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La cocca di papà
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Racconto14 min di lettura

La cocca di papà

Sergio osserva sua figlia adolescente crescere e diventare sempre più bella e si vergogna nel rendersi conto che lo eccita. Sua moglie rimprovera la figlia perché non studia e non aiuta in casa. Così Sergio la porta con sé in montagna.

Eddy Lanotte
2 anni fa · 5.5k letture · 1

Indietreggiò. «Scusami, Arianna, scusami, ti prego…sono un mostro, perdonami…»

Arianna scoppiò a piangere e si avvicinò lentamente a suo padre «no, papà, non sei un mostro!» e lo abbracciò, stringendolo alla vita. Con il viso umido, cominciò a baciare il davanti dei pantaloni di Sergio. Ripeté quel gesto più volte, finché Sergio non si decise ad abbassare la zip e tirare fuori il cazzo. Arianna glielo prese in mano e iniziò a leccarglielo tutto, a baciargli le palle per poi succhiarle. Masturbò un po’ suo padre e poi gli prese il cazzo in bocca, succhiandoglielo.

Suo padre si meravigliò di quanto sua figlia fosse brava a fare i bocchini. «Che brava» commentò «adesso dammi un bacio sulla bocca, con la lingua». La ragazza si sollevò leggermente e, tenendo in mano il cazzo del padre, tirò fuori la sua bella lingua con cui toccò quella del genitore.

Si slinguazzarono per un po’, finché Sergio non la spogliò, togliendole prima la maglietta, poi il reggiseno, leccando finalmente le belle tettine piccole della figlia. La fece alzare in piedi e le sbottonò gli shorts. Sotto, indossava un perizoma nero: questo eccitò Sergio ancor più di quanto non lo fosse già. Prima glielo baciò, quasi con devozione, poi glielo sfilò. Vide la patatina con pochi peletti biondi e prese a leccargliela.

«Ah sì, papà!» ansimò la giovane, sentendo la lingua del genitore che giocava con la sua fica.

«Girati» le ordinò Sergio. La ragazza obbedì e lui le baciò il culo, leccandoglielo. Lui prima le inumidì le chiappe, poi il buchetto del culo.

 «Siediti su di me, piccola».

La ragazza guardò dietro di sé e vide il cazzo del padre. Capì che doveva farlo entrare dentro di lei e cercò di posizionarsi bene per farsi inculare.

«Ah sì, che bel culo che hai, Arianna» e trafisse sua figlia violentemente.

«Ah, così mi fai male, papà!» si lamentò Arianna.

«Scusa, piccolina, faccio piano». Sergio riprovò a essere più delicato, ficcando lentamente il suo cazzo nell’ano piccolo e stretto della figlia. Le infilò prima la cappella.

«Così va bene, piccolina?»

«Sì» rispose lei, dolcemente, più rassicurata. Suo padre la baciò sul collo, sulle guance e sulla bocca.

«Quanto sei bona, figlia mia! Scommetto che tutti i ragazzi quando ti vedono, si arrapano e vorrebbero chiavarti». Le fece aprire la bocca e le infilò di nuovo dentro la lingua.

«Adesso cerca di spingerti il cazzo un po’ più dentro al culo, facciamo un po’ alla volta, tesoro mio».

Con l’aiuto del padre, la ragazza cercò di farsi entrare tutto il cazzo nel culo, ma sentì di nuovo dolore, emise un gemito e dovette rallentare.

«Riproviamo, amore?» domandò il padre, con dolcezza «se proprio non ce la fai, lasciamo stare».

«Sì, va bene, papà».

“Ce la devo fare” pensò Arianna, determinata. Con un movimento del culo, provò ad allargarsi meglio l’ano, facendo entrare il cazzo del padre almeno fino a metà.

«Sì! Che bello!» fece suo padre «hai un culetto stupendo, tesoro mio». Sergio cominciò a chiavarla nel culo, attento a non farle male. Non ci poteva quasi credere che stava fottendo la sua bellissima figlia, gli era sembrato impossibile fino ad allora.

«Ti piace?» le domandò.

«Sì, ma fa un po’ male…»

Suo padre si accorse che dal culo della figlia stava uscendo un po’ di sangue, ma non le disse nulla per non spaventarla. «Faccio più piano, amore?»

«Sì, papà».

La inculò per altri minuti e poi tirò fuori il suo cazzo.

«Ora davanti…»

Arianna si girò timidamente. Suo padre notò il suo voltò sul quale era dipinta un’espressione un po’ insicura.

«Che succede, piccola?»

«Eh…è che ho un po’ paura, papà…»

«Vuoi dire che questa sarebbe la prima volta?»

La ragazza annuì.

«Allora, se vuoi, lasciamo stare. Forse sarebbe meglio se tu avessi la prima esperienza con un giovane della tua età. È una cosa importante, non trovi?»

La ragazza arrossì: «No, papà, lo voglio fare con te. Voglio che tu sia il primo, così mi insegni. Dovrebbero essere sempre i papà a sverginare le figlie e insegnarle».

Suo padre sorrise: «Vieni qui, amore mio» e avvicinandola a sé, le baciò la vagina. Alzandosi in piedi, si sputò sul cazzo e provò, delicatamente, a inserirlo nella fica della “sua bambina”.

«Ahi!» si lamentò la giovane, appena suo padre le appoggiò il cazzo sul buco provando a entrare.

«Scusa, piccolina. Faccio piano piano, amore mio. Questo è un momento importante, per te».

