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Autostrada
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Racconto55 min di lettura

Autostrada

I casi strani della vita

geniodirazza
1 anno fa · 526 letture · 0

Neanche nelle classi possono andare sicure, perché gli studenti, abituali frequentatori di certi siti e al corrente quindi di quanto hanno fatto, non lesinano battute, richieste oscene, commenti aspri ed insomma rendono la loro vita impossibile; il dirigente è costretto ad assegnarle a funzioni marginarli e ad invitarle a sfruttare tutte le possibilità che hanno di stare il più lontane possibile dall’Istituto; una sorta di ‘dagli all’appestato’ le emargina e rende loro la vita difficile.

Con una decisione che ai più sembrerebbe almeno azzardata, ma che per la loro tigna si propone come il gesto di forza più eroico possibile, scelgono di andare a fare vacanza in Calabria, in un villaggio equidistante dalle destinazioni, forse per familiarizzare con l’ambiente di gozzoviglie prossime venture; intanto l’avvocato presenta gli esposti per opporsi alla richiesta di separazione legale e cerca di allungare i tempi per ottenere benefici.

Il destino, che è spesso definito perfido, ironico, crudele, a seconda delle situazioni e dei protagonisti, anche in quell’occasione si diverte a giocare con le nostre vite; proprio mentre infuria la guerra tra me e la mia ormai ex moglie, mi arriva la proposta più ghiotta e straordinaria che potessi desiderare; una società internazionale mi incarica delle indagini preliminari per una bretella che unisca l’entroterra calabro alla zona costiera della statale e dell’autostrada.

E’ un incarico di grande responsabilità ed altamente remunerato, decidere il tracciato migliore; sono in molti ad avvertirmi che una nuova strada cambia il destino di un territorio; che il profilo che devo tracciare insiste su terreni sui quali dominano le diverse ‘famiglie’ e che sarà un problema evitare condizionamenti; l’importanza della sfida mi induce a maggior ragione ad accettare l’incarico; la fiducia di Lory e il suo invito ad affidarmi alla mia onestà nelle scelte, mi sono fondamentali.

La sede operativa della società committente è in una cittadina turistica assai rinomata, dove cinque anni prima abbiamo trascorso le fatidiche vacanze, io e mia moglie; ci vado, per una ricognizione sul territorio, e mi sistemo in un elegante albergo sulla strada costiera, a breve istanza dal villaggio dove Maria ha consumato il suo primo adulterio, almeno il primo documentato nei video di cui sono entrato in possesso.

Arrivo in mattinata presto, con un volo diretto, e mi sistemo in albergo; faccio un veloce giro nel territorio per rendermi conto della realtà e vado a pranzare, per una sorta di pellegrinaggio laico, nel ristorante del villaggio turistico dove ricordo di avere mangiato assai bene; anche se la direzione è cambiata, il livello è rimasto lo stesso; mi accingo a rientrare in albergo per riposare, quando mi rendo conto che il destino mi ha giocato un altro scherzo inaspettato.

Le due ‘cugine terribili’ hanno scelto, per la loro vacanza in Calabria, proprio quel villaggio; forse anche la mia ex moglie ha deciso una ‘rimpatriata’ ed ha convinto Ortensia a fermarsi proprio lì; le vedo andare verso la fila dei bungalow accompagnate da due giovani ‘bronzi calabresi’ di grande fascino e dalla figura aitante e salda che lascia intuire una buona dotazione ed esperienza da vendere nell’accalappiare signore vogliose.

Mi trovo a seguire la mia ex quasi con la libidinosa voglia di vederla all’opera; per fortuna, i bungalow hanno finestre che affacciano sul retro e riesco a rintracciare quella dove Maria si è appartata col suo ‘ganzo’; entrano in camera che già si baciano e si palpano; devo riconoscere che il ragazzo, avrà avuto poco più di vent’anni, ci sa fare assai; le sue mani corrono sul corpo di lei stimolandole una voglia che conosco assai bene.

In un attimo le sfila l’inutile pareo che non copre niente e fa cadere il reggiseno del costume facendo esplodere letteralmente i seni superbi e carnali che pastrugna con sapienti movimenti per andare ad artigliare i capezzoli; dalle reazioni del viso di lei è chiaro che la sta facendo godere molto; una sua mano è già sul sesso, dentro il pantaloncino, e tira fuori una sberla oltre i venti centimetri che prende a manipolare con una sapienza che non le ho mai visto usare.

Siede sul letto, abbassa il pantaloncino e imbocca la mazza; la lecca a lungo e con gusto, dai testicoli al meato urinario; impiega un tempo interminabile ad attraversare tutta la dimensione, mentre una mano freneticamente si agita nella vulva alla ricerca del suo piacere; verifico, e riprendo anche col telefonino, almeno due orgasmi forti, mentre succhia con gusto mai visto la mazza che infila tutta in gola fino a sfiorare con le labbra il pelo pubico di lui.

E’ in gamba, il giovane amante; la spinge schienata sul letto e si inginocchia fra le sue gambe; da il via ad un cunnilinguo stratosferico; sento i gemiti di lei e gli urli ad ogni orgasmo violento, tanti che smetto di contarli; dopo avere leccato l’ennesimo squirt che lei gli ha sparato sul viso, la fa girare carponi sul letto e, in piedi accanto al bordo, la infila a pecorina in vagina; lei lo incita, con gli occhi fuori dalle orbite, a spingere sempre più dentro la nodosa mazza che accoglie con libidine estrema.

