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Autostrada
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Racconto55 min di lettura

Autostrada

I casi strani della vita

geniodirazza
1 anno fa · 526 letture · 0

“Non ha detto nessuno che li ho avuti; ti ho detto che qualcuno me li ha fatti vedere, forse per umiliarmi come hai fatto per cinque anni; evidentemente non è solo a te che da fastidio il mio successo … “

“Ortensia giura che non te li ha mostrati; ed è l’unica ad averli … “

“Avvocati, annotate che la mia ex moglie, che giura di amarmi, da fiducia a sua cugina e si rifiuta di credere alla mia parola, proprio come una moglie innamorata fa normalmente … “

“Maria, ti avevo pregato di rimanere zitta e di parlare solo se eri certa di quel che dicevi … “

“Ma solo loro possono essere stati e Ortensia è mia fedelissima amica … “

“ … che non ha esitato a venirmi a proporre in diretta la tua copula con l’ultimo amante e a chiamarvi in video per distruggere il matrimonio, come tu hai detto, ed è registrato nel servizio antintrusione dell’ufficio … “

“Perché lo avrei fatto?”

“Avvocato, la signora le ha per caso dichiarato il motivo per cui mi ha riempito di corna per anni?”

“Per umiliarti, per farti abbassare la cresta … “

“Avvocato, io parlo sempre a lei ma pare che la sua assistita preferisca rispondere personalmente. Ricordate l’ultima frase pronunciata dalla sua assistita? ‘io te ne farò, di male; stai attento’; se ricordate questa frase, va da se che pur di offendermi avrebbe anche potuto rischiare il posto; lo avrebbe fatto per umiliarmi; io credo che l’ipotesi sia la più praticabile; ‘muoia Sansone con tutti i Filistei’; nella speranza di farmi del male è rimasta sotto le rovine del tempio … “

“Caro collega, se la frase è stata pronunciata, l’ipotesi regge; forse è stata proprio la tua assistita, per danneggiare il marito, a farsi del male … “

“Cosa proponi?”

“Separazione consensuale, fine delle ostilità, ognuno per se e Dio per tutti.”

“Collega, sai bene che nessun giudice sentenzia una separazione e il successivo divorzio senza concedere un compenso per dieci anni di vita in comune … “

“Di cui cinque con corna documentate, con offese sanguinose e con dichiarazioni di disamore per un marito che era solo un bancomat per fare una vita più agiata; ricordati che ci sono le ricevute degli hotel di lusso, mentre la signora doveva essere in viaggio di studio con scolaresche; quella è una frode, visto che riceveva amanti, in quegli hotel.”

“Queste cose deve dimostrarle in tribunale, davanti a un giudice; caro ingegnere, le ci vorranno alcuni anni con le obiezioni che porremo, per liberarsi di un matrimonio che le risulta scomodo e che vorrebbe liquidare con un calcio.”

“Non abbiamo nessuna urgenza di concludere; abbiamo presentato istanza di legalizzazione di una separazione di fatto che esiste già; il mio amico ingegnere andrà a vivere con la sua nuova compagna e la sua rappresentata andrà a farsi almeno un annetto di destinazione coatta in una località dove forse le fedifraghe non sono viste di buon occhio; sa, internet, e specialmente i siti pruriginosi, arriva dappertutto; sarà preceduta dalla fama delle sue ‘bravate’.

Se Maria vuole la guerra, dovrà difendersi su diversi fronti; e quello dell’ex marito non è il più duro, forse; io, da amico e non da avvocato, posso solo suggerire di ridurre i danni; le colpe sono lampanti; le speranze di conciliazione non esistono, vista la tigna di lei a cui lui sta rispondendo con altrettanto orgoglio; prima di presentare esposti per opporvi alla richiesta di separazione legale, fate bene i vostri conti, perché potrebbero risultare salati.”

Lo scontro si conclude lì, senza vincitori né vinti ma con due contendenti più nemici ed agguerriti che mai; come sempre avviene, il grande amore che ci aveva uniti in gioventù si è trasformato in rancore distruttivo, in odio profondo e non perdiamo occasioni per punzecchiarci, anche in pubblico, pur di gettare fango sull’altro; Maria risulta pericolosamente feroce e cerca di seminare in tutti gli ambienti zizzania contro di me definendomi omosessuale, impotente, cuckold ed altre amenità.

Io sono tenuto a freno da Loredana che cerca di coinvolgermi quanto più le è possibile nell’allestimento del nostro appartamento che è stato acquistato e che viene ammobiliato con estremo buongusto; ormai è il nostro ‘nido d’amore’ dove viviamo giorni intensi e ricchi di fascinosi accoppiamenti; ci scopriamo molto caldi a letto e non lesiniamo niente per dare sfogo ai desideri più segreti; paradossalmente il rincorrersi delle voci malevoli messe in giro da Maria diventa uno stimolo sessuale.

Come ci eravamo ripromessi, la prima cosa che facciamo, quando per la prima volta dormiamo nella camera del nuovo appartamento, è stabilire che in quell’occasione proverò quella che non è una verginità anale in senso letterale, ma un modo per avvicinarci ancora di più, perché ci prepariamo a farlo come se davvero fossimo entrambi alla prima esperienza; durante i preliminari, che, come amiamo, sono lunghi e laboriosi, mi chino a leccare da dietro lei che sta carponi sul letto.

