“Se facciamo l’amore e resti incinta, vieni a vivere con me?”
“Amore, non siamo al mercato a fare acquisti. Mi fai fare l’amore o le conseguenze ti pesano troppo?”
“Tesoro, non sei più solo Corinna, sei il mio amore anche tu, adesso; ti amo e ti desidero, voglio la tua verginità e ti chiedo solo se, quando aspetterai un figlio mio, prenderai in esame l’ipotesi di venire a vivere con me e, se lo vuoi, di sposarmi; non voglio impegni o contratti; per ora stiamo solo parlando, anzi amandoci a parole; io voglio fare l’amore con te, adesso, nella mia casa che vorrei fosse anche la tua … “
“… e fermati qua, amore; al resto penseremo dopo, quando impareremo ad amarci e a fare l’amore.”
Rientriamo che non è ancora mezzanotte; sono costretto a guidarla, perché è la prima volta che entra a casa mia; aperta la porta, la blocco sulla soglia, la prendo in braccio e la porto così fino alla camera come si faceva un tempo per le spose vergini; la deposito delicatamente sul letto, chiudo la porta di casa e, quando torno, si è liberata del vestito ed è rimasta in intimo; la guardo impietrito dalla meraviglia e dallo stupore; è la Bellezza personificata e sento che me ne sono innamorato come un collegiale; la accarezzo delicatamente sul viso, quasi temendo di sciuparla.
“Da questo momento e per due giorni sei mio marito e devi trattarmi da marito, non da innamorato da cartolina!”
“Non potremmo allungare il contratto di qualche mese? Non ti sembrano troppo pochi solo due giorni?”
“Corinna lunedì mattina deve essere in servizio e l’ingegnere pure; la tua innamorata e il mio amore hanno due giorni per confessarsi tutto. Non perdere tempo.”
L’abbraccio lì dove siamo, in piedi, e sento il corpo vibrare di scosse elettriche che si trasmettono a tutte le fibre; un’emozione mai provata mi investe insieme all’odore particolare che emerge dal profumo che lei usa normalmente, una fragranza di neonato, di borotalco, di casa, di letto, di risveglio, di essenze varie che sprigionano dal corpo quando si rilassa con il sonno, con la gioia, con la serenità, con l’amore, con la voglia di sesso; ne resto stordito e non riesco a riprendermi; poi la sua lingua mi esplora la bocca, il suo ventre mi preme il sesso e vedo girandole di colori ruotarmi davanti agli occhi.
Quella donna mi ha stregato e non sono più padrone di me; sento solo il sesso che si gonfia fino a farmi male e che freme dalla voglia di penetrare in quel corpo delicato, di alabastro, che stringo fra le braccia, desideroso di assimilarlo in me e timoroso di infrangerlo, se stringo troppo; Corinna mi spoglia con frenesia e, quando ha scoperto il torace, sembra ubriacarsi anche lei degli odori del mio corpo, affonda la bocca nei peli del petto e sembra leccarmi, succhiarmi, mangiarmi, divorarmi; si stacca un attimo e mi sussurra ‘ti amo’, mi implora quasi di prenderla, di darle tanto amore.
La spingo supina sul letto, le sfilo via insieme il minuscolo perizoma e le autoreggenti; mi incanto per un attimo a guardare la vulva pelosa, carnosa, già rorida di umori; mi chino a sfiorarla solo con un bacio, salgo sul letto, mi stendo su di lei e mi sistemo sul suo corpo, facendo coincidere le membra singolarmente; appoggio il sesso fra le cosce, con la punta all’imbocco della vagina; le sussurro tutte le più stupide frasi d’amore che il cuore mi detta e sento che il sesso mi si gonfia ad ogni parola, che l’asta si irrigidisce contro di lei e che, con leggere spinte, la mando a riempire il canale vaginale; ha lo sguardo stravolto, gli occhi sono addirittura rovesciati e la gola è aperta ad un grido che è silenzio totale.
Mentre le urlo per l’ultima volta ‘ti amo, Corinna!’, sento che l’asta penetra fino in fondo, travolge l’imene con un suo lamento di dolore ed urta la cervice dell’utero, per la prima volta in assoluto toccata da un organo estraneo; la sento singhiozzare dolcemente; le accarezzo il viso e le asciugo coi baci le lacrime dagli occhi; mi stringe i lombi e cerca di farmi entrare tutto in lei; mi prende la testa, mi bacia mentre mi sussurra ‘ti amo, sono tua finalmente!’; ho bisogno di riprendere fiato, sono in apnea e, forse, sono innamorato pazzo.
Ma, se essere pazzi significa essere così in paradiso, voglio esserlo, senza riserve; sono imprigionato nella sua vagina, ma soprattutto nel suo amore, forse in un sua tela di inganni, direbbe Bianca se ci vedesse; ma non sento neanche il bisogno di montarla in un normale amplesso; i nostri sessi sembrano dialogare per conto loro e il suo utero sembra mungere autonomamente lo sperma dai miei testicoli; mi accorgo di eiaculare solo quando ormai mi sono completamente svuotato in lei, che non mi molla di un centimetro, anzi mi stringe le gambe intorno al corpo e mi cattura come a non volersi mai più staccare; mi abbandono al suo abbraccio e lo favorisco, con tutto l’amore di cui sono capace; quando finalmente riusciamo a staccarci un attimo, è solo per cominciare un serie di coccole, di carezze, di dolcezze, di carinerie che non ricordavo di avere mai fatto in nessun rapporto, neanche nei momenti migliori.
Quando mi stacco definitivamente, mi accorgo che il lenzuolo è sporco di sangue e di sperma; mi prende un attacco di profonda tenerezza per lei che, alla sua età, mi ha offerto, anzi, a lungo ha preservato per me, una purezza fisica e di sentimenti che neanche a diciassette anni l’altra aveva potuto; non so come valutare questa donna che adesso, da perfetta massaia, anziché preoccuparsi del piacere che ci stiamo gustando, pensa al lenzuolo da mettere in lavatrice perché ‘il sangue non viene via’; vorrei odiarla, se non fosse che proprio quest’attenzione minuziosa ai particolari ne fa la bellezza e la grandezza; lascio che cavi via la biancheria e la infili nella lavatrice e poi la tiro a me sul letto spoglio.
“Amore, facciamo un primo patto; dopo che ti sei occupata di nostro figlio e della casa, poi ti occupi assolutamente ed unicamente di me e del nostro amore; se è andata bene, a fine ciclo saprai che sei incinta, le lenzuola sporche sono sistemate; ora c’è la mia passione che ti reclama; abbiamo fatto l’amore una prima volta, come è in tutti i manuali di matrimonio; adesso possiamo fare tanto sesso come tutte le giovani coppie che hanno sempre paura che non avranno più tempo, in vecchiaia? Ti offendi se dico che adesso vorrei possederti in ogni dove con tutto l’amore del mondo?”
“Che significa ‘in ogni dove’?”
“Ignori davvero anche i basilari del sesso? Allora diciamo che possiamo fare l’amore con le tue e con le mie mani, con la tua e con la mia bocca, che posso amarti davanti, sui seni e nella vagina, e dietro, nel sedere. Almeno questo, lo sai?”
“Non avere fatto mai sesso non significa che non so che cosa sia fare sesso; so documentarmi anche io. Tu adesso ti metti lì, mi fai tutto quello che un uomo può fare a sua moglie in due giorni di luna di miele e lunedì mi rimandi al mio posto piena d’amore, in tutti i sensi e in tutto il corpo, non solo nel cuore e nella mente.”

