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Erotika
Cene con orgia
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Racconto43 min di lettura

Cene con orgia

Lei ha una buon e salda attività; lui gode a tenere i pantaloni abbassati con chunque; lei si fa invitare a cene speciali che culminano in orge e scopa con bull e con il marito; lui se ne rende conto e fanno chiarezza.

geniodirazza
1 anno fa · 784 letture · 1

Per fortuna, gli ospiti erano arrivati; lei aveva indossato una tunichetta, anche quella di mia creazione, fermata da una spilla su una spalla e sandali leggeri, facili da sfilare; ero certa che sotto fosse nuda ed ero curiosa di vederla al naturale; lui indossava pantalone di lino e maglietta, con mocassini; eravamo davvero un bel vedere; ci baciammo; Romolo mi strinse forte e mi titillò la figa col cazzo durissimo, stretto in uno slip per evitare deformazioni evidenti; Lorena mi baciò sulla bocca ed infilò la lingua.

La cena si svolse all’insegna del garbo e dell’eleganza; ma non mancarono gli accenni erotici, quando Ettore sganciò la spilla dell’abito di Lorena e mise in mostra il suo seno prosperoso, su cui si piegò deferente e coprì di baci, per arrivare infine a prendere in bocca il capezzolo; Romolo giocò più di fino, prese tra le labbra un’ostrica e si sporse verso di me; mi piegai verso di lui e catturai l’ostrica tra le labbra; mentre la ingoiavo, lui allungò la lingua e limonammo a lungo.

Le sue mani erano scivolate verso il vestito e sciolsero il nodo; la vestaglia si aprì e fui nuda; mi sfilò l’abito dalle spalle, lo adagiò sulla spalliera della sedia e non ebbi più nulla da nascondere; aprii il pantalone e lo spinsi in giù; si sollevò dalla sedia e fece cadere l’indumento, insieme allo slip; vidi il cazzo emergere maestoso dalla peluria e lo afferrai a due mani, una sui coglioni e l’altra sull’asta che masturbai un poco per sentirla crescere al tocco delle mie mani; una mano di Ettore mi carezzò la testa.

Mi girai a guardarlo e gli comunicai amore con lo sguardo; Lorena era china su di lui e gli succhiava il cazzo; mi alzai in piedi e guardai Romolo che in un lampo si spogliò nudo e mi venne vicino; mi sedetti sul divano, me lo tirai davanti e presi in bocca la mazza che si ergeva; vidi Lorena venire a sedersi accanto a me, nuda, guidando Ettore che teneva per il cazzo; riprese il suo pompino, mentre mio marito mi carezzava testa e spalle e Romolo mi titillava un capezzolo.

I due maschi, quasi d’intesa, si inginocchiarono davanti a noi, divaricarono le gambe e si piegarono a succhiarci le fighe; mi emozionai a sentire la lingua di Romolo, sottile ed aguzza, percorrere il perineo e infilarsi in figa; i denti afferrarono il clitoride; mentre lanciavo il mio urlo di orgasmo, Lorena mi prese la testa, mi girò verso di lei e mi baciò sulla bocca; la lingua sottile e lunga mi percorse tutta la bocca e mi eccitò più di quella del marito che mi leccava la figa.

Ettore fece alzare Lorena, la fece girare ed appoggiare alla spalliera del divano; le andò dietro e le infilò di colpo il cazzo fino ai coglioni; lei emise un lungo gemito e mi artigliò un seno; mi stringeva tra due dita i capezzoli ed io trasmettevo il piacere alla bocca di Romolo; lui mi fece alzare, si sedette al mio posto e mi invitò a sedermi sul suo cazzo; mi afferrò, da dietro, un seno con una mano e la figa con l’altra; infilai una mano fra le cosce e guidai il cazzo alla figa; Lorena non mollava il capezzolo.

Quando Ettore si piegò a baciarmi la bocca, mi sentii ad un tratto presa da tutti e tre gli altri e amata in maniera diversa da ciascuno; mio marito mi comunicava il suo godimento attraverso la lingua che combatteva con la mia nella bocca e mi procurava libidine e dolcezza; la mano della mia amica sul seno mi iniziava ad una forma nuova e particolare di amore che mai avrei ammesso possibile; il cazzo di Romolo nella figa mi scavava nel ventre e mi scatenava libidine infinita.

Quando Romolo spostò con una mano la cappella dalla vagina all’ano, ebbi un momento di preoccupazione per la mancanza di lubrificazione; ma fu questione di un attimo ed il cazzo era scivolato nel ventre con naturalezza; vidi Ettore lasciare Lorena ed abbassarsi a leccarmi la figa rimasta momentaneamente vuota; Lorena ne approfittò per prendere in bocca il suo cazzo e succhiarlo quasi con l’intento di farlo sborrare.

