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Racconto55 min di lettura

Autostrada

I casi strani della vita

geniodirazza
1 anno fa · 526 letture · 0

Loredana mi prende in disparte e mi ‘obbliga’ a mettere a disposizione della mia ex moglie il suo miniappartamento, almeno finché non trovi una sistemazione dignitosa; adattandosi agli spazi ridotti, potrà avere una vita per lo meno accettabile; continuando a fare la buona samaritana, la mia compagna fa presente che l’aspettativa a stipendio zero mette in grave difficoltà la mia ex e che qualunque giudice mi imporrebbe di mantenerla per la conclamata impossibilità di provvedere a se stessa.

Sono rabbioso con tutte e due, l’una perché la sua mentalità contorta e distorta scarica su di me errori infantili; l’altra, perché la sua eccessiva bontà mi impone di accettare corna e conseguenze senza poter nemmeno muovere un rimprovero; per Loredana, quelli che la coscienza impone a Maria sono abbastanza pesanti per punirla adeguatamente; non posso dimostrare il contrario e devo accettare il suo punto di vista.

Siamo in qualche modo alla ‘resa dei conti’, lunghi e salati, per tutto quello che in poco più di un anno è successo, ma che ha radici antiche; mentre io e Loredana siamo totalmente presi dal bambino e dalle sue necessità, Maria se ne sta seduta al tavolo di cucina, meditando forse sugli errori commessi; la ‘sparata’ ci coglie decisamente alla sprovvista.

“Che mi rispondereste se vi proponessi di tenermi qui, nella casa che ora è vostra? Loredana potrebbe riprendere il suo posto al lavoro, se ci fossi io ad occuparmi del bambino … Lo so che sto dicendo una delle mie assurdità, ma molte cose sono successe che hanno cambiato le prospettive; oggi so che devo affidarmi a qualcuno; e più di voi non riesco a vedere amici sinceri e affidabili; non inciderà sulla pratica di separazione e di divorzio. Mi adottereste, in pratica?”

Io sono decisamente sconvolto da un tanto repentino cambio di atteggiamento; Loredana invece sembra quasi assentire; non riesco ad articolare parola, tanto mi ha spiazzato la proposta; non so se considerarla un’altra follia della mia ex, che non ne ha fatto poche da quando la conosco; se temere che sia anche questo un tentativo per colpirmi alle spalle e farmi ancora del male, addirittura negli affetti più cari; o se considerarla sul serio una richiesta di aiuto.

Loredana non ha dubbi e parte subito all’approfondimento; chiede a Maria cosa sia successo per farle cambiare di colpo atteggiamento; lei le spiega che la morte vista così da vicino col terrore di rimanere uccisa, l’odore del sangue, le esplosioni, tutto quello che ha vissuto negli ultimi mesi di soggiorno in Calabria l’hanno profondamente scossa ed ha rivisto tutta la sua vita; quello che un tempo le appariva da sogno, ora è una quotidianità serena, equilibrata, di affetti e di dolcezza.

In un lampo, si è resa conto di avere sprecato tutta una vita, persa dietro un’idea di libertà che si è rivelata libertinaggio, immoralità, perversione; ha capito di colpo che l’amore è stato il grande assente della sua vita; neanche di me è stata mai veramente innamorata, io sono stato il ‘partito sicuro’, l’uomo che poteva garantirle sicurezza economica e, quindi, anche autonomia e possibilità di disporre di se stessa.

La rivelazione in parte mi sconvolge; esasperato, le chiedo che cosa voglia adesso da me, dopo le mortificazioni impostemi, compresa quest’ultima rivelazione.

“Gigi, se ce la fai, perdonami; le mie colpe sono state quelle di una ragazza senza personalità che si è attaccata a suggerimenti esterni per costruirsi una vita di eccessi e di imbecillità; dopo avere sfiorato la morte, sento il bisogno di sentire intorno a me qualcosa di vivo, di autentico, di pulito; voi siete tutto questo, tu la tua compagna e vostro figlio, una famiglia vera, strutturata, senza bisogno di certificati; ti chiedo solo di lasciarmi sfiorare questo cerchio magico, di stare ad ammirarvi.

