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Le fisime di Francesca
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Racconto20 min di lettura

Le fisime di Francesca

Se non si rispettano i limiti, non è possibile costruire insieme.

geniodirazza
1 anno fa · 706 letture · 0

Quando ha deciso di scoparmi da dietro, mi ha lubrificato tutta, prima con la lingua a spatola sul culo e sulla figa poi ha infilato la sua mazza e l’ha spinta fino in fondo attirandomi a se per le tette che aveva artigliato da dietro; ho sentito il ventre squarciarsi, quando quel mostro è entrato dal culo nelle viscere; dopo un attimo di turbamento, nemmeno di dolore, ho provato solo piacere.

La libidine mi ha invasa tutta, dalla testa alla figa fino al cuore; è stato il momento più bello di quel pomeriggio; lui mi ha fatto girare in ogni modo per variare l’angolo di penetrazione; mi ha messo sdraiata al suo fianco e mi ha scopato sollevandomi la gamba libera, alternativamente la destra e la sinistra; si è steso tutto sopra di me e mi ha scopato in figa strusciandomi sul culo totalmente col ventre sulle natiche e i pettorali sulla schiena; intanto, mi stimolava i capezzoli o mi titillava la figa.

Mi ha chiavato a cucchiaio, dall’alto; insomma ho sentito quel cazzo meraviglioso girare per tutto il corpo come meglio poteva; quando si è saziato, ha ricominciato con la figa ed ha percorso anche stavolta tutto il repertorio possibile; in tre ore e passa, ho provato tutto, dalla spagnola al pompino più raffinato, dalla sega alla scopata più elaborata fino all’inculata epica; non ho fatto che prendere dentro il cazzo ed ero veramente al colmo della felicità.”

“Da quello che capisco, hai goduto come una vacca e per te è stato un episodio di grande importanza ... Oppure è stato qualcosa di più significativo? Non è, per caso, che ormai il piacere di questa nuova mazza mi esclude non solo dal panorama delle tue scopate ma anche dei tuoi affetti e devo cercarmi l’alternativa? Sono ancora validi i nostri accordi o qualcosa tra noi è cambiato?”

“Non è cambiato niente nel nostro rapporto; io continuerò ancora a chiederti di lasciarmi libertà di scopare e di accontentarti della certezza del mio amore; i patti sono quelli e saranno rispettati sempre; se dovesse succedere qualcosa di diverso, sono la prima a dirti che puoi anche intervenire con tutta la violenza e la cattiveria che ritieni; io rispetterò gli accordi, sempre. Non ci saranno novità strane; e comunque non posso farci niente; sei tu il debole e, se non reggi ad un principio di libertà intangibile, il problema è solo tuo.”

“Il tono della voce, alcune frasi strane e tutta una situazione generale mi suggeriscono che questa tua strana passione per il nero non è normale e non può valutarsi come le amicizie antiche di anni con ragazzi ‘normali’; è chiaro che siamo alla vigilia di grandi cambiamenti e che dovrò essere il primo a prenderne atto. Spero che non costerà a te molto più che a me la rottura che stai avviando con tanta determinazione. Per quel che mi riguarda, dirti addio è più facile di quanto tu ti illudi ... “

Pareva che fosse stata fatta chiarezza tra due giovani innamorati; ma non avevo detto tutto e con chiarezza; avevo cercato di glissare sull’entusiasmo con cui mi ero fatta scopare dal ragazzo di colore e sull’enfasi con cui lo avevo invitato a tornare a trovarmi spesso, cosa che avevamo regolarmente fatto, sicché le corna di lui ormai erano più che ramificate; lui aveva taciuto che molte voci ostili erano arrivate e tutte concorrevano a indicare la sua come la situazione di uno schiavo dominato da una puttana.

Il ‘crac’ arrivò improvviso una sera che lui venne inaspettato a prendermi alla gelateria dove avevo passato il pomeriggio con gli amici ed avevo largamente e a lungo pomiciato e scopato con molti di loro; quando Nicola entrò nel locale, mi stavo strusciando con il ragazzo di colore assaporando nella maniera più lussuriosa la mazza grossa e dura; ero di spalle e fu il mio partner a vederlo.

