Mentre cerco di ricompormi un attimo, mi accorgo che nessuno è stato fermo e tutti sono impegnati in una sapida copula con la rispettiva partner; urla, gemiti e sospiri di goduria si accavallano e si confondono a frasi più o meno sciocche, più o meno banali; sembra quasi di celebrare uno strano rito alla sessualità più libera e dolce possibile.
Prima di possedere sul serio la meravigliosa femmina che ho tra le braccia, decido di ‘giocare’ ancora un poco con la libidine, che lei possiede ad un livello altissimo, e con il piacere intenso che il suo corpo sa dare; mi ‘schiodo’ da lei e mi sistemo in ginocchio tra le sue cosce, le faccio sollevare le ginocchia e le apro la vulva davanti al mio sguardo incantato; mi fiondo sopra con la bocca e prendo a leccarla con tutto l’amore di cui sono capace in quel momento; Elizabeth è estasiata dal trattamento che il suo sesso riceve e lo comunica al mondo con continui gemiti e lamenti, quasi una sirena nella notte; sento che il suono eccita tutti, maschi e femmine, e che la loro azione copulativa si intensifica e migliora.
Quando raggiunge il terzo orgasmo della mattina, mi prega di fermarmi un momento, per farla recuperare; mi rilasso e comincio a carezzarle con molta delicatezza il seno, torturandole i capezzoli con un’eccitazione che evidentemente accoglie volentieri perché le consente di alleggerire anche la pressione dei tanti orgasmi successivi; poi mi prende per i fianchi e mi spinge a salirle addosso; capisco che cerca la penetrazione; le chiedo se devo usare un preservativo; mi chiede a sua volta se posso garantirle la sicurezza sanitaria; le dico che non ci sono problemi e che posso anche documentare la mia perfetta condizione.
“Allora, prendimi come vuoi e vieni anche dentro, prendo la pillola!”
Non si può dire quale fosse la mia emozione quando la punta della cappella si accosta alla vagina, mentre il mio corpo scivola tutto su di lei e le labbra vanno a catturare la lingua per succhiarla come se le stessi praticando una fellatio; succhiarla, carezzarla con tutto il corpo e penetrare con il sesso profondamente in vagina sono un unicum irripetibile, indimenticabile; non è di primissimo pelo e non è strettissima, ma usa i muscoli della vagina con una sapienza inimitabile e riesce a farmi sentire come se penetrassi una vergine pura e casta, mentre la mia asta scivola fino a riempire il canale vaginale ed urtare contro la cervice dell’utero.
E’ in quel momento, che il suo urlo si leva come quello di un animale sacrificato sull’altare degli dei ed io mi sento percosso, forse proprio attraverso l’urlo, nella spina dorsale, dalla testa ai piedi ed esplodo anch’io in un orgasmo mai visto.
“Cavolo ci hai messo proprio l’anima in quest’amplesso!”
Commenta Mario che pure non era scontento delle grazie meravigliose di Ivana.
“Non sai che femmina sa essere questa qui.”
Gli rispondo.
“Bisognerebbe che le assaggiassimo tutte e che ci facessimo assaggiare tutti.”
La proposta è stata lanciata da Nico, in totale buona fede; ma diventa quasi un impegno del tipo ‘uno per tutti, tutti per uno’ che ben si adatta al nostro soprannome; nel giro di un paio d’ore, quelle che mancano per il pranzo, tutti abbiamo avuto la razione di grande amore e di sesso straordinario; ma nel pomeriggio, dopo aver mangiato pesce fresco in uno dei casoni, le scaramucce amorose riprendono in un altro casone disabitato; e per tutto il pomeriggio il sesso fa da padrone della nostra esistenza; Elizabeth mi vuole succhiare anche l’anima in una fellatio; a malapena riesco a frenare l’orgasmo per riservarlo ad altro; subito dopo, infatti, mi chiede di penetrarla analmente e non mi sono trovato mai, nella mia vita, a fare una cosa altrettanto volentieri e con lo stesso amore.
Rientriamo all’albergo per andare a cena e ci ritroviamo con le ragazze in pizzeria; dopo cena, passeggiamo con gusto lungo la riva scambiandoci effusioni, carezze e lunghi baci, proprio come se fossimo vittime di Cupido e innamorati pazzi.
