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Una bella famiglia incestuosa e un po' sadica
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Racconto17 min di lettura

Una bella famiglia incestuosa e un po' sadica

Una famiglia che vive gli incesti sempre più come normalità e se ne frega dell'etica, disposta a fare tutto contro chi li ostacola, provando in questi casi un sadico piacere.

Eddy Lanotte
2 anni fa · 4.3k letture · 0

Era un caldo pomeriggio d’estate, mentre mia nipote Gemma mi succhiava il cazzo, china su me, che ero seduto sul divano. Scopavamo da quasi un anno ormai e ci cercavamo sempre a vicenda. Ci scambiavamo messaggi quando non ci vedevamo, parlavamo come due fidanzatini, dandoci la buona notte e il buongiorno. Ovviamente nessuno sapeva assolutamente nulla, anche se ci aspettavamo che qualcuno avesse qualche sospetto. Vero che sono suo zio, ma che cosa veniva a fare ogni volta quando non c’erano né i miei figli né mia moglie?

Noi intanto pensavamo a godere. Da quando lei aveva cominciato a crescere, io osservavo il suo corpo che diventava sempre più bello. Le ragazze di oggi, poi, sanno come farti arrapare con il loro bellissimo vestiario da troie. Attente, signorine e signore: non dovete offendervi, perché questa parola dovrebbe finalmente diventare un complimento, se si intende “donna dai facili costumi!”

Era iniziato tutto mentre eravamo in vacanza al mare. Lei mi aveva sorpreso a guardarle il culo, che si vedeva dal suo costume brasiliano, e mi aveva sorriso maliziosamente. Ci capimmo subito, senza usare troppe parole e così era iniziata la nostra magnifica avventura.

Gemma avrebbe compiuto diciannove anni, fra qualche mese. Non è particolarmente bella, ma ha un bellissimo fisico, è abbastanza alta e snella ed ha un bel culetto sodo che tutti le guardano: giovani e vecchi. I capelli sono neri e lunghi fino a tutta la schiena. E poi è una bravissima ragazza, dolce e simpatica.

Eravamo completamente nudi e i nostri vestiti erano tutti sparsi per terra.

«Ma che cazzo state facendo?», urlò all'improvviso una voce sconvolta, mentre la porta della mia camera si spalancava.

Era mia figlia Giulia che, vedendomi fottere con sua cugina, scoppiò a piangere e scappò.

La seguii.

«Amore, non fare così» gridai.

«Avevi detto che amavi solo me, invece ti scopi anche lei» strillò mia figlia, piangendo.

Era soltanto per questo che avevo nascosto la mia relazione con mia nipote: conoscevo il carattere un po’ geloso di mia figlia.

Continuai a seguirla fino a dentro la sua camera, prima che chiudesse la porta. Lei si sedette sul letto e si nascose il volto tra le mani. Io mi sedetti accanto a lei, accarezzandole i suoi biondi capelli lunghi e lisci.

«Amore, ma con tutte le cose che ti ho insegnato…» le dissi.

«Ma io sono gelosa, che posso farci!»

«Non devi. E poi lo so benissimo che ti fai inculare da tuo fratello».

«È successo solo una volta, papà».

«Per me potete fottere quando volete, amore mio! Siete liberi, ma dovete lasciare libero anche me. Non piangere, tesoro, sto fottendo la tua cuginetta, mica un’estranea, in fondo, tu le vuoi bene».

«È per questo che non mi scopi più? Adesso ami lei?»

«Vi amo in modo diverso. Vieni di là, piccola, facciamo una cosa tutti e tre insieme».

«Va bene, papà», disse asciugandosi le lacrime. Portai mia figlia nella mia stanza e vidi Gemma che sorrideva compiaciuta, avendo capito le nostre intenzioni e sembrandone entusiasta. Si leccò le labbra e, con espressione arrapata, si avvicinò a Giulia e abbracciandola, la baciò in bocca e la spogliò completamente, buttando tutti i vestiti a terra, mentre io mi masturbavo. Gemma leccò il buco del culo di Giulia, la quale me lo prese in bocca e me lo succhiò.

«Mettetevi a pecora» ordinai. Le due giovani obbedirono.

Così iniziai a incularle tutte e due, a turno.

