Anzi, ti chiedo formalmente che i tuoi uomini mi consumino facendo sesso, così le tue corna saranno ancora più vive, più numerose, più ramificate; se mi massacrano a scudisciate, fanno la tua vendetta; se mi massacrano a colpi di sesso, offrendomi gratis a tutti purché abbiano randelli asinini e mi facciano male, saranno tante corna per te, perché io sono ancora e sempre la tua compagna, anzi quella che ha avuto il coraggio di farti le corna e continua a fartele, fino all’ultimo respiro.”
…
C’è una logica ferrea, in quello che dice; e non posso fare a meno di ammirare quanto meno la capacità dialettica di Marina che non è, evidentemente, l’oca giuliva che credevo, buona solo a letto; la situazione che mi ha prospettato mi massacra; se cerco percorsi per vendicarmi, mi trovo solo a farmi male senza che niente di quel che è andato possa ritornare; se voglio fare giustizia degli errori commessi, il primo ad essere punito devo essere io che non ho saputo proporre nei modi giusti le idee che ho cercato di imporre ad una che ha carattere forse più di me, anche se non ha i miei mezzi e il mio potere.
Forse eleggerla ‘donna del capo’ avrebbe addirittura più prospettive; se dico che mi ero sbagliato e che non mi ha mai tradito, forse per qualcuno passo per ingenuo, ma riconquisto il mio amore e piego a me una donna che ho scoperto straordinaria; decido intanto di liberarmi dell’imbecille; lei mi conferma che davvero lo ha raccattato per caso e che non è riuscito a toccarla, che non ha nessuna colpa se non una frase stupida che ha già pagato con il vergognoso comportamento; gli ordino di prendere i vestiti e di sparire in silenzio e senza farsi vedere da nessuno; poi salgo sul letto dove lei ancora cerca stupidamente di coprirsi.
“Cosa hai da nascondere sulle tette? Cosa c’è che non conosco?”
“Str…o, lo sai che noi donne quando abbiamo paura del dolore ci proteggiamo innanzitutto il seno; di fronte ad un toro inferocito, armato di nerbo, che minaccia la mia integrità fisica, cerco di offrire il minimo possibile del corpo alla tua aggressione. Sei tu che mi minacci e mi costringi a difendere le mie fragili tette … “
“Quindi, non devo neanche cercare di toccarle?”
“Se le succhi, sono tutte per te, se le minacci, cerco di nasconderle.
“Quanta voglia hai di fare l’amore?”
“Dipende da quello a cui vuoi offrirmi per farmi massacrare … “
“Per legge atavica, la prima offerta deve essere al capo.”
“E allora il tuo capo ha diritto a tutto il mio amore che è intatto; diglielo e convincilo che lo amo davvero, più di quanto dichiaro, più di quanto appare, più di quanto crede lui e assai più di quanto crede tutto il mondo.”
“Se non provo, non credo! Cosa faresti per provare il tuo vero amore?”
“Qualunque cosa, senza limiti; ho commesso gravi errori, ho gravi colpe; è giusto che subisca qualche pena pesante.”
“Per esempio, la violazione dell’ano …?”
“Chiaramente era da prevedere che il protocollo di accordi partisse da quella richiesta … e ti dirò che il tuo capo mi fa felice perché adesso voglio anche io che mi massacri un poco, almeno nelle mie paure stupide. Abbiamo altro da dibattere o possiamo tentare di ricostruire il nostro amore?”
E’ scivolata sotto di me e mi si raggomitola contro; tra mille difficoltà, mi apre il vestito e me lo sfila, mi trovo nudo accanto a lei, che improvvisamente mi appare piccola e minuta, lei che ho sempre visto dominatrice e immensa; la bacio con delicatezza e lei mi cattura la bocca, infila la lingua e arriva a perlustrarmi fino alla gola; mi provoca un’eccitazione incontenibile.
“Ti amo; non me ne frega niente del mondo; ho commesso molti errori, ma ti amo, tanto, tantissimo; voglio ricominciare con te e tenerti vicino; non mi interessa il tuo potere, non me ne frega che sei ricco; ti amo, amo il tuo corpo, amo il tuo sesso, amo come mi fai godere, amo quando riesco a farti godere; non mi mandare via, non mi lasciare andar via!”
