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Bianca e Corinna
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Bianca e Corinna

I PREVEDIBILI E SPECIOSI ASSIOMI DI UNA NINFOMANE NON REGGONO A LUNGO

geniodirazza
1 anno fa · 4.874 parole · 22 min
391 letture

Bianca e Corinna

Sono ormai due anni, esattamente da quando si è laureata, che Bianca occupa nella mia vita un posto di rilievo; l’ho conosciuta almeno sette anni fa, ne aveva solo diciassette la prima volta che ci baciammo, ma non ha mai voluto dare una definizione formale del nostro rapporto; quando comincia a lavorare in banca e si rende abbastanza autonoma anche economicamente, rifiuta di sistemarsi con me, nel mio appartamento in centro.

Preferisce continuare a vivere nel suo monolocale, per mantenere la sua libertà, a cui non ha mai voluto rinunciare, di incontrare gente e, se le viene voglia, di copulare con persone incontrate al bar o in discoteca; la sua inamovibile convinzione é che l’amore sia una cosa che giura di riservare solo a me; e che il sesso sia altra cosa, elargibile ad altri, solo per soddisfare un capriccio o sfogare una voglia, senza che il sentimento d’amore ne risenta.

E’ senza dubbio la più folle ed assurda concezione di vita che si sia mai immaginata; come è facile intuire, scatena la mia rabbia continuamente; ma da sempre Bianca è abituata ad averla vinta qualunque cosa dica, o voglia o imponga e, visto che mi sono ormai rassegnato a disinteressarmi totalmente della sua vita e a lasciarle fare tutto quello che vuole, senza limitazioni o condizionamenti, la prego soltanto di evitare qualunque cosa possa rivolgersi contro di me, a cominciare da maternità ambigue e indesiderate; o coinvolgermi in scandali strani, a cominciare dalla taccia di ‘cornuto’ che normalmente nasce in questi casi.

Fa spallucce dichiarando che non si cura dell’opinione degli stupidi e va per la sua strada; in due anni di tacita sopportazione, non ci sono episodi che destino scalpore o attenzione e faccio finta di ignorare come passa specialmente i sabato sera quando è proibito tassativamente fare qualcosa insieme perché deve sfogare il suo bisogno di vita con amici più giovani di me, ed anche di lei, talvolta.

Decido allora di pagare con la stessa moneta, mi guardo intorno, anche nel giro delle sue amicizie, e mi rendo conto in brevissimo tempo che sono stupido a fossilizzarmi sul presunto amore per Bianca; in realtà, moltissime donne ambiscono fortemente a passare almeno una serata con me, avendo saputo che frequento ambienti di lusso, a cui si possono accostare solo se sono in mia compagnia; nel giro di un paio di mesi, esco con molte di loro e, dopo la serata e sull’onda dell’entusiasmo di averla vissuta, tante vengono a casa mia e passano la notte con me; la cosa peggiore è che non provo quasi niente per nessuna ed ognuna mi passa sulla pelle come l’acqua della doccia.

Allora, in qualche modo, mi sorge il dubbio che ci possa essere, in fondo all’assioma di Bianca, qualcosa di credibile, perché effettivamente, con quelle donne, riesco a praticare un sesso tecnicamente irreprensibile; ma non a metterci un granello dell’amore che ho sempre provato con Bianca; mi viene persino il sospetto che non sia un assurdo pensare che, lavandosi e asciugandosi, lei possa davvero cancellare le tracce anche della copula più intensa, mentre rimane intatto il sentimento che ci unisce.

Quello che non mi va giù e distrugge ogni credibilità di quella ipotesi, è la domanda perché lo faccia, perché offende ed umilia il nostro rapporto e la mia dignità potendo chiedere insieme sesso e amore; ma forse il segreto è in una smania strana di rimanere giovane anche quando gli anni passano; in sostanza, Bianca non accetta quello che per me è diventato un modo di pensare, l’accettazione di una abitudinarietà borghese imposta dalla stessa vita; e assolutamente non vuole che diventi anche per lei il parametro di esistenza; il desiderio di ribellarsi la trasforma in una falena impazzita che si butta contro tutte le fonti di luce.