Mia figlia, devo ammettere, in effetti è molto più bella di mia nipote: i lineamenti del viso sono perfetti e delicati, ha i capelli lisci e gli occhi verdi, il fisco è perfetto e le tette belle sode. Non piccole come sua cugina. Non che abbia qualcosa contro le tette piccole, anzi mi piacciono molto. Adoro tutti i tipi di tette e tutti i tipi di donna: per questo non posso averne una sola, per questo la monogamia è una barbarie. Giulia aveva già vent’anni in quel periodo, noi chiavavamo già da prima che cominciassi a fottere con mia nipote Gemma. Ero stato io, infatti, a sverginare mia figlia e iniziarla ai piaceri della vita. Gemma invece, deve aver preso tantissimi cazzi dai suoi coetanei in giovanissima età.

In ogni caso, io le amo entrambe, ma in modo diverso.

Più le chiavavo più me ne fregavo del timore di essere scoperto. Urlavamo dal piacere.

E infatti, arrivarono mio figlio Luca e mia moglie Maddalena, che erano andati a fare spesa e ci sorpresero tutti nudi a commettere quegli atti ritenuti ingiustamente osceni.

Lo sguardo di mio figlio era divertito ed eccitato, quello di mia moglie era scandalizzato.

«Siete pazzi, che cosa fate?»

«Zitta tu, puttana!» gridai a mia moglie, mentre sfilavo il cazzo dal culo di mia nipote e lo ficcavo in quello di mia figlia.

Le ragazze scoppiarono a ridere.

«Ora ci penso io a farla stare zitta», disse mio figlio, gettando a terra le buste della spesa e tirando fuori il cazzo dalla zip «prendilo in bocca, mamma!»

«Cosa? Anche tu? Siete impazziti! Mostri, demoni! Il diavolo vi ha preso!»

Mio figlio afferrò sua madre - cioè mia moglie - per le spalle e cercò di farla abbassare per metterle il cazzo in bocca. Maddalena fece resistenza e quindi cadde, senza però farsi male. Tuttavia, vedendosi umiliata, si mise a piangere, mentre mio figlio continuava inutilmente a cercare di farsi fare un pompino da lei.

Più quella schifosa piangeva, più noi ridevamo. Siccome non voleva saperne di succhiarlo, mio figlio le sbatteva il cazzo in faccia. Era troppo eccitato e per non sborrare, decise di svuotarsi pisciandole addosso.

«Bevi, mamma, bevi, brutta troia! Se non fosse stato per papà, saremmo cresciuti degli schifosi bigotti come te».

«Tesoro!» dissi con aria di rimprovero verso mio figlio «non puoi chiamare “troia” tua madre: quella parola è un complimento, mentre tua madre è una schifosa bigotta. Troie sono invece, fortunatamente, tua sorella e tua cugina».

«Sì, papà, hai ragione, scusa».

Mio figlio Luca aveva ventun anni compiuti. È un bel giovanotto alto e magro ma al contempo muscoloso. È un po’ vanitoso, quindi si depila il corpo completamente. Ha gli occhi chiari come sua sorella e i capelli corti e biondi. Ha un bellissimo cazzo lungo e doppio e sempre in tiro.

Mia moglie Maddalena ha perso la voglia di chiavare ormai già da tempo ed è un vero peccato, perché è una bella donna matura, con delle labbra carnose, occhi chiari e capelli tinti di nero, molto formosa, un po' di pancetta e un grosso culo tondo. 

La porta di casa era rimasta semiaperta e in quel momento entrò una bellissima donna di quarantatré anni, bassina e formosa, con un bellissimo culo e delle tette fantastiche. Indossava un vestitino corto e tutto nero, che mostrava le sue cosce sode.  

«Ehi! Insomma, organizzate un’orgia e non mi chiamate?»

«Zia Angela!» gridarono i miei figli entusiasti e correndo tra le braccia di mia sorella.

«Il tuo cazzo è sempre più grande», disse mia sorella a mio figlio, guardandogli tra le gambe.

«Ti piace eh?» disse orgoglioso mio figlio.

«E pensare che quando eri piccolo te lo lavavo».

«Sì, invece adesso me lo succhi, vero, zia?»

«Certo, amore mio, ma prima fammi salutare il cazzo di tuo padre, che non mi chiava da troppo tempo! Ah, che bello quando eravamo adolescenti, ricordi?»

 «E come no, quante volte ho temuto di metterti incinta!» risposi.

Mia sorella scoppiò a ridere e poi disse: «e tua moglie? Sempre la solita bigotta eh?»

Prima di andare avanti…

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