La situazione era capovolta. E ad Alfonso questo non piaceva.
«Dai, adesso basta» protestò Alfonso.
Ma io e Maria non lo ascoltavamo, continuavamo a godere ansimando.
«Oh sì, Maria quanto sei bona!»
Chiavandola nella fica, le toccavo il suo bellissimo culo e le leccavo le tette.
«Basta, dai!» esclamò di nuovo il marito.
«Ehi, tu hai goduto! Adesso dobbiamo godere noi!» protestò Maria «perciò stai zitto e anzi pulisci il pavimento, che lo hai sporcato con la tua sborra!»
Quel tono che usò nei confronti del marito mi fece arrapare ancora di più e perciò la chiavai più forte. La bacia e le infilai la lingua in bocca.
«Sei fantastica, Maria! Mi hai fatto sempre arrapare, lo sai?»
«Lo so» confessò lei.
Tirai il mio cazzo fuori dalla sua fica e, masturbandomi, mi chinai a leccarle e baciarle i piedi, ricordandomi di ciò che mi aveva raccontato suo marito. «Hai dei piedi bellissimi e buonissimi» commentai. Dovette sentirsi molto lusingata da quel complimento, perché mi allungò i piedi in faccia facendomeli annusare. Il mio cazzo stava per esplodere.
«Girati, Maria, che te lo metto in culo». Maria si girò e si piegò mantenendosi con le mani sulla sedia. Le aprii il culo sputandoci dentro più volte e ci ficcai dentro il mio cazzo.
«Guarda, Alfonso! Guarda come si fa inculare tua moglie!»
Vedendo che Alfonso non rispondeva, mi voltai verso di lui e notai che si stava masturbando guardandoci.
«Vieni qui! Mettilo in bocca a tua moglie mentre la inculo!»
Alfonso si avvicinò, continuando a masturbarsi, puntando il cazzo in faccia a sua moglie, che lo prese in bocca e cominciò subito a succhiarlo. Io dietro e lui davanti, stavamo fottendo sua moglie. Sentii che stavo per sborrare e mi fermai.
«Voglio che mi pisciate in bocca tutti e due» dissi fremendo e sdraiandomi sul pavimento freddo.
Alfonso era in piedi con il cazzo in mano, mirando alla mia faccia. Io mi masturbavo sempre più forte, interrompendomi di tanto in tanto per non sborrare. Spalancai la bocca facendo oscillare la lingua e vidi il primo zampillio di piscio cadermi in faccia. Lo raccolsi con la lingua, ingoiandolo tutto. Che bontà! All’inizio pisciò poco. Dopodiché divenne una bella cascata di liquido giallo che mi inondò la faccia. Alcune gocce mi finirono nel naso.
Mi leccai le labbra e la faccia, cercai di raccogliere il piscio del mio amico anche con le dita, ficcandomelo tutto in bocca.
Il piscio di una donna lo avevo già provato mille volte, ora la mia fantasia era farmi pisciare in bocca da un uomo e finalmente era stata appena realizzata.
«Com’è buono» esclamai estasiato dal piacere.
Ora era il turno di sua moglie. Maria si accovacciò sulla mia faccia e io le leccai la fica per stimolarla a pisciare. Fece solo quattro gocce, inizialmente. Io le annusai la fica e il mio naso si bagnò del suo piscio. Ripresi a leccargliela e la donna fece un bellissimo e violento getto di piscio che stava per soffocarmi. Lo ingoiai tutto, anche se purtroppo molto ne cadde sul pavimento. Provai a raccogliere anche quello, con la bocca, baciando a terra, succhiando e spargendomelo per tutto il corpo. Non volevo sprecarne neanche una goccia.
«Ora voglio leccare i vostri culi».
Marito e moglie mi puntarono i culi in faccia, che io cominciai a baciare a turno. Prima leccai il buco del culo di Alfonso, poi quello di Maria. Poi ritornavo da lui e poi di nuovo da lei. Alfonso, divertito e in modo strafottente, mi fece un peto in bocca. Io non ne fui infastidito, anzi gli leccai l’ano ancora più a fondo per gustarmelo, annusando meglio e respirando il suo odore.