Il padre riprovò, ma Arianna si lamentò ugualmente «mi brucia, papà» disse con espressione dolorante. Questa volta, suo padre pensò che sarebbe stato meglio procedere. Infilò il pene un altro po’. Si rese conto di quanto fosse bizzarra la vita: lui non aveva mai scopato una donna vergine. Questa, dunque, era una “prima esperienza” anche per lui, in un certo senso.

Spinse il cazzo più dentro, finché la figlia non lo senti di più. Ebbe una sensazione mista tra piacere e dolore.

«Ti piace, amore mio?» le disse, mentre la chiavava nella fica e le toccava il culo «ti amo, lo sai, piccolina? Sei la cocca di papà tu, lo sai?»

«Sì, papà» rispose la ragazza che cominciava a eccitarsi. Suo padre la baciò in bocca con la lingua e la chiavò un po’ più forte e veloce.

«Ah!» gemette la ragazza, non sapeva neanche più lei se di piacere o di dolore. Sergio si arrapò ancora di più e aumentò il ritmo.

«Oddio, papà…mi sta uscendo il sangue!»

Sergio guardò giù e vide che era vero.

«Non aver paura, tesoro, è normale, essendo la prima volta» disse fermandosi un attimo. Con un fazzoletto, pulì il sangue dalla fica di sua figlia, mentre cercava di tranquillizzarla «ti ho rotto l’imene, succede a tutte le donne la prima volta. Così, d’ora in poi non dovrebbe farti più male quando lo farai di nuovo» e mentre pronunciava quelle parole, continuava a tamponare il sangue e la baciò teneramente in bocca.

«Ti amo, figlia mia!»

«Anche io ti amo, papà».

Lui le accarezzò le cosce e le baciò le tette. Le leccò di nuovo le labbra e le domandò: «Sei pronta per continuare?»

«Sì» rispose la giovane. Si mise in piedi, allargando le gambe. Suo padre puntò il suo cazzo dritto sul buco della fica di sua figlia e riuscì a chiavarla con più disinvoltura.

«Ti amo!» le sussurrava all’orecchio mentre la fotteva «ti amo, ti amo, Arianna!»

La baciava, la palpava, mentre sentiva il cazzo che voleva esplodere di piacere.

«Ah sì, Arianna, amore mio!»

Le diede due botte un po’ più forti ed esclamò «Ah sì, ora vengo!»

Avrebbe tanto voluto sborrarle nella fica, ma sapeva che questo avrebbe potuto causare dei guai seri. Così uscì dalla fica della figlia e le mise il cazzo in mano.

«Masturbami e fammi sborrare!»

«Sì, papà» rispose la ragazza, smanettando.

«Prendilo in bocca».

La ragazza allungò la lingua leccando la punta del cazzo di suo padre e poi succhiandolo.

«Oh sì, sborro!» gridò suo padre, riprendendosi il cazzo in mano e, mirando alla bocca di sua figlia, finalmente sborrò. Un po’ di sperma le finì nei capelli, un po’ in faccia. Fortunatamente, la giovane aveva chiuso gli occhi, perché la sborra era arrivata anche lì. L’uomo rimise il cazzo in bocca a sua figlia, per farselo pulire. Arianna ingoiò la sborra, compresa quella che le era rimasta in faccia e che la giovane aveva raccolto con le dita.

«Ti è piaciuto?» domandò il padre.

«Sì, papà, e a te?»

«Sì, amore mio. E voglio farlo ancora». Si rivestirono e si addormentarono abbracciati. Quando si svegliarono, Sergio aiutò sua figlia a fare i compiti.

Tornarono a casa, felici e soddisfatti. Sergio assicurò a sua moglie che Arianna aveva fatto il suo dovere e che insieme, avevano raccolto anche le castagne, che cucinarono e mangiarono insieme tutti e tre.

Una sera, Arianna disse a suo padre: «papà, devo dirti una cosa».

«Dimmi, piccolina».

«Penso che mamma abbia un amante».

«Lo so, amore mio.»

«E non ti dà fastidio?»

«No, perché anche io ce l’ho».

«Davvero?» domandò confusa la ragazza, con aria interrogativa «E chi è?»

«Tu».

Quando sua moglie si assentava da casa, talvolta per giorni interi, con qualsiasi pretesto, Sergio sapeva che in realtà lei si stava vedendo con l’amante. Pensò che questo fosse un punto a suo favore, perché ne approfittava per chiavare con sua figlia. Una di quelle sere, Arianna era sgattaiolata dalla propria camera in quella del padre, infilandosi nel letto di Sergio e prendendoglielo in bocca, spompinandolo. Avevano di nuovo fatto sesso, godendo molto. Altre volte era suo padre a infilarsi nel letto di sua figlia, scopandola. Dopo quella volta in montagna, i due avevano intrapreso una vera e propria relazione amorosa clandestina, adulterina e incestuosa. Sergio continuava comunque a fare il padre e l’amante allo stesso tempo.

Ma tutto cambiò, quando una sera, entrando inaspettatamente nella stanza, Anna trovò padre e figlia nudi nel letto, che dormivano abbracciati e con le mani dell’uno appoggiate sulle parti intime dell’altra. 

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Scritto da
Eddy Lanotte

Sono uno scrittore con varie pubblicazioni alle spalle, ma nessuna nell'ambito porno-erotico, anche se ne ho avuto sempre il desiderio: e allora eccomi qui con uno pseudonimo. Odio ogni forma di dominio, tranne nei giochi erotici. Sogno un mondo in cui non ci sia bisogno di etichettare la nostra sessualità e la si possa praticare senza limiti. Lasciate un commento sotto i miei racconti. Per racconti su richiesta a pagamento, contattatemi su [email protected] Potete trovarmi anche su Facebook con il nome Eddy Lanotte.

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