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Campeggio in Istria
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Racconto12 min di lettura

Campeggio in Istria

"Gli esami non finiscono mai!" era il titolo di una commedia di De Filippo; ma, nel caso di questa protagonista, non servono a niente perchè non vuole imparare e misura tutto sulla sua presunzione; le lezioni le vengono anche da sconosciuti lontani da lei, come un giovane omosessuale o un'alunna del suo rgazzo; ma lei va per l sua strada e 'non si cura di loro ma guarda e passa'.

geniodirazza
1 anno fa · 681 letture · 0

“Ah, anche intelligente, la tua ammiratrice. E’ più bella di me?”

“Maria, che razza di domande fai? Laura è una mia bravissima alunna e niente altro; non puoi chiedermi se è bella più di te, è scortese con lei, con te e con me. Non riesco a capire questo tuo atteggiamento da gelosa, mentre un succhione al collo racconta ben altre vicende. Adesso mi costringi ad andare fuori dai gangheri! Ciao, Laura, scusami; ti richiamo!”

Gli metto il muso e non gli rivolgo la parola fino a casa; so che sto camminando sul filo di un rasoio e che rischio ogni momento di farmi molto male, ma ormai si è scatenato il mio desiderio di colpirlo e niente mi può fermare, neanche l’idea di trovarmi di colpo sola e senza appoggi; quando il mio orgoglio si inalbera, non conosce né limiti né ostacoli e pensa solo a colpire duro.

Rientrati in cucina, mentre Gianfranco sistema gli acquisti, io mi fermo ad osservare un piano di lavoro che sta preparando; si tratta del progetto di una vacanza in campeggio in Istria, di cui si era parlato prima della mia partenza per la Calabria, e che evidentemente lui ha continuato a perfezionare; itinerario, chilometri da percorrere quotidianamente, cartine, località e campeggi; tutto è stato studiato nei particolari ed annotato minuziosamente per garantire un viaggio con il minor numero possibile di sorprese.

Come è solito fare, Gianfranco si muove sempre con estrema cautela e cerca di tenere tutto sotto controllo, esattamente l’opposto di quello che faccio io che, per questo, mi rifiuto di essere sotto il suo controllo, impuntandomi a fare spesso l’esatto contrario di quel che lui mi chiede; questa è l’occasione giusta.

“Ti prepari ad andare in vacanza?”

Non mi risponde; adesso capisco che sta adottando la tecnica uguale e contraria; non dire una parola e decidere senza di me; comincia, per me, la sfida a chi è più orgoglioso; lui sa, deve sapere che non sono disposta a perdere.

“Io non vengo a questo campeggio; vai da solo, se ti va.”

“Dillo formalmente, per favore; anzi, scrivilo!”

Lo scrivo, con data e firma, e gli consegno il foglio; tira fuori il telefono e fa un numero.

“Laura, ciao … si, sono io; volevo scusarmi per il comportamento incomprensibile della mia compagna … si, è piuttosto libertaria; forse persino libertina. Hai detto che quest’anno niente vacanze. E se ti proponessi di venire con me in Istria, in campeggio, da poveretti naturalmente, … bada che non ho i soldi di tuo padre e dovresti adattarti ad una vita da campeggiatori! … Dici che si può fare? Avverti i tuoi e ci mettiamo d’accordo? Benissimo … Beh in due settimane, non ti posso promettere di essere santo; forse ci provo; sta a te decidere che fare; sei maggiorenne e vaccinata; se ti va, lo sai cosa provo per te …”

Sono esterrefatta!!!!!

“Che fai tu? Vai in campeggio con quell’ochetta giuliva?”

Mi agita sotto il naso la mia dichiarazione.

“E’ fresca d’inchiostro!”

Non so cosa rispondere e, nervosamente, mi metto a sfogliare la posta che ho preso dalla cassetta; c’è una comunicazione dalla Biblioteca Civica, con la quale non ho molti rapporti; la apro con curiosità, faccio un salto al soffitto e mi lancio in braccio a Gianfranco, baciandolo su tutto il viso.

“Ce l’ho fatta! Ce l’ho fatta! Ce l’ho fatta!”

Sto cantilenando come un karma e vedo la sua faccia atteggiarsi ad un punto interrogativo.

“In cosa, ce l’hai fatta?”

“Ho vinto il concorso da assistente bibliotecaria provvisoria.”