Decisi che un’aggressione da tre parti era nociva per il mio piacere, perché mi impediva di concentrarmi; mi sfilai dal cazzo e mi stesi sul tappeto ai piedi del divano; attesi che Romolo venisse sopra di me e mi penetrasse alla missionaria; con le gambe strette intorno ai lombi, mi gustai la mazza fino ad urlare per il piacere quando lo sfregamento del clitoride e le spinte sull’utero mi portarono all’orgasmo; immediatamente dopo, sentii la sborra spruzzarmi in figa con grande mio piacere.

Quando mi fui rilassata, mi trovai a fianco Ettore col cazzo duro rivolto al cielo; mi fece rotolare sopra di lui e mi fece infilzare sulla sua mazza; mentre lo cavalcavo, Lorena gli andò sul volto e si sedette su lui per farsi succhiare la figa; alle mie spalle, avvertii la presenza di Romolo che, senza preamboli, infilò il cazzo nel culo facendomi fare la mia prima esperienza di doppia penetrazione; il piacere mi bruciò il cervello e partii per un mondo sognato e mai visto; mi svegliai piena di sborra.

Avevano goduto, contemporaneamente a me, tutti due, nel culo e in figa; io avevo spruzzato umori di ogni specie sull’inguine di mio marito; per le due ore successive non so più quante volte mi chiavarono in figa e nel culo, quante varianti della doppia penetrazione misero in atto con me; soprattutto, mi trovai più volte a sessantanove con Lorena mentre i due ci penetravano, in figa o in culo, lasciandoci lesbicare.

So che ad un certo punto crollai per il languore, per la stanchezza, per la soddisfazione di tutti i desideri che potevo avere avuto; Ettore mi lasciò adagiata sul letto dopo avermi fatto fare l’ultimo pompino che non concluse come desideravo; dal mondo di pace in cui ero immersa, sentii che i due si rivestivano, mi baciavano con affetto, salutavano Ettore e andavano via; rimanemmo soli io e mio marito, con una bottiglia di cognac e con due bicchieri, per bere in pace; intrecciai le dita e fu amore.

“Ciao, bella principessa quasi addormentata, come stai?”

“Aspetta che esca dal sogno e te lo dico; forse sono un poco acciaccata, perché il pavimento è duro, alla nostra età, ma sono ancora in cielo e non vorrei tornare a terra; lo sai che ti amo infinitamente?”

“Davvero!? E pensare che credevo di avere il privilegio di essere l’unico innamorato; non è per caso che ti sei innamorata di Romolo e trasferisci a me perché sono qui?”

“Le corna di tuo nonno, pace a lui; mi hai sconvolto la vita; hai fatto spesso questo gioco di scambiare la tua compagna con  la moglie di un altro?”

“Tecnicamente, mi è capitato di andare a una festa con una compagna e di trovarmi a scopare con molte altre; la cosa peggiore è che la mia dama non vedeva tra noi il fantasma della donna che amo da sempre e che ricorreva nel mio pensiero … “

“Vuoi dire che tutte le corna che mi hai fatto erano un omaggio a me?”

“Dico solo che spero che tu, mentre ti prendevi il cazzo dell’altro, avessi me nella testa … “

“Ti avevo in testa, nel cuore, nel sangue, nel desiderio, nella decisione di scoparmi l’altro; lo avevo deciso con te, lo facevo con te, lo avevamo preparato insieme; sai bene che sei rimasto sempre il mio unico amore; stasera ho sperimentato quello che per anni ho respinto senza accorgermene; c’ero io mentre chiavavi con Lorena; era me che sfondavi appena potevi; mi hai insegnato a scoparvi in due contemporaneamente e perfino a fare l’amore con una donna.

Non so quanto questa serata inciderà sui nostri rapporti, ma è certo che ho imparato ad essere in sintonia, ad essere complici, leali e chiari; se questo ci offre gli spunti per far sesso con tantissima gioia ed amarci come non ci siamo mai amati; se era una ipotesi di contratto per la convivenza, ci sto; se ci intendiamo che siamo liberi di fare sesso amandoci, allora io sono pronta a cambiare rotta.”

“Maria, non sempre tutto è così lineare; non tutte le coppie sono così ben armonizzate ed eleganti; dobbiamo elaborare strategie che ci consentano di cogliere dalla vita il meglio senza fastidi; dovremo essere di nuovo come quei due ragazzi che scoprivano il sesso; dobbiamo imparare a conoscere un altro aspetto del sesso, quello della lussuria, dell’estetismo, della bellezza dell’accoppiamento; non è un percorso facile … “

“Sei riuscito a insegnare a me sedicenne le vie per un sesso tutto d’amore; non puoi educarmi ad un sesso tutto libidine e gioia di vivere? Sto tirando via dalla tua teca sacra i due ragazzi che si amavano e voglio che ricominciamo da zero, con lo stesso impeto e con lo stesso entusiasmo; mi sono affidata a te da ragazzina; vuoi guidarmi ora che siamo adulti?”

“Sei troppo stanca o hai ancora spazio per un assalto? E’ molto tempo che non facciamo sesso con tanto amore!”

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