“Guarda che la vita non è una recita; non sono disposto ad esibirmi per una ragazzina spaesata … “

“Gigi, non bestemmiare; questa donna che hai vissuto per anni come compagna, con tutti gli equivoci che vuoi, per la prima volta parla chiaro e ti dice che cerca, innanzitutto, amicizia; io sono pronta a diventare davvero sua amica, se lei saprà ricambiare l’affetto con la stessa intensità; lei vuole recuperare l’amore materno, attraverso nostro figlio; io sono pronta ad affidarglielo, se saprà viverlo come suo e costruirsi un centro su cui far ruotare la sua vita.

Vi siete scannati abbastanza; è tempo di percorrere altre vie; non escludo che, tra le altre cose, impari anche a recuperare l’amore, spero non per te che sei mio ormai, e che possa ricostruire la felicità in cui si è agitata senza riuscire a coglierne il senso.”

“Gigi, non voglio rubare niente a nessuno; se non ti va di avermi tra i piedi, posso vivere nel mini che hai detto, ma vorrei avere la vostra amicizia e costruirmi l’amore di vostro figlio; ti costa tanto pazientare per vedere se funziona?”

“No; mi fa anche piacere l’idea che, almeno in parte e con ritardo, io possa avere tra i piedi la donna che avevo sognato ma che esisteva solo nei miei vaneggiamenti; spero solo che non me ne farai pentire; non avrei pietà, in quel caso!”

Hanno bussato e Loredana va ad aprire ad Ortensia che esordisce con la solita aggressività contro di me; la risposta di Maria spiazza tutti; un colpo violento sulla guancia con la borsa la sbatte giù dalla sedia.

“Troia, hai finito di plagiarmi; mi hai distrutto la vita, da quando eri una ragazzina traviata e mi svendevi ai tuoi compagni di bagordi imbonendomi con discorsi assurdi di libertà, fino alla realtà che volevi rendere mio marito schiavo alle tue perversioni come hai fatto col povero Giovanni che ha pagato tutto mentre tu te la sei cavata con la mia complicità; ho capito che sei ignobile e troia dentro, che hai perseguito il tuo desiderio di annientare la mia serenità e di avere Gigi ai tuoi piedi.

Adesso la misura è piena e ti giuro che, se non sparisci dalle nostre vite, quello che hanno fatto a Giovanni ti apparirà dolcissimo rispetto a quello che farò fare a te, a costo di prostituirmi ad uno di quei malavitosi che hai coccolato e raggirato come sai fare solo tu. Vattene e non comparire più sul nostro orizzonte o saranno guai per te.”

“Maria stai dicendo che è stata lei a plagiarti, da quando non ancora eri sposata con Gigi?”

“Sì, Lory; il mio problema è la mancanza di autostima; mi ha raggirato, concupito e costretta a fare le peggio cose per realizzare, attraverso di me, le sue perversioni; lei se ne stava a guardare mentre caproni amici suoi mi sfondavano, mentre mi comportavo da adultera con mio marito che mi aveva indotto a non amare perché troppo potente … basta, vattene vattene VATTENE!!!!!”

“Ortensia, esci da questa casa e non sfiorarla più nemmeno con lo sguardo; ho buoni amici, lo sai; sarò io a trasmettere l’ordine di fare quel che Maria ha minacciato; Lory, se credi che la tua amicizia può fare bene alla mia ex, io sono d’accordo; anche io imparerò ad esserti amico e a cancellare gli errori; se vuoi frequentare questa casa e prenderti cura di nostro figlio, sei la benvenuta; nonostante tutto, sei stata mia moglie per dieci anni e io ti amavo, sul serio, anche se tu mi hai fatto solo male.”

“Vi ringrazio; ci proverò e voglio riuscirci, stavolta; so di essere più forte di come mi comportavo; Lory, non cercherò mai di rubarti l’uomo che ami; ma se l’amore che non ho saputo cogliere saltasse fuori sarò l’amante clandestina, la terza donna, quella della terza piazza; non te la prendere; non è un membro di qualche centimetro a determinare il rapporto; sono ben altre cose l’intesa, l’amicizia, il rispetto e l’armonia; quelli ce l’hai e sono il vostro patrimonio vero.”

Ci pensiamo ancora, a quel pomeriggio a casa nostra, mentre, un anno dopo, il bambino annega nei giocattoli sparsi sul tappeto ai piedi del letto ed io mi devo barcamenare tra due donne amate ed eccitate che non mi danno requie; finora ce la faccio a tenere testa a due Erinni; ma più avanti negli anni?

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