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Campeggio in Istria
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Racconto12 min di lettura

Campeggio in Istria

"Gli esami non finiscono mai!" era il titolo di una commedia di De Filippo; ma, nel caso di questa protagonista, non servono a niente perchè non vuole imparare e misura tutto sulla sua presunzione; le lezioni le vengono anche da sconosciuti lontani da lei, come un giovane omosessuale o un'alunna del suo rgazzo; ma lei va per l sua strada e 'non si cura di loro ma guarda e passa'.

geniodirazza
1 anno fa · 681 letture · 0

Campeggio in Istria

Il paesaggio, in quella prima parte del percorso che sono costretta a fare per statale, per i soliti problemi sull’autostrada Salerno - Reggio Calabria, è decisamente ricco di fascino e di suggestioni per una che torna a casa, dopo avere trascorso una settimana di incanto in ambienti assai simili a quelli che sfilano alla mia sinistra mentre vado verso il primo accesso all’autostrada per il nord.

Le spiagge lunghe, sabbiose, accarezzate dal mare e riarse da sole, che si stendono a vista d’occhio mi riportano al villaggio turistico dove fino poche ore fa mi beavo sotto l’ombrellone sorbendo una bibita ghiacciata, coccolata e accarezzata da Carmine, il bellissimo ‘saracino’ che mi ha incantato all’arrivo, una settimana prima, e mi ha seguito come un’ombra per tutto il mio soggiorno, regalandomi ore di passione sconfinata con la sua sessualità dirompente, con il fisico modellato sui bronzi di Riace, con il suo ‘armamentario’ degno delle più impegnative copule che si possano immaginare, con la delicatezza nei preliminari che mi facevano godere per ore, prima di arrivare a consumare concretamente il rapporto; ci penso con profonda nostalgia e tanto rimpianto per essere dovuta andare via forse troppo presto.

Contemporaneamente, mi viene alla mente Gianfranco, il mio compagno che mi ha quasi costretta a prendere quella decisione quando all’ultimo momento, con le valigie pronte, è venuto fuori con la convocazione per fare gli esami di stato in sostituzione di un collega che si è ammalato; quando gli ho chiesto perché non finga di ammalarsi anche lui ha tirato in ballo non so quali leggi per cui lui non può rifiutarsi, a pena di essere licenziato; non capisco perché un professore più anziano può permettersi di mandare un certificato medico e lui no; secondo me, ama la scuola più di me e si rifiuta di cercare scappatoie, più o meno legali, per poter passare una settimana con me.

Me ne sono andata, viola di rabbia; ho preso la sua macchina, ignorando le proteste di lui che dovrà sobbarcarsi ore di viaggio sui pubblici mezzi di trasporto per andare e venire da scuola; e mi sono fatta la tratta Milano - Reggio Calabria da sola; gli avevo promesso, minacciosamente, che lo avrei riempito di corna per tutto il tempo; ed ho cominciato dal motel dell’autostrada dove mi sono fermata per rompere il viaggio; ho agganciato un ragazzo di una trentina d’anni, un turista olandese in visita in Italia, e per tutta la notte ho copulato come mai prima in vita mia.

Ma il meglio l’ho dato al mare, al villaggio, dove ho incrociato immediatamente Carmine, ‘o sarracino, di cui cantava una vecchia canzone di Carosone, forse prima che io nascessi, ma che ho sentito da D’Alessio; anche se il cantante non mi piace troppo, la figura descritta mi ha sempre affascinato; e Carmine la incarna perfettamente; è stata una settimana di sesso sfrenato, senza regole e senza limiti, in cui ho dato il meglio di me stessa; per tutto il tempo, non ho pensato per un attimo di telefonare a Gianfranco

Ora, tornando a casa, qualche problema me lo pongo; da un lato, mi rendo vagamente conto di averla fatta assai grossa e fuori dal vaso; ho calpestato ogni principio di rispetto al mio compagno, dal quale in definitiva dipendo totalmente, essendo io solo una studentessa di lettere, fuori corso, che vive da mantenuta con lui, professore ormai affermato ed anche molto ammirato ed apprezzato in città; ho preso la macchina che era sua e per la quale avrebbe potuto sporgere denuncia per furto; insomma, l’ho posto nella condizione, e lo so, che dovrebbe darmi in calcio nei fondelli e spedirmi via a farmi la mia vita.

