Dopo questa affermazione, la sua mano destra si appoggia all’interno di una coscia e prende ad accarezzarla con insistenza. Gli occhi di Alberto si spostano sulle mie gambe, ma riesco ugualmente a vedere le scintille che sprizzano da essi, mentre si gusta il contatto con il collant setoso che le avvolge.
Sento la mia mente svuotarsi. Non riesco ad accalappiarla nemmeno quando provo a riempirla con il pensiero a mio marito. Le sue toccate si fanno sempre più impertinenti, fino ad insinuarsi tra la sella e la mia vulva che, fino a questo momento, ero inconsapevole fosse così desiderosa di venire pastrugnata dal mio affascinante centauro.
“Quanto sei porco…” gli sussurro, ma il languore che ho negli occhi non mi permette di nascondere che ho una grande voglia di farci sesso, complici il luogo completamente isolato e la situazione inusuale.
Riprende a baciarmi e io resto sorpresa dalla mia troiaggine che, istintivamente, mi fa sollevare leggermente per permettere alla sua mano di insinuarsi più agevolmente nelle mie parti intime.
Data la posizione alla quale sono costretta stando a cavallo della moto, Alberto riesce a tenere la mia carnosa albicocca completamente nel palmo, mentre insinua almeno tre dita fino al mio buchino posteriore. L’insistenza del suo massaggio, unita ai movimenti del mio bacino, non tarda a farmi bagnare abbondantemente.
Non contento di quanto mi sta facendo là sotto, con l’altra mano alza la gonnellina e me l’appoggia su un gluteo.
“Mmm, che bel culo sodo…” osserva.
“Dì grazie agli assidui allenamenti di danza.” rispondo velocemente, non volendo interrompere troppo a lungo la furiosa limonata che stiamo intrecciando.
Immagino abbia voglia di essere stimolato, ma sono indecisa se lasciare trascorrere ancora un po’ di tempo. Socchiudo gli occhi e noto che il pacco nei suoi jeans ha un notevole rigonfiamento. “Non facciamolo soffrire troppo a lungo…” rifletto. Metto una mano sul suo ventre. Alberto lo protende in avanti, ormai impaziente di ricevere il mio tocco.
La stoffa spessa e rigida dei pantaloni non mi permette di impugnare il membro come vorrei, perciò cerco di abbassare la cerniera e di infilarci dentro la mano. Al primo contatto con i suoi boxer, li trovo già impastati di liquido pre-eiaculatorio. Le mie dita, lunghe ed affusolate, prendono a percorrerlo e a massaggiarlo con decisione.
Alberto non riesce a trattenere frequenti e profondi sospiri di piacere che ci costringono ad interrompere ripetutamente il nostro bacio.
All’ultima di queste interruzioni, mi dice: “Girati con le spalle al manubrio.”
Appellandomi a tutta la mia agilità e, senza staccarmi dagli appoggi, faccio come mi ha chiesto e scavalco la sella.
“Adesso, sdraiati.” mi invita, aiutandomi ad appoggiare la schiena sul serbatoio. La sua forma mi costringe a tenerla molto inarcata, il che mi farà sicuramente godere ancora di più.
Lui si posiziona dietro alla moto, resta ad osservarmi qualche istante, poi mi prende le gambe e me le fa alzare e ripiegare verso il busto. Senza esitare, tuffa il viso tra di esse e inizia a leccarmi la vulva con una potenza impressionante.
Si interrompe quasi subito, solamente per dirmi: “La tua fica ha un profumo che mi manda fuori di testa!”, poi riprende a darsi da fare con la lingua, tenendo il volto stretto tra le mie cosce.
Gli infilo le dita tra i capelli e lo costringo ad aumentare la pressione sul mio pube.
“Sto per venire, caro. Attento che squirto…” lo avviso, sia mai che non apprezzi questo delizioso effetto del mio piacere.
Alberto, per tutta risposta, mi afferra nella piegatura delle gambe e mi tira ancora più verso di sé, dimostrandomi tutto il suo gradimento per la potente fontana che, da lì a pochi secondi, attraversa mutandine e calze e lo investe in pieno volto.
“Ahhh… Cazzooo… Ho bisogno di cazzo…” cerco di dire tra i sussulti dell’orgasmo squassante.
Senza proferire parola, Alberto si aggrappa all’elastico del collant e me lo toglie. Quindi, mi rimette le scarpe, si slaccia i pantaloni, estrae il cazzo e monta anche lui in sella. Manovrandomi la gambe, si posiziona favorevolmente e lo punta all’ingresso della vagina, dove lo affonda lentamente guardandomi dritto negli occhi e sorridendomi.