Il partner sfila l’asta alla vagina e appoggia la cappella all’ano, senza lubrificazione; lei non batte ciglio ed accoglie la mazza nel retto finché i testicoli le picchiano sulla vulva; tra lui che spinge a morte contro il sedere e lei che gli urla di romperle tutto, non è facile stabilire chi copuli con chi; quando lui, con un urlo, si stringe col ventre contro le natiche di lei, si capisce con chiarezza che ha avuto un lungo orgasmo; gli spruzzi stimolano quelli di lei che urla ad ogni godimento.

Si distendono sul letto quasi per riposare, quando la porta si apre e lascia entrare l’altro giovanotto, che evidentemente fino a quel momento ha copulato con Ortensia; basta un cenno e si danno il cambio; il nuovo venuto sembra alquanto più delicato; monta sul letto e si distende subito sopra la mia ex, succhiandole i capezzoli e ravanando con una mano in vagina; lei si abbandona golosa al nuovo piacere e se lo tira addosso, afferra la verga e la porta alla vulva.

Il nuovo venuto la possiede immediatamente alla missionaria e vedo le mani di lei artigliare la schiena, fino a graffiarla nell’empito del piacere; il ragazzo è molto resistente e la pompa per una mezz’oretta senza eiaculare; quando si stacca sfilandosi dall’utero, lei prende a baciarlo su tutto il corpo, quasi con amore, ma sicuramente con una passione infinita; vanno avanti per più di un’ora e lui la possiede in tutti i buchi.

Stanco e nauseato dallo spettacolo, mi allontano, faccio il giro e mi vado a sedere su una sdraio di fronte al bungalow; quando i quattro escono, vedo Maria sbiancare.

“Gigi, che ci fai qui?”

Non le rispondo in aperto disprezzo.

“Allora, mi dici che cavolo ci fai qui?”

Mi rivolgo al ragazzo che l’ha posseduta per ultimo.

“Dica alla signora che la legge ci vieta di parlare, perché siamo in regime di separazione di fatto e in attesa della legalizzazione; la avverta che ho filmato la sua performance e che ora sarà anche più semplice divorziare.”

“Scusa, ma tu chi diavolo sei?”

“E’ il mio ex marito; non so cosa ci faccia qui … “

“Faccio il mio lavoro … “

“Spiarmi mentre copulo?”

“Dica alla signora che se mi rivolge ancora la parola, dovrà renderne conto al giudice …. “

“Allora te lo chiedo io, che non sono tua moglie. Perché ci spiavi?”

“Oh, la carissima Ortensia, le gemelle del sesso inseparabili. Io qui ci lavoro; se la sua apertissima cuginetta avesse mai avuto il buonsenso di occuparsi della casa, saprebbe che faccio l’ingegnere e che sono qui per la nuova bretella tra l’hinterland e la costa; delle vostre copule non me ne frega niente; l’utero è vostro e, a quel che mi risulta, lo gestite con moltissimi soci, quando, dove e come vi pare; non è un problema mio, ma l’avvocato saprà come usare questi eventi … “

Le lascio alle loro considerazioni e vado via; passo il pomeriggio ad incontrare persone; per la cena, decido di andare allo stesso ristorante, per la bontà del cibo, ma anche perché ho la sensazione che le avrei trovate ancora lì; cosa che puntualmente avviene; quando se ne accorge, il giovane amante di lei viene verso di me con aria aggressiva.

“Si può sapere che ci fai qui?”

“L’ingegnere è un nostro caro amico; è qui per i lavori alla bretella autostradale; la signora è la sua ex mogie; tu sparisci e aspettati quello che compete agli imbecilli che offendono gli amici.”

Ha parlato un tale sulla cinquantina comparso quasi dal nulla.

“Ragioniere, mi creda, io non sapevo; … ho visto una bella tardona, mi ha chiesto di fare sesso e non mi sono tirato indietro; … non volevo offendere nessuno, tanto meno le persone protette dalla famiglia … “

“Prega Iddio che ti conservi ancora il sesso; ho paura che pagherai cara la tu ignoranza … Ingegnere, sono il suo interlocutore per la faccenda dei lavori, ragioniere Bonaiuta, capo dell’ufficio amministrativo; sono a sua disposizione per la ricognizione che deve fare … “

Maria è allibita.

“Che diavolo significa tutto questo? Da quando hai amici in Calabria? Che storia è questa, della bretella?”

“Signora, per essere una professoressa, lei pecca molto sul piano della morale; ma le manca anche un poco di intuizione; non si deve essere casti né particolarmente intelligenti per capire che l’ingegnere suo marito in primo luogo non può rivolgerle la parola; che neppure lei dovrebbe farlo, visto che siete in tribunale per la separazione; che è qui per un lavoro adeguato alla sua qualità professionale, di cui lei evidentemente non si rende conto; che sarà una realizzazione di grande utilità al territorio e che molte persone influenti gli sono grate per quello che fa.”

Prima di andare avanti…

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