Passo la lingua a larghe leccate su tutto il sesso, dal clitoride all’osso sacro, e affondo con gusto nella vagina e nell’ano; non è solo un’impressione, la mia; quel buco non viene violato da molto tempo e non ha subito assalti di grande significato; per una situazione assai più deteriorata, avevo accettato il giuramento di Maria che me lo spacciava per vergine; solo dopo cinque anni ho scoperto che non solo era stato sfondato ma che era diventato un traforo per tir.

Forse anche sulla spinta di questo ricordo, mi dedico a quell’ano con tutta la dolcezza che si può riservare ad un oggetto amato, prezioso e delicato; lecco e titillo con appassionata cura e lo sento vibrare sulla lingua come un fiore che apre e chiude la corolla; desidero averlo io, adesso, penetrarlo dolcemente e sentire quelle vibrazioni sull’asta; ma non ho nessuna intenzione di lasciarla a guardare il lenzuolo mentre ci offriamo un altro gesto d’amore.

Gliene parlo e mi propone, per agilità di penetrazione, di violarla da dietro; sa che è più doloroso uscire che entrare, ma mi propone lei stessa che, dopo avere ‘aperto la strada’ alla penetrazione io la possegga vis a vis per seguire insieme le fasi dell’amore; ha già provveduto a dotarsi di un gel lubrificante decantato come ‘miracoloso’ e me lo porge perché prepari il retto a ricevere la mia mazza; ungo interamente il canale rettale e l’ano, passo abbondantemente il gel sulla mazza e accosto il sesso.

Non incontro difficoltà a penetrarla; mi ferma una sola volta quando la cappella forza lo sfintere e poi, con una leggera spinta indietro dei lombi, si penetra fino ai testicoli; mi ferma trattenendomi per le natiche e sento che attiva i muscoli per adattare il condotto all’ingombro nuovo, per lei; allungo le mani a prendere il seno e le titillo i capezzoli; il ventre vibra e titilla il sesso; mi spinge lentamente fuori, si rovescia sul letto e si offre scosciata; appoggia la cappella e rientro senza problemi in lei.

Ci guardiamo negli occhi che si comunicano amore; le prendo i seni e titillo i capezzoli; mi attira per un attimo e mi bacia sussurrandomi a fior di labbra ‘ti amo’; comincio a cavalcarla dolcemente; accentua lei stessa il movimento perché vuole sentirsi presa e possedere al tempo stesso la mia virilità; sento di essere in paradiso, con un angelo tutto mio; l’orgasmo arriva quasi a tradimento, per tutti e due, e le scarico nel corpo tutto il desiderio, tutta la voglia, tutto lo stupido amore di un ragazzino.

Ci rilassiamo e ci sdraiamo; sappiamo che la notte sarà lunga e tutta di sesso e di amore; come sempre, la mia efficiente segreteria non perde di vista la realtà, anche in un orgasmo da morirci; visto che ci andiamo adattando l’uno all’altra, la casa dovrà essere il segno della nostra armonia; ma vuole un figlio; il gap generazionale, coi miei 40 e i suoi 35 anni, è già forte; se aspetta ancora, perde la possibilità di una maternità sicura e controllata.

“Alla fine del ciclo, non prenderò più la pillola; dovrai aiutarmi a trovare altre soluzioni; hai visto che l’ingresso posteriore ti aspetta con amore, sempre; non sarei mai stanca di ingoiare te e il tuo seme; per un mese dovremo concludere così, perché non è prudente una maternità subito dopo avere assunto per anni la pillola; passato l’altro ciclo, potremo ‘avviare i lavori’ perché io in estate possa essere incinta di te; ma il figlio sarà sempre soprattutto mio.

Non voglio mettere in dubbio la tua paternità; sarai sempre suo padre e il mio compagno; se però un giorno dovessi perdere il tuo amore, mio figlio verrà con me e sarà il mio amore infinito, il sostegno per la vecchiaia, il mio compagno inossidabile. Ti è tutto chiaro, amore?”

“Se ti innamorerai di uno più bello e più giovane di me, arriverò a farti ammazzare per tenermi nostro figlio; io non ti lascio nemmeno se mi uccidono; ti tormenterei nei sogni; stiamo decidendo di vivere insieme e di dare vita a una famiglia, spazio a un’altra persona che sarà mia e tua, rappresenterà l’altro per ciascuno di noi. Non accennare mai più a rotture o separazioni; una mi basta; se mi trovassi nella situazione che mi fa vivere Maria, stai certa che non andresti in tribunale, ma al cimitero.”

Le professoresse lussuriose ed esposte al pubblico giudizio sono state trasferite d’ufficio e destinate in Calabria con sedi punitive diverse, ma non lontane; debbono raggiungerle dal settembre successivo, ad inizio di anno scolastico; vivono con una certa difficoltà il periodo di tempo che intercorre tra l’esplosione del caso e la fine dell’anno scolastico, esposte alla condanna esplicita delle colleghe che le vorrebbero subito espulse e alle proposte ambigue con cui i colleghi si fanno avanti.

Prima di andare avanti…

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