Monica guardò per la seconda volta nella mia direzione, quindi la sua mano tornò sul pacco di Ivan e, questa volta, il suo massaggio si fece ben più vigoroso. Glielo impastava facendogli ruotare attorno le dita, stringendo e rilasciando quella massa carnosa che sembrava plasmarsi sotto le toccate spudorate di mia moglie.
Io immaginavo quanto lei stesse provando in quel momento, visto che a Monica piace da impazzire toccare il cazzo e percepirne le conseguenti reazioni.
Quell’insistente manipolazione sul pacco di Ivan si arrestò solo quando la mano di Monica si aggrappò all’elastico dei boxer nel tentativo di abbassarli. Prontamente, Ivan se li sfilò, lasciando il membro, durissimo e svettante, alle iniziative di mia moglie.
Lei spostò il viso sull’addome del ragazzo e, dopo un istante, il palo di carne scomparì nella sua bocca. Da dove mi trovavo, riuscivo a vedere solamente la testa di Monica che faceva gli inequivocabili movimenti di una lenta ma profonda fellatio, mentre Ivan le accarezzava la schiena e, di tanto in tanto, le faceva scorrere le dita tra i capelli.
Monica proseguì a spompinarlo metodicamente per diversi minuti, quindi si interruppe. Si alzò, si tolse la mutandina e, restando in piedi, si mise a cavallo del corpo di Ivan con le mani appoggiate sui fianchi, sovrastandolo anche con lo sguardo che teneva puntato su di lui. Lentamente, piegò le gambe, finché la sua vagina fu molto vicina alla cappella.
Ivan impugnò il cazzo e lo guidò mentre entrava nel sesso di mia moglie. Lei chiuse gli occhi e proseguì nella sua discesa, fino a quando i suoi glutei si appoggiarono sulle anche del ragazzo. Restò ferma in quella posizione per qualche istante, poi iniziò a scoparlo molleggiando ritmicamente sulle cosce.
Finalmente, riuscivo a vedere il pistolone che scompariva dentro di lei. Quando riemergeva quasi completamente, era talmente lungo che, nello spazio lasciato tra i loro corpi, vedevo il mare.
Proseguì in questo modo per un tempo che non saprei definire. Lei volle aumentare l’intensità della penetrazione, così appoggiò le ginocchia sulla sabbia e le mani sul petto di lui, che rispose aggrappandosi ai suoi fianchi.
Nuovamente, persi la visione dell’interazione de i loro sessi, ma lo sfregare del pube di mia moglie su quello del suo amante riusciva ugualmente ad appagare la mia libidine.
Monica accelerò ancora la scopata, abbassandosi sul petto di Ivan: ora i suoi seni scorrevano sui pettorali del maschio che, spesso, li stringeva nei palmi delle mani.
Improvvisamente, Monica si ribaltò sul suo asciugamano tenendo spalancate le cosce. Ivan si mosse prontamente e si piazzò tra di esse. In mezzo a loro, vidi chiaramente zampillare il getto luccicante della sua abbondante squirtata. Lui attese che si esaurisse, quindi inserì il cazzo con decisione e le diede una veloce sequenza di affondi netti e decisi.
Sotto quei potenti colpi, il corpo di Monica sobbalzava vistosamente e lei tentava di trattenerlo aggrappandosi all’asciugamano. Udii il grugnito di piacere dal ragazzo, mentre Monica piegava le gambe verso il proprio busto. In quel momento, Monica stava sicuramente ricevendo l’abbondante sborrata che tanto aveva desiderato, da quando, poco prima, fu certa che non avrebbe corso rischi.
Ivan terminò di scaricarsi e andò a baciarla. La bocca di Monica sembrava voler divorare quella del suo amante, e i due limonarono parecchio, prima di staccarsi.
Ivan si sollevò. Il suo cazzo era ormai quasi completamente ammosciato. Si passò una mano nei capelli e andò a tuffarsi in mare. Monica restò a guardarlo qualche istante, poi si voltò verso di me, si alzò e si avvicinò, continuando a scrutarmi.
Giunta in prossimità dei miei piedi, disse: “Stai dormendo?”
