«Sì, eccola là che piange, quella schifosa, neanche a suo figlio ha voluto fare un pompino. Ti rendi conto? Suo figlio!».
«È davvero vergognoso», disse mia sorella scandalizzata, «meno male che i tuoi figli hanno seguito il tuo esempio. Ci penserò io a fare un bel bocchino tuo figlio».
«Sì, ma anche la nostra bella nipotina Gemma ha seguito le nostre orme e non quelle dei suoi genitori imbecilli».
«Amore di zia! Vieni qui, piccola, non ti avevo vista, dammi un bacio». Mia sorella baciò nostra nipote sulla bocca infilandole la lingua dentro e toccandole la fica. «Lo zio ha detto che sei diventata una gran puttana, è vero?»
«Sì, zia», rispose Gemma compiaciuta «o almeno mi impegno».
«Strano, con quei bigotti dei tuoi genitori. Pensa che tuo padre non mi ha voluta mai chiavare solo perché ero sua sorella. Non ha mai voluto partecipare ai nostri giochi erotici. È ancora credente, vero?»
«Sì, e che rompipalle!»
«Quell’uomo mi disgusta», disse mia sorella Angela, nauseata. «Mi meraviglia pure che tu sia nata, considerando quanto è bigotto! Comunque auguri per esserti fidanzata con questo altro mio fratello, nonché tuo zio, tesoruccio. Datemi da bere, stasera dobbiamo fare un’ammucchiata pazzesca».
«Stasera ti sborro dentro e ti metto incinta, zia», minacciò scherzosamente mio figlio, mentre la accompagnavamo in salotto a bere del cognac.
Mia sorella scoppiò a ridere di nuovo, «e io quello voglio, amore mio», disse toccandogli il cazzo.
«Poi ti sborro dentro anche io», le dissi.
«Bravi, sborratemi dentro, così chissà chi di voi mi metterà incinta».
Nel frattempo, le due ragazze, avevano trascinato con la forza mia moglie fuori dalla mia stanza per portare anche lei nel salotto, per costringerla a guardarci.
«No, dai, zio, sborra dentro di me», disse mia nipote, abbracciandomi e baciandomi.
Mio figlio Luca, intanto, si spogliò completamente e così lui e mia sorella cominciarono a chiavare.
Vidi mia figlia imbronciata e gelosa. Mi avvicinai a lei e la baciai in bocca, toccandole il suo bellissimo culo.
«Permetti, papà?» disse a un tratto mio figlio, afferrandomi il cazzo in mano e poi prendendolo in bocca, succhiandolo e leccandolo, mentre continuava a chiavare con sua zia.
«Grazie, tesoro, sei bravo! Adesso, però, fatti una scopata anche con tua sorella, che ne ha bisogno», ordinai.
«Sì, papà» e si staccò da sua zia, la quale iniziò a masturbarsi.
Vidi mio figlio e mia figlia che scopavano tra loro, mentre io ritornai a fottere con mia nipote. Mia sorella ci guardava e si masturbava.
Quella schifosa di mia moglie se ne stava rannicchiata in un angolo, impaurita, come se chissà cosa le stessimo facendo.
«Sei una schifosa», le dissi, e le sputai in faccia, mentre continuavo a chiavare mia nipote «non ti vergogni? Volevi privare i miei figli dei piaceri della vita insegnando loro che sono cose brutte. Mi fai schifo!» e così dicendo, sfilai il cazzo dalla fica di mia nipote e, puntandolo verso mia moglie, le pisciai addosso, ridendo e facendo ridere anche gli altri.
«Ti dovrai attenere alle nostre regole, mamma», disse mia figlia sputandole in faccia, mentre si faceva inculare dal fratello «altrimenti vai a chiuderti in un convento».
«Sì, così se la chiavano i monaci», disse mio figlio ridendo e tutti scoppiarono a ridere, tranne Maddalena, che piangeva. Decidemmo di lasciarla perdere e di fottere tra di noi. Ci staccammo dai nostri partner e li cambiammo.
Ora mio figlio baciava mia sorella, mia figlia me lo succhiava e mia nipote si faceva leccare la fica da me. Dopodiché volli essere io a inculare mia sorella, mentre mio figlio glielo metteva in bocca e mia figlia scopava con mia nipote, cioè la sua cuginetta. Erano bellissime mentre strofinavano le loro fiche l’una contro l’altra, si leccavano le tette a vicenda e si baciavano.
