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Quando il cazzo si fa duro...
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Racconto11 min di lettura

Quando il cazzo si fa duro...

Una donna fortunata scopre l'esibizionismo più estremo grazie al marito permissivo... e così i giochi si fanno sempre più complessi fino a fare quasi da puttana.

pennabianca
2 anni fa · 1.1k letture · 1

«Dai, sfondale anche il culo! Dai, che la copriamo di sborra! Una così la devi sfondare! Aprile anche il culo! Dai, facci vedere come le rompi il culo! Dai, perché se non lo fai tu, lo facciamo noi!»

Ero eccitata, ma anche terrorizzata all’idea che potessero scoparmi tutti assieme. Daniele mi ha rigirato e mi ha inculato di botto. Ho sentito il cazzo entrare fino alle palle, che mi sbattevano sulla fica bagnata: era qualcosa di meraviglioso. Ho ripreso in bocca il cazzo del tizio, mentre altri mi toccavano la schiena, il culo ed i seni; insomma, intorno a me, era tutto un tripudio di mani e cazzi che si segavano per me, mentre insistevano a incitare Daniele a sfondarmi più forte.

«Dai così! Spaccale il culo! Bravo, sfondala!»

Mi pompava come un pazzo ed io godevo. Sentivo delle dita che mi si insinuavano dentro la fica, mi masturbavano, mentre lui mi sfondava il culo; ho goduto a bocca piena, senza ritegno. Il mio corpo è stato scosso da scariche di piacere puro. Il primo ad arrivare, e non avrebbe potuto esser diversamente, è stato il singolo, che ho succhiato con tutta l’anima. Mi schizza in faccia tre getti di sborra, poi si è pulito il cazzo con i miei capelli.

«Magnifica troia! Eccomi, vengo, sborro!»

Poi è il turno di Daniele, che mi ha inondato il culo, mentre gli altri erano in attesa del loro turno. Mio marito mi scarica dentro il contenuto delle sue palle, poi mi lascia distendere supina, per ricevere addosso le schizzate dei cinque maschi, che si stanno segando velocemente. Infatti, poco dopo, vengo ricoperta di sborra sul seno, sul viso, sulla pancia. Uno dopo l’altro mi gratificano del loro piacere, mentre continuano ad usare epiteti tipo puttana, zoccola, troia e succhiacazzi. Si spremono fino all’ultima goccia, uno me lo fa anche leccare un poco. Lentamente, come sono apparsi, si allontanano, mentre Daniele mi spalma la loro crema su tutto il viso, il seno, a sua volta eccitato come un cavallo. Poco dopo mi rimette il cazzo durissimo in fica, mi pompa velocemente e sborra di nuovo, super eccitato dalla situazione che abbiamo appena vissuto. Sfiniti ci immergiamo nel fiume per una rinfrescata. Ci accorgiamo che, improvvisamente, il cielo si è riempito di nuvole minacciose, e, a quel punto decidiamo di andarcene, sotto lo sguardo compiaciuto dei maschi che mi hanno goduto addosso. Per due mesi abbiamo fatto altri giochi esibizionistici, ma senza più coinvolgere altri, se non in modo provocatorio e visivo. Un pomeriggio di settembre, decidiamo di andare alla Città Mercato che dista due ore da casa nostra. Quando entro nell’auto, indosso solo una mini in pelle nera, una camicetta abbondantemente aperta che mostra il solco del mio seno; un paio di sandali dal tacco dodici e niente altro. Lungo il percorso, Daniele si diverte ad eccitarmi, mettendo una mano fra le mie cosce e, quando imbocca l’autostrada, sono già bagnata fradicia: lui si diverte a suonare a tutti i camionisti che sorpassa, mettendo ben in mostra la mia fica scoperta. Giunti a destinazione sono già molto calda e lui non perde occasione per esibirmi ancora di più, in special modo quando sono nei camerini per provare qualche capo di abbigliamento: si diverte a lasciare una buona parte della tenda aperta e se la gode a vedere lo sguardo allupato dei maschi, che sbirciano dentro. Uno in particolare ci segue per un poco. È un bell’uomo sulla cinquantina, alto, fisico asciutto e imponente; mi sorride, poi, in un momento in cui Daniele è un po’ più distante, mi si avvicina e mi fa una proposta davvero oscena.

«Signorina, lei è così bella, che le darei cinquanta euro per poterle toccare la fica nuda che sta mostrando in giro».

Lo guardo stupita, mentre Daniele si avvicina e mi chiede se va tutto bene. Il tizio sfrontatamente lo guarda e lo informa sulla proposta che mi aveva appena rivolta. Vedo per un attimo il suo sguardo stupito, poi, subito dopo, un sorriso da vero porco, che mi lascia un poco incredula sul fatto che sta facendo un cenno di assenso, al tizio. Cazzo! Mi vende! Il signore ci dice di seguirlo nel parcheggio sottostante; arrivati ci porta in una zona un po’ appartata, dietro due colonne, dove, in una specie di nicchia, è parcheggiato il suo grosso SUV nero. Aperto lo sportello di dietro, mi fa distendere sul sedile, e mentre Daniele mi guarda eccitato già con il cazzo in mano, il tizio estrae due banconote da cinquanta.

«Se me la fai, anche leccare ti do questi soldi. Voglio solo leccartela! Sono solo un regalo, non ti sto comprando e tu non ti stai vendendo, ma solo provando l’ebrezza di ricevere una offerta, anzi un regalo, per la tua disponibilità.»

Lo guardo e mi distendo a gambe aperte. Lo sento avvicinarsi con la bocca alla mia fica bagnata, poi mi lecca avidamente e subito mi porta ad un alto livello di piacere. Godo scossa da un improvviso orgasmo, che sorprende anche Daniele, che si masturba velocemente. Godo e lui mi succhia anche l’anima. Gli riempio la bocca del mio piacere e, quando si rialza, vedo che ha fra le mani un bel cazzo duro e grosso. Senza esitare mi inginocchio, lo prendo golosamente in bocca, lo succhio, fino a farlo sborrare fra le mie labbra.

«Brava! Eccomi, bevi, meravigliosa troia! Sborro!»

Bevo e ingoio tutto quello che mi schizza in bocca. La sborra del tizio e quella di Daniele, che, eccitato come un maiale, mi sborra pure lui in faccia. Restiamo per un momento immobili, poi mi do una rassettata, mentre il tizio sale in auto e se ne va, lasciandoci interdetti. 

Di colpo ci rendiamo conto che, forse, siamo andati troppo oltre. Di questo passo, andrà a finire che io mi prostituirò, in considerazione del fatto che mi sono lasciata leccare per cento euro. Il gioco esibizionistico ci sta prendendo al mano, non credo che, alla fine, riusciremo più fermarci. Da quel giorno sono passati due anni. Sono rimasta incinta e, per tanto tempo, non ho più voluto esibirmi. Anche Daniele si è dato una calmata e, adesso, il massimo della trasgressione consiste nel topless al mare in estate, ma non riesco proprio a dimenticare le forti emozioni provate quando mi sentivo desiderata.
Chissà… forse in futuro?!

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