“Oggi c'è 'sto cazzo!” (modo scurrile di dire “niente”) e me la sono scrollata di dosso da infastidito e spazientito al massimo dicendole “Fa qualcosa tu se vuoi. Sei una donna , dovresti sapere cosa e come fare”.
Una persona normale reagirebbe o capendo di avere esagerato lei e scusandosi per il comportamento che tiene da oltre due mesi o offendendosi per come è stata appena trattata, pretendendo le scuse per questo. Linda però non è una persona normale, Linda è matta, senza regole, vive nel suo mondo egoistico facendosi scivolare addosso tutto quello che le conviene, senza mai limitarsi nel prendere, anche senza chiedere, tutto quello che vuole. Stacca sì le sue mani da me, ma non perché io me la sono scrollata con le spalle, ma per guardarmi stupita e poi se ne esce con: “Sei in crisi di astinenza fratellino?”
Non voglio sentirla e le dico “Senti, adesso ho da fare. Puoi lasciarmi in santa pace?”
Lei si distanzia di pochissimo mi guarda, sorride e dice “E sì, sei proprio nervosetto, sei proprio in crisi di astinenza, riconosco la causa dagli effetti. Mi pareva strano che da tutto questo tempo che sto con te, tu non avessi mai dato segnali di questo genere, cominciavo a dubitare della tua normalità”.
Ormai l'intuizione forse risolutiva del problema del mio lavoro è andata a farsi friggere, ora è il momento di chiarire una volta per tutte con mia sorella ed esplodo “Tu dubiti della mia normalità? Ma ti si vista? Ti vedi? E' normale una come te che da mesi non fa un cazzo, bivacca soltanto, si mette i miei panni, si prende il mio letto, va in giro per casa nuda o quasi; viene qui a chiedermi di cucinarle io, io che non so dove sbattere la testa prima. Hai fame? Cucinati, anzi cucinami perché anche io ho sonno quando è notte e non posso dormire a causa tua (sto pensando al fatto che devo lavorare di notte per la sua invadenza diurna), anch'io ho i miei appetiti (sto pensando alla fame da cibo) e non posso certamente contare su di te (sto pensando che tanto lei non cucina mai).
Linda mi interrompe “Ce l'hai con me perché sono tua sorella? E' per questo che dici di non poter contare su di me? Pensi che non possa capire anche io che tu hai i tuoi appetiti? Non sono nata ieri e capisco e come le esigenze di un uomo della tua età, anche perché non credere che quelli di una donna della mia età siamo molto diversi. Non so tu, ma sai da quanto tempo io non faccio sesso? Dall'estate scorsa, da quando mi sono lasciata con quello stronzo, prima perché pensavo che tornasse da me, poi perché non ho trovato tipi giusti e ultimamente per questo maledetto corona virus che mi ha fatto rinchiudere qui da te, come in clausura. Credi che non scoccia anche a me e molto, il fatto che tu sia mio fratello? Credi che non mi sia mai accorta quando di tocchi da solo dentro la doccia? Credi che non ti ho mai sentito quando ti rigiri di notte? E' il bisogno di scopare che hai tu e che ho anche io che ci fa essere nervosi, ma...dove sta scritto che in circostanze come queste dove io sono l'unica donna e tu l'unico uomo, in un mondo di cinquanta metri quadri, è vietato venire incontro ai nostri bisogni naturali?
E' partita come un treno che nessuno potrebbe fermare ormai con il suo delirante monologo ed io sono stordito incredulo che possa dire le cose che sta dicendo, ma le dice, le sento, continua, continua.....
Continua: “Poco fa mi hai detto che sono una donna e che dovrei sapere cosa fare” (evidentemente si riferisce a quando io volevo dirle di cucinare). “Sta tranquillo -. continua a dire - che so cosa fare e come farlo, ma anche tu sei uomo e potresti fare la tua parte. Mi pare di non aver fatto nulla per metterti in soggezione, al contrario di aver fatto abbastanza per incoraggiarti. Più che girarti attorno quasi nuda, mettermi sul tuo letto, cos'altro dovevo fare per metterti a tuo agio? Che vuoi che prenda io l'iniziativa? Pensi che non ne sia capace?”
Faccio fatica a credere che stia dicendo davvero queste cose però in una sequenza celerissima mi ripassano davanti troppe scene della nostra coabitazione recente e la rivedo davvero stropicciarsi a me con le tette di fuori, entrare nel bagno mentre mi sto toccando, chiedermi di lavarle le spalle e mille e mille altri piccoli dettagli ai quali non avevo mai badato perché in lei ho sempre visto solo una sorella, una sorella maggiore, e non una donna, mai una donna.
Adesso, all'improvviso non riesco invece a trovare neanche una traccia labile di “sorella” in lei, ma vedo solo la donna, la femmina nella pienezza dell'età, perché a trentotto anni si è lontane dall'essere vecchie e si non è più ragazzina da tanti anni, si è nel fiore della bellezza e solo ora la vedo bella, di una bellezza piena, matura, non ancora scalfita dal tempo. Solo ora vedo la femmina affamata di sesso, quel sesso che non pratica da troppi mesi, pur non essendo abituata a queste privazioni per aver già vissute non solo relazioni stabili ma vere e proprie convivenze. Ora capisco che il suo modo di girare in casa non era per stare comoda ma per dirmi che era femmina, il suo mostrarmisi nuda o seminuda non era “ eccesso di familiarità” ma vero e proprio richiamo di femmina per il maschio, quel mettersi i miei maglioni e le mie camicie era per sentirsi circondata da un uomo, non per ripararsi dal freddo.
Sì, però...però è mia sorella
Lo ha appena detto lei: è l'unica donna, gran bella donna, in un mondo di cinquanta metri quadri in cui siamo prigionieri da oltre due mesi ed io sono, ..sono... Sono suo fratello?...Sì, forse... Intanto sono l'unico uomo su “quest'isola”, un uomo forse non abituato ad una vita sessuale regolare con pluri-rapporti settimanali come chi, come lei, ha convissuto, ma neanche ad astinenze così prolungate. E' vero, in questi tempi faccio spesso ricorso alla masturbazione e a causa della sua presenza in casa, non la posso praticare neanche liberamente ma di nascosto...che tristezza.
Il lavoro? La fame?
Esigenze concrete e serie ma mai trascurate durante questo lungo lock-down.
Il sesso che non è meno importante invece è stato umiliato, represso, mortificato, per troppo tempo.
Perché dire a Linda che non avevo capito niente e chi mi sto sorprendendo?
Meglio stare al gioco, alzarmi, prendertela di petto letteralmente, stringerla a me e dirle “Perché non lo hai detto prima queste cose? Ti rendi conto di quanto tempo abbiamo sprecato?”
Con “garbata prepotenza” la tiro verso il letto, la spingo lì sopra, le ordino di togliersi il mio maglione mentre io fulmineamente mi spoglio. Vado su di lei che si aggrappa a me a ragno, con tutti gli arti e come una ventosa allo scoglio, si attacca con la sua bocca alla mia e...il resto va da se...
Ora lo so già che molti lettori diranno che non si può interrompere così un racconto, proprio sul cominciare dalla fase più interessante, e che farlo equivale un poco ad un coito interrotto con una repentina marcia in dietro, una frazione di secondo prima dell'eiaculazione. E sono perfettamente d'accordo con loro ma vi assicuro che c'è di peggio, di molto peggio.
C'è quello che succede a me e cioè che una mano mi tocca sulla spalla mi scuote forte, apro gli occhi e vedo Linda che mi sorride e dice “Dai fratellino, svegliati, il treno parte tra mezz'ora, devi portarmi alla stazione. Finalmente tolgo il disturbo,sarai contento credo”
Eh già. Mia sorella mi ha rotto le scatole davvero per due mesi e più, e appena è stato possibile rientrare a Milano se ne è tornata lassù ma il discorsetto sui bisogni sessuali suoi e miei non l'ha mai fatto, l'ho solo sognato. Lo stavo sognando adesso e lei, la stronza mi ha fatto l'ultimo dispetto: mi ha svegliato sul più bello.
Come vedete non è colpa mia se il finale non è stato quello che tutti desideravamo
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