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Cronista
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Racconto23 min di lettura

Cronista

Sul significato delle parole è meglio intendersi. Lei vorrebbe un giornalista di prima liea ma scopa con tutti "eroicamente"; lui, da cronista, rivela i vizi della provincia e le "signore" sono costrette a scappare.

geniodirazza
1 anno fa · 453 letture · 0

“Hai ragione; non avevo capito niente sulla forza dell’informazione; ma è certo che se tu non ti fossi messo con tenacia e cercare le zoccole nelle fogne, noi potremmo ancora vivere serene; tra l’altro, non riesco proprio a immaginare come hai potuto fare da solo un lavoro così immane; chi ti ha aiutato?”

“Per chiarire la prima parte, anche i truffatori, gli stupratori, i ladri, gli assassini vivrebbero liberi se non ci fosse l’informazione a denunciarli; tu fai il discorso di tutti i farabutti che difendono il loro arbitrio contro il perbenismo di massa; per quanto riguarda il servizio e le indagini, ho già detto che le puttane mi hanno saputo dire quante signore ‘per bene’ fanno le peggio cose, dove le fanno, quando e con chi; le loro informazioni mi hanno consentito di essere al posto giusto con l’attrezzatura necessaria.

Solo a beneficio della tua coscienza pulita, se mai ne avessi ancora una, immagina che mi sono dovuto sorbire tutte le tue scopate, le inculate feroci e i pompini stratosferici, dai gladiatori alla spiaggia di notte, dalle case in costruzione alle feste trasformate in orgia; anche la disinvoltura delle vostre chiacchierate in cucina mi ha dato molto materiale utile, come avete fatto stasera raccontando le vostre bravate da cavernicole capricciose … se hai chiesto aiuto sul serio, sta’ zitta!

Ho avuto una collaboratrice straordinaria, una giovane apprendista cronista che sta imparando il mestiere; dice che ha scelto questa attività per ammirazione a me; la cosa mi lusinga; tutto in quella donna mi affascina e mi rende orgoglioso e innamorato!”

“Gliel’hai già detto che ne sei innamorato?”

“Non ne ho il coraggio; troppe complicazioni … “

Proprio in quel momento il mio telefonino squilla e il display mi annuncia che si tratta di Stella, la sorella minore di Nadia.

“Ciao capo, hai visto che successo? Hai proprio fatto centro!”

“Ciao, dolcissima, mi dispiace che non abbiano rispettato l’indicazione di firmare il lavoro in collaborazione; ma quando presenteremo il servizio intero, tu dovrai essere con me a prenderti i complimenti del direttore del TG e gli articoli avranno tutti la doppia firma … “

“Hai parlato con mia sorella? Come l’ha presa?”

“Ce l’ho qua davanti che ancora cerca di capire cosa sia il trasferimento d’ufficio; sembra più svampita che mai; stamani ha fatto con le amiche un racconto raccapricciante del suo gusto perverso del sesso estremo … Se vuoi parlarle, ti passo in vivavoce.”

“No, lascia stare; mamma avrebbe voluto parlarle, ma papà si è sentito male e ha rinunciato ad averci a che fare … “

“Aspetta, Stella, cosa ha avuto papà?”

“Cosa può avere un ammalato di cuore che si prende la mazzata che la sua ignobile figlia gli fa avere? Per fortuna si è trattato di un malore lieve; ormai tutti speriamo che te ne vada per sempre; ci hai reso la vita impossibile!”

Nadia sembrava non volersi arrendere alla realtà; tentò un paio di volte di andare a scuola regolarmente o di fermarsi al bar; quando toccò con mano che anche gli amici più cari non avevano in mente altro che tentare di scoparsela, si rassegnò a ritirarsi in casa in attesa del trasferimento in Calabria; non rinunciò a partecipare, a fianco al nostro amico avvocato, alla presentazione, nel circolo della stampa, del servizio integrale che suscitò molto scalpore.