Avremmo voluto passare anche la notte con le ragazze, di cui eravamo tiepidamente innamorati, quel tanto che serve a giustificare un bel flirt estivo; ma l’organizzazione logistica ce lo impedisce; lo faccio presente ai compagni di avventura e Franco immediatamente va a chiedere all’albergo delle ragazze se hanno per caso due camere per noi; per nostra fortuna proprio in quel momento si liberano e le prenotiamo dal giorno seguente; dormire nello stesso albergo ci pone nelle condizioni di organizzarci meglio la vacanza con ‘le tedesche’; solo per un attimo, Franco chiede se per caso non stiamo perdendo la testa per le straniere; ma Mario lo rimbecca dichiarando che perdere la testa per quelle valchirie vale comunque la pena.
Per quella sera, però, ci tocca andare a dormire nella camera singola, per quelle poche ore della notte che ci avanzano dalle passeggiate e dalle coccole; ma al mattino, appena svegli, traslochiamo e ci fiondiamo sulle ragazze già al sole; Elizabeth si dimostra veramente felice di rivedermi e mi accoglie con un bacio intenso ed appassionato, di quelli che sa dare lei e che non avrei più dimenticato; mentre ancora ci si sta rincorrendo giocosamente tra mare e sabbia, Nico e Laura lanciano una provocazione.
“Ragazzi, visto che ora abbiamo in tutto quattro camere e che siamo quattro coppie, ciascuna coppia può occupare una camera e sentirsi libera di gestire i suoi movimenti. Che ne dite?”
Ovviamente, tutti siamo d’accordo e i due si avviano verso l’albergo per risistemare la disposizione delle camere; guardo Elizabeth e, ricevutone un cenno di conferma, la prendo per la mano e ci accodiamo.
“Ragazzi, noi ne approfittiamo subito. Voi fate come volete.”
In un attimo siamo tutti alle camere e ci sistemiamo; al momento di appartarci, però, sento Laura ed Elizabeth che confabulano; lei cerca di spiegarmi; la prevengo che ho capito che l’amica vuole provare il piacere che le ho saputo dare; se a lei non da fastidio, per me non ci sono problemi; siamo d’accordo, anche Nico è ben felice di assaporare l’amore di Elizabeth; così le due ore prima di pranzo ci vedono accoppiati diversamente; solo dopo sapremo che anche le altre due coppie si sono scambiate con successo.
Passano le due settimane, in un’alternanza di amplessi straordinaria; come avevamo annunciato, facciamo l’amore con tutte e quattro le ragazze, non solo, ma ci troviamo anche più volte in quattro o in sei nella stessa camera e i giochi si fanno complessi, con penetrazioni multiple in tutti i fori disponibili; è davvero un’esplosione di furore del sesso e dell’amore; le quattro ninja non si risparmiano e percorrono tutti i sentieri, anche i più difficili e complicati, dell’amore; e i quattro moschettieri difendono ad armi sguainate il piacere, la goduria, la libidine dappertutto.
Ma viene il giorno della partenza e tutti siamo più tristi; anche per noi, in realtà, è il momento di tornare a casa e di riprendere il contatto col lavoro o con gli studi; le macchine preparate e pronte per l’addio fanno davvero tristezza; Elizabeth riesce a trovare la serenità per riassumere il pensiero di tutti.
“Vedi, Enzo, noi lavoriamo tutto l’anno per conquistarci ogni giorno, ogni ora, ogni momento, il diritto all’esistenza, la dignità della vita, anche il decoro della posizione sociale, con una lotta al coltello per ogni centimetro, per ogni spazio, per ogni gradino utile; un paio di settimane all’anno abbiamo bisogno di rompere con tutto, regole, leggi e costumi; lo facciamo in vacanza, liberandoci totalmente di tutto e vivendo come ci piace.
Quest’anno siamo state fortunate ed abbiamo avuto l’occasione per sentirci veramente e totalmente libere, anche con qualche eccesso che forse a voi potrebbe aver dato fastidio. Ma ti assicuro che, da quando siamo in grado di gestirci la vita, questa è stata l’estate più bella che abbiamo vissuto; sappiamo che non ci incontreremo più, ma sappiamo anche che il ricordo di queste ore non ci abbandonerà e ci apparterrà sempre.
Non sono innamorata di te, ma in qualche modo, per questi giorni, con tutte le cautele, ti ho amato e so che veramente posso ricordarti come ‘l’amore italiano’ che ho sempre desiderato.”
Gli altri non capiscono bene il tedesco, ma non traduco; Nico mi fa cenno che non c’è bisogno; abbraccia Laura quasi con violenza, si asciuga una lacrimuccia e manda un bacio alle altre ragazze; la scena si ripete per tutti, anche per me che rischio di stritolare la mia rossa nell’abbraccio; poi la spingo con uno scapaccione affettuoso a prendere posto in macchina per andare via; seguiamo l’auto finché non svolta e sparisce dalla vista, montiamo nella nostra e ci avviamo a tornare.


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