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Autostrada
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Racconto55 min di lettura

Autostrada

I casi strani della vita

geniodirazza
1 anno fa · 526 letture · 0

Non guardo i video successivi, ma è chiaro che è stata una lunga vacanza, per Maria, e che molte volte incontra l’occasionale amante esercitando con lui tutto lo scibile del sesso; lo spettacolo mi provoca brividi di ribrezzo e di rabbia soprattutto perché nello stesso periodo mi prende per i fondelli con proclamazioni di timidezza, di grande amore e di eccezionale riserbo di fronte ad altri maschi.

A quel suo primo amante non concede il lato B, perché all’epoca lo nega anche a me; ma in uno dei video successivi, con un altro sconosciuto molto ben fornito, si vede nettamente che, dopo aver copulato due volte in vagina, cede volentieri alle pressioni di lui perché si faccia penetrare analmente; sono nella nostra camera e la vedo che va fuori, in bagno presumibilmente, e torna subito dopo con in mano un tubetto contenente un lubrificante vaginale che talvolta usa.

Gli chiede se può andare; lui prende il tubo e le garantisce che non proverà quasi niente, anche se la sua nerchia va ben oltre la mia dotazione di venti centimetri; guardo allibito lei che si dispone a pecorina ai piedi del letto, lui che le lecca con passione ano e vagina; guardo la penetrazione vulvare, forse per preparare quella anale, e le lunghe manovre per lubrificare il condotto rettale, l’ano e la mazza; seguo ribollendo la penetrazione progressiva della sberla nell’intestino.

La monta a lungo, nell’ano dilatato; lei progressivamente ci prende sempre più gusto e gode infinitamente, specie quando le scarica nel ventre uno tsunami di sperma; capisco che hanno goduto insieme dalle urla che si levano al cielo; non mi fa schifo il fatto in se, ma la faccia di bronzo di lei che, qualche giorno dopo, facendo finta di concedere a me quella verginità, fa mille moine prima di farsi penetrare in una caverna già esplorata.

Il coito anale è accompagnato dalla solita dedica al ‘povero cornuto impotente’ che si prende le corna e crede di avere la moglie migliore del mondo; giuro a me stesso che, se ne avrò la possibilità, le farò pagare cara ogni offesa arrecatami coi suoi amanti occasionali; fermo la visione perché ormai sono al limite dell’esplosione; ripongo il lettore e la memoria esterna, apro l’ufficio e vado a trovare Loredana; la bacio lì stesso, contro ogni prudenza, e la carezzo a lungo, quasi grato per l’affetto.

Sono disorientato davanti alla piega che hanno preso gli eventi; istintivamente, sarei portato a sbattere in faccia alla troia, che mia moglie si è rivelata, tutto il mio schifo; la presenza di Loredana, mio angelo custode, mi aiuta a fermare la rabbia e a razionalizzare; mi impegna soprattutto con i progetti di vita comune e riesco a passare giorni di amoroso entusiasmo, occupandomi del lavoro e della sistemazione della mia vita, momentaneamente racchiusa nel miniappartamento di Lory.

Quando Giancarlo, l’amico comune di professione avvocato, mi telefona per avvertirmi che mia moglie si è rivolta a lui per essere rappresentata nella causa che mi vuole intentare per abbandono del tetto coniugale, gli accenno ai tradimenti e gli suggerisco di ricordare a Maria l’animatore del villaggio in Calabria, le offese che possono essere documentate e le maldestre umiliazioni che mi ha inflitto.

Lo avviso che la causa è delicata, che non solo avrei distrutto mia moglie, ma che, se mi prendeva il gusto feroce del sangue, avrei fatto male a chiunque l’avesse difesa dopo avere scoperto che le corna me le aveva fatte sin dall’inizio del matrimonio, dimostrando di essere sleale, infedele, ignobile e volgare; non solo avrei risposto privandola anche del minimo sostegno di cui si era largamente avvalsa mentre mi trattava da zerbino, ma avrei fatto tutto per distruggerla.

Mi obietta quasi timidamente che lei gli ha parlato di un solo tradimento di cui mi aveva informato una sua cugina invidiosa e desiderosa di diventare la mia amante foraggiata e sostenuta dal mio successo; gli dico di avvertirla che un uccellino mi ha messo a disposizione tutti i video delle sue bravate a cominciare da quella prima trasgressione in Calabria attraverso tutte le schifose intemperanze di cui si è macchiata compresa le verginità regalata ad altri e fatta risultare mio privilegio.

Non gli interessano, naturalmente, le copule che in tribunale contano poco, né le verginità di cui una femmina dispone come le pare; di fatto, io mi sono allontanato da casa e l’ho abbandonata; gli obietto che ho passato fuori solo qualche notte e posso documentare tutte quelle che lei ha trascorso in alberghi di lusso coi suoi amanti; comunque, ho uno studio legale a mia completa disposizione e si rivolga a quello.