“È questo che volevi. Vero, porcello?” gli sussurro.
“Sì, mia cara. Ho desiderato scoparti sin dalla prima volta che ti ho vista!”
“E allora, divertiti!” replico e inizio a muovere il bacino, in sincrone con i suoi affondi decisi e potenti.
Proseguiamo la scopata per diversi minuti. Il viso del mio cavaliere è sempre puntato verso il mio, sorridente e molto compiaciuto di quanto gli sto concedendo. L’orgasmo che mi ha procurato in precedenza ha leggermente assopito il mio desiderio ma, da perfetta amante quale mi ritengo, assecondo Alberto in tutto, senza negargli nulla, comprese frequenti contrazioni dei muscoli vaginali che rischiano di portarlo velocemente alla necessità di eiaculare.
Ad un tratto, mi chiede di voltarmi ancora. Eseguo diligentemente e, sorreggendomi al manubrio, mi calo lentamente sul suo cazzo.
Favorita dall’appoggio sulle pedivelle, riesco a fare su e giù molto facilmente, riuscendo a controllare perfettamente la scopata. La posizione, oltre ad essere molto piacevole perché mi permette di venire penetrata bene e a fondo, è anche divertente, perché, con la mia fantasia maliziosa, riesco ad immaginarmi di guidare la moto in mezzo al traffico, impalata sul pisello del mio passeggero.
Accelero i movimenti verticali. Sento un nuovo orgasmo nell’imminenza di esplodermi nel cervello: “Sei vicino anche tu?” gli chiedo.
“Quando vuoi, cara. Posso venirti dentro?” mi risponde ansimando.
“Certo. Riempimi tutta…” faccio appena in tempo a replicare. Un istante dopo, le calde saettate del suo seme mi esplodono nel ventre e mi provocano una violenta squirtata che schizza sulla sella e si riversa sulle parti sottostanti della moto, oltre ad infradiciare parzialmente i jeans di Alberto.
Con i muscoli delle cosce indolenziti dall’intensa cavalcata, mi assesto sul cazzo e ci resto impalata, mentre, con le mani che mi spremono le tette, Alberto mi bacia sul collo e dietro le orecchie.
“Mmm… Che fantastica scopata!” sussurra.
“A chi lo dici, porco!” replico ridendo.
Resta abbracciato dietro a me fin quando sento il suo membro ammosciarsi. Quindi, mi sollevo e lascio che esca tutta la crema con la quale mi ha letteralmente farcita.
“Che disastro!” esclamo, dispiaciuta nel vedere la sua nuova moto tutta impiastrata.
“Non preoccuparti, bella. Ci penso io. Ne è valsa la pena.”
Recupero dalla borsetta un pacchetto di fazzolettini di carta, poi vado dietro ad un cespuglio a fare pipì e a darmi una ripulita. Quando torno, Alberto sta terminando di eliminare le tracce dei nostri liquidi sessuali.
Appena fatto, mi dà un bacio, mi passa il casco e mi allaccia il sottogola. Come all’andata, dopo essere montata in sella, prendo tutte le precauzioni per ridurre l’oscenità del mio scosciamento.
Intanto, rifletto sulla follia di quanto accaduto. Mi è facile trovare le parole giuste per comunicargli, quando saremo arrivati davanti a casa mia, che il diversivo che mi ha offerto mi è piaciuto molto, ma di togliersi dalla testa che possa accadere nuovamente.
Raccontare tutto a mio marito, invece, sarà la cosa più difficile.
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Sposati da circa diciotto anni, siamo una coppia, all'apparenza, irreprensibile, con numerose relazioni sociali. Viviamo il nostro amore e la nostra grande complicità all'insegna di un sesso spinto, coinvolgente, solare, allegro e intrigante, che per noi è gioia, fantasia, curiosità. La nostra attività erotico-letteraria è presentata nel sito web https://monicamanueldrake.com
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Ottimo racconto …. W le bikers
Un racconto incredibilmente avvincente e sensuale. La scrittura è fluida e coinvolgente, capace di evocare emozioni intense e creare un'atmosfera carica di tensione erotica. I personaggi sono ben delineati e le loro interazioni sono descritte con una tale passione che è impossibile non sentirsi completamente immersi nella storia. Complimenti all'autore per aver saputo intrecciare desiderio e narrazione in modo così magistrale!