«Quanto mi piacerebbe avere un fratello o un padre che mi chiavano», disse mia nipote Gemma, mentre mia figlia Giulia le infilava le dita nella vagina.
«Tranquilla, amore, ti chiaviamo noi», dissi, togliendo il cazzo dal culo di mia sorella «mettiti qui, sul pavimento e apri le gambe». A turno, cominciammo tutti a leccargliela: prima io, poi mio figlio, poi mia sorella e poi mia figlia. «Adesso alzati, amore!». Gemma si alzò, io la abbracciai e la chiavai nella sua bella fica bagnata, mentre mio figlio Luca glielo metteva in bocca e poi nel culo. Facemmo la stessa cosa con le altre donne, cioè mia sorella e mia figlia. Stanco di fottere solo donne, presi mio figlio e lo inculai.
«Ah sì, papà, nel culo!»
«Ti piace eh, frocetto?»
«Sì, papà».
Mentre lo inculavo, gli presi il cazzo in mano e lo masturbai, dandogli dei baci sulla bocca. Mia nipote, eccitata, volle prendere di nuovo in bocca il cazzo del cugino, per poi leccare la fica alla cugina e alla zia. La ragazza perse il controllo e andò a fottere anche mia moglie, insieme a mia figlia.
«Dai mammina, leccami la fica e baciami il culo» disse mia figlia Giulia.
«Vattene, mostro!» gridò mia moglie, tremando e tra le lacrime.
In quel momento mi arrabbiai e andai verso di lei: «come ti permetti?» le gridai «brutta schifosa, non ti permettere mai più di offendere nostra figlia! Il mostro sei tu. E adesso obbediscile: leccale la fica e il buco del culo, e leccaglielo fino in fondo, dovrai assaporare pure la sua merda e dovrai ringraziarla per questo onore, perché tu non sei degna nemmeno di pulirle il suo bellissimo e divino culo». E le sputai di nuovo violentemente in faccia.
Mia figlia scoppiò a ridere, poi disse: «lascia stare, papà, questa schifosa mi ha fatto passare la voglia. Scopiamo io e te, dai, fottimi la fica».
Ma prima di scopare con me, continuando a ridere, puntò di nuovo il culo in faccia a sua madre e le scorreggiò in bocca. La cosa più divertente, per noi tutti, che ci sbellicammo dal ridere, fu vedere la ridicola espressione disgustata di mia moglie, che per un po’ non si metteva a piangere. Come se chissà cosa le fosse stato fatto!
«Dovresti solo ringraziarla per l’onore che ti ha dato di respirare il suo bellissimo odore», dissi io «non la vedi quanto è bella nostra figlia? Sei una madre snaturata e ingrata! Sei davvero vergognosa! Mi fai schifo».
«Lascia stare, papà» ripetè mia figlia, «se mamma non fosse così disgustosamente bigotta, non ci divertiremmo, no?»
«Sì, ma c’è un limite a tutto, è davvero una donna esagerata e pericolosa».
«Sì, ma adesso scopiamo», disse mia figlia abbracciandomi e baciandomi, succhiandomi le labbra e poi infilandomi la lingua in bocca. Allargò le gambe e fu lei stessa ad avvicinare la fica al mio cazzo, facendoselo entrare dentro.
La chiavai mentre le toccavo il culo e la baciavo dappertutto. Ogni tanto mi guardavo intorno e, a vedere la mia famiglia che praticava quelle bellissime orge, mi eccitavo sempre di più.
«Adesso girati, amore mio» dissi a mia figlia, «che te lo metto di nuovo in culo».
«Sì, papà», disse Giulia, obbedendo.
«Dai, zia, fatti inculare», disse nel frattempo mio figlio, rivolgendosi a mia sorella.
«Sì, amore dammi il tuo cazzo» implorò Angela.
Prima di farsi chiavare da mio figlio – che aveva il cazzo in mano e si masturbava - mia sorella si avvicinò a mia moglie e alzando una gamba le mise un piede in faccia: «lecca, cagna schifosa, annusa il mio piede e bacialo, stronza!».
Ma mia moglie, infastidita e disgustata, voltò la testa altrove.