Dall’altro lato, mi rasserena la sua pazienza, ampiamente dimostrata, soprattutto con me; mi ama alla follia e mi perdona tutto, attribuendo le mie ‘sparate’ alla fanciullezza infinita e ad una totale incapacità di razionalizzare; anche per le corna che gli ho fatto in abbondanza, so che considera veniale il peccato di lussuria, se non è accompagnato dall’umiliazione dell’amore; io, quello, non l’ho mai calpestato; anche nei momenti di spasmo più lussurioso col saracino, la mia mente era a Gianfranco; so che lui ama affermare, quando si parla di queste situazioni, che una lavata e un’asciugata e non sembra neppure usata; di più, c’è l’incavolatura feroce che mi sono presa, senza motivo però, lo so bene; ma sul momento avevo agito d’istinto; sono certa, quindi, che spazzerà via le ubbie, quando ci rivedremo.

E’ lunga, l’autostrada fino a Milano; e fino a Firenze mi tocca viaggiare in compagnia dell’autoradio; arrivata ai piedi dell’Appennino mi vedo costretta a fermarmi, considerata anche l’ora ormai tarda, al motel di Firenze Nord per pernottare; nel viaggio di andata cercai compagnia e trovai l’olandese; ora decido di rinsavire almeno un poco e vado a letto da sola, subito dopo avere cenato; mi sveglio poco dopo l’alba e mi rimetto in macchina; al parcheggio del motel, trovo un giovane con zaino ed armamentario da campeggio; mi chiede se gli do un passaggio fino a Bologna, visto che va a Venezia; lo faccio salire e parto.

Durante il viaggio, si rivela molto disponibile al dialogo e, in breve, mi racconta che va a Venezia dove deve incontrare il suo grande amore, un ragazzo francese col quale da anni intrattiene una difficile relazione a distanza fatta solo di un amore sconfinato che consente a tutti e due di attendere tempi anche lunghissimi prima di potere stare insieme spesso anche solo una notte; gli chiedo come fa nei lunghi tempi morti tra un incontro e un altro; sembra non capire e gli preciso come se la cava col sesso; mi assicura che il loro amore è così grande che non sentono nessun bisogno di fare sesso con altri e che, se necessario, rimediano con la masturbazione contemporanea in skype, con grande piacere dei due.

“L’amore è anche sacrificio; e noi lo facciamo volentieri perché ci amiamo davvero; chi fa sesso con altri, blatera d’amore ma non ama.”

E’ una sferzata, ma non lo sa; mi limito a sentire il colpo sulla faccia e a domandarmi se non sono solo una troia.

Gianfranco non mi caccia via, quando lo abbraccio appena arrivo a casa; ma si rifiuta di baciarmi o di lasciarsi baciare e mi invita a coprire con la cipria il succhione che Carmine mi ha lasciato sul collo la sera prima della partenza; mi sento sporca, per la prima volta, e abbasso lo sguardo per intenerirlo; ma non ce n’è, almeno per il momento; mi ricorda che c’è da fare compere anche per la settimana di vacanza che vorremmo trascorrere insieme e andiamo al centro commerciale.

“Ciao prof, è la tua compagna questa bella ragazza?”

La sconosciuta è sbucata all’improvviso da una corsia parallela alla nostra e blocca Gianfranco con la sua figura meravigliosa; più di un metro e settanta di altezza, con due bocce da far invidia alle opere dipinte, due gambe lunghe chilometri, i fianchi stretti e sporgenti, insomma una bellezza tutta da ammirare.

Gianfranco sembra illuminarsi e le sorride a trentadue denti.

“Ciao, Laura, come mai qui, non sei in crociera coi tuoi?”

“No, mio padre ha dovuto rinviare, per lavoro, la partenza dello yacht e non si sa se riusciremo quest’estate a fare il periplo del Mediterraneo; mi sa che per quest’anno non faccio vacanze. Mi sarebbe piaciuto visitare Zante, la Zacinto di Foscolo, per tornare a raccontarti come è ora.”

“Non mettere il broncio, che diventi brutta; e tu non meriti di essere brutta, nemmeno per un secondo!”

Il complimento mi brucia l’anima.

“Questa bella ragazza chi è, un tuo amore segreto?”

“No, io sono una delle tante alunne innamorate di una persona straordinaria che ci fa vivere la letteratura come emozione ed entusiasmo.”

Prima di andare avanti…

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