«Aspetta, aspetta, non ti spostare» mi disse ridendo «che ora ti cago in bocca».
Eccitato da quella proposta, come un forsennato, spalancai la bocca. Vidi il culo di Alfonso che si allargava, mentre qualcosa di marrone cominciava a uscire. Era uno stronzo bello lungo che raccolsi con la lingua, leccandolo e succhiandolo. Provai anche a ingoiarlo, ma purtroppo mi venne la nausea. Trattenni il vomito e mi limitai a baciare lo stronzo. Mi sentivo sempre più arrapato.
Masturbandomi violentemente il cazzo, mi rivolsi a Maria: «E tu? Non devi cacare?» domandai.
La donna si morse le labbra e si mise con il culo aperto sulla mia faccia. Mi fece impazzire il fatto che avesse allargato il culo con le sue dita. Vidi lo stronzo marrone che usciva dal suo culo per finire dritto nella mia bocca. Era la merda di una bella donna, perciò, la sua provai a mangiarla, o almeno a masticarla, sforzandomi.
«Ti amo, Maria!» le dissi mentre mi segavo e mangiavo la sua merda. Non riuscii a ingoiare nemmeno questa: la mia mente lo voleva, il corpo lo rifiutava.
La presi tra le mani, l’annusai e la baciai, leccandola un po’. Me ne misi un po’ sul naso e un po’ sulla bocca, masturbandomi. Marito e moglie mi tirarono in faccia le loro mutande fradice e chiavarono tra loro in mia presenza.
«Vi amo!» gridai continuando a segarmi «Vi amo!» e mentre la coppia chiavava, io sborrai a fiotti. Il mio cazzo fu avvolto dalla mia sborra cremosa, che mi cosparsi per tutto il corpo. Ero sporco di piscio, merda e sperma, ma non avevo mai goduto così tanto in vita mia.
I coniugi continuavano a fottere. Io mi alzai come fossi rinato, mi sentivo leggero e libero. Cominciai a pulire quel che potevo e approfittai per andare a lavarmi. Mi sentivo come nuovo. Pensai che la realtà aveva, per certi versi, superato la fantasia di quei miei racconti che Alfonso fino a quel giorno aveva ritenuto assurdi.
Sentivo Alfonso grugnire e Maria che gridava sempre più forte «Ah sì, sì, sì!»
Udii il verso maschile «Ah!»
E tutto tornò calmo. Anche Alfonso doveva aver sborrato. Difatti, mentre ero in doccia, entrarono anche loro. Si lavarono insieme a me, anzi ci lavammo reciprocamente tutti e tre, toccandoci, divertiti, le parti basse, come fossimo dei ragazzini alle prime esperienze.
Ci asciugammo e ci mettemmo tutti e tre nudi sul divano.
Maria, sedendosi col culo addosso a suo marito e distenendo le gambe, appoggiò i suoi bellissimi piedini su di me. Io subito glieli baciai e glieli annusai, benché fossero puliti. Ci addormentammo sul divano e da quel giorno fummo risucchiati da una spirale dalla quale non riuscimmo, né volemmo uscire mai più. Quanto a me, cercai di scrivere racconti tratti dalle nostre esperienze e di lavorare meglio di fantasia. Intanto, sorrido pensando alle parole del mio amico: “certe cose non le farei mai nella realtà!”
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Sono uno scrittore con varie pubblicazioni alle spalle, ma nessuna nell'ambito porno-erotico, anche se ne ho avuto sempre il desiderio: e allora eccomi qui con uno pseudonimo. Odio ogni forma di dominio, tranne nei giochi erotici. Sogno un mondo in cui non ci sia bisogno di etichettare la nostra sessualità e la si possa praticare senza limiti. Lasciate un commento sotto i miei racconti. Per racconti su richiesta a pagamento, contattatemi su [email protected] Potete trovarmi anche su Facebook con il nome Eddy Lanotte.
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