Impressionata dall’importanza che fu data, da grandi giornalisti invitati appositamente, a me e a sua sorella per il lavoro svolto, si ritirò con le pive nel sacco; non rivolse più la parola a nessuno, padre madre sorella e marito; partì quasi di soppiatto e passò l’estate in Calabria, prima di prendere servizio col nuovo anno scolastico; per buona sorte, firmò la domanda di separazione consensuale e, subito dopo la sua partenza, Stella venne a cena con me e non se ne andò più dalla mia casa.

La vicenda sembrava chiusa, quando, tre anni dopo, due eventi contemporanei agitarono il mare di tranquillità che ci eravamo conquistati col lavoro e con la pazienza; Stella stava esaminando dei documenti che erano collegati all’indagine sulle infiltrazioni malavitose in città, di cui si stava occupando con la qualità che aveva dimostrato da cronista; un commesso la avvertì che una persona aveva chiesto di lei; stava giocando con nostro figlio che avevamo affidato alla custode.

Le bastò un attimo per riconoscere sua sorella; in un impeto di affetto, cancellò tutti i motivi di rancore e si abbracciarono; le presentò Lapo, l’uomo che aveva sposato da poco ad Arezzo, dove era stata trasferita dalla Calabria; Nadia chiese di me e sua sorella le rispose che ero infangato in una squallida vicenda; il corpo di una donna, fatto a pezzi, era stato trovato in un corso d’acqua nei campi vicini; io ero convinto che fosse una persona conosciuta.

“Non riesci proprio a uscire dalle fogne, vedo!”

Fu la battuta, che riteneva scherzosa, con la quale mi salutò quando Stella li condusse da me.

“Già, devo ammettere che mi ci ritrovo sempre ad avere a che fare; non riesco a liberarmi da certe zoccole … “

Di colpo si era bloccata e fatta seria.

“Perché ci vai giù così pesante? Non riesci ad essere sereno neppure ora che tutto si è assestato?”

“Se tu fossi arrivata ieri, ti avrei accolta in amicizia e familiarità; peccato che, insieme a te, è tornata anche Elettra, ti ricordi di lei? Purtroppo, però, lei non ha avuto la tua fortuna; è arrivata in pezzi, in un sacco per la spazzatura … “

“Cristo, sei sicuro che sia lei? Maledizione, l’avevi anche avvertita che suo marito non avrebbe perdonato, come aveva fatto con Bruna … Ma non credo che tu ti debba rammaricare … L’abbiamo voluto e scelto noi … “

“Cosimo, posso capire che ti senti responsabile ed anche io ho un brutto senso di colpa; ho cominciato con te e con quel sevizio; non è colpa nostra se hanno commesso gravi errori e accumulato colpe imperdonabili; tu hai fatto la tua parte e ti sei limitato a cacciarla; gli altri non la vedono come te … “

“Stella, quello che mi fa più paura è che il marito risulterà innocente e piangerà nell’abito del vedovo dolente; nessuno compiangerà una puttana uccisa; ma il timore è che anche questo sia un tema di quelle infiltrazioni che stai studiando; un delitto così efferato richiede professionisti chiamati da altre realtà; ci sono contatti tra le strutture locali e la malavita organizzata; prova a scavare in questa direzione … “

“Stella, ma noi speravamo di passare la giornata in famiglia … “

“Anche io; mio marito è qui e, come sempre, mi travolge nella gioia di lavorare insieme; nostro figlio è qui, dalla custode, e gioca con noi ogni volta che vuole; io sono in famiglia; tu pensa alla tua … una cosa devo aggiungerla; tu sei tornata viva e cerchi l’amore della famiglia; Elettra è arrivata in un sacco nero … temo che vedremo ancora questo spettacolo; purtroppo, ne restano cinque; chi ha riportato Elettra non è solo e non si fermeranno … “

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