Mia moglie forse è lì vicino, perché di colpo il tono si abbassa e diventa quello dell’amico dolente perché due persone innamoratissime si scontrano all’improvviso; gli suggerisco di chiedere alla signora se ha amato me o il Giovanni a cui proclama amore eterno contro il cornuto impotente; un attimo di silenzio mi suggerisce che le ha parlato; mi chiede se possiamo incontrarci per chiarire; ‘in tribunale’ rispondo; se vuole evitare il tribunale, l’unica via è la separazione consensuale.

“Gigi, io non considero morto il nostro matrimonio; devi parlare con me e dobbiamo ricucire … “

Finalmente Maria si è rivelata.

“Cosa vuoi ricucire? Dieci anni di matrimonio, di cui cinque passati ad amare altri uomini?”

“Non ho amato nessuno; ho fatto sesso, ma non ho amato nessuno.”

“Bene, io non ti riconosco più come compagna della mia vita; ho un’altra, a fianco a me, che mi ama da quando avresti dovuto farlo tu e che ora occupa nella mia vita il ruolo che le compete … “

“Eri da Loredana, l’altra sera?”

“Ce l’hai una telecamera per dimostrarlo? Io ho la registrazione di quello che mi ha mostrato Ortensia; i nostri sistemi antintrusione hanno registrato tutto quello che è stato proiettato nel mio ufficio; tu hai un documento di quello che dici?”

“No; io so che lei è la donna giusta per te; lei è stata diplomatica, ma già avevo intuito che ti stava dando lei l’amore che io non ho saputo darti; ti prego, rifletti un momento e non gettare con l’acqua sporca anche il bambino … “

“Quale bambino? Quello che ti sei rifiutata di fare fino a non poterlo avere più e che lei mi darà prima che divorziamo?”

“Oh, mio dio, anche il figlio; perché mi massacri?”

“Tu cosa hai fatto?”

“Ho fatto solo sesso, brutale, vergognoso, ignobile, tutto quello che vuoi ma solo sesso … “

“Già, fino a propormi immacolato un ano che ti eri fatta sfondare da una grossa mazza … “

“Dio, anche quel video hai visionato?”

“Per una volta, sii saggia; devi andare per la tua strada, con i falli che vuoi; con me hai chiuso; se ti opponi e resisti ti giuro su quanto ho di più caro che spenderò ogni mia energia, anche la più piccola, per vederti distrutta; lo sai che non vengo meno alle promesse; e questo è un giuramento.”

“Va bene; allora preparati a farmi male, se ci riesci; perché io te ne farò, stai attento …. !”

L’ultima sfida mi inferocisce; parlo al mio avvocato e gli chiedo cosa posso fare per fare davvero male alla mia ex; uno dei ragazzi dello staff suggerisce che pubblicare un video del tradimento può testimoniare che mi ha umiliato e danneggiato; il titolare fa osservare che si può risalire al responsabile della pubblicazione e accusarlo di violazione della privacy; il giovane, più smaliziato nel campo, mi chiede se lei ha un portatile personale e se ho i dati per l’accesso.

Gli dico che il tablet è certamente intestato a lei e che da qualche parte mi ha fatto segnare i dati di accesso, per un’occasione in cui doveva lasciarlo in revisione; mi dimostra che con un poco di malizia può lanciare i video e farli risultare partiti dal tablet di lei; la mia immagine di cornuto ne esce dichiarata, ma lei si espone al rischio di avermi umiliato su larga scala e rischia anche professionalmente; autorizzo l’operazione e in due minuti in rete ci sono due video, uno di lei e uno della cugina.

I video diventano immediatamente virali e in poche ore tutta la città è informata che due professoresse del liceo sono state riprese a copulare, una addirittura fuori del matrimonio; lo scandalo è inevitabile e sono additato immediatamente come cornuto; Loredana mi rimprovera la bassezza di avere esposto in piazza le corna solo per offendere mia moglie; le faccio osservare che è stata lei a promettermi di farmi male; la rassicuro anche sulle responsabilità della pubblicazione.

Due giorni dopo la questione esplode; lei e sua cugina sono state segnalate e punite col trasferimento d’ufficio in sede disagiata, in Calabria per ironia della sorte; nel mio ufficio si presentano due ufficiali della Polizia Postale, perché mia moglie mi ha denunciato di violazione della privacy per diffusione di materiale offensivo custodito nei loro computer; la mossa era prevista e il mio legale fa presente che il computer in cui sono custoditi i video è quello della denunciante e protetto da password.

Invita quindi gli inquirenti a verificare la provenienza della pubblicazione; bastano pochi minuti ai poliziotti per accertare che sono stati lanciati proprio dal tablet di Maria e che io sono estraneo alla faccenda; vanno via scusandosi; mossa successiva altrettanto prevista, è la richiesta di Giancarlo di incontrarmi nello studio del mio legale, che mi suggerisce di accettare per non manifestare rancore; accetto che ci sia anche la mia ormai ex moglie; Maria mi chiede da chi ho avuto i video.

Prima di andare avanti…

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