi resi conto che stavo delirando dal piacere quando, all'improvviso si fermò

Si allontanò di un paio di passi, restando ad osservarmi senza parlare

Mi chiese di masturbarmi, con la stessa autorità con cui mi chiedeva di svolgere i compiti d'ufficio.

Come un automa obbedii

Presi la mia mano, la avvicinai alla mia fighetta fradicia e la immersi, continuandomi a masturbarmi per alcuni minuti, ad occhi chiusi, distesa sulla scrivania, mentre lui continuava a guardarmi.

Mentre mi masturbavo ormai senza inibizione, mi eccitavo ancor di più sentendo i suoi sguardi su di me, e continuavo a grondare umori, arrivando perfino a bagnare il pavimento.

Non so quanto passò, mi fermò e mi fece mettere in piedi, con la pancia rivolta verso il tavolo, e mi fece abbassare la schiena verso esso.

La sua mano scorreva sulla mia schiena nuda

Talvolta rivolgeva le proprie attenzioni ai miei seni schiacciati verso il tavolo

Inesorabilmente scorreva verso il fondo schiena, proseguendo nel suo intento finale e facilmente intuibile.

Seguendo la linea della spina dorsale, il dito si insinuò nuovamente tra le natiche

Le allargo sempre di più, stimolando l'ano, e non solo dall'esterno, si insinuò delicatamente anche all'interno.

Mi accorsi che si bagnava le dita nella mia fighetta inumidendo così l'ano, facendone scorrere meglio il dito al suo interno.

Sentii che lo spalmava con qualcosa di liquido, forse un lubrificante o della vaselina.

Ormai ero consapevole del mio destino, di cosa volesse fare, di ciò che voleva e del fatto che non glielo avrei negato

Ero volontariamente inerme, chiusi gli occhi abbandonandomi al suo volere

Temevo solo di sentire male, troppo male

“non mi faccia male dottore la prego” riuscii appena a sussurrare con tono belante e supplichevole

Avevo sentito da amiche che la prima volta è molto doloroso ma, non fu così.

Sentii la sua cappella puntare l'ingresso del mio culetto

Chiusi gli occhi e strinsi i pugni, aspettando il dolore invece...lo sentii entrare, lentamente, dolcemente, lasciandomi il tempo di abituarmi a quell'intruso

Il suo grosso pene, ormai familiare a me, stava abbattendo anche quell'ultima mia barriera.

Sentii la sua cappella allargarmi il primo anello, fermarsi e poi pian piano riprendere il suo percorso

Per un attimo sentii una sensazione di dolore-piacere

Sentii anche le sue dita insinuarsi nella vagina

Le dita erano separate da una piccola striscia di pelle, quella striscia le separava dal suo pene che violava il mio ano.

Era una sensazione indescrivibile, fantastica, unica e mai immaginata neppure nei miei pensieri più audaci e perversi

Iniziò ad incularmi, a fare dei versi che chiarificavano la sua forte eccitazione, e riuscii a capire sono questa frase “qui invece eri vergine”

Detta con estrema soddisfazione, quasi a compensare la delusione di non avermi sverginato la fica.

Non passò molto, sentii il piacere pervadermi e finalmente esplosi nel mio primo orgasmo anale liberatorio.

Non mi trattenni e gridai di quel piacere, lo gridai a squarciagola

Ciò parve essere molto efficace anche su di lui che, da lì a poco, esplose anche il suo di piacere, questa volta tutto dentro al mio culetto.

Di quella sera non ricordo altro, se non che fu il maggior momento di trasgressione della mia vita sessuale

Mi accasciai a terra esausta

Senza parlare lo vidi rivestirsi e risistemare la scrivania, tutto era al suo posto

Non mi disse una parola di quel che era successo, se mi fosse piaciuto, se avessi provato dolore, e non chiarifico il valore di quello che era successo

Dall'indomani ricominciò il lavoro regolarmente

Dopo qualche mese non resistetti, ero innamorata di lui ma lui si disinteressò completamente a me A quel punto, per non soffrire mi licenziai

Adesso faccio la cameriera per mantenermi ed ho ripreso gli studi, giurisprudenza naturalmente

Sono un tipo che ride quando sente le barzellette dei capi con le segretarie, ma sicuramente

non dimenticherò mai quella forte emozione che mi regalò quell'avvocato così sensuale quanto autoritario .

Fine
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Scritto da
sesso italiano
Il sesso è come qualsiasi gioco che ci diverte da piccoli, la differenza è che noi adulti più ci divertiamo e più ce ne vergogniamo.
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Commenti 1

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  1. Giuseppe

    Molto bello e ben descritto.

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