“Stavo…” risposi, simulando la voce impastata dal sonno.
Monica si mise carponi al mio fianco, mi prese una mano e se la portò contro la fica.
“Vuoi sentire quanto sono piena?” chiese. Il suo viso e il suo sguardo trasudavano una porcellaggine mai vista.
“Cazzo… Avete scopato?” domandai, fingendo sorpresa e un po’ di disappunto.
“Oh, sì, amore… Ne avevo tanta voglia…” replicò toccandomi l’uccello.
“Hai fatto bene, amore. Hai goduto? E lui? Vedo che hai fatto godere molto anche Ivan…”
“Mmm… Tanto tanto, amore…” rispose con la tipica vocina vezzosa di quando ne ha combinata una delle sue. “Adesso, però, voglio far godere anche te. Cosa vuoi che ti faccia?”
“Cavalca anche me.”
“Anche se sono ancora piena di Ivan?”
“Soprattutto perché sei ancora piena…”
“Ok. Se piace a te, piace anche a me.” concluse. Mi tolsi il costume e Monica mi fu subito sopra. Prima che il mio cazzo entrasse in lei, lo sperma di Ivan continuava a scolare, e se ne depositò una parte sia sulla mia pancia, sia sul mio pisello.
La sensazione di immergere il membro in qualcosa di così cremoso fu grandiosa. La fica di Monica era ancora caldissima e accogliente. Mise subito in azione i muscoli vaginali e, ben presto, venne riempita anche dall’eruzione del mio abbondante carico.
Credo che riuscii a procurarle un nuovo orgasmo, tanto sentii intense le contrazioni del suo ventre, mentre riceveva le ultime spruzzate di seme.
Certa di avermi svuotato fino all’ultima goccia, Monica si sfilò dal mio cazzo alzandosi lentamente. Un lungo filamento di sperma fuoriuscì dalla sua vulva e rimase per diversi istanti ad unire i nostri sessi.
Appena si spostò, in lontananza, alle sue spalle, vidi Ivan che, terminato il bagno, si stava asciugando e guardava nella nostra direzione. Si rivestì velocemente, ci fece un cenno di saluto e ci comunicò a gesti che ci saremmo visti più tardi.
Monica restò girata nella mia direzione ma voltò il busto e gli rispose agitando un braccio. Attese che il ragazzo si allontanasse con l’acqua-scooter, quindi camminò verso la battigia e si tuffò in acqua. Io, dopo essermi spogliato completamente, la seguii.
Restammo sull’isolotto ancora qualche ora: Monica a prendere la tintarella, io a continuare la scrittura di questo racconto.
A metà pomeriggio, decidemmo di tornare al resort. Affrontai il viaggio di ritorno con calma, visto che a Monica non sono molto congeniali i movimenti impressi dalle onde sulla moto d’acqua. Durante il tragitto, il mio animo era davvero esaltato dalle esperienze che avevamo vissuto durante quella torrida vacanza.
Man mano che ci avvicinavamo alla costa, il sole si stava approssimando al tramonto, e la brezza marina rinfrescava. Provai un po’ di tristezza al pensiero che quei fantastici momenti spensierati erano ormai agli sgoccioli: ci era rimasta solo la cena e, l’indomani, avremmo fatto rientro in Italia.
Chissà se Monica, che mi abbracciava da dietro e teneva la testa appoggiata alla mia schiena, in quel momento provava le mie stesse sensazioni, o quali altri pensieri le attraversavano la mente: se stava pensando alla nostra complicità, o se sentiva la mancanza di Alberto o se, nella la sua mente, stava ancora scopandosi Ivan.
Racconto tratto dalla raccolta "Tre uomini dentro mia moglie", appena pubblicato e disponibile su Amazon e nelle migliori librerie online.
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Sposati da circa diciotto anni, siamo una coppia, all'apparenza, irreprensibile, con numerose relazioni sociali. Viviamo il nostro amore e la nostra grande complicità all'insegna di un sesso spinto, coinvolgente, solare, allegro e intrigante, che per noi è gioia, fantasia, curiosità. La nostra attività erotico-letteraria è presentata nel sito web https://monicamanueldrake.com
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