“Sono felice per te, anche se ‘assistente’ e ‘provvisoria’ non mi sembrano termini da esultanza!”

“Primo, il concorso l’ho fatto io, quattro mesi fa, senza dire niente a nessuno, senza nessun aiuto, quasi senza speranza; e invece sono risultata prima … ”

“Questo ti fa molto onore, conferma che non sei la stupida che tu ti consideri e che assumi come comportamento, ma che sei brava e, se ti impegni, sei in grado di reggere qualunque confronto. Sono felicissimo del tuo risultato e, visto che ti fa bene saperlo, sono felice che non me ne abbia nemmeno parlato ed abbia fatto tutto da sola. Cosa comporta, adesso, questa nuova situazione?”

“Tra quindici giorni dovrò prendere servizio, come semplice assistente e in via provvisoria; se le cose andranno bene, c’è in prospettiva l’assunzione a tempo indeterminato e la direzione di una biblioteca di quartiere; insomma, se non è la sistemazione, è un bel sentiero che potrei percorrere dopo la laurea.”

“Sono felicissimo per te! Nell’immediato, che decidi?”

“Se la tua Laura non può, io verrei volentieri con te in Istria, come avevamo sognato … “

“Vieni per passarti in rassegna tutti i fustacci che troveremo al campeggio e riempirmi di corna come pare che abbia fatto in Calabria?”

“Sei disposto a darmi fiducia ancora per una volta, l’ultima se io dovessi venir meno?”

“Io non ho smesso di amarti solo perché sei infedele per istinto; per essere onesto fino in fondo, ti dico chiaro e tondo che non ti sopporto più; però, se veramente vuoi cambiare registro …”

“Ho commesso moltissimi errori, quasi tutti per la scarsa fiducia che ho in me stessa ma che, vigliaccamente, attribuisco agli altri; per non ammettere che mi sento inferiore, urlo che sei tu a considerarmi incapace, ti odio e cerco di farti male. Questo episodio, quello del concorso, mi ha fatto capire che è la mia pigrizia a impedirmi di farmi valere; mi appoggio a te e ti attribuisco tutto, meriti e colpe che spesso mi invento per coprire le mie.

Ora so che quello che mi manca è la forza d’animo e l’impegno. Se tu sei disposto a pazientare ancora, spero in qualche mese di trovare un nuovo e migliore equilibrio. Se andiamo insieme in campeggio, avrai la più desiderabile compagna che tu abbia mai immaginato.”

“Mi spiace, ma il tuo comportamento mi ha indotto a coinvolgere Laura nelle nostre polemiche; se lei si è organizzata per venire con me in campeggio, devo lasciarti a casa; tu forse hai trovato il tuo sentiero; io non posso perdere la strada maestra solo perché una pellegrina ha deciso di tornare a casa. Puoi solo sperare che lei non abbia ottenuto l’autorizzazione a venir via con me. Contrariamente a qualcuna che conosco, Laura se non ha l’assenso convinto dei genitori, anche se è maggiorenne e libera di agire, non fa niente che possa disturbarli.”

“Ti offendi se provo a parlarle io?”

“Perché dovrei offendermi?!”

“Mi presti il tuo telefono? … Ciao Laura, scusami, sono la compagna di Gianfranco; volevo scusarmi per essere stata imperdonabile con te e con lui, stamane … Come? Non ti lasciano andare? …. Beh. Forse sono da capire; tu sei una ragazza assai giovane e bella; lui, anche se non ci sta bene, è comunque chiuso ancora nella tela del mio amore. Lo avviso io; e, sappi, non ho nessun motivo di rammarico con te, anzi mi stai molto simpatica; spero che ci vedremo ancora. Ciao.”

Chiudo la telefonata e lo guardo sorniona.

“Laura non ha avuto il permesso per fuggire con te … si la fuitina, quella che tua madre fece quando era incinta di te … e che tu speravi di fare con lei. … Lei non può ed io ti diffido formalmente dal cercare qualsiasi soluzione alternativa per la nostra vacanza in Istria. Era stata progettata per noi; c’è stato un temporale; ora però è passato, noi siamo tornati sereni e quindi il progetto torna nostro. Ti giuro che non te ne pentirai. Ti amo; poi ti dirò del giovane gay che mi ha dato una lezione tra Firenze e Bologna. Ti amo; ma ancora non lo avevo capito concretamente. Erano solo parole finora; da adesso, è amore vero.”

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geniodirazza

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