E’ la mia compagna, è la mia Marina, quella che avrei sempre voluto e con la quale non ho saputo avviare le cose nella maniera giusta.
“Marina, quanto ti piace il sesso; non il mio, il sesso, in generale?”
“Moltissimo; io do molta importanza al sesso, soprattutto quando serve a comunicare, a dirsi le cose.”
“Cosa mi diresti, se fossi libera di parlare?”
“Io parlo sempre liberamente, specialmente quando sbaglio; se vuoi sapere cosa posso comunicarti di nuovo col sesso, a parte la copula anale che spero realizzerai adesso stesso, mi piacerebbe un pizzico di esibizionismo di tutti e due, ma sempre nella logica del fare le cose insieme; ti prego di non rivangare il passato, anche se recentissimo. Potendo, organizzerei per noi due un’esperienza strana, di esibizione, di trasgressione, di molteplicità; ti farei accoppiare con un’altra ragazza e starei a guardarvi, poi ti chiederei di lasciarmi fare lo stesso con un maschio scelto insieme. Ti spaventano questi discorsi?”
“Chiedilo al fratellino al piano di sotto.”
“Oh dio, ti stai eccitando … ma allora?”
“Adesso, mentre io prima ti prendo davanti, poi ti svergino dietro, tu hai la facoltà, anzi il dovere, o di raccontarmi una delle copule più belle che ti sei fatta mentre mi cornificavi o di inventarti una situazione intrigante che ti piacerebbe costruire per noi in questa nuova dimensione.”
“Amplessi interessanti non ne ho fatti mentre ti cornificavo; le copule più belle, più intense, più ricche erano quelle che facevo la sera, tornando a casa, quasi per farmi perdonare di averti tradito; ti possedevo come tu nemmeno ti potevi immaginare, perché ero io che dominavo il tuo fallo profondamente conficcato nella mia vagina o nella mia gola; ero io che me lo risucchiavo dentro e lo mungevo finché non strappavo dai testicoli tutto lo sperma che potevo.
Tu eri troppo impegnato a proporti come maschio, per accorgerti che ero io a copulare; qualche volta, per la verità, te ne sei accorto e mi hai chiesto perché mi dessi tanto da fare; io ti rispondevo che il mio era amore, ed era molto vero, tanto che te ne convincevi e mi lasciavi fare.
Abbiamo vissuto quegli amplessi con tanta libidine che non può essercene uno che gli tenga testa; non so se tu eri distratto o se hai dimenticato la lussuria che c’era tra noi quando ti succhiavo l’arnese come se fosse l’ultima poppata della mia vita; ho rischiato decine di volte di soffocare perché la cappella mi sfondava l’esofago, non so se ci hai badato. Io ti ho amato infinitamente, in quelle occasioni; ed erano quelle in cui più meritavo di essere punita!”
“Non capisco niente di punizioni; ma sto rievocando una ad una quelle copule ed è vero; ci mettevi tanto amore che io mi sentivo invidioso perché non riuscivo ad amarti con la stessa intensità; possibile che il tradimento avesse poi la funzione di rafforzare l’amore?”
“Una prova la possiamo fare facilmente; prendiamo un bull e fammi fare l’amore con tutti e due; a te, do tutto il mio amore; a lui, do il sesso; poi vedremo se c’è differenza.”
“Stai già facendo la proposta di un esercizio da Spa o da privè?”
“Non siamo bambini; sappiamo che in quei posti si fanno certe cose; se decidi che possiamo aprirci a quelle esperienze, allora ti farò capire cosa intendo quando dico che amo l’amore a 360 gradi e che uso il sesso per comunicare tutto, anche e soprattutto l’amore.”
“C’è pericolo che ti innamori di un altro?”
“Il pericolo c’è sempre; il problema è se sono disposta ad aprire il cuore ad un altro amore; dopo le ferite che mi sono inferta, credo di averne avuto abbastanza; una cosa poi è certa; avevi ragione tu, come sempre; se dovessi sentire accendersi una fiammella d’amore dove cerchiamo solo sesso, ti avvertirei immediatamente e tu potresti spegnere quella fiammella o lasciarmi per sempre; quello non dipenderebbe più da me né da noi, ma dalla vita.”
“Sai dove trovo il lubrificante per il tuo sedere?”
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