“Bada che è arrivato il tuo cornuto; sarà bene che gli dia qualche contentino per tenerlo buono ... “

Capii immediatamente che l’imbecille aveva detto l’unica frase che poteva distruggere il rapporto con il mio ragazzo e sperai di rimediare staccandomi di colpo e con violenza dal lubrico abbraccio col nero e lanciandomi verso il mio ragazzo, ma ne vidi solo la sagoma allontanarsi verso l’auto parcheggiata davanti al locale; cercai di inseguirlo ma mi dovetti arrendere e guardare desolata il retro dell’auto che si allontanava sgommando.

Tentai inutilmente di contattarlo; urlai e imprecai contro l’improvvido amante occasionale che con una frase imbecille aveva ucciso la ‘gallina dalle uova d’oro’, il ragazzo con cui forse potevo sperare di realizzare una vita di dissolutezza e di piaceri col beneplacito di lui che presto o tardi avrebbe rivelato le sue inclinazioni di omosessuale, di cornuto contento e di slave disponibile ad una padrona energica e furba.

Per qualche settimana cercai di nascondere sotto il tappeto la delusione per aver perso un punto certo di riferimento nella mia vita ignobile; poi cedetti alle pressioni degli amici e recuperai le mie abitudini per essere presente e in prima linea in tutti gli eventi, sopratutto quelli che si sarebbero scatenati in orge sfrenate e che si organizzavano in tutte le località dove fosse possibile trovarsi a scopare senza limiti e senza problemi.

La proposta di spostarsi in un’altra città, capoluogo di provincia confinante con la nostra anche se pertinente ad altra regione, ci colse impreparati, perché il nostro mondo non era mai andato oltre i limiti regionali; quasi tutti si rifiutarono quasi spaventati di affrontare l’incognita del nuovo locale, di nuovi ambienti, di nuovi gruppi di amici; solo io non ebbi esitazioni; decisi che avrei preso il toro per le corna e avrei dato il via ad una nuova fase della mia vita, lontano da ambienti dove ero fin troppo conosciuta.

In definitiva fui solo io, accompagnata da Davide, che da sempre era il preferito tra i miei amanti, a presentarmi nella nuova discoteca e a incrociare quasi immediatamente Nicola con una bella ragazza bionda, alta più di un metro e settanta, coi capelli lunghi fin a metà schiena, decisamente ‘svestita’ con un gonnellino che le lasciava scoperte le gambe belle e disegnate come colonne di un tempio fino al punto in cui le natiche si arrotondavano verso l’alto e la figa occhieggiava appena rivestita da un minuscolo perizoma.

“Ciao, Nico, hai cambiato vita senza neppure avvertirmi ... !”

“Non è vero; la comunicazione che ero licenziato me la diede il tuo amante di colore; i patti erano chiari; nessuna offesa; mi hai lasciato umiliare; è finita, ho cambiato lavoro e mi sono trasferito qui; ho incontrato Stella e me ne sto innamorando; anche con lei abbiamo la stessa intesa, ma lei non è perfida e sleale come te; sono certo che presto sarò in grado di offrirle tutto intero il mio amore e di proporle di formare una coppia stabile e regolare ... Tu che ne dici, amore?”

“Dico che avrei preferito essere presentata prima di essere provocata a intervenire; immagino che lei sia la stronza che ti ha fatto tanto male; non so quanto sei innamorato di me, visto che qualche scoria di lei mi sembra che te la porti ancora addosso ... Se vuoi davvero che facciamo coppia anche di fronte alla società, io non sono contraria; sto imparando a viverti con interesse, forse con amore; se arrivo a innamorarmi sul serio, allora niente mi potrà fermare; se affretti i tempi, ci sto da subito ... “

“Franci, mi dispiace per te ma Stella ha solo sbagliato nel ritenere che io sia ancora legato in qualche modo a te; mi è passato tutto, anche il senso del disamore dopo la delusione; Stella, mi sto innamorando di te e possiamo anche da questo stesso momento andarcene a casa nostra per imparare a vivere insieme, da amanti, da innamorati, da conviventi, come preferisci.”

“Per ora preferisco ballare e, se non vuoi che qualcuno mi faccia assaggiare sulla figa lo spessore della sua mascolinità, ti consiglio di venire a concupirmi tu; a casa, saremo abbastanza carichi per iniziare una nuova vita di coppia; per ora, vieni a pomiciare da fidanzatino innamorato ... !”

“Ciao, Franci; io vado dove mi porta il cuore; Davide, se ci riesci e se ti interessa, questa troia non è così male come si propone; forse tu puoi piegarla a desideri più logici. Ciao a tutti a due ... “

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