Proprio quando le mie certezze cominciano a vacillare per la spietatezza dell’analisi, più che per una oggettiva prevalenza delle affermazioni di Bianca, un episodio interviene a sconvolgere l’assetto; sono rimasto solo, senza appuntamenti, un venerdì sera; non ci sono cerimonie ufficiali in vista e la prospettiva di passare una serata in totale solitudine e noia si fa sempre più vicina e ineluttabile; quando già sto per telefonare al ristorante dove talora ceno, la mia segretaria personale, Corinna, arrossendo vistosamente, mi chiede se ho già deciso dove e come cenare, per prenotare, eventualmente, aggiunge quasi a giustificare l’ingerenza; in un empito strano di onestà, le confesso che ho davanti una serata di noia e di vuoto; sembra quasi illuminarsi; mi chiede se accetto di condividere la solitudine con lei; la guardo sorpreso.

Non ho mai preso in considerazione l’ipotesi di cenare con la mia efficientissima segretaria, anche se da anni ormai condivide davvero tutti i segreti dell’ufficio, anche alcuni di particolare delicatezza!; solo adesso mi rendo conto che mai l’ho presa in considerazione come persona e come donna; quasi per rimediare ad un errore ripetutosi per troppo tempo, le chiedo di prenotare nel locale che preferisce; sceglie un ristorante di pesce, sulla costa, e mi avverte che è opportuna una mise elegante; le suggerisco di provvedere per tutti e due e di usare liberamente la carta di credito societaria facendo figurare la cena come un incontro di lavoro, per scaricare le spese; non batte ciglio e organizza tutto rapidamente.

Alle otto di sera vado a prenderla al Centro Estetico che mi ha indicato e mi trovo di fronte ad una autentica Venere nuovo formato; fuori dalla ‘divisa’ da segretaria, Corinna è un autentico splendore di donna, bellissima, ottimamente carrozzata, con gambe chilometriche snelle ed eleganti che sbucano da uno spacco vertiginoso nell’abito di seta nero; con fianchi carnosi e disegnati perfettamente a creare un sedere magnetico che invita a stuprarla; con un seno matronale, ricco, prepotente capace di sfidare tutte le leggi della fisica e sporgersi aggressivo con capezzoli come spuntoni d’acciaio atti a ferire … o di dare dolcezza; con un viso che avrebbe incantato il più smaliziato dei pittori del Rinascimento, incorniciato da una capigliatura curata come un’opera d’arte.

“Mi impressiona vederti; ho paura di sciuparti se solo ti tocco!”

“Non essere uno stupido lumacone; indossa il tuo abito e vedrai che gran fico avrò come cavaliere; sarò io a non doverlo toccare per non sciupare la sua immensa bellezza!”

Ridendo, mi faccio vestire dagli addetti dell’atelier, prendiamo la mia auto e in meno di mezz’ora siamo al ristorante sul mare; la cena, di suo, è veramente deliziosa; ma Corinna la rende memorabile; non parliamo molto, mentre mangiamo; ma ci diciamo dolcezze forse banali che ci riempiono il cuore e rendono la serata epica; quando, davanti alla balaustrata sul mare, le prendo il viso e la bacio, lei mi accoglie come se mi avesse atteso da una vita e ci scambiamo un’autentica promessa d’amore e di passione; Corinna mi sussurra un ‘ti amo’ che a malapena sento; ma le rispondo con un ‘ti amo’ veramente convinto e lo faccio sentire a tutti, non solo a lei; manca poco che ci scappi l’applauso.

“Corinna, cosa vorresti fare adesso?”

“Io vorrei che andassimo a casa tua; ma prima devo avvertirti di una cosa. Io non ho mai fatto l’amore … Sì, sono ancora vergine, a venticinque anni quasi; ho giurato a me stessa che l’avrei fatto con un uomo di cui mi fossi innamorata veramente, profondamente; adesso so che voglio farlo con te. Inoltre, non ti permetto di usare contraccettivi; oggi sono all’apice della fertilità e, se mi fai fare l’amore, è probabile che resto incinta; io non ho nessun dubbio; se succede, appena sarà necessario, mi licenzio da te, mi cerco un nuovo posto di lavoro e allevo nostro figlio come solo mio, se tu non te la sentirai. Vuoi portarmi a casa tua o mi accompagni a casa mia e mi lasci sul portone?”

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