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Segretaria vergine, almeno dietro, cercasi
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Segretaria vergine, almeno dietro, cercasi

La siciliana santarellina in paese, ma fa la troia al nord.

sesso italiano
1 anno fa · 3.606 parole · 16 min
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Forse anche lui avrebbe voluto ciò ma, non lo feci, non ne ebbi la volontà non la forza, ero consapevole ed al tempo stesso complice di quanto stava accadendo.

Continuava a non dire una parola, potevo sentire solo i forti sospiri, i sospiri di un uomo maturo che aveva davanti la sua giovane segretaria senza mutandine.

Guardava compiaciuto la mia fighetta, completamente depilata, come la tenevo io per comodità.

Si avvicinò di nuovo e stavolta per davvero poté succhiarne il gusto, fino in fondo, spingendo la sua lingua fino al clitoride, senza alcuna barriera dei collant, incurante dei miei fremiti.

Per come mi leccava sembrava stesse leccando il contorno di una scodella, faceva dei movimenti veloci e circolari, non trascurava nessuna parte di essa, faceva dei rumori come a volerla assaporare, annusare, coglierne il gusto originario.

Allora mi venne naturale, presa sai fremiti dell'orgasmo, avvicinare la mia mano alla sua testa, accarezzarlo

Tradendo ogni mia aspettativa, me la tolse con un gesto violento e brutale, come a dire che non ero io a condurre quel gioco ma, solo ad obbedire ad ogni sua richiesta.

Capii allora che non sarei stata la sua donna, solo una delle tante, una che non avrebbe potuto far altro che dire di sì al suo padrone, ma tutto questo mi eccitava terribilmente.

Scoprii in quel momento una parte nuova di me, il piacere di essere dominata !

Lasciai così da parte tutte le fantasie di dolcezze e smancerie, abbandonandomi solo al piacere che tutto ciò che stava accadendo mi procurava !

Afferratami di nuovo la coscia, cominciò a toccare la parte di essa che la separa dal sedere, fino ad avvicinare la sua mano alle mie natiche lisce e prive di un filo di grasso.

La sua mano si avvicinava sempre di più al loro interno ed in quel momento fui impaurita, ebbi paura che mi volesse possedere interamente, una cosa che non avevo permesso mai a nessun fidanzato prima.

Avevo paura del sesso anale, me ne avevano parlato come di una esperienza dolorosa e, non avevo mai voluto sperimentarlo.

Ma mentre la sua mano si avvicinava al mio culetto, sapevo quella sera di non potere e non volere dirgli di no. Avrei fatto tutto ciò che lui mi avrebbe chiesto di fare !

Sentivo il suo pollice accarezzarmi l'ano, muoversi vivacemente intorno ad esso, stimolarlo sempre di più, senza nessun riserbo.

Mentre lo toccava, i miei respiri diventavano più forti.

Ero come presa da un languido piacere mai provato prima, mentre la sua lingua si insinuava ancora tra le mie gambe.

Poi le sue dita esplorarono il mio sesso, allargò le piccole labbra, ci infilò una falange provocandomi brividi di piacere e giocò con la mia fichetti leccandola avidamente.

Finalmente lo sentii parlare “ah non sei più vergine” sentenziò con tono austero.

Io arrossii al pensiero che un uomo mi rimproverasse di questo, anche se infondo di uomini ne avevo avuti solo due, due storie importanti finite con il classico gioco di corna.

Ma quella frase aveva un significato particolare, diverso, quasi di rimprovero per non poter cogliere quel fiore che lui credeva inviolato.

Si alzò in piedi e si mise lì, imponente davanti a me, con aria severa.

Afferrò la mia mano e la portò a slacciargli i pantaloni,

A mettervi la mano dentro fino ad estrarre un cazzo di tutto rispetto.

Non era lunghissimo, se pur con la mia poca esperienza potei però apprezzarne il diametro, tant'è che non riuscivo a circondarlo tutto con le mie dita

In quel momento ebbi un attimo di paura, immaginai che sensazione avrei provato quando certamente di lì mi sarei sentita possedere, quando sarebbe entrato con il suo arnese nella mia inesperta fighetta e poi, oh mio Dio, forse anche nel culetto.

Mentre seguivo questo pensiero mi ritrovai a masturbare il suo caldissimo e già eccitatissimo pene.

Il suo respiro crebbe sempre di più.

Ad un tratto si fermò, mi fece alzare davanti a lui

La distanza tra noi era determinata solo dal suo cazzo in completa erezione, che batteva con la sua cappella contro il mio pancino.

Abbasso una mano, me la mise tra le gambe ormai fradice dei miei umori e della sua saliva, e riprese a masturbarmi, davanti e dietro.

Io tenevo gli occhi chiusi, non so per quale motivo ma non volevo incrociare il suo sguardo

Forse per vergogna o per timore che capisse che ormai ero in balia dei suoi istinti, pronta a fare qualsiasi cosa egli mi chiedesse, a concedermi completamente ad ogni sua volontà, anche la più perversa.

La sua mano si allontanò presto da me, si avvicinò alla scrivania e prese un grosso pennarello.

Lo leccò cominciando ad avvicinarlo al mio pube, a strisciarlo su di esso per riscaldarlo (come se ce ne fosse stato bisogno, avevo la fighetta in fiamme).

Infine lo fece entrare all'interno, facendolo andare avanti e indietro come se fosse un fallo finto

Sentivo quell'intruso dentro di me, provavo piacere da quella situazione insolita, provavo piacere ad essere in suo assoluto potere

Infatti da lì a poco sentii brividi lungo la schiena, il mio addome contrarsi ritmicamente, il mio ansimare farsi più forte e finalmente venni in un orgasmo liberatorio inumidendo la sua mano disinibita.

Lui rimase impassibile, potendo osservare il mio sguardo estasiato mentre provavo quell'orgasmo liberatorio.

Volli ricambiare, questa volta fui io a prendere l'iniziativa, e lui mi fece condurre il gioco.

Afferrai il suo cazzo, iniziando a masturbarlo

Era davanti a me, immobile che si lasciava masturbare dalla mia mano inesperta ma volenterosa di imparare.

Evidentemente il fatto che io fossi venuta col pennarello l'aveva già abbondantemente eccitato, sentivo il suo respiro crescere esponenzialmente mentre mi guardava fisso negli occhi con aria imperiosa.

Non ci volle molto, sentii il suo arnese contrarsi e finalmente un fiotto di sperma usci prepotentemente, bagnandomi la camicetta e la mano.

Prese parte del seme con la sua mano e me lo condusse alla bocca, aspettandosi che io assaggiassi,

come infatti feci.

Era la prima volta che assaggiavo il seme di un uomo, mai e poi mai avevo pensato di farlo, anche le mie uniche due esperienze non si erano mai spinte fino a tanto ma, quella sera era diverso, era tutto diverso.

Si accorse della mia titubanza e con aria di compiacimento mi fece cenno di inginocchiarmi

Io ubbidii

Vidi quell'arnese ormai a riposo, davanti alla mia bocca

Capii subito il suo intento

Mi disse di estrarre la lingua ed io lo feci

Mi ordinò di leccarlo ed io ubbidii

Aveva un buon odore e quel gusto salato del suo seme ancora sulla sua cappella non mi dispiacque

Leccavo quel sesso ammosciato ma conscia che lui era ciò che voleva

Mi fece cenno di aprire la bocca ed io, anche se restia, anche questa volta assecondai il suo volere

Aprii la bocca, permettendo al suo cazzo di entrarvi

Così, aiutata dalle sue mani sulla mia chioma, imparai pian piano a dargli piacere, iniziando in tal modo il mio primo pompino

Seguendo i suoi consigli leccai quell'asta, leccai le palle e lo accolsi in fondo quasi alla mia gola

Ero soggiogata volontariamente dalla sua autorità ma, quella sera, sapevo che avrei imparato molto, molto sul modo di dar piacere ad un uomo.

Quando il suo cazzo iniziò a dare segni di risveglio, e lui si sentì soddisfatto, si allontanò un attimo da me

Prese il monitor del computer che era sulla scrivania, lo staccò dai cavi